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Shift at Midnight, Recensione: la priorità è salvare il gatto

Umano o Doppelgänger? Uccidere o fidarsi del nostro cliente? Mettiamoci nei panni di uno sfortunato cassiere in Shift at Midnight.

Shift at Midnight
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Elisa Servello

   · 5 min lettura Recensioni
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Durante gli scorsi mesi su YouTube i videogiochi horror indipendenti sono tornati sulla cresta dell’onda grazie a numerosi video gameplay che li hanno ritratti: atmosfere lugubri, modelli poligonali non particolarmente dettagliati e colorazioni verdastre condivano le trame orrorifiche di questi giochi, basati su anomalie e mostri travestiti da esseri umani.

Shift at Midnight, horror di sopravvivenza sviluppato dalla casa indipendente Bun Muen e pubblicato ufficialmente lo scorso 22 luglio 2026 da Kwalee per Steam e Xbox Series X|S, è stato proprio uno di questi titoli tanto discussi, grazie alla sua apprezzata demo pubblicata su Steam nei primi mesi dell’anno.

Tutto pur di salvare il nostro animale domestico

America, 1993. È proprio qui che, in una piccola cittadina, si colloca il nostro nuovo luogo di lavoro, uno squallido mini-market 24h ai piedi di un lugubre bosco. Il nostro contratto ha breve durata, solo 13 giorni di lavoro, ma dovrebbe bastare per poter racimolare abbastanza soldi per poter pagare le costose spese veterinarie del nostro animale domestico malato.

Shift at Midnight

Appena arrivati all’interno del negozio però non tutto quadra: la merce che arriva è composta da materiale per scaffali, travi di legno e trappole per orsi e il nostro datore di lavoro ci intima di fare attenzione a delle pericolose creature mimetizzate da clientela chiamate Doppelgänger. Ma non è tutto: le notizie dei giornali avvertono i cittadini del ritorno del pericoloso Dentista, uno spietato serial killer presumibilmente morto anni prima, che è inspiegabilmente tornato per appagare la sua sete di sangue.

Riempire gli scaffali, mantenere pulito il negozio, servire i clienti e identificare i Doppelgänger mimetizzati: queste sono le “tipiche” mansioni da scaffalista che ci vengono propinate dal nostro capo, alternate a fasi più d’azione tipiche di un gioco horror di sopravvivenza.

Lasciati sostituire dall’entità

Dopo un rapido tutorial di gioco, impartitoci dal nostro capo per via telefonica, siamo pronti ad affrontare la vita notturna di un negoziante di un 24h. Le nostre mansioni, come già anticipato, si alternano in maniera abbastanza fluida alle sezioni action, rendendo anche le azioni più noiose intrattenenti proprio perché parte del dinamico ciclo del turno notturno. Riconoscere i Doppelgänger rimane però lo scopo principale di Shift at Midnight, ma come fare?

Alla cassa potremmo attingere a due risorse fondamentali per il nostro lavoro: la prima è sicuramente il PC con cui possiamo scannerizzare le carte d’identità dei clienti e leggere le loro informazioni per poter far loro domande. Un altro strumento indispensabile è poi l’elegante pistola sotto il banco con cui poter uccidere chi noi crediamo essere un mostro, o banalmente spaventare i furbetti che tentano di derubarci.

Nonostante questi strumenti, assieme ai giornali alla bacheca che ci danno notizie sulla città e a nuove tecnologie volte ad aiutarci nel riconoscimento, distinguere un Doppelgänger da un essere umano non è sempre semplice, rendendo il titolo una vera sfida avanzando nelle notti. Per ogni mostro ucciso, inoltre, la nostra paga giornaliera aumenterà, facendoci avvicinare al nostro obiettivo, ma uccidere erroneamente un umano ci farà perdere in egual modo soldi.

