Xenoblade Chronicles è la saga JRPG di Nintendo che ha conquistato il cuore di milioni di fan. Ideata da Tetsuya Takahashi e dallo studio Monolith Soft, la serie è composta da tre capitoli principali e uno spin-off indipendente. Il primo titolo, Xenoblade Chronicles, risale al 2010 e uscì originariamente su Nintendo Wii, per poi ricevere una Definitive Edition su Nintendo Switch nel 2020. A seguire uscì lo spin-off Xenoblade Chronicles X su Wii U nel 2015, con la Definitive Edition arrivata sempre sulla console ibrida della grande N lo scorso anno. Chiudono la saga Xenoblade Chronicles 2, pubblicato nel 2017, e Xenoblade Chronicles 3, arrivato nel 2022, questi ultimi rilasciati su Nintendo Switch.
Tutti e quattro i capitoli sono dunque giocabili su Nintendo Switch e, come se non bastasse, quest’anno verranno rilasciate anche tutte le loro Nintendo Switch 2 Edition.
ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla trama dei giochi della serie Xenoblade Chronicles. Se non volete rovinarvi l’esperienza, interrompete immediatamente la lettura.

Con l’arrivo delle versioni migliorate per Nintendo Switch 2 dei capitoli della trilogia, vediamo insieme la storia dei tre titoli che compongono la serie Xenoblade Chronicles, analizzando ogni capitolo.
Xenoblade Chronicles: Bionis, Mechanis e il risveglio della Monade
Partiamo, naturalmente, dal primo capitolo di Xenoblade Chronicles. Tutto ha inizio in un oceano sconfinato, dove due Titani, Bionis e Mechanis, si scontrano per abbattersi a vicenda, pietrificando i propri corpi per l’eternità. Millenni dopo, le civiltà nate sulle spoglie dei Titani, chiamate rispettivamente Homs e Mechan, continuano a combattere tra loro. Un anno prima degli eventi principali, gli Homs affrontano i Mechan nella battaglia della Valle della Spada. L’eroe Dunban riesce a respingere l’invasione impugnando la Monade, una leggendaria spada di energia capace di ferire l’armatura dei Mechan, ma l’arma consuma la salute del suo braccio destro, lasciandolo mutilato.
La storia vera e propria inizia alla Colonia 9, dove vive Shulk, un giovane ed erudito Homs affascinato dalla Monade, che studia insieme al suo migliore amico Reyn. Un giorno, la colonia viene improvvisamente attaccata da un’armata di Mechan guidata da un gigantesco mostro meccanico con un volto umano, noto come Face Nero. Durante l’attacco, la Monade rifiuta di farsi usare da Dunban, ormai indebolito. Shulk impugna la spada e scopre di poterne controllare la vera forza, ottenendo la capacità di vedere brevi frammenti del futuro. Nonostante questo nuovo potere, Shulk non riesce a salvare la sua amica d’infanzia e amata, Fiora, che viene brutalmente uccisa da Face Nero.

Devastati dal dolore, Shulk e Reyn lasciano la Colonia 9 per dare la caccia a Face Nero. Shulk scopre le strane proprietà della Monade: la spada non può tagliare gli Homs o gli altri abitanti di Bionis, ma distrugge facilmente i Mechan. Tuttavia, i Face, i Mechan con tratti umani, sembrano immuni alla Monade originale, il che rende Face Nero un nemico quasi imbattibile. Durante il viaggio sul corpo di Bionis, al gruppo si uniscono il medico Sharla, l’Eroe Nopon Riki e e la principessa Haientia Melia Antiqua, erede al trono del Sacro Impero di Alcamoth, situato sulla testa di Bionis.
Proprio ad Alcamoth, dopo aver sventato un complotto politico interno, il gruppo affronta nuovamente i Mechan e qui scoprono che i Face non sono altro che Mechan guidati da piloti Homs “convertiti” e integrati nelle macchine. Poiché la Monade non può ferire il sangue umano, non può danneggiare questi piloti. Inoltre, all’interno di un Face d’Argento si trova Fiora, la cui mente è stata modificata ed è ora comandata da una misteriosa entità.

Dopo un ulteriore scontro, la Monade di Shulk si evolve grazie alla forza di volontà del ragazzo, infrangendo il vincolo che gli impediva di ferire la carne umana. Ora Shulk può danneggiare i Face, ma giura di trovare un modo per salvare gli Homs intrappolati al loro interno invece di ucciderli.
Successivamente, il gruppo attraversa la Valle della Spada e penetra all’interno di Mechanis per affrontare il leader dei Mechan, Egil, noto come il “Leader della Cospirazione”. Egil rivela il suo movente: non odia gli Homs per pura cattiveria, ma vuole prosciugare Bionis di tutta la sua linfa vitale. Egil spiega che Bionis è la vera minaccia per l’universo e che Zanza, la divinità di Bionis, usa gli abitanti del Titano come nutrimento per ricaricarsi e rinascere infinitamente.

Proseguendo la caccia ai Mechan alla Fortezza di Galahad, il gruppo si imbatte nel Face d’Argento pilotato da Fiora. Il suo corpo, sopravvissuto a stento all’attacco iniziale, è stato modificato, e la sua coscienza viene guidata proprio da Egil: per questo motivo, la ragazza non riconosce Shulk. Lo scontro tra il gruppo e il Face finisce in tragedia: l’impianto esplode, Fiora precipita nel vuoto e Shulk si getta a capofitto per salvarla. I due precipitano sul Braccio caduto di Mechanis, ed è qui che Shulk riesce a risvegliare Fiora. La ragazza rivela che l’entità che controllava il suo corpo non era un’arma malvagia, ma Lady Meyneth, la dea creatrice di Mechanis. Meyneth aveva scelto di condividere la propria forza vitale con Fiora per mantenerla in vita e per impedire che Egil distruggesse ogni forma di vita. Meyneth cede gradualmente il controllo del corpo a Fiora, permettendole di tornare a ragionare e combattere come essere umano, seppur supportata dagli innesti meccanici.
Dopo uno scontro titanico, Shulk rifiuta di uccidere Egil e gli tende la mano, proponendo una convivenza pacifica tra le civiltà di Bionis e Mechanis. Egil accetta di fermare la guerra, capendo la bontà di Shulk. Proprio nel momento della riconciliazione, si compie il tradimento: Dickson, da sempre un fidato mentore di Shulk, spara a tradimento alle spalle del ragazzo. Dalla ferita di Shulk si manifesta Zanza, rivelando che il ragazzo protagonista era morto anni prima nell’esplorazione che aveva condotto al ritrovamento della Monade, e che Zanza aveva usato il suo corpo privo di vita come “involucro” per risvegliarsi. Zanza distrugge la mente di Egil, prende il controllo totale di Bionis e assorbe l’energia di Meyneth, uccidendola.
Bionis si risveglia del tutto e comincia a distruggere Mechanis. Mentre il mondo precipita nel caos, la forza di volontà di Shulk gli permette di tornare in vita, questa volta libero dall’influenza di Zanza. Il gruppo, unito più che mai, affronta e sconfigge prima Dickson e poi si dirige verso lo spazio aperto per affrontare la divinità. Durante lo scontro finale, Zanza offre a Shulk di diventare il nuovo dio del mondo. Shulk rifiuta la sua offerta e la sua determinazione fa nascere una terza Monade. Con questo potere finale, Shulk distrugge Zanza una volta per tutte.

