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Storie di Natale, Le avventure di Lidia e Savio: Parte 2

Preparate una bevanda calda, dei biscotti e una coperta: le storie di Natale di Pokémon Millennium saranno il vostro intrattenimento festivo!

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   · 18 min lettura Rubriche
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In questa rubrica vi presenteremo due originali storie di Natale a tema Pokémon realizzate dai nostri redattori Federico Dal Barco e Silvio Roberti. Nel tentativo di rappresentare, rispettivamente, le regioni di Hoenn e Kanto in chiave invernale e natalizia, i redattori hanno realizzato quello che si potrebbe considerare uno Spin-off delle avventure di Lidia e Savio, personaggi già protagonisti della storia di Halloween pubblicata sul nostro sito

Dopo le avventure di Lidia nella fredda Porto Alghepoli, ecco a voi la seconda e ultima storia, che vi porterà, direttamente, nella città di Zafferanopoli, dove sta per svolgersi l’annuale accensione dell’albero di Natale. Preparate le valige, l’aereo diretto verso Kanto è in partenza. Non ci resta che auguravi buona lettura e buon Natale!

Capitolo 1 – Un regalo speciale

“Questo sarà un inverno particolarmente duro, con temperature molto al di sotto della norma. Aspettatevi di vedere cadere qualche fiocco anche sulle vostre spiagge”, spiegava il Prof. Metino durante una trasmissione in diretta dall’Istituto Meteo di Hoenn. Quell’anno, anche la calda città di Grecalopoli fu travolta dalle rigide temperature che colpivano la regione di Unima. Venti freddi e sferzanti sibilavano tra le case e la poca neve caduta copriva l’insegna sulla spiaggia, “Grecalopoli – … il mare calmo ti culli”. Luci, festoni e ghirlande d’ogni tipo e forma adornavano le palafitte, così come la Palestra.

Con un crepitante fuoco per combattere le temperature rigide, il bellissimo camino era addobbato con una lunga ghirlanda d’agrifoglio, sulla quale erano appese tre calze con ricamati tre nomi: “Savio”, “Lisa”, “Moreno”. L’ampio salotto era pervaso dal dolce profumo della cannella e una piacevole melodia natalizia proveniva da quel piccolo carillon posto sotto il coloratissimo albero al centro della stanza. Lisa, la madre di Savio, adorava il Natale e tutta la casa era pronta già da un mese a vivere quell’emozione che la faceva tornare bambina. “Voglio godermi appieno questa bellissima festa!”, esclamava entusiasta quando il figlio le faceva notare il largo anticipo. A Savio, invece, non importava molto del Natale. “È una festa banale, nata da vecchie e superate superstizioni”, ripeteva di continuo, snocciolando di volta in volta una lunga storia sui Landurnali, “una festività per celebrare Landorus, protettore della terra e dei raccolti”.

Quella sera Moreno, il padre di Savio, rientrò dal lavoro molto tardi, poiché le ricerche alla Grotta Costiera erano state più dure del previsto e il delegato del Museo di Zefiropoli non si era fatto vivo. Nonostante fosse stanco in volto, il suo viso era illuminato da un vivace e fiero sorriso. “Tesoro, prepara cappotti e guanti. Questo Natale si parte!”, tuonò entrando in cucina, poggiando sul tavolo una busta con tre biglietti. “Destinazione Zafferanopoli”.

“Savio, hai finito di preparare le valigie?”, gridava Lisa dal salotto. Era giunto il giorno della partenza e Savio avrebbe fatto tutto tranne che lasciare Grecalopoli per una “ridicola gita familiare”. Avrebbe preferito di gran lunga restare a casa e studiare qualche manuale sulle lotte, allenando i propri Pokémon lungo il Percorso 22. La sua partenza per l’Accademia Uva era vicina e voleva essere pronto al meglio. “Di certo quest’idea pazza di partire per Kanto mi farà perdere prezioso tempo da dedicare, invece, allo studio”, borbottava trascinando goffamente il suo bagaglio giù per le scale.

