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Interviste Team Aqua: Roberto Parente

Abbiamo intervistato Roberto Parente, membro del Team Aqua protagonista dell’Internazionale Pokémon di Londra giocato a Febbraio 2026.

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Nelle scorse settimane abbiamo avuto il piacere, e l’onore, di confrontarci con alcuni dei giocatori più forti del panorama competitivo Pokémon internazionale. Li abbiamo intervistati in occasione del Campionato Internazionale di Londra, svoltosi nel febbraio 2026.

In questa serie di quattro articoli vi proporremo il contenuto delle nostre interviste a Roberto Parente, Francesco Pio Pero, Davide Fazio e Flavio Del Pidio, membri del Team Aqua ASD e protagonisti assoluti dell’evento.

Non vi resta quindi che mettervi comodi e scoprire i retroscena, le esperienze e le opinioni dei quattro protagonisti di Londra 2026.

Parente_EUIC

Quattro chiacchiere con: Roberto Parente

Gli EUIC sono uno dei palcoscenici più grandi del competitivo Pokémon. Quali sono state le emozioni più forti che hai provato durante il torneo, soprattutto man mano che vi avvicinavate alle fasi finali?

Le emozioni che ho provato sono stare sicuramente forti, nonostante non fosse il mio primo Internazionale non ero mai arrivato così avanti come quest’anno. Questo risultato mi ha ridato consapevolezza nei miei mezzi considerati gli ultimi anni complicati. Grazie a questo risultato ho anche guadagnato l’invito diretto ai prossimi Mondiali in California.

Durante questi EUIC il pubblico è stato incredibilmente caloroso, l’abbiamo visto anche con il coro che i tuoi compagni ti hanno intonato. Quanto conta sentire il supporto delle persone che tifano per te? Ti dà energia oppure cerchi di restare completamente nella tua “bolla”?

Essendo l’ultimo Top 8 ancora in gioco in quel momento, ero sicuro che gli altri giocatori del team, soprattutto i miei amici, avrebbero tifato fortemente per me. Questa cosa mi ha dato tanta forza: sapevo di non essere da solo in quel momento e questo mi ha spronato a dare il massimo e fare del mio meglio.
Ho capito che stavo giocando bene durante un momento fondamentale della partita contro Eric Rios. Decisi di proteggere il mio Regidrago e, ancora prima che l’attacco del mio avversario si abbattesse sulla protezione, sentii il boato del pubblico. Quello è stato fondamentale per darmi forza e mi ha tolto di dosso parecchia pressione in quel momento.

Roberto Parente_EUIC London

Guardando il formato del torneo, qual è stato secondo te il Pokémon più sottovalutato del torneo? E perché?

In questo torneo penso che i giocatori abbiano preparato particolarmente bene le loro squadre ma se dovessi dire un Pokémon che ha sorpreso un po’ tutti direi senza dubbio Iron Crown (Capoferreo). Nonostante non avesse fatto male nei precedenti tornei penso che nessuno si aspettasse che arrivasse addirittura in finale. Nota di merito anche al Thundurus del mio amico e compagno di squadra Francesco Pio Pero.

C’è un Pokémon che ti piacerebbe tantissimo usare in competitivo… ma che purtroppo non riesce proprio a trovare spazio nel meta attuale?

Dal punto di vista competitivo ho sempre giocato Pokémon legati al campo psico, in passato mi sono molto divertito con Tapu Lele, che spero di poter utilizzare nuovamente pima o poi, tra i Pokémon che mi sono sempre piaciuti c’è anche Conkeldurr ma avendo iniziato a giocare più tardi non ho avuto la possibilità di metterlo in un team competitivo.

Come valuti l’arrivo di Pokémon Champions? Pensi che servisse una piattaforma dedicata al competitivo? (ricordo che all’epoca dell’intervista non era ancora uscito)

Ho sempre pensato che giocare su un videogioco creato principalmente per la fan base potesse essere limitante per il competitivo. Avere una piattaforma dedicata esclusivamente al competitivo sarà uno strumento veramente forte che avvicinerà tante persone verso questo aspetto del gioco. Dal punto di vista da giocatore sono molto contento di non dover pensare al cambio di interfaccia, meccaniche e tanti piccoli aspetti che variano da gioco a gioco. Champions racchiuderà tutti questi elementi in un unica piattaforma dedicata, rendendo il nostro lavoro sicuramente più semplice.