Dopo la sconfitta di Zanza, compare Alvis, l’essenza stessa della Monade, che rivela la verità sull’origine dell’universo: in origine, Zanza e Meyneth erano due scienziati umani chiamati Klaus e Galea, a bordo di una stazione spaziale sulla Terra. Klaus condusse un esperimento rischioso per creare un nuovo universo, distruggendo la Terra e trasformando se stesso e Galea nei due Titani di questo nuovo mondo, Bionis e Mechanis. Alvis non era altro che il computer centrale dell’esperimento.
Essendo rimasto l’ultimo dio, Alvis chiede a Shulk cosa vuole fare del nuovo mondo. Shulk sceglie di rinunciare a qualsiasi potere divino. Chiede ad Alvis un mondo senza dei, dove il futuro non sia già scritto dalle premonizioni, ma appartenga alle persone che lo abitano, affinché tutte le razze possano scegliere il proprio destino insieme. Il mondo viene infine ricreato: i resti di Bionis e Mechanis diventano un unico, sconfinato continente circondato dal mare. Fiora riottiene un corpo interamente umano, la pace viene restaurata e Shulk e i suoi amici guardano con speranza a un futuro aperto a infinite possibilità.
Xenoblade Chronicles 2: Alrest e la ricerca dell’Elysium
Con Xenoblade Chronicles 2, ci spostiamo su Alrest, di fronte a un mondo sommerso da un mare di nuvole, dove l’umanità vive sul dorso di imponenti Titani destinati lentamente a morire. Al centro del mondo svetta l’imponente Albero del Mondo, in cima al quale si dice si trovi l’Elysium, un paradiso perduto dove l’umanità un tempo viveva in pace accanto al Creatore, l’Architetto. In questo mondo vivono i Ductor, esseri umani capaci di risvegliare e combattere al fianco delle Gladius, forme di vita armate legate ai Cristallidi. Quando il loro Ductor muore, la Gladius torna nel suo cristallo perdendo tutti i ricordi.
Il protagonista di questo capitolo, Rex, è un giovane recuperatore di tesori che vive sul dorso del piccolo Titano Azurda. Un giorno viene ingaggiato dall’organizzazione mercenaria Torna, guidata da Malos e Jin, per recuperare un carico prezioso da un’antica nave affondata. La spedizione porta al ritrovamento del cristallo dell’Aegis, la Gladius leggendaria. Quando Rex tocca il cristallo, Malos lo uccide a tradimento trapassandolo al cuore. Rex si risveglia in una visione dell’Elysium, dove incontra Pyra, l’Aegis. Pyra offre a Rex metà della propria forza vitale per riportarlo in vita, a patto che lui la aiuti a raggiungere l’Elysium. Rex accetta, si risveglia come nuovo Ductor dell’Aegis e riesce a fuggire dall’attacco di Jin e Malos grazie all’aiuto di Azurda.

Durante il viaggio verso l’Albero del Mondo, a Rex e Pyra si uniscono: Nia, un’ex membro di Torna, accompagnata dalla sua Gladius Dromarch; Tora, un giovane e brillante Nopon che costruisce la prima Gladius artificiale, Poppi; Mòrag, l’Inquisitrice speciale dell’Impero di Mor Ardain, insieme alla Gladius Brighid; infine, Zeke, l’eccentrico principe ereditario del Regno di Tantal, scortato dalla sua Gladius Pandoria. Il gruppo si ritrova a navigare tra le tensioni politiche di Alrest, in particolare la “guerra fredda” tra l’Impero militarizzato di Mor Ardain e la teocrazia di Uraya. Dietro queste tensioni si nasconde Torna, il cui vero scopo è distruggere l’umanità e l’Architetto stesso per vendicarsi dei torti del passato.
Durante uno scontro devastante contro Torna per difendere la capitale di Uraya, Pyra viene sopraffatta. Per salvare Rex dal massacro, rivela la sua vera identità: Mythra, la personalità originale dell’Aegis. Cinquecento anni prima, durante la Guerra dell’Aegis, Mythra combatté contro Malos, anch’egli un Aegis. Durante la battaglia, il potere incalcolabile di Mythra causò la distruzione di interi Titani. Devastata dai sensi di colpa e dal trauma per le vite perse, Mythra sigillò il suo vero potere e creò la personalità più mite di Pyra.

