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Mario + Rabbids Sparks of Hope, Recensione: una galassia sfavillante che vi sorprenderà

Mario + Rabbids: Sparks of Hope, recensione del nuovo RPG tattico di Ubisoft Milano con eroi Nintendo e Rabbids.

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   · 9 min lettura Recensioni
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Lo aspettavamo da tanto, dopo il suo annuncio ufficiale all’E3 2021 e a 5 anni dal primo capitolo della saga Mario + Rabbids, finalmente il 20 Ottobre 2022 è uscito Mario + Rabbids Sparks of Hope! Abbiamo già avuto la possibilità di provarlo in anteprima direttamente in casa Ubisoft, ma ora che siamo riusciti ad averlo tra le nostre mani possiamo raccontarvelo a 360°!

Prima di avventurarci nel gioco, è giusto fare un enorme ringraziamento a Ubisoft Italia che ci ha inviato una box contenente tantissimi gadget e oggetti a tema, come le figure di Rabbid Mario e Rabbid Peach. Vi lasciamo un video per godere di un Unboxing che vi mostrerà tutto ciò che Ubisoft ha deciso di regalarci in questo box molto speciale!

Un’avventura nuova, ma nostalgica

Il nuovo gioco targato Ubisoft e Nintendo ha un inizio più classico rispetto al suo titolo precedente: ci troviamo nel Mondo dei Funghi insieme a Peach, Mario, Luigi e Rabbid Mario e Rabbid Luigi. Ovviamente tutto non poteva che cominciare con uno scherzo firmato dai coniglietti Ubisoft: Rabbid Mario infatti si sta nascondendo perché qualcuno gli ha rubato e nascosto la salopette: un semplice meccanismo per iniziare a farci esplorare il primo spazio di gioco e mostrarci quanto si è ampliato il livello di interazione con questo. Ma approfondiremo meglio questo punto nei prossimi paragrafi.

Trovata la salopette, potremmo dire che tutto è bene quello che finisce bene: invece, il peggio deve ancora iniziare. Ed è qui che fa la sua comparsa Cursa, un’enorme figura incappucciata che rapisce Rabbid Peach, ma Mario non perde un attimo e si catapulta in suo soccorso. Qui facciamo subito la conoscenza degli Spark (chiamati simpaticamente Sbrilli da Beep-O), elemento fondamentale nonché protagonisti assoluti del gioco.

Una manciata di primi livelli ci mostrano le meccaniche base di questo gioco: il movimento, l’utilizzo delle armi, il movimento dinamico tra i turni, l’utilizzo degli Spark in battaglia, la conoscenza dei nemici e dell’ambiente circostante e le tecniche dei personaggi. Una volta salvata Rabbid Peach, capiremo che questo è solo un assaggio del potere di Cursa.

Per questo motivo saliamo a bordo della nostra navicella capitanata da Beep-O e Jeanie, una nuova Intelligenza Artificiale costruita dallo stesso Beep-O. Da questo momento l’obiettivo rimane solo uno: salvare tutti gli Spark da Cursa, dei quali si vuole impadronire per conquistare la galassia, ed eliminare tutte le tracce di “Oscutiferio” che Cursa lascia al suo passaggio.

Durante il nostro viaggio con i soliti noti eroi di Nintendo per i 5 pianeti ideati da Ubisoft, impareremo a conoscere meglio i personaggi Rabbid, sia quelli giocabili che quelli che incontreremo sul nostro percorso. Una nota d’onore va sicuramente al doppiaggio, elemento non scontato che dà una nota di colore a ogni Rabbid, oltre che un primