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Final Fantasy VII Rebirth, Recensione: il viaggio verso l’ignoto continua

Final Fantasy VII Rebirth è disponibile dal 29 febbraio per PlayStation 5 e noi lo abbiamo recensito per voi. Pronti per un nuovo viaggio?

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   · 11 min lettura Recensioni
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Pochi giochi risuonano nel mondo videoludico con la stessa potenza di Final Fantasy VII, il videogioco di Square Enix rilasciato nell’ormai lontano 1997, rimasto nel cuore dei giocatori più veterani e annoverato tra i giochi di ruolo più riusciti di sempre. Questo iconico titolo, a partire dal 2020 con Remake, è il protagonista di un importante, quanto delicato, lavoro di restauro, che torna con il secondo capitolo, Final Fantasy VII Rebirth, lanciato in esclusiva su PlayStation 5 lo scorso 29 febbraio 2024.

Con tutti noi accanto, è Cloud ad aprire un varco nel destino. Dopo la battaglia, via da Midgar e dai binari della storia, abbiamo davanti a noi una terra sconfinata. È qui che comincia il nostro nuovo viaggio, un’avventura verso l’ignoto“.

Final Fantasy VII Rebirth

Seconda parte di una preannunciata trilogia, Final Fantasy VII Rebirth riprende il filo narrativo direttamente dagli eventi finali di Remake, il preludio di un nuovo e incredibile viaggio. Da qui ha inizio la nostra avventura: benvenuti nella recensione di Final Fantasy VII Rebirth!

Destini incrociati: la narrazione

La trama di Final Fantasy VII Rebirth riparte dagli eventi conclusivi di Remake (recuperabili sottoforma di riassunto con l’opzione “La storia finora”), con Cloud e i suoi compagni che si dirigono verso la città di Kalm. Qui, il protagonista racconta i propri trascorsi con Sephiroth, legati a una delicata missione a cui i due presero parte assieme: visitare un reattore Mako installato nei pressi di Nibelheim. Quella missione, tuttavia, riportò alla luce un’oscura e misteriosa verità sulle origini del leggendario SOLDIER dai capelli argentei, che, perdendo la ragione, ridusse in cenere il villaggio appiccando un furioso incendio.

A cinque anni di distanza da quella tragedia, Sephiroth è tornato, dopo aver messo in moto il suo piano di sterminio, portando con sé un groviglio indistricabile di destini incrociati. Entrando nel vivo della storia, Final Fantasy VII Rebirth ha il vantaggio di raccontare una porzione del gioco originale più ampia e varia rispetto alla sola Midgar di Remake, con molti personaggi, ambientazioni di ogni tipo e sottotrame intricate e coinvolgenti.

Final Fantasy VII Rebirth

Un punto sicuramente a favore dell’intera struttura narrativa è il sapiente lavoro a cui sono state sottoposte le storie dei personaggi principali, che in questo secondo capitolo riescono a guadagnarsi uno spazio proprio. Durante l’avventura, infatti, viene enfatizzato il legame tra i diversi protagonisti, ripercorrendo il loro vissuto e i motivi che li spingono a essere ciò che sono. È lo stesso gioco, forte anche di un gameplay ben definito e del quale parleremo a breve, a spingere voi videogiocatori a utilizzare tutti loro, cambiando e utilizzando party costruiti in maniera sempre diversa. Inoltre, è presente una consistente mole di missioni secondarie che coinvolgono sempre almeno uno dei compagni di Cloud, così da non lasciare nessuno escluso.

Sicuramente vi starete chiedendo: sono presenti delle “nomurate” (rifacendoci allo stile di Tetsuya Nomura, padre di Kingdom Hearts)? Sciogliamo da subito ogni dubbio dicendo che, come già visto nel capitolo del 2020, sono state apportate alcune aggiunte narrative. In generale, la trama ricalca servilmente lo svolgersi degli eventi dell’originale Final Fantasy VII, con in più nuove parti (delle quali preferiamo non darvi una collocazione per non rovinare l’esperienza di gioco) inserite con il chiaro obiettivo di accrescere l’opera dal punto di vista del racconto.