Dopo interminabili ore di volo, Savio e i genitori giunsero a Zafferanopoli dove il padre aveva prenotato una stanza nel lussuoso Hotel Kadabra. “Vi avverto, non ho badato a spese”, aveva più volte precisato Moreno. D’altronde, la sua famiglia era originaria di Kanto ed era molto legato alla tradizionale accensione dell’albero di Natale di Zafferanopoli. Sul tavolino della camera d’albergo, di fianco a gustosi cioccolatini ripieni di panna d’Alcremie, Moreno poggiò una Poké Ball. “Savio, figliolo, avvicinati un momento”, intimò al figlio, che già si era disteso sul letto a leggere un numero della rivista Questione di Tipo, dove apprendere segreti e strategie sulle lotte Pokémon. “Savio, io e la mamma siamo felici di darti questo regalo, nella speranza che tu ne abbia cura nelle tue prossime avventure in giro per Paldea”, disse commosso e orgoglioso Moreno, stringendo la mano di sua moglie Lisa.

Il ragazzo, con la sua solita aria scettica, prese la Poké Ball, dalla quale uscì un elegantissimo esemplare di Frillish femmina. “Ti piace? Allenalo con cura e vedrai che darà grandi soddisfazioni”, commentò Lisa. “Vero!”, intervenne il padre, “Pensa che l’ho catturato io stesso lungo la costa sud di Grecalopoli. È un esemplare speciale, è più grande della media”, spiegava Moreno, con l’aria di chi ne aveva viste di tutti i colori durante le sue esplorazioni. “Cosa volete che me ne faccia?”, avrebbe voluto urlare Savio, “È un Pokémon debole, fragile. Non posso certo portarlo con me a Paldea. Il mio stile di lotta non si addice a questo Pokémon!”, pensò. Per non tradire l’affetto dei genitori, accennò un sorriso e, rientrato nella Ball, ripose Frillish nel suo zaino.

Storie di Natale Savio

Capitolo 2 – Natale a Zafferanopoli

“Cosa si aspettano che io possa fare con Frillish?” rimuginava Savio, percorrendo le strade brulicanti di turisti provenienti da ogni dove. Zafferanopoli, di per sé, era una città che brillava di luce propria, ma in quel periodo dell’anno era ancora più splendida. Lungo il corso principale, magnifiche luminarie disegnavano con vivaci colori le sagome di diversi Pokémon: Jynx, Lapras, Pikachu e Mr. Mime sembravano vivere e danzare tra i grattacieli, mentre una buffa slitta di Babbo Natale, trainata da tre Stantler, distribuiva dolci agli spettatori fermi in ammirazione dello spettacolo di luci. Porte, finestre e balconi erano decorati con addobbi verdi e rossi, e nell’aria si respirava un profumo di bacche e pino. Alla Silph S.p.A. si stava svolgendo la tradizionale lotteria di beneficenza e il Dojo Karate aveva aperto le porte agli Allenatori in cerca di sfide. Tutto era reso ancora più magico dai mercatini, dove persone e Pokémon si scambiavano saluti e sorrisi. “Chissà quanto sarebbero piaciuti a nonno questi Poffin”, pensò Savio passando davanti alla bancarella Mr. Poffin, ricordando la sua gita a Cuoripoli e la scatola di Poffin che regalò a suo nonno, di cui portava con orgoglio il nome.

Ricordando la sua infanzia, Savio arrivò al centro della piazza, dove un maestoso albero di Natale, ancora spento, si ergeva tra la folla. “Bello, vero? Immagina quando tutte le luci saranno accese!”, sentì dire alle sue spalle. “Piacere, mi chiamo Julia”, gli disse la ragazza dai capelli rossi che aveva notato poco prima sotto la bancarella dei Poffin. “Vengo da Kalos, precisamente da Borgo Bozzetto”, continuò lei. Savio, che non amava la confidenza così precoce di un estraneo, rispose con un sorriso di cortesia; dopotutto, era un ragazzo ben educato e sarebbe stato scortese ignorarla del tutto. “Vengo qui ogni anno con la mia famiglia e non ho mai visto così tanta gente”, continuò Julia. “Beh, era prevedibile, con tutto quello che si dice in giro”, commentò un ragazzino paffuto davanti a loro. “Di cosa stai parlando?” domandò serioso Savio, “Delle straordinarie leggende su questa festa e del Pokémon che stanotte, molto probabilmente, potrebbe apparire… ma capisco che forse non sapete nulla di quello che sto dicendo. È il momento che Rudy, il più grande esperto della storia di Kanto, vi racconti una storia”, disse il ragazzo, indicando se stesso con i pollici.