Torna riesce a catturare Pyra/Mythra sfruttando il senso di colpa delle due ragazze, che si arrendono per evitare che Rex venga ucciso. Disperato e senza poteri, Rex sta per arrendersi, ma i suoi compagni lo spronano a lottare non per un ideale, ma per la persona che ama. Il gruppo si dirige sul Titano di Tantal. Rex affronta Jin e Malos per salvare l’Aegis.
Comprendendo e accettando sia Pyra che Mythra per quello che sono davvero, Rex spezza le catene della loro disperazione. Le due personalità si fondono, rivelando la vera e definitiva forma dell’Aegis: Pneuma. Con il potere di Pneuma, Rex diventa il vero Master Ductor, capace di controllare e manifestare qualsiasi elemento e arma a proprio piacimento. Il gruppo inizia la scalata dell’Albero del Mondo per fermare Malos, che ha intenzione di usare un gigantesco robot cosmico chiamato Aion per cancellare Alrest. Durante la scalata, Rex scopre la tragica storia di Jin: cinquecento anni prima era la Gladius di Lora, una ragazza umana. Alla morte di Lora, Jin divorò il suo cuore per evitare di dimenticarla tornando nel cristallo. Il dolore di Jin è il motivo per cui vuole la fine del mondo. Raggiunta la cima dell’Albero, la squadra non trova un paradiso terrestre, ma le rovine deserte e futuristiche di una civiltà avanzata: la Stazione Spaziale Rhadamanthus.

Nello spazio risiede l’Architetto, che si rivela essere Klaus, lo stesso scienziato responsabile della creazione del mondo del primo capitolo di Xenoblade Chronicles. Klaus spiega a Rex la verità: in un lontano passato, sulla Terra, Klaus attivò un artefatto cosmico chiamato il Condotto, che fece apparire portali verso altre dimensioni. Metà del corpo di Klaus fu risucchiato da uno dei portali e finì nel mondo di Bionis, dove rinacque come Zanza; l’altra metà del suo corpo, rimasta su una Terra devastata, divenne l’Architetto e si assunse il compito di riportare il pianeta al suo antico splendore creando il Mare di Nuvole, i Titani e le Gladius, nel tentativo di ricreare la vita. Le Gladius servivano inoltre come sistema di raccolta dati: i Cristallidi raccoglievano le esperienze umane e le inviavano ai processori centrali, gli Aegis Malos, Pyra/Mythra e Alvis.
Klaus rivela di essere ormai in fin di vita, poiché sente che la sua altra metà, Zanza, sta per essere distrutta in un altro universo. I finali di Xenoblade Chronicles e Xenoblade Chronicles 2 avvengono infatti in contemporanea. Mentre Shulk sconfigge Zanza e decide di creare un mondo senza dei dove tracciare il proprio futuro, il saggio Klaus muore in pace su Alrest, permettendo al mare di nuvole di ritirarsi e rivelando nuove terre per i sopravvissuti.