Sephiroth

Tuttavia, in una trama già molto complessa di suo (fatta di tantissimi personaggi, vicissitudini variegate, flashback e sottotrame), tali aggiunte restituiscono un sapore dolceamaro, dando l’impressione di essere a volte dispersive e contorte.

Nel complesso, la narrativa di Final Fantasy VII Rebirth è promossa a pieni voti, grazie al suo ritmo incalzante e sempre elevato, caratterizzato da momenti capaci di regalare anche più di un’emozione.

Let’s go, chocobo!

Trattandosi della parte più varia di Final Fantasy VII, in Rebirth ciò si traduce in una componente esplorativa molto ampia. Nel primo capitolo, infatti, la scelta di chiudere l’intera esperienza di gioco tra le mura di una sola città, aveva precluso alcuni degli aspetti essenziali della serie di Final Fantasy, come appunto il mondo di gioco, che torna con una veste nuova, moderna e dall’ampio respiro.

Il mondo di Rebirth è suddiviso in regioni che seguono un’architettura open world, con al loro interno diverse macro aree che si alternano a spazi che somigliano più a dei grandi dungeon. Per spostarsi da un punto di una regione a un altro, il gioco mette a disposizione diversi metodi di trasporto, tra cui i chocobo, i simpatici animali della saga di Final Fantasy divenuti mascotte e icone del brand stesso. Ogni regione di Gaia è l’habitat di uno specifico tipo di chocobo, che variano non solo nell’estetica, ma anche (e soprattutto) nelle abilità da sfruttare, come per esempio il chocobo di Juno, di colore grigiastro e capace di scalare le pareti, diverso dal classico chocobo dorato della Prateria, non dotato di particolari abilità.

mondo final fantasy vii rebirth

A proposito di queste fantastiche creature, ci sentiamo in dovere di darvi un consiglio, a fronte dell’esperienza avuta appena giunti a Juno: arrivati in una nuova regione, correte a sbloccare il chocobo tipico, così da non ritrovarvi dinanzi a barriere che necessitano di questo tipo di trasporto. Esplorare queste aree aperte permette di godere di contenuti densi e corposi, come grosse città, servizi di ogni genere (per esempio i Ranch o i negozi) e diverse attività, come quest secondarie e punti di interesse.

Tra questi ultimi ritroviamo le Torri di rilevamento, strutture da attivare per sbloccare porzioni di mappa. Con questa meccanica quanto meno simile alla sincronizzazione di Assassin’s Creed, il gioco dà accesso al viaggio rapido, oltre che a una sequela di attività e piccole zone nascoste, opportunamente segnalate in mappa. Queste variano da semplici missioni di caccia alla scoperta dei cristalli di Esper; menzione d’onore per le Sorgenti vitali, che permettono, attraverso dei banali QTE (Quick Time Event), di acquisire informazioni sulla lore del gioco, non altrimenti reperibili.

A tratti, per colpa di una non perfetta leggibilità della mappa e del territorio, il raggiungimento di alcuni punti risulta frustrante e non immediatamente intuitivo. Tuttavia, grazie a un level design nel complesso ben riuscito, è possibile scorgere alcuni suggerimenti ambientali, come scie di flusso vitale o la presenza di una determinata flora o fauna, che caratterizzano e indicano il vostro percorso d’interesse.

chocobo final fantasy vii rebirth

Fluidità e sincronia

Uno dei punti apice di Rebirth è sicuramente il sistema di combattimento, già esplorato e apprezzato in Remake, ma che in questo secondo capitolo migliora sotto ogni aspetto. Il pregio di questo combat system è il perfetto connubio tra lo stile action e il sistema di turni con barre ATB (Active Time Battle), declinate come momento di preparazione e ricarica per utilizzare abilità (uniche per ogni personaggio), scagliare magie o utilizzare strumenti.

