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Mutropolis, Recensione: archeologi del nostro presente con Nintendo Switch

Mutropolis segna il debutto di Pirita Studio nell’industria dei videogiochi. Si tratta di un’avventura punta e clicca per Nintendo Switch.

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Cosa direbbero i posteri se potessero analizzare i reperti del nostro tempo? È una domanda che a volte risuona tra chi sia curioso di scoprire cosa rimarrà del presente e cosa penserà riguardo ciò chi verrà dopo di noi. Un dubbio irrisolvibile, certo, ma a cui Mutropolis ha provato a dare una sua interpretazione, andando indietro nel futuro.

È allora curiosa e coraggiosa la scelta di Pirita Studio: debuttare nell’industria dei videogiochi, un motore alla costante ricerca di un progresso tecnologico, con un’avventura legata indissolubilmente a un tempo ormai remoto. Mutropolis è infatti un gioco punta e clicca, tipologia che quasi per definizione rifugge la frenesia e la fretta a favore di un respiro più pacato e ragionato. L’opera prima del duo ispanico e di Ash Games per Nintendo Switch non cela le sue fonti d’ispirazione, anzi le rende un punto di partenza per creare una formula funzionale al suo messaggio di rilassante intrattenimento.

Da archeologi a detective

A proposito di previsioni inimmaginabili sulla carta e di fantasia legata a modelli riconoscibili, Mutropolis catapulta i giocatori in avanti di 3000 anni, quando gli esseri umani hanno lasciato la Terra da tempo e si sono trasferiti su Marte. Per quanto la permanenza sul pianeta rosso sia soddisfacente, il richiamo della vecchia casa è irresistibile, pertanto viene dato il permesso a scienziati e ricercatori di recarvisi per svolgere delle indagini sul passato della specie. A livello meta narrativo, tale stratagemma ha concesso agli autori la libertà d’inserire vari rimandi alla cultura pop reale, con un tocco comico o ironico senza scadere nella ridondanza.

La storia inizia proprio con una squadra di archeologi già organizzata per studiare l’interno di una misteriosa caverna sul pianeta dei loro avi. A seguito di un attacco però, il superiore in grado Totel viene rapito da dei loschi figuri di cui è ignota l’identità, pertanto i suoi colleghi tornano di corsa alla base per allertare le autorità. Essendo lui incline a perdersi nei boschi, la polizia minimizza il caso, pertanto saranno Henry Dijon – il protagonista – Cobra, Carlata e i gemelli Micro e Luc a occuparsi di lui. Non ci pronunceremo oltre poiché la trama è parte fondamentale di un’avventura grafica; basti sapere che gli autori spagnoli hanno lavorato bene sulla costruzione di scenari tra il leggendario e il surreale partendo da una premessa sci-fi. I personaggi sono ben scritti, anche se l’alter ego del giocatore viene messo in ombra dai suoi amici, un insieme di archetipi di film e serie TV rivisitati per l’occasione.

Mutropolis

Enigmi, logica, fortuna

Chi è avvezzo a tale tipologia di esperienze videoludiche, che sia passando dai maestri di LucasArts o da più recenti esempi come Lamplight City o Tohu, si troverà a suo agio. Pirita Studio non vuole sconvolgere le fondamenta dei punta e clicca, bensì proporre la sua versione di epopea a base di enigmi con un tocco artistico distintivo. Nei panni del giovane Dijon, i giocatori sono chiamati a interagire con la quasi totalità degli elementi presenti sullo schermo, incamerando informazioni necessarie per proseguire. L’inventario dell’archeologo potrà presto riempirsi di oggetti più o meno stravaganti, da un cacciavite a un fungo luminescente, passando per una rapa bianca e una mela morsicata.

La scelta degli autori è coraggiosa, si diceva in apertura, anche perché Mutropolis non scende a patti con quel tipo di giocatore contemporaneo che fagocita prodotti: non sono previsti indizi o modalità semplificate, perciò sarà necessario affidarsi esclusivamente alle proprie doti di concentrazione, logica e un pizzico di fortuna. Quest’ultima è a volte decisiva, perlomeno quando certi incastri sembrano affidarsi più al pensiero laterale che alla sola materia grigia.

Mutropolis

Compromesso acquerello

Con un anno circa di scarto rispetto alla versione PC, l’avventura galattica archeologica arriva su Nintendo Switch accompagnata dal noto e indissolubile compromesso nel passaggio dalla prima alla seconda piattaforma. Quando l’interazione si basa sull’osservazione degli spazi e sul movimento indiretto di un personaggio, la configurazione di mouse e tastiera risulta spesso vincente, in particolare modo se nell’operazione di porting non sono state pensate delle aggiunte all’hardware specifico di destinazione. Il titolo scorre nella totalità della sua durata – poco più di quattro ore – ma avremmo gradito per esempio la possibilità di regolare la sensibilità del cursore o il supporto ai controlli touch.

Mutropolis mette in scena una cospicua serie di ambientazioni, dai laboratori a dei paesaggi verdeggianti, con un buon livello di dettaglio lungo le due dimensioni. Il design dei personaggi sembra invece ricalcare una produzione animata per giovanissimi, caratterizzati da occhi neri senza pupille eppure così espressivi, oltre ad arti lunghi e molto sottili. È pertanto lodevole il lavoro svolto da Pirita Studio nel dare forma al suo progetto realizzato interamente a mano e facendo uso di una gamma di colori varia con uno stile ad acquerello. Un punto di merito va pure al comparto audio e al doppiaggio in inglese, questo ultimo capace di dare maggiore profondità ai protagonisti.

Mutropolis

Volendo rispondere alla domanda iniziale, potete passare dalle parti di Mutropolis, almeno per conoscere la versione ironica concepita da Pirita Studio. La sua avventura futuristica archeologica non vuole riscrivere le regole dei punta e clicca né farne un esercizio di stile; piuttosto, il suo estro si concentra su una direzione artistica dolce e avvolgete nelle sue sfumature, su un cast di protagonisti più o meno riusciti e su una storia che, come vuole la consuetudine di vari esponenti del genere, da un incipit lineare raggiunga una strada di folle fantasia.

Mutropolis è disponibile per Nintendo Switch dal 18 agosto 2022 tramite il Nintendo eShop.

Voto: 7.3

Pro
Una storia piacevole dall’inizio alla fine
Una buona commistione di enigmi
Direzione artistica avvolgente nella sua dolcezza
Contro
La versione per Nintendo Switch avrebbe meritato qualche attenzione aggiuntiva
Qualche stortura logica tra incastri narrativi ed enigmi

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