Malos prende il controllo dell’Artificio Aion con l’obiettivo di distruggere Alrest. Rex e Pneuma affrontano Malos in un’epica battaglia finale nell’orbita spaziale. Malos viene sconfitto, ma prima di morire ringrazia quasi Rex, comprendendo che il suo odio per l’umanità non era farina del suo sacco, ma era stato instillato dal suo malvagio Ductor originale, Amalthus.
Con la morte di Klaus e la distruzione del Condotto, la Stazione Spaziale comincia a crollare minacciando di precipitare su Alrest. Pneuma inganna Rex: gli restituisce la seconda metà del suo cuore, rendendolo di nuovo indipendente, e si sacrifica rimanendo a bordo della stazione per azionare l’autodistruzione e deviare i detriti lontano dal pianeta. Rex piange la perdita della donna che ama mentre scappa verso la superficie a bordo di Azurda. Dal momento in cui Pyra ha riportato Rex in vita, infatti, le loro forze vitali si sono fuse, condividendo ferite, emozioni e destino.
Mentre le macerie dello spazio cadono, l’ultimo regalo di Klaus e il sacrificio di Pneuma permettono ai Titani di Alrest di fondersi con il mare, facendoli scontrare e unire per formare un immenso e nuovo continente terrestre, ricco di vita e vegetazione. Mentre il gruppo muove i primi passi su questo nuovo pianeta, il Cristallo dell’Aegis che Rex tiene tra le mani riprende a brillare. Dal cristallo si risvegliano sia Pyra che Mythra, rianimate con corpi separati. Rex sorride e corre ad accoglierle, dando il benvenuto al futuro dell’umanità.
Xenoblade Chronicles 3: Aionios e il Presente senza fine
Cosa succede quando due mondi paralleli creati dallo stesso evento cercano inevitabilmente di ricongiungersi? La risposta è in Xenoblade Chronicles 3 nel mondo di Aionios. Le nazioni di Keves, eredi di Bionis, e Agnus, eredi di Alrest, si affrontano in una guerra perenne. I soldati di entrambe le fazioni non nascono in modo naturale: vengono creati in incubatrici già adolescenti e hanno una durata di vita limitata a 10 anni, chiamati “Periodi”. L’unico scopo della loro vita è uccidere i nemici per riempire la Cronofiamma della propria Colonia. Se un soldato sopravvive fino al decimo anno, partecipa alla cerimoniosa “Consegna”, dove la Regina dissolve il suo corpo facendolo tornare al ciclo vitale. I protagonisti sono tre soldati di Keves: Noah, un “tramandante”, un soldato-musicista che suona il flauto per accompagnare le anime dei caduti al riposo, e i suoi due amici d’infanzia Yunie e Lanz.
Durante una missione per intercettare un misterioso carico energetico, il gruppo di Noah si scontra con una squadra di tre soldati scelti di Agnus: Miyo, anch’essa una tramandante, a cui rimangono solo 3 mesi di vita, Taion e Sena. Il loro combattimento viene interrotto da un uomo misterioso di nome Guernica Vandham, che trasporta la Pietra Uroboros. Prima di essere ucciso dall’attacco di un essere mostruoso di nome Moebius, Vandham attiva la pietra. Il potere dell’Uroboros fonde temporaneamente i sei ragazzi a coppie – Noah con Miyo, Lanz con Sena, Yunie con Taion – in giganteschi ed estremamente potenti enti da combattimento chiamati Uroboros. Grazie a questa trasformazione, respingono il Moebius.

Prima di morire, Vandham rivela loro la verità: Keves e Agnus non sono veri nemici, la guerra è una menzogna creata dai Consul, razza alla quale appartengono i Moebius. I Consul sono esseri immortali, ognuno di essi denominato con una lettera dell’alfabeto, il cui scopo è quello di nutrirsi delle vite umane. La vera meta dei ragazzi deve essere la “Città“, un luogo situato nel Pian di Spada. Da quel momento, i sei protagonisti diventano fuorilegge contrassegnati da entrambe le nazioni. Il gruppo, ormai unito per sopravvivere, intraprende un viaggio attraverso Aionios, liberando varie Colonie dal controllo delle Cronofiamme e distruggendole, restituendo ai soldati la libertà di vivere senza l’obbligo di uccidere. Infine, il gruppo raggiunge la Città, un luogo nascosto dove vivono esseri umani veri che nascono, crescono, invecchiano e si riproducono naturalmente, discendenti dei primi Uroboros e ignari del sistema di clonazione delle Colonie.
Il gruppo scopre che per distruggere il ciclo della guerra devono liberare le vere Regine dei due regni, che sono state rimpiazzate da automi fantoccio dai Moebius. Nel tentativo di infiltrarsi nel Castello di Agnus, i ragazzi vengono catturati dal Consul N e dal Consul M. Qui avviene la sconvolgente rivelazione: N e M sono precedenti incarnazioni di Noah e Miyo e, in innumerevoli vite precedenti, i due si sono amati, hanno combattuto contro i Consul e tentato di spezzare il ciclo. Tuttavia, in ogni vita precedente fallirono nel loro intento, dove il triste destino di Miyo è sempre stato quello di morire al termine del suo Periodo. Sopraffatto dal dolore, il Noah del passato accettò il patto di Z, il leader dei Moebius, diventando l’immortale Consul N pur di stare per l’eternità con Miyo, diventata Consul M. Noah viene incarcerato e costretto ad assistere allo scadere del decimo anno di vita della sua Miyo. Tra le lacrime di tutti, Miyo giunge al termine del suo Periodo e si dissolve in particelle di luce.