Le fasi di combattimento risultano estremamente dinamiche e permettono di prendere il controllo di ogni personaggio del party in maniera molto veloce: intuire il momento giusto per cambiare personaggio vi consentirà di combinare le migliori strategie, tra liberi attacchi action e attese di ricarica delle barre ATB.

combattimento ffvii rebirth

Nel paragrafo dedicato agli aspetti narrativi di Rebirth, vi abbiamo già parlato del perno sui rapporti tra i diversi protagonisti, accennando ad alcune meccaniche di gameplay che spingono a utilizzare ogni membro della squadra. Nel sistema di combattimento questo si traduce in due novità, ovvero le abilità e le azioni sinergiche, che coinvolgono i diversi attori del party.

Riempiendo la barra sinergica, attraverso l’uso di abilità singole, i personaggi coinvolti possono attivare delle abilità sinergiche. Queste, oltre a infliggere ingenti quantità di danni senza consumare ATB, permettono di scatenare diversi effetti specifici, quali aumentare il livello delle abilità limite, annullare il costo PM delle magie per un certo lasso di tempo, aumentare i danni inferti ai nemici stremati e, infine, suddividere la barra ATB in tre segmenti e aumentarne la velocità di riempimento (Sincrovisione).

abilità e azioni sinergiche ffvii rebirth

Con specifiche sequenze di tasti è invece possibile attivare le azioni sinergiche, da compiere insieme a un compagno di squadra. Le azioni sinergiche forniscono importanti vantaggi nelle fasi action del combattimento, senza consumare ATB, anzi se vanno a segno contribuiscono a riempire la barra dei personaggi coinvolti attivamente nella lotta.

Nonostante la presenza di così tante meccaniche e modalità di combattimento, il combat system non risulta mai confuso e disordinato; al contrario, ogni mossa è ben definita, restituendo un’esperienza altamente reattiva, fluida e dinamica.

Una partita a Regina rossa

Il vasto mondo di Final Fantasy VII Rebirth non si esprime solo con grandi aree e regioni immense, ma a queste si uniscono le innumerevoli attività a cui prendere parte, anche più leggere e disimpegnate dalle missioni secondarie e dagli incarichi da raccogliere nelle città. Insomma, il gioco offre un’ottima occasione per distrarsi dalla durezza narrativa, per godere di esperienze più piacevoli e spensierate.

A fare da capofila in questa parata di attività si trovano i mini giochi, uno degli aspetti più belli e accattivanti del gameplay di Rebirth, nei quali è chiaro l’enorme dispendio di idee e di energie da parte del team di sviluppo. Già nell’originale titolo del 1997 i mini giochi erano tantissimi, variando da simulatori di picchiaduro a gare in moto, passando per le iconiche corse in sella ai chocobo. Il secondo capitolo del remake ripropone il gran numero di tali attività, spingendosi oltre e aggiungendone di nuove. Tra la caccia ai mogurini, scatti con i chocobo e melodie al pianoforte, il risultato è una varietà notevole che rende l’esperienza sempre coinvolgente e immersiva.

attività ffvii rebirth

Tra tutte le novità, quella che emerge sopra tutte è sicuramente Regina rossa, il gioco di carte che accompagna Cloud nelle sue avventure in giro per le città. Il gioco è strutturato in maniera ineccepibile e nei minimi dettagli, non limitandosi al mero uso delle carte in base alla potenza (indicata in alto a destra delle stesse). Sono tante, infatti, le variabili da tenere in considerazione, come il numero delle pedine (in alto a sinistra delle carte), che indicano il livello di casella su cui poter giocare ogni carta, o le caselle influenzate dal posizionamento delle stesse.