Tutto divenne più chiaro dopo il racconto di Rudy, “sicuramente arricchito con qualche frottola”, pensò Savio: a Zafferanopoli, da tempi remoti, si tramandava un’antica leggenda, secondo cui, di tanto in tanto, il leggendario Pokémon Articuno solcava i cieli della città durante la notte della Vigilia di Natale. “Quest’anno ricorrono esattamente 50 anni dall’ultimo presunto avvistamento, per questo tanta gente è venuta con la speranza di vedere questa straordinaria creatura. O, almeno, così dice la mia nonnina!” concluse Rudy.

Intanto il sole si apprestava al tramonto e la folla iniziava ad accalcarsi poco più in là dell’albero…

Capitolo 3 – Babbo Natale arriva in città

Un Babbo Natale a bordo di una slitta, con l’aiuto del suo amico Elfo, si fermò nei pressi dell’albero per distribuire alla folla entusiasta deliziosi dolcetti natalizi. Anche Savio e i due ragazzini appena conosciuti si avvicinarono. Rudy, immediatamente goloso com’era, si fiondò sotto la barba di Babbo Natale, mentre Savio preferì non prendere nulla, ritenendo inutile mettersi in una fila così lunga per qualche caramella o biscotto glassato. Mentre l’omaccione regalava dolciumi, sorrisi e anche qualche fotografia ai bambini corsi verso di lui per esprimere un desiderio, l’Elfo e un Delibird scesero dalla slitta, quasi a voler incontrare più da vicino la folla accorsa lì per loro; d’altro canto, non c’era da stupirsi: Babbo Natale, una slitta e un Elfo, cos’altro poteva donare la gioia del Natale?

Mentre Rudy si affannava per avvicinarsi quanto più possibile al ridente Babbo Natale, Savio e Julia rimasero in disparte, lui a guardare con sufficienza la situazione, lei con gli occhi colmi d’emozione. La ragazza, proprio perché attenta a non farsi sfuggire ogni particolare, notò qualcosa di strano: il simpatico quanto sospetto aiutante di Babbo Natale era l’unico dei due a essere sceso dalla slitta e ad avvicinare i Pokémon senza un Allenatore nelle vicinanze. Fece segno a Savio di seguirla e i due si avvicinarono quanto più possibile. “Savio, osserva bene”: l’Elfo non solo era sceso dalla slitta, ma ogni qual volta si presentava l’occasione si avvicinava a qualche Pokémon offrendogli una Pokémella, tenuta nella coda-sacco di Delibird, e attirava le creature sotto il drappo rosso che cadeva dal bordo della slitta. Prima un Furret, che saltellò entusiasta verso il dolcetto, poi un Hattrem che, curioso, fluttuò verso la leccornia, e infine la stessa sorte toccò anche a un cucciolo di Maschiff, che corse con l’acquolina alla bocca.

“Hai visto anche quello che ho visto io? Questi tizi sono degli impostori e quell’Elfo sta rapendo quegli innocui Pokémon”, disse Julia avvicinandosi all’orecchio del compagno, non voleva farsi sentire da chi aveva intorno, tanto meno poteva rischiare di creare così facilmente il panico. “Non possiamo fare finta di nulla, Julia. Dobbiamo mettere fine a questo crimine il prima possibile. Quei Pokémon potrebbero appartenere a qualche Allenatore o a qualche bambino a cui sono stati dati in dono per Natale, per non pensare a quali atrocità potrebbero commettere su quelle indifese creature” commentò preoccupato Savio mentre stringeva a sé le bretelle del suo zaino. “Mantieni la calma, capisco il tuo stato emotivo, anche io sono molto agitata, ma non possiamo creare il panico qui, in mezzo a così tanta gente. Tutti sono molto tranquilli e felici, di sicuro nessuno ha visto niente”, disse la ragazza con tono conciliante. Nessuno dei presenti, infatti, parve accorgersi dell’accaduto.

