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Splatoon Raiders: come Nintendo ha cambiato le regole del gioco… a colpi d’inchiostro!

Splatoon Raiders prova a cambiare la formula della serie Nintendo, trasformando il combattimento in scelta, progressione e identità di gioco.

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Per oltre un decennio, Splatoon ha costruito la propria identità attorno a una formula ben precisa: partite brevi, controllo del territorio e un ritmo competitivo in cui ogni secondo e ogni mossa del giocatore conta. Ma cosa accadrebbe se Splatoon uscisse dai confini dello sparatutto competitivo?

Con Splatoon Raiders, in arrivo il 23 luglio 2026, Nintendo prova a riscrivere le regole del gioco con un nuovo inchiostro. Non si limita a perfezionare quella formula già vista e amata dai fan, ma la rimette in discussione in un progetto che conserva lo scheletro e il DNA dei titoli pubblicati dal 2015, pur cambiando approccio e modo di affrontare ogni scontro.

A differenza dei capitoli classici, Splatoon Raiders porta l’universo di Splatoon in un territorio inesplorato, rileggendone e riscrivendone l’immaginario attraverso un’esperienza fortemente orientata al gioco in singolo. Il focus si sposta così dalle tradizionali arene competitive a un’avventura d’azione che mette al centro l’esplorazione delle misteriose Isole Spirhalite, senza però rinunciare a quell’identità fatta di inchiostro, mobilità e combattimenti frenetici che hanno reso celebre la serie.

Nei panni della Macchinista, accompagnata dal Trio Triglio, il giocatore dovrà recuperare tesori, affrontare orde di Salmonoidi e migliorare progressivamente il proprio equipaggiamento. A supportare la progressione entrano in gioco una base operativa, le tecniche speciali dei membri del Trio e, soprattutto, un nuovo sistema di serbatoi, destinato a diventare l’elemento che più di ogni altro definisce l’approccio alle spedizioni e al combattimento.

Inchiostro a volontà!

Se c’è un elemento che caratterizza davvero l’identità di questo spin-off, questo è il sistema di serbatoi. Durante l’avventura tra le Isole Spirhalite, infatti, il giocatore avrà a disposizione tre tipologie diverse di serbatoi in cui conservare l’inchiostro, ognuna con le proprie peculiarità e adattabile a stili e approcci di gioco differenti. Nintendo, dunque, non li usa come semplici varianti dell’arsenale, ma come tre modi diversi di interpretare il combattimento, ciascuno con una filosofia precisa e con un impatto diretto sul ritmo della spedizione e dell’esplorazione.

NSwitch2 Splatoon Raiders

Il serbatoio rapido è quello del controllo dinamico: privilegia la mobilità, la gestione dello spazio e la capacità di colpire senza esporsi troppo. È lo stile che parla ai giocatori più attenti al posizionamento, a chi preferisce costruire un vantaggio poco alla volta, senza smettere di muoversi. Congegni come Scarpa esplosiva, Scattobomba e Rotorang rafforzano questa identità, trasformando il combattimento in una continua alternanza tra avanzata, pressione e ripiegamento.

serbatoio rapido splatoon raiders
Serbatoio rapido

Il serbatoio potente punta tutto sull’impatto. Qui il ritmo si fa più aggressivo, lo scontro più frontale e la gestione del rischio più immediata. È lo stile che più di tutti sembra incarnare la componente action del gioco, grazie a strumenti come Splatascia, Splatelliti e Trottolesto, pensati per aprire un varco anche nei momenti più caotici e per tenere costante la pressione sui nemici.

serbatoio potente splatoon raiders
Serbatoio potente

Il serbatoio tattico, infine, è quello che aggiunge la lettura più interessante, perché chiede un approccio più tecnico e ragionato. Non basta attaccare: bisogna capire quando farlo, da quale posizione e con quali tempi. Pentoletta, Splattoncini e Laserofono spingono proprio in questa direzione, offrendo strumenti che premiano il posizionamento, il controllo del campo e una gestione più strategica dello scontro.

serbatoio tattico splatoon raiders
Serbatoio tattico

È qui che Splatoon Raiders si allontana davvero dalla formula classica della serie. I tre serbatoi non cambiano solo l’equipaggiamento disponibile, ma ridefiniscono il modo in cui il gioco va letto e affrontato, trasformando ogni spedizione in una scelta di stile prima ancora che di combattimento, rendendo personale l’esplorazione.

I serbatoi, però, raccontano solo una parte dei nuovi sistemi di gameplay del titolo. Splatoon Raiders, infatti, punta a una progressione molto più ampia, a partire dal livello del proprio personaggio, il cui avanzamento permette di imparare nuove abilità, fino a nuove armi da scoprire, congegni da costruire e potenziamenti da accumulare sessione dopo sessione.

screen splatoon raiders

Così Splatoon Raiders si distingue dal resto della serie. Non perché cambia semplicemente ambientazione o struttura, ma perché sposta il centro dell’esperienza: non conta più soltanto vincere uno scontro, ma capire come affrontarlo, come prepararsi e come far crescere il proprio personaggio lungo il percorso, sfruttando i mezzi e le tecniche a disposizione. In questo senso, il gioco sembra allontanarsi dalla logica immediata e competitiva della sfida e avvicinarsi a una forma più personale di avventura, dove ogni scelta pesa sulla spedizione e sul modo in cui il giocatore si costruisce dentro il mondo di gioco.

Splatoon Raiders cambierà il futuro della serie?

Come ogni capitolo di una serie, il successivo cerca sempre di aggiungere elementi e limare i difetti di quello che lo precede. In questi anni, Splatoon non ha fatto eccezione: ogni episodio ha provato a spostare un po’ più in là la serie, senza mai stravolgerne davvero l’identità. Come capitolo staccato dalla serie classica, Splatoon Raiders sembra voler fare qualcosa di diverso, pur conservandone, come già detto, l’essenza: non si limita ad aggiungere tasselli a una formula già consolidata, ma prova a intervenire sull’esperienza stessa.

Dunque, lo spin-off diventa interessante non solo come titolo a sé, ma anche su un piano più ampio all’interno della serie, senza però cadere nell’errore di considerarlo “Splatoon 4”. La predominante componente in singolo, il fattore esplorativo, la scelta dei serbatoi e dei conseguenti approcci di gioco raccontano un’idea più ampia, in cui il combattimento non sembra essere più soltanto competizione, ma una conseguenza del modo in cui si decide di affrontare l’avventura.

Se la formula dello spin-off funzionerà, Splatoon Raiders potrebbe rivelarsi importante non perché sostitutivo del passato, ma perché capace di mostrare quanto la serie possa reinventarsi senza perdere l’identità che ha costruito attorno a sé e ai suoi fan.

Splatoon Raiders

Per scoprirlo, dovremo equipaggiarci con congegni, armi e serbatoi pieni di inchiostro e avventurarci nell’esplorazione a partire dal 23 luglio, solo su Nintendo Switch 2.

In ogni caso, Splatoon Raiders è già abbastanza diverso dal solito da meritarsi attenzione. Non perché voglia rimpiazzare la formula classica, ma perché prova a mostrarne un’evoluzione possibile: più esplorativa, più personale, più legata al modo in cui il giocatore sceglie di affrontare l’avventura. Dal 23 luglio sapremo se Nintendo avrà trovato un nuovo modo di far rivivere Splatoon… senza smettere di essere Splatoon!

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