Proprio sul mini gioco delle carte ci permettiamo di fare una piccola digressione rispetto alla recensione, che comunque conferma l’ottimo lavoro svolto dal team. Alla vostra attenzione portiamo una notizia, secondo la quale Regina rossa potrebbe guadagnarsi un’espansione tutta sua (stando alle parole di Naoki Hamaguchi), o magari un gioco spin-off come già visto per il Gwent di The Witcher 3: Wild Hunt.

regina rossa final fantasy vii rebirth

Queste attività di svago, unite alla vastità del mondo di gioco e ai numerosi incarichi secondari, giustificano la massiccia longevità del titolo. A fronte della lunga missione principale, che si aggira intorno alle quaranta ore, la longevità di Final Fantasy VII Rebirth diviene del tutto soggettiva, con possibilità di tenervi incollati anche per più di cento ore per un’esperienza completa e “platinata”.

Grafica e musiche

Ecco, se proprio dovessimo indicare un momento in cui il gioco pecca in alcuni punti, la risposta sarebbe il comparto video. Badate bene, ottima è la direzione artistica e il colpo d’occhio è assicurato, specialmente negli ambienti e negli scorci mozzafiato. Tuttavia, il gioco risulta essere un po’ derivativo dal titolo precedente (dal punto di vista tecnico), mostrando il fianco ad alcune storpiature grafiche che di certo non esitano a mostrarsi.

Avendo citato il capitolo precedente, avrete capito che sono le texture la più grande lacuna, che non riesce a essere superata nemmeno dalla “priorità grafica”. Le texture in bassa definizione (talvolta bassissima, se in “priorità performance”) sono probabilmente giustificate come parte di un compromesso: avere una struttura open world e dei caricamenti estremamente veloci. Degni di nota, invece, sono i modelli dei personaggi, costruiti davvero bene. Ciò che colpisce è l’espressività dei volti, che diventano parte del racconto, riuscendo nell’intento di narrare anche ciò che non viene detto.

cloud ffvii rebirth

Il comparto audio è, invece, eccezionale e superbo sotto ogni punto di vista, con effetti sonori curati nel dettaglio, sia negli ambienti che nelle fasi di combattimento. Decisamente apprezzabile è il passaggio dinamico della musica che abbraccia l’esplorazione, sfumando in maniera elegante e mai aggressiva nelle transizioni dall’ambiente alle lotte, e viceversa. Fiore all’occhiello è sicuramente la colonna sonora di Final Fantasy VII Rebirth, magistrale e perfetta nell’accompagnare la narrazione in ogni sua sfaccettatura.

La fine della nostra avventura

In conclusione, Final Fantasy VII Rebirth è un titolo enorme, nei contenuti e nel racconto, che si lascia giocare con estremo piacere anche per moltissime ore. La varietà di contenuti è il suo pezzo forte, rendendo ogni esperienza di gioco personale e intima, non mancando di risate, ironia e qualche ingenua emozione. L’esplorazione diversificata, coinvolgente e mai eccessivamente tediosa, nonostante le innumerevoli attività secondarie talvolta ripetitive, è l’aspetto che più convince dell’intero titolo, non deludendo le aspettative. Purtroppo, sul fronte grafica, il comparto tecnico non si discosta dalla versione Intergrade del precedente capitolo, mostrando qualche sbavatura specialmente a livello di texture non definite. Dall’altro lato, le musiche accompagnano e accarezzano delicatamente l’intera narrazione, mostrando tutta la cura dedicata alla colonna sonora.

final fantasy vii rebirth

Termina qui la nostra recensione di questo fantastico titolo targato Square Enix. Se vi abbiamo convinto, potete acquistare Final Fantasy VII Rebirth su Amazon al prezzo di 79,97 euro, visitando il sito al link di seguito. Nel frattempo, attendiamo già con impazienza l’ultimo capitolo che chiuderà questa immensa trilogia.

Voto: 9

Pro
Gameplay molto ricco e vario
Sistema di combattimento fluido e con implementazioni ben congeniate
Mondo di gioco vasto e pieno di punti d’interesse
Comparto audio e colonna sonora eccellenti
Trama coinvolgente…
Contro
…Ma con aggiunte dal sapore dolceamaro (soprattutto per i veterani del titolo originale)
Presenza di qualche difetto grafico e texture in bassa risoluzione

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