Hai viaggiato molto in giro per il mondo con il team per partecipare ai vari tornei. C’è un aneddoto divertente o particolare che ti è rimasto impresso durante uno di questi viaggi?

In uno dei primi tornei a cui ho partecipato, Bochum 2020, ero in stanza con Lele Briganti. Arrivammo tardi all’ostello dove alloggiavamo e la reception era già chiusa. L’unico modo per effettuare il check-in era online, ma bisognava pagare con una carta e, in quel momento, nessuno dei due era in grado di farlo. Incredibilmente, quasi dal nulla, comparve Marco Fiero, che ci anticipò il pagamento permettendoci non solo di completare il check-in, ma anche di evitare di passare la notte per le strade di Bochum.

Roberto Parente_EUIC London

Nel privato, com’è vivere una passione così grande per Pokémon? È qualcosa che hai sempre condiviso apertamente con amici e familiari oppure all’inizio tendevi a tenerla più per te?

All’inizio la mia famiglia non vedeva di buon occhio questo mio impegno nel competitivo. All’epoca avevo appena iniziato il liceo e i miei genitori temevano che questa passione potesse in qualche modo interferire con il mio percorso di studi.
Una figura fondamentale nel mio percorso è stata mio nonno, che si è battuto con forza affinché potessi continuare a coltivare questa passione. Era lui ad accompagnarmi in macchina ai primi tornei in giro per l’Italia. Quando vinsi il mio primo torneo locale, nel 2018, capì che avrei potuto continuare su quella strada e raggiungere traguardi sempre più importanti.
Uno dei suoi sogni era accompagnarmi negli Stati Uniti per il Campionato Mondiale di Washington. Io riuscii a qualificarmi, ma purtroppo, a causa della sua età, non poté venire con me in quell’occasione. Nonostante questo, è sempre rimasto il mio tifoso numero uno. Sapere di poter contare sul suo sostegno è stato fondamentale per me.
L’EUIC di Londra è stato uno dei primi tornei disputati dopo la sua scomparsa, ma sapevo che mi avrebbe comunque dato la forza di cui avevo bisogno prima di ogni partita. Possiamo dire che è anche grazie a lui se sono diventato un giocatore competitivo di Pokémon.

Oltre all’aspetto competitivo, riesci a goderti i giochi Pokémon anche in modo più casual?

Sono sempre stato un giocatore di Pokémon, ho iniziato con Platino per poi riscoprire anche i vecchi capitoli della saga. Nel momento in cui ho intrapreso questo percorso ho sempre giocato i successivi titoli con un occhio di riguardo all’aspetto competitivo senza però mai rinunciare a godermi la storia e a catturare tutti i Pokémon che mi piacevano, il competitivo arrivava solo dopo aver completato la trama principale del gioco. Ho cercato di darmi delle regole per rendere il gioco più sfidante, ad esempio l’utilizzare solamente Pokémon di una determinata regione. Ho anche scaricato la nuova versione di Rosso Fuoco al quale non avevo mai giocato.

Chiudiamo con una domanda immancabile per ogni appassionato Pokémon: qual è il tuo mostriciattolo preferito?

Mi è sempre piaciuto Eevee soprattutto per la sua capacità di evolversi in molti Pokémon diversi, quindi di conseguenza ti dico anche che la mia Eeveelution preferita è Umbreon.

Parente_Team_EUIC

Questa è stata solo la prima di una serie di interviste dedicate ai membri del Team Aqua, tra i protagonisti assoluti del Campionato Internazionale di Londra 2026. Potete seguire Roberto Parente e tutti gli altri membri del Team Aqua su Instagram, all’indirizzo: teamaqua_officialprofile e su X, @TeamAqua_offic.
Continuate a seguirci per scoprire le storie degli altri giocatori e fateci sapere nei commenti cosa ne pensate. E voi, avete fatto il tifo per Roberto Parente come abbiamo fatto noi?

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