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Reggie Fils-Aimé: “l’eredità di Satoru Iwata e la mia sono nelle mani di Nintendo”

Reggie Fils-Aimé, ex presidente di Nintendo of America, si è lasciato andare in una profonda introspettiva sul suo operato e su quello di Satoru Iwata.

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   · 4 min lettura Nintendo
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L’ex Presidente di Nintendo of America Reggie Fils-Aimé si è lasciato andare in una recente intervista di GameDaily, svelando un po’ di retroscena sulla sua esperienza lavorativa e sul suo speciale rapporto con Satoru Iwata, ex Presidente e CEO di Nintendo venuto a mancare nel 2015.

Reggie ha sempre ricevuto molto affetto dai fan, ma solo adesso che si è ritirato in pensione sta veramente riflettendo su quanto importante è stata la sua lunga esperienza ai vertici di Nintendo.

Le reazioni al mio video di ritiro (l’ultima volta che ho controllato, era stato visto da oltre 10 milioni di persone) […] non erano aspettate e sono state sicuramente gratificanti. […] anche da quando ho lanciato il mio profilo di Twitter, vedere le reazioni lì, il feedback ai miei tweet o il solo vedere come la community vuole avere mie notizie, anche questo è stato tremendamente gratificante. […] Tutto ciò mi ha spinto a fermarmi e riflettere sul mio lavoro, e sicuramente ad apprezzarlo meglio. Specialmente verso gli ultimi anni della mia carriera, il mio obiettivo era chiaramente quello di creare un’eredità. Quello che intendo è che miravo ad assicurarmi che l’azienda fosse ben posizionata e di successo, anche senza di me a farne parte. E che la struttura societaria continuasse ad avere successi, anche senza di me a farne parte.

Sembra che la questione del lasciare un’eredità sicura e di successo a Nintendo sia diventato un chiodo fisso di Reggie proprio in occasione della morte di Satoru Iwata, 4 anni fa.

[la morte di Iwata] ha rafforzato in me l’idea della fugacità della nostra esistenza. Ma ha anche rafforzato in me la visione dell’eredità che lui ha costruito e che ha creato per l’azienda. Ciò mi ha portato a diventare davvero introspettivo, ‘Quindi qual è l’eredità che voglio costruire, qual è il mio lascito a Nintendo?’ Direi che quell’evento ha cristallizzato in me l’importanza [della mia carriera] e mi ha motivato ad essere chiaro e preciso in ciò che dovevo fare [prima di ritirarmi in pensione].

Reggie inoltre, parlando del ruolo di mentore che ha avuto Iwata per lui, ha raccontato anche un aneddoto particolare risalente al periodo immediatamente precedente alla sua assunzione.

Ho imparato molto dal Signor Iwata e vi racconterò una storia. Quando stavo per essere assunto da Nintendo, chiesi deliberatamente come parte del processo di assunzione di poter parlare con il Signor Iwata. Non era una procedura regolare e, da quanto ho appreso più tardi, era un vero e proprio disturbo nel processo di recruiting. Provate a immaginare dalla prospettiva di Nintendo, ‘Chi è questo candidato che crede di poter spendere del tempo col nostro Presidente globale? Il ruolo per il quale sta facendo domanda non è basato sul Giappone. Perché vuole parlargli?’ Insomma, potete immaginare il tipo di conversazioni che stavano avendo ai vertici. Ma alla fine hanno acconsentito alla mia richiesta di parlare con Mr. Iwata prima ancora che potessi accettare il ruolo!

Mi fu accordata una mezzora di conversazione ma finì per durare molto più del dovuto. E ciò ha davvero messo le basi per il tipo di relazione professionale e personale che avremmo avuto in seguito. Abbiamo sempre parlato tutto il tempo. Era gentile nel condividere la sua prospettiva. Era tremendamente disponibile nell’ascoltare i miei punti di vista unici, una persona che non aveva alcun tipo di storia nel business dei videogiochi se non come giocatore. Ma [ha valutato] la mia prospettiva proprio perché gli ho portato all’attenzione la sensibilità di un consumatore. Un consumatore Occidentale. E il rapporto che ha avuto con me per quasi 11 anni, è stato davvero speciale e giusto, la sua apertura con me e le cose che eravamo in grado di fare assieme erano qualcosa di magico.


Infine, nell’intervista Reggie si è abbandonato anche in alcune considerazioni interessanti riguardo il ruolo svolto dall’azienda col Nintendo DS e la Nintendo Wii.

[…] riguardo la Wii, è difficile da ricordare per le persone, ma nei primi anni del 2000, solo una persona su tre giocava ai videogiochi. Inoltre all’epoca, l’industria era stagnante e nei mercati chiave come l’Europa e il Giappone, le vendite dei software erano in declino. E, sapete, chiaramente [Nintendo] ci ha pensato a fondo. E per chiarezza, queste riflessioni sono cominciate prima che entrassi nell’azienda. Nintendo vide lo stallo dell’industria come il risultato di una troppa complessità, e di troppi sequel. [Videro] lo stesso gioco generale, ma ora nella sua versione 5 o 6, una mancanza di innovazione e una mancanza di divertimento.

Questa fu la loro diagnosi. Le aziende rivali videro la risposta in una maggiore potenza e in una rappresentazione visuale più realistica. E potete chiaramente vedere le divergenze tra Nintendo DS, per esempio, e la PlayStation Portable. Potete vedere le differenze di strategia nella Wii, rispetto a ciò che Sony e Microsoft hanno portato avanti con le loro macchine. E quindi in assoluto la curiosità intellettuale, il chiedersi domande difficili per mirare al cuore della questione, e proporre soluzioni basate su quali siano i problemi reali piuttosto che su quale sia la propria opinione, è chiaramente qualcosa che Nintendo ha fatto al meglio.

Cosa pensate delle parole di Reggie riguardo il suo operato e quello di Iwata? Nintendo si è mossa nelle giuste direzioni secondo voi?

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Nintendo of America Reggie Fils-Aimé Satoru Iwata

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