Mentre i due discutevano sul da farsi, Rudy, trionfo nell’aver scattato una foto con Babbo Natale, tornò dai suoi compagni. “Quei biscotti ripieni erano davvero deliziosi, addirittura più buoni di quelle che mi prepara la nonnina. Dovevo essergli davvero simpatico, me ne ha dati ben due!”, esclamò fiero con ancora le mani sporche di cioccolato e i lati della bocca pieni di briciole. “Ragazzi che succede? Perché siete così seri?”. “Rudy davvero tu non hai visto nulla? Eppure eri così vicino…” domandò Savio indispettito.

Appartati sotto l’insegna di un negozio, Savio e Julia informarono il loro compagno di quello che avevano visto. Non avevano scelta, dovevano risolvere la situazione. “Dobbiamo darci una mossa. Siamo tre ragazzi che studiano il mondo delle lotte. Frequentiamo scuole diverse, è vero, ma c’è solo un modo di lottare con i Pokémon. Voi come siete messi?” chiese Savio, cercando di prendere la situazione in mano. “Io ho con me il mio fidato Skiddo. Mi fa compagnia da quando sono piccola, è stato il mio primo Pokémon. Pensa che abbiamo vinto insieme anche una gara di…”, “Va bene, basta con queste sciocchezze”, sentenziò Savio interrompendo il ricordo di Julia. “Io e il mio Pikachu siamo pronti a metterci in gioco. Obiettivo, salvare il Natale di Zafferanopoli” disse Rudy con un tremolio alle labbra che tradivano la sua aria da impavido Allenatore. “Io ho con me soltanto un Frillish appena catturato…”.

Capitolo 4 – Qualcuno salvi il Natale!

Calò la sera e Zafferanopoli era ancora più bella e suggestiva. Quasi a toccare le stelle, gli imponenti palazzi della città sembravano abbracciare e proteggere la festa, riparando le persone dal gelido vento pungente. Intanto, quella maledetta slitta di Babbo Natale si era allontanata dal centro della piazza e i tre ragazzi, decisi a liberare i Pokémon rubati, nonostante fossero consapevoli del pericolo, approfittarono della calca per inseguire i malviventi. Savio, Julia e Rudy si ritrovarono fuori Zafferanopoli, al confine del Percorso 8, la strada che portava alla misteriosa e tetra Lavandonia. Nascosti dietro a un grande masso, iniziarono a spiare i ladri…

“Che faticaccia! Non resisto più. Ho male ai piedi per queste scarpe a punta”, iniziò a lamentarsi l’Elfo mentre si spogliava del costume. Anche Babbo Natale scese dalla slitta e prima di iniziare a togliersi anch’esso il costume, sciolse le briglie dei tre Stantler, che subito corsero via tra gli alberi del Percorso 8. Nudi del trucco e del costume che indossavano, Rudy riconobbe nei due individui il Team Sparta (Strategici Pianificatori di Astuzie che Rubano Tramite Abbagli), loschi figuri che negli ultimi tempi stavano approfittando del “silenzio” del Team Rocket per mettersi in mostra sul panorama della criminalità di Kanto. “Quei tipi sono davvero pericolosi”, disse il ragazzo di Zafferanopoli con la voce rotta dal terrore. Continuò “quell’uomo grosso, Klaus, è il capo. Un tipo davvero duro. Lo scorso mese ha messo sottosopra la Pensione a sud di Celestopoli. Non ha nessun scrupolo!”.

“Allora Fausto, quanti Pokémon siamo riusciti ad acciuffare?”, domandò Klaus al suo compare. “Una trentina in totale Capo. Saranno più che sufficienti per indebolire Articuno. Altro che Team Rocket, quando cattureremo quell’uccellaccio tutti temeranno il Team Sparta”, sogghignò il minuto ragazzo alzando un drappo rosso.