Bisogna però fare attenzione anche a chi si lascia passare: far terminare le transazioni ai Doppelgänger farà sì che, al termine del nostro turno, si manifesti l’Entità, una mostruosa creatura che tenterà di ucciderci assieme ad altri altrettanto terribili nemici. Per poter sconfiggere, anche se temporaneamente, l’Entità sarà necessario attrezzare il negozio con barricate e trappole, acquistabili nel negozio online assieme a vari armi, permettendoci di guadagnare tempo e difenderci.

Sarà poi fondamentale nascondersi e camminare lentamente per evitare di attirare il mostro, cercando di mantenere il nostro tono di voce il più basso possibile dato che il titolo utilizza anche le funzioni del microfono. Queste sezioni risultano così divertenti e movimentate, tant’è che, nonostante la loro ripetitività, il giocatore spesso si trova a sperare di lasciar accidentalmente passare un Doppelgänger per vivere un po’ più di brio nel gameplay.

Orecchie da gatto o maschera da pollo?

Non saranno solo le parti survival a farvi venire qualche brivido lungo la schiena: Shift at Midnight presenta infatti un’atmosfera lugubre, dai colori spenti tendenti al verde, che trasmette poca cura, facendo apparire il luogo di lavoro come marcio e decadente e contribuendo ad aumentare il senso di inquietudine. Anche le creature mostruose del bosco e i frequenti jumpscare, sorprendentemente non fastidiosi, che potremmo ricevere dai clienti Doppelgänger ci faranno saltare dalla sedia.

Nonostante ciò, al giocatore risulta complicato comprendere certi passaggi della trama, primo tra tutti la vera natura delle entità sovrannaturali e la loro correlazione al Dentista, proprio perché non vi è una spiegazione chiara a riguardo, solo poche informazioni sparse tra fogli di giornale e carte d’identità.

Il titolo può però vantare di una grande componente di personalizzazione nel suo gameplay: infatti, dallo stesso negozio in cui potrete acquistare lanciafiamme e doppiette, potrete addirittura comprare accessori per decorare il vostro ambiente di lavoro e renderlo più accogliente, aumentando di conseguenza anche le recensioni positive dei clienti.

Non è tutto! Nel nostro ufficio potremo trovare una ruota della fortuna che potremmo far girare spendendo alcuni token sparsi per il perimetro del mini-market: grazie a questi spin si potranno ottenere, oltre a token o soldi extra, anche cappelli con cui personalizzare l’avatar del nostro personaggio, utili per lo più per le sessioni in co-op con i nostri amici. Concludiamo parlando brevemente della colonna sonora, abbastanza anonima per un titolo horror come Shift at Midnight ma nemmeno particolarmente lontana dall’atmosfera del gioco.

Conclusioni

Shift at Midnight si mostra come un buon titolo horror strutturato da un’ottima alternanza tra le sezioni di task a quelle puramente survival fatta in maniera dinamica e coinvolgente: un’atmosfera perfetta anche per giocare con gli amici grazie alla modalità co-op disponibile nel menù di gioco. Il poco approfondimento della storia, lasciata per lo più nell’ombre, rimane il punto debole del titolo perché rende le entità e i Doppelgänger un po’ anonimi, senza però intaccare la loro mostruosità.

Un piccolo bonus è rappresentato dall’ampia personalizzazione dell’avatar giocante e del negozio che rende il titolo più vissuto. Potete trovare Shift at Midnight su Steam e Xbox Series X|S a €9,99.

Voto: 7.5

Pro
Task amalgamate molto bene al gameplay
Sezione survival divertente e dinamica anche se ripetitiva
Nonostante la banalità della componente orrorifica, i jumpscare funzionano bene
Stile grafico particolare, adatto al titolo
Contro
Storia non proprio chiara fatta di pezzi da ricostruire
L’Entità dopo qualche notte diventa anonima per la mancanza di approfondimento
Colonna sonora adatta ma poco riconoscibile

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Fonte Shift at Midnight
horror Indie Steam

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Sembra interessante. Mi ricorda No, I'm not a human.