Mentre N sbeffeggia Noah per la sua perdita, si scopre un colpo di scena incredibile: prima dell’esecuzione, la Consul M, stanca della follia di N e dell’immortalità atroce dei Moebius, aveva usato il suo potere psichico per scambiare il suo corpo e la sua anima con quelli della Miyo del presente. Quella che si è dissolta era in realtà M, mentre la vera Miyo è ancora viva nel corpo della Consul. Riappropriatisi dei poteri degli Uroboros, Noah e Miyo sconfiggono N. Noah comprende il dolore della sua “versione del passato”, ma sceglie di non cedere alla disperazione e guarda al futuro.
Il gruppo risveglia le vere Regine dormienti dei due mondi: Melia Antiqua, la Regina di Keves, proveniente dal primo Xenoblade Chronicles, e Nia, la Regina di Agnus, proveniente da Xenoblade Chronicles 2. Melia e Nia rivelano l’origine di Aionios: dopo gli eventi del primo e secondo capitolo, i due mondi – quello di Shulk e quello di Rex – hanno iniziato ad attrarsi inevitabilmente per fondersi di nuovo. Poiché la collisione avrebbe distrutto entrambi i mondi, le persone dei due mondi collaborarono per creare Origin, un supercomputer spaziale progettato per registrare la memoria e la materia di tutta la vita. Origin avrebbe dovuto “ricreare” e ripristinare i due mondi dopo l’impatto. Tuttavia, la paura collettiva dell’umanità verso l’estinzione e l’incertezza del futuro si è materializzata in una manifestazione concettuale: Z, l’incarnazione del desiderio di rimanere nel “Presente senza fine“. Z ha preso il controllo di Origin, congelando il tempo nell’esatto istante della collisione tra i mondi e creando il mondo distorto di Aionios, dove il tempo non scorre e le persone sono intrappolate in un ciclo infinito di guerre e ri-clonazioni.

Noah, Miyo e il loro gruppo prendono d’assalto Origin, la gigantesca struttura fluttuante al centro del mondo. Qui affrontano definitivamente i Consul restanti, liberando le anime di N e M, che finalmente trovano la pace e si uniscono al potere degli Uroboros. Raggiunto il cuore di Origin, affrontano Z, l’incarnazione della paura del futuro. Attraverso una battaglia epica che coinvolge le forze riunite di tutte le Colonie liberate di Keves e Agnus, i sei Uroboros sconfiggono Z dimostrando che l’umanità è pronta ad accettare l’incertezza del domani pur di avere la libertà.
Con la sconfitta di Z, il tempo in stasi riprende a scorrere. Ciò significa che il mondo di Aionios deve smettere di esistere: i due mondi originali si fonderanno e poi si separeranno per tornare alle loro dimensioni corrette, venendo ripristinati da Origin nello stato in cui si trovavano prima della collisione. Questo porta a una toccante separazione: i tre soldati di Keves – Noah, Yunie e Lanz – e i tre soldati di Agnus – Miyo, Taion, Sena – devono dirsi addio, sapendo che i loro mondi si divideranno e che i ricordi di Aionios potrebbero svanire. Noah e Miyo si scambiano un ultimo, profondo bacio e si promettono a vicenda che, non importa quanto lontani si troveranno o se si dimenticheranno, le loro anime troveranno sempre il modo di ricongiungersi. I due mondi si separano e la materia di Aionios si dissolve.
Xenoblade Chronicles X: Mira e la sopravvivenza dell’umanità
Pur ponendosi come una parentesi narrativa indipendente rispetto alla linea principale, Xenoblade Chronicles X amplia l’universo del franchise esplorando la fantascienza pura ed esplicitando il concetto di dispersione cosmica dell’umanità. Nel 2054, la Terra diventa inaspettatamente il campo di battaglia per due avanzatissime razze aliene. Impossibilitata a difendersi, l’umanità attiva il Progetto Exodus: gigantesche navi spaziali evacuano le principali città della Terra prima che il pianeta venga del tutto distrutto dallo scontro alieno. La nave americana, la Balena Bianca, vaga nello spazio per due anni. Nel 2056, viene rintracciata dagli alieni Ganglion, attaccata e danneggiata gravemente. Un pezzo fondamentale della nave, l’Unità Centrale del Centro Vita, si stacca e precipita, mentre i resti della nave si schiantano su un misterioso pianeta inesplorato chiamato Mira.

