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Lucky Stadium: una carta promo ci racconta il Giappone

Venite a scoprire le molteplici versioni e riferimenti culturali di una delle carte promozionali più esclusive di tutti tempi: Lucky Stadium.

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Bentornati a Storie di Carte Collezionabili, la rubrica che vuole portare alla luce le storie raccontate dalle carte Pokémon, svelando civiltà perdute, regioni misteriose, segreti e retroscena non solo del mondo dei mostriciattoli tascabili, ma anche del nostro.

Nel nostro ultimo appuntamento in un viaggio nel tempo eravamo tornati ai primi anni del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon. Dal 1998 ai primi anni 2000, dalla Lega Pokémon di casa all’antenato dei Mondiali, la Tropical Mega Battle, avevamo riscoperto eventi del passato.

Questa volta, sui passi delle otto tappe della serie Japanese World Challenge Summer, scopriremo le molteplici versioni e i rispettivi riferimenti culturali di una delle carte promozionali più esclusive di tutti tempi: Lucky Stadium.

La carta è nota al grande pubblico per essere una delle 53 promo Black Star dell’era Wizards of the Coast. La carta venne distribuita in occasione dell’apertura del Pokémon Center di New York nel 2001 (dal 2005 Nintendo World e poi Nintendo New York nel 2016, ndr). Lucky Stadium fece successivamente parte dell’espansione Neo Destiny, disegnata dall’artista Imakuni? in versione non comune.

Lucky Stadium

Versione meno nota ai più è l’edizione bilingue della Tropical Mega Battle, illustrata da Kouichi Ooyama, tra gli ideatori originali del GCC Pokémon.

Lucky Stadium è sempre stata caratterizzata nelle sue diverse edizioni da riferimenti al mondo reale. Da ricordate la presenza dell’Empire State Building nell’edizione di New York, fino alla caricatura del Hilton Hawaiian Village nell’edizione Tropical Mega Battle.

Fu proprio durante la serie di tornei Japanese World Challenge Summer che l’allora The Pokémon Center Company (oggi The Pokémon Company, ndr) decise di dedicare un’edizione delle carta per ognuna delle otto tappe previste. Ogni edizione avrebbe riportato al suo interno uno stadio, il profilo di un Pokémon e un luogo caratteristico della regione del Giappone in questione.

Il risultato fu una serie di otto carte che entra a mani basse in ogni grande collezione di carte Pokémon. E proprio grazie a queste per noi sarà possibile visitare, ricordare o addirittura conoscere 8 tra i luoghi e le strutture più iconiche del Giappone.

Pronti al Lucky Stadium Japan Tour?

Lucky Stadium

Il nostro viaggio non poteva che iniziare con l’edizione di Kantō. Questa fu distribuita il 1° luglio 2000 presso il PACIFICO Yokohama Convention Center, che prende il nome dalla città che lo ospita, ovviamente Yokohama. Yousuke Hirata, membro del gruppo di artisti noto come CR CG gangs, è l’illustratore della versione. In questa carta fa la sua apparizione Lugia, leggendario Pokémon della regione di Johto, intento a volare tra le luci della città. Quale città? Ma Tokyo, naturalmente.

Illuminazione speciale della Tokyo Tower per la candidatura alle Olimpiadi 2016

La capitale del Giappone è riconoscibile sullo sfondo dalla Tokyo Radio Tower, già al tempo, iconica struttura della capitale. Ispirata alla Torre Eiffel, ma dai colori bianco e arancione, costruita nel 1958 e serve ancora oggi per la trasmissione delle principali reti televisive giapponesi. Nei suoi 333 metri di altezza sono presenti due osservatori che consentono una vista a tutto tondo di Tokyo.

Accade frequentemente che la Tokyo Radio Tower assuma diversi aspetti a seconda di diverse ricorrenze culturali, religiose o sportive di interesse nazionale e mondiale.

Lucky Stadium

Ci spostiamo nel Kansai, con la seconda edizione della carta distribuita presso il Asia&Pacific Trade Center di Osaka il 9 luglio 2000. Sulla carta appare un Ho-Oh, completando il duo leggendario di Johto, in volo con i colori del tramonto. L’illustrazione è affidata a Yuichi Sawayama, anche lui membro del gruppo CR CG Gangs.

Vista del complesso Tōji

Lo stile della bucolica Johto traspare da ogni dettaglio dell’illustrazione. Quella che potrebbe sembrare a un occhio profano la Torre Campana è di fatto la pagoda del Tempio Tōji. Simbolo della città di Kyoto e Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Tra le strutture che compongono il Tempio, la più peculiare per interesse storico è cercatemente la gojūnotō di Tōji (pagoda a cinque piani). Originaria del IX secolo, questa struttura è stata distrutta e ricostruita quattro volte. Nel 1952 fu conferito alla struttura il riconoscimento di Tesoro Nazionale.

Lucky Stadium

La nostra avventura prosegue sull’isola di Hokkaidō, dove il 16 luglio 2000 vide la luce l’edizione di Hokkaidō presso il Tsukisamu Green Dome della città di Sapporo. Nella illustrazione a opera di “Big Mama” Tagawa, anch’essa della CR CG gangs, l’artista affida a un maxi schermo il riferimento culturale. Se la statua di Pikachu è genericamente rappresentativa del mondo Pokémon, la torre con orologio sulla destra non lascia spazio a nessun dubbio.

