Kingom Hearts è una delle saghe più iconiche della storia dei videogiochi, riconosciuta soprattutto per la fusione tra i mondi dei classici Disney e quelli di Final Fantasy. Come è nata però questa collaborazione tra Square Enix e Disney, una delle aziende più severe per quanto riguarda l’utilizzo delle sue proprietà intellettuali?
![Kingdom Hearts Collection [I~III] cover art](https://www.pokemonmillennium.net/wp-content/uploads/2026/10/kingdom-hearts-collection-art.jpg)
È famosa la leggenda per cui Square Enix propose l’idea per la prima volta a Disney in un ascensore, dato che le due aziende condividevano il palazzo all’epoca, ma la storia è ben più complessa. Come racconta il director della serie Tetsuya Nomura, l’idea di realizzare un videogioco con i personaggi Disney fu dei produttori Shinji Hashimoto e Hironobu Sakaguchi. I due stavano chiacchierando, appunto, di quanto sarebbe stato utile poter utilizzare Topolino in un loro gioco. Nomura, origliando la conversazione, chiese di dirigere il progetto.

Nonostante Nomura non avesse mai diretto un videogioco, dato che allora era solo un character designer per la serie di Final Fantasy, i due producer accettarono. Il director, ispirato da Super Mario 64, aveva intenzione di creare un gioco dagli ampi spazi esplorabili liberamente. Serviva però un immaginario riconoscibile come quello di Mario per rendere il gioco un successo commerciale e i classici Disney erano perfetti per rimpiazzarlo.
Dopo aver proposto l’idea a Disney in quel famoso ascensore, organizzarono un incontro con Nomura. Durante questa prima riunione i dirigenti Disney furono entusiasti all’idea di creare un gioco con i loro personaggi. Proposero infatti molte idee al director su quali mondi inserire. Queste idee però non si sposavano con il progetto di Nomura, che non voleva fare un videogioco sui personaggi Disney, ma voleva utilizzare il loro immaginario e quello della serie di Final Fantasy come collanti per raccontare una storia originale.

A metà presentazione, Nomura interruppe i dirigenti dicendo che non avrebbe realizzato nessuna delle loro idee. Subito dopo, mostrò il primo design di Sora, dicendo che lui doveva essere il protagonista. Inizialmente, Sora era molto più aggressivo, con un aspetto da leone umanoide e un arma che ricordava una motosega. I dirigenti Disney ne furono scioccati, ma dopo un po’ di accorgimenti accettarono di realizzare il progetto e nel febbraio del 2000 iniziò lo sviluppo.

All’epoca Square Enix era la regina indiscussa dei JRPG, ma nel team non c’era grande esperienza nell’ambito dei videogiochi d’azione. Addirittura, tra gli sviluppatori di Kingdom Hearts, quasi nessuno aveva mai lavorato a un action. Era quindi normale che durante lo sviluppo si generasse nel team un senso di panico e ansia perché credevano che il gioco non sarebbe stato divertente, ma Nomura continuò imperterrito, spronando gli sviluppatori e tranquillizzandoli.
Dal punto di vista narrativo, invece, inizialmente il progetto puntava molto di più sulle meccaniche di gioco, raccontando una storia più semplice. Il target di riferimento era infatti lo stesso dei film Disney, i bambini. Sotto consiglio del produttore Sakaguchi, però, Nomura decise di approfondire la storia per renderla più simile a quelle dei Final Fantasy. La paura era che il titolo non fosse abbastanza interessante a tal punto da fallire commercialmente.

I mondi Disney da inserire furono scelti cercando di variare il più possibile, ma cercando anche di inserire personaggi interessanti e utili alla trama. L’allora presidente di Disney, Bob Iger, non impose particolari limitazioni al team, per cui ebbero una quasi totale libertà creativa. L’unico problema fu l’inclusione di Topolino, che infatti compare solo in un’unica scena per tutto il titolo, ma come mai? Ce lo spiega Nomura stesso:
Per utilizzare le proprietà intellettuali di Disney nei giochi, l’azienda ha bisogno di stipulare dei contratti con tutti gli sviluppatori separatamente. In certi casi, più aziende hanno tutte un contratto con Disney, quindi includere certe IP in Kingdom Hearts non fu semplice. Per questo Topolino è presente solo in una scena. Al tempo, un’altra azienda (Capcom) stava rilasciando un videogioco su Topolino (Disney’s Magical Mirror Starring Mickey Mouse), per questo non ci fu consentito di utilizzarlo. Insistemmo e alla fine ci permisero di inserirlo “in una sola scena, da lontano, utilizzando solo la silhouette e con lui che saluta o qualcosa del genere.” Per cui cercammo di rendere la scena memorabile.
Kingdom Hearts III Ultimania

Fatto sta, nel 2002 esce finalmente Kingdom Hearts per PlayStation 2, diventando in poco tempo uno dei videogiochi più venduti sulla console. Anche la critica apprezzò il titolo, soprattutto per il suo combat system divertente e per la riuscita commistione tra gli elementi Disney e quelli di Final Fantasy, creando un giusto bilanciamento tra serietà e leggerezza.

Iniziò così la saga di Kingdom Hearts, una serie che nel corso del tempo è riuscita ad appassionare milioni di videogiocatori in tutto il mondo e che è ancora oggi rilevante. Negli anni sono stati rilasciati tantissimi titoli, tra capitoli della serie principale e spin-off di ogni tipo, ma oggi possiamo rivivere tutta la storia con KINGDOM HEARTS Collection [I~III], in vista del quarto capitolo previsto per il 2027. La collection, di cui uscirà presto una recensione, è disponibile all’acquisto sia sul sito ufficiale che sul Nintendo eShop.
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