Mentre decidevano il da farsi, Rudy decise di sedersi, poggiandosi di spalle alla roccia che li teneva nascosti. “Sono troppe ore che sono in piedi, mi fanno male le ginocchia”, cercò di giustificarsi per nascondere le gambe che gli tremavano dalla paura. Sotto la sua importante mole, sentì qualcosa muoversi: aveva pestato la coda di un Rattata, che lo morse. Pur provando a resistere dal dolore, Rudy emise un gemito strozzato. “Chi va là!”, urlò Klaus mentre si avvolgeva in un lungo cappotto color cammello. Con passi pesanti che spezzavano la brina sul terreno, si avvicinò al masso. Non c’era scampo, Savio e i suoi compagni erano stati scoperti.

“Ah, dannazione!”, urlò Savio saltando fuori da dietro il masso, seguito da Julia e Rudy, ancora in lacrime per il morso di Rattata. “Che insolenti! Come osate impicciarvi in affari che non vi riguardano, piccole canaglie. Vi farò vedere io cosa succede a chi prova a infilare il naso dove non dovrebbe” tuonò Klaus che, oltre che per il freddo, divenne rosso in viso per la rabbia.

Per tenere a bada i tre ragazzini, i due del Team Sparta lanciarono in campo alcuni dei loro Pokémon. Klaus un Wartortle e un Raticate proveniente dalla regione di Alola; Fausto, il suo sottoposto, un Nidoran♂. Le creature, con uno sguardo arcigno e malizioso, proprio come i loro Allenatori, iniziarono a muoversi con ferocia contro i tre ragazzini, che per difendersi non poterono far altro che schierare i propri compagni in campo: Julia il suo fidato Skiddo, Rudy l’impavido Pikachu e Savio il Frillish donatogli dai genitori. Pur non conoscendo il livello di forza del suo Pokémon, Savio era abbastanza ferrato nelle lotte e riuscì a mettere a segno qualche colpo. I Pokémon avversari, però, erano più forti e ben allenati e solo un potente attacco poteva porre fine alla battaglia.

Così, come una vera squadra, Skiddo, Frillish e Pikachu, guidati dai rispettivi Allenatori, in una fortissima e spettacolare combinazione tra Fogliamagica, Pistolacqua e Tuonoschock, colpirono i Wartortle, Raticate e Nidoran♂ avversari, che, pur provando a respingere l’attacco, caddero a terra esausti.

Storie di Natale Savio Battaglia cap 4

Allo stremo delle forze, le creature in campo, da ambo le fazioni, avevano dato il massimo. A cadere esausti furono anche il Pikachu di Rudy e lo Skiddo di Julia, che furono subito richiamati nelle rispettive Poké Ball. In campo rimaneva solo il Frillish di Savio, dotato ancora di un briciolo di energia per mettere al tappeto l’ultimo Pokémon rimasto, un piccolo e simpatico Delibird. Tuttavia, l’apparenza a volte inganna. Quella carineria celava una bestia feroce, poiché Delibird era molto più forte del previsto. Con una violenta serie di Ventogelato, mise a dura prova la resistenza di Frillish, che tentava di sfuggire alla violenza nemica con Protezione e Nebbia, finché non si accasciò a terra, esausta e congelata dai continui attacchi mordenti del Pokémon Consegna.

Presi dallo spavento, Julia e Rudy iniziarono a fuggire verso Zafferanopoli, nella speranza di trovare qualcuno che intervenisse in loro soccorso. Fausto, ancora zoppicante per il dolore ai piedi, provò a inseguirli, ma il suo capo lo fermò. “Non ne vale la pena, lasciali andare. Ormai qui abbiamo finito”, commentò Klaus con una voce più gelida del vento che gli tagliava le gote rosse. A differenza dei suoi compagni, Savio rimase in campo, era troppo orgoglioso per darsela a gambe. Si avvicinò al suo Pokémon, nel vano tentativo di farlo riprendere con qualche Bacca che aveva in tasca, così da continuare a combattere. Con l’obiettivo di mettere a tacere il ragazzino impertinente e scappare prima che arrivasse qualcuno dalla città, il Capo del Team Sparta indicò a Delibird di scagliare un potente e ultimo attacco verso Savio e il suo Pokémon. Proprio quando il nemico stava preparando una potentissima Bora, Frillish, con le poche forze che le rimanevano, evocò un’Ombra Notturna, che, scagliata con violenza contro il Pokémon avversario, pose fine alla battaglia facendogli perdere i sensi.