Sapporo Tokeidai

Ci troviamo nella città di Sapporo e stiamo osservando la Sapporo Tokeidai, Torre dell’orologio di Sapporo. Costruita nel 1870 circa è la testimonianza architettonica della collaborazione tra il governo americano e il Giappone. Come opera, indubbiamente, di matrice occidentale è tra le mete turistiche più gettonate ancora oggi e i rintocchi dell’orologio possono essere ascoltati allo scoccare di ogni ora.

Lucky Stadium

Il 22 luglio 2000 nella città di Nagoya presso il Nagoya Trade & Industry Center vide la luce l’edizione di Lucky Stadium dedicata alla regione di Chūbu. Nell’illustrazione di Ryuta Kusumi, CR CG-Gangs, il leggendario Zapdos osserva la torre centrale del Castello di Osaka.

Replica moderna del Castello di Osaka

In un paese così ricco culturalmente come il Giappone, il Castello di Osaka, quando entriamo nel merito degli eventi che hanno portato all’identità odierna del paese è forse il testimone più completo degli ultimi secoli. LA sua storia tocca direttamente i nomi più importanti della storia giapponese: dalla progettazione nel 1583 voluta da Toyotomi Hideyoshi, passando alla resa al clan dei Tokugawa nel 1620 dopo un assedio durato anni, fino alla sua conversione in caserma militare sotto il governo Meiji.

Solo in tempi relativamente recenti, 1995 circa, a seguito dei danni riportati durante la seconda guerra mondiale, viene operata una ristrutturazione riportando il castello agli antichi fasti dell’epoca Edo.

Superato il giro di boa arriviamo al 26 luglio 2000 quando fu resa disponibile l’edizione Hokushin’etsu della carta, la location del torneo fu il Niigata City Industrial Promotion Center nella città di Niigata. L’illustrazione scomoda ancora una volta “Big Mama” Tagawa che abbandona il maxi schermo per dedicarsi a un paesaggio naturale in cui fa capolino un simpatico Mew.

Vista sul Monte Yari

Dopo qualche breve ricerca passata a visionare foto delle Alpi giapponesi, è facile supporre che l’artista tra le tante vette spettacolari abbia scelto il Monte Yari. Annoverato nel libro 100 Famous Japanese Mountains di Kyuka Fukada del 1964 sono ben 7 le vie individuate negli anni per completare la scalata e conquistarne la vetta.

Lucky Stadium

Durante la sesta e ultima tappa del mese di luglio, presso il West Japan General Exhibition Center, in Fukuoka il 30 luglio 2000 ai fortunati partecipanti fu consegnata l’edizione Kyūshū. L’illustrazione vede la collaborazione tra Ryuta Kusumi e Benimaru Itoh, e raffigura un esemplare di Onix ai piedi del Monte Aso.

Eruzione del Monte Aso nel 2016, la prima dopo 36 anni circa

Il Monte Aso con la sua vetta più alta a 1525 metri e una caldera di oltre 120 km di circonferenza, è tra i vulcani attivi più grandi della Terra. L’eruzione che ha portato alla formazione dell’Aso è datata a 300.000 anni fa, dopo di questa ben quattro eruzioni che hanno formato Taka, Naka, Eboshi e Kishima, quattro delle cinque vette più alte del territorio.

In tutta la prefettura di Kumamoto è possibile trovare 320 ponti ad arco che derivano proprio dai depositi di cenere delle nubi piroclastiche. Questi insieme ai ponti fluviali Tsujun-kyo e Reidai-kyo Midorikawa vengono considerati beni culturali nazionali.

Lucky Stadium

Il 2 agosto 2000 ospiti del Hiroshima Sun Plaza, nella città di Hiroshima, la carta si presentò nell’edizione del Chugōku/Shikoku. Yousuke Hirata abbandona la moderna Tokyo per esaltare con Gyarados un luogo sacro della cultura giapponese.

Santuario di Itsukushima – Cancello torii

Il Santuario di Itsukushima si erge sull’isola sacra di Miyajima. Il cancello torii da cui si è tenuti a passare è stato costruito in mare. Ancora oggi per mantenere la purezza del luogo sono vietate le nascite e le morti: donne incinte e malati terminali vengono infatti allontanati.

Lucky Stadium

L’ottava edizione di Lucky Stadium dedicata alla regione di Tohōku venne distribuita il 6 agosto 2000. La location fu il Sendai Wasse della città di Sendai. L’illustrazione vede una collaborazione da Yuichi Sawayama e Benimaru Itoh. Il Pokémon scelto fu Diglett, che vediamo fare capolino nello stadio.

Santuario Godaido di Matsushima

Il Santuario Godaido si trova su uno degli oltre 260 isolotti coperti dai pini che compongono Matsushima. La sua posizione, molto vicino al molo del centro urbano, lo ha reso il simbolo della città. Il suo nome, Godaido, deriva dalla presenza delle cinque statue al suo interno che vengono esposte solo una volta ogni 33 anni.

Il nostro girovagare per il Giappone si conclude qui. Ancora una volta le carte collezionabili Pokémon hanno sfondato la quarta parete arricchendosi di cultura tra natura e modernità del paese che ha dato i natali ai mostriciattoli tascabili. Dietro ogni dettaglio illustrato un mondo tutto da scoprire.

Non c’è da perdere altro tempo: il vostro prossimo viaggio, la vostra prossima scoperta potrebbe essere a una carta Pokémon di distanza.

FONTI: Bulbapedia, Wikipedia

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Articolo interessante

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Articolo molto bello. Sono curioso per il prossimo