La storia inizia quando Elma, carismatico capitano della squadra BLADE, trova e risveglia il protagonista, il personaggio giocabile creato dal giocatore, da una capsula di stasi precipitata tra le rovine dei rottami. Il protagonista soffre di una totale amnesia, ma dimostra subito eccellenti doti di combattimento. Elma lo conduce a Neo Los Angeles, la città-habitat edificata all’interno dei resti della Balena Bianca. Il protagonista entra a far parte del BLADE, l’organizzazione militare e civile responsabile della difesa della città, dell’esplorazione di Mira e della ricerca di risorse.
Qui si uniscono al gruppo principale Lin Lee Koo, una giovanissima ma geniale ingegnere di tredici anni, creatrice delle armi e dei mech della città, e Lao Huang, un veterano ed esperto esploratore del BLADE, segnato dal dolore per la perdita della moglie e della figlia sulla Terra. La priorità assoluta del BLADE è trovare l’Unità Centrale del Centro Vita prima che l’energia della batteria ausiliaria si esaurisca. Il Centro Vita contiene la banca dati genetica e biologica dell’umanità, ma soprattutto custodisce i corpi in stasi della maggior parte dei sopravvissuti umani. Se l’energia dovesse azzerarsi, le capsule si spegnerebbero, decretando l’estinzione definitiva della razza umana. Per localizzare i moduli dispersi, il team deve installare delle sonde dati per espandere la rete di tracciamento denominata FrontierNav in tutti i cinque continenti selvaggi di Mira: Primordia, Noctilum, Oblivia, Sylvalum e Cauldros.

Durante l’esplorazione, il BLADE scopre che le forze alieni dei Ganglion, guidate dal loro spietato comandante Luxaar, sono atterrate anch’esse su Mira. I Ganglion hanno un unico scopo: sterminare tutti gli umani e distruggere il Centro Vita. Nonostante l’ostilità dei Ganglion, gli umani riescono a stringere alleanze con diverse specie aliene autoctone o rifugiate su Mira, accogliendole all’interno di Neo Los Angeles: i piccoli Nopon, i Ma-non, una razza incredibilmente avanzata dal punto di vista tecnologico ma del tutto pacifica e codarda, e i Wrothian, un fiero popolo di guerrieri d’onore. Grazie a Lin, il gruppo sblocca l’uso degli Skell, giganteschi ed estremamente potenti esoscheletri robotici trasformabili, indispensabili per affrontare la fauna ostile e le forze armate dei Ganglion.
Durante uno scontro con le forze dei Ganglion per difendere Neo Los Angeles, il braccio del protagonista viene tranciato di netto. Con enorme shock, il gruppo non trova sangue o carne, ma cavi elettrici e componenti meccaniche. Elma è dunque costretta a rivelare il più grande segreto dell’umanità: tutti gli abitanti di Neo Los Angeles non sono corpi umani in carne ed ossa, ma “Mimeosoma“, ovvero dei veri e propri androidi. Quando la Balena Bianca lasciò la Terra, i veri corpi umani biologici furono messi in stasi profonda all’interno dell’Unità Centrale del Centro Vita. Per risparmiare risorse, le menti degli umani furono collegate in remoto ai Mimeosoma. Questo rende la ricerca dell’Unità Centrale ancora più disperata: se la batteria del Centro Vita dovesse esaurirsi, il server centrale si spegnerebbe e i Mimeosoma si disattiverebbero per sempre.

Mentre il tracciamento del Centro Vita si avvia al termine, il BLADE subisce un durissimo colpo dall’interno: Lao tradisce l’umanità, ruba un chip con i dati di localizzazione del Centro Vita e lo consegna direttamente a Luxaar. Lao rivela il suo odio profondo verso i vertici del governo umano: sulla Terra, il Progetto Exodus era una messinscena elitaria. I biglietti di salvataggio erano stati riservati solo ai ricchi e ai potenti, lasciando morire la gente comune, tra cui sua moglie e sua figlia. Lao ritiene che l’umanità sia corrotta e meriti di estinguersi. Inoltre, viene svelato il motivo dell’odio dei Ganglion: essi sono stati creati geneticamente da un’antica razza chiamata “Ancestrali“, che avevano inserito un codice genetico negativo nei Ganglion per impedire loro di ribellarsi. Il DNA umano agisce come un veleno mortale per i Ganglion, distruggendo la loro struttura cellulare al solo contatto. Luxaar vuole distruggere il Centro Vita per evitare che gli umani possano prima o poi eliminare la sua specie.