Storie di Natale Savio Battaglia Frillish vs Delibird cap 4

Capitolo 5 – Neve

Mancavano, ormai, pochi minuti alla Vigilia di Natale e tutta la piazza era in fermento, un tripudio di suoni, colori e profumi, che riempivano l’aria di gioia e magia. Una folla di persone, avvolte in sciarpe e cappotti, si accalcava intorno al grande albero di Natale, mentre i bambini giocavano con i loro amici Pokémon

Il Team Sparta era stato sconfitto, i Pokémon catturati erano ora in salvo e i compagni di Savio, Rudy e Julia erano al sicuro tra le mani dell’Infermiera Joy al Centro Pokémon della città.

Anche Savio si lasciò andare a un momento di spensieratezza, lasciandosi trasportare dalle risate dei bambini e dal canto dei Jinglepuff, un coro di Jigglypuff che con le loro voci dolci e armoniose riempivano l’atmosfera di serenità. L’esplosione di alcuni fuochi d’artificio annunciò l’arrivo della mezzanotte e come per magia l’albero di Natale si accese: luci di ogni colore si intrecciarono ai rami dell’abete e sulla cima spuntava un brillante puntale dorato, che rifletteva i raggi lunari. “È stupendo!” esclamò commossa Julia mentre abbracciava i suoi due compagni. Savio non rispose a quella manifestazione d’affetto così profonda e intima, ma si lasciò comunque coinvolgere capendo l’emozione dei suoi due nuovi amici.

D’improvviso, al chiaro di luna, una fenditura sembrò squarciare il cielo e comparve un intenso bagliore celeste. L’aria si fece secca e un insolito vento, freddo ma piacevole al contempo, invase la piazza. Il Pokémon leggendario Articuno iniziò a sorvolare sulla città di Zafferanopoli, suscitando stupore e ammirazione tra la folla. Volteggiando con la sua lunga coda lucente e le ali splendenti come il ghiaccio più candido, la creatura si unì al coro dei Jigglypuff con il suo armonioso verso e immacolati fiocchi di neve iniziarono a cadere sulla città, regalando ai presenti la gioia e la purezza del Natale.

Storie di Natale Savio Battaglia arrivo di Articuno

Anche Savio, Rudy e Julia si buttarono nei festeggiamenti, seppure ancora provati dallo scontro contro il Team Sparta. Una palla di neve, lanciata da Rudy con una mira infallibile, colpì il giovane Allenatore di Unima in pieno, bagnandogli i capelli e il viso. Con un mezzo sorriso, Savio si unì ai due compagni in una lotta con la neve.

Dopo quelle intense giornate, Savio e i suoi genitori, Lisa e Moreno, salirono sull’aereo che li avrebbe riportati a casa. “Dopotutto non è stata un’idea così sciocca”, commentò Savio al padre, stringendo e accarezzando la Poké Ball di Frillish. Era sincero. Comprese di aver ricevuto il regalo più grande quella sera: l’amore della famiglia, l’amicizia e un Pokémon leale. Si sentiva più maturopronto a vivere le avventure che lo aspettavano nella regione di Paldea.

Si conclude, così, la seconda delle storie di Natale 2023 che noi di Pokémon Millennium abbiamo preparato per voi. Sperando di avervi fatto compagnia con le avventure dei nostri personaggi, vi auguriamo nuovamente buone feste e un felice anno nuovo!

Per le copertine e le illustrazioni delle storie si ringraziano Rebecca Visentin ed Emanuele Masnata.

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Kanto Natale storia Unima

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