Il BLADE individua la posizione dell’Unità Centrale del Centro Vita, sommersa nelle acque dell’oceano di Cauldros. L’intera flotta di Neo Los Angeles si scaglia in un’epica battaglia finale contro l’esercito dei Ganglion per difendere il futuro della specie. Elma e la squadra penetrano nel cuore del Centro Vita, dove affrontano Luxaar. Disperato, Luxaar cade all’interno del fluido genetico primordiale umano presente nella struttura. Lao, pentito all’ultimo secondo per le sue azioni, si scaglia contro Luxaar cadendo anch’egli nel fluido. Il liquido reattivo fonde geneticamente Lao, Luxaar e la biomassa circostante, trasformando Lao in un gigantesco mostro mutante. Con grande dolore, il gruppo del protagonista sconfigge il mostro, ponendo fine alla minaccia dei Ganglion e salvando il Centro Vita.
Sconfitto il nemico, Elma procede al ripristino dell’Unità Centrale. Qui rivela il suo segreto personale: Elma non è un’umana, ma un’aliena avanzata. Anni prima del 2054, Elma era giunta sulla Terra per avvertire segretamente gli umani dell’imminente attacco alieno, fornendo loro la tecnologia per costruire le navi spaziali, i Mimeosoma e gli Skell, salvando così ciò che restava della specie umana. Elma disattiva il suo Mimeosoma umano e si mostra nella sua vera forma aliena.

Il gruppo entra nella camera di elaborazione dati principale dell’Unità Centrale per avviare il risveglio dei veri corpi umani. Qui fanno una scoperta raccapricciante: la banca dati dell’Unità Centrale era stata distrutta nello schianto iniziale su Mira. Il computer centrale era dunque totalmente distrutto fin dal primo giorno. Ciò significa che i Mimeosoma degli umani non avrebbero mai dovuto funzionare: tecnicamente, le loro menti avrebbero dovuto spegnersi mesi prima. Quindi, come hanno fatto gli umani, e tutte le altre specie aliene a rimanere “vivi” e coscienti per tutto questo tempo?
Elma comprende che il merito non è della tecnologia umana, ma del pianeta stesso: è il pianeta Mira che sta tenendo in vita artificialmente i loro ricordi e le loro anime. La storia si chiude su una spiaggia di Mira, dove il corpo di Lao si risveglia sulla sabbia, approdato dopo la battaglia, mentre una misteriosa figura incappucciata si avvicina a lui, lasciando un finale del tutto aperto.

La saga di Xenoblade Chronicles sta per giungere nella sua interezza su Nintendo Switch 2 con le versioni migliorate dei giochi per la nuova console. Per chi non ha mai avuto modo di avvicinarsi a questa saga, è finalmente arrivato il momento giusto per giocare a questi titoli nelle loro versioni definite: oltre a piccoli contenuti aggiuntivi, le Nintendo Switch 2 Edition offrono una risoluzione 4K sui televisori compatibili e Full HD in modalità portatile, il tutto a 60 fps. Potete acquistare le versioni complete o i pacchetti upgrade nel Nintendo eShop.
All’appello manca ormai solo il terzo capitolo: dopo le Nintendo Switch 2 Edition dei primi due episodi e dello spin-off X, Xenoblade Chronicles 3 arriverà il 3 dicembre 2026 nella sua forma migliorata, permettendo di esplorare anche le terre di Aionios al meglio sfruttando la potenza di Nintendo Switch 2. Siete pronti a mettere mano sulle Nintendo Switch 2 Edition dei giochi della trilogia di Xenoblade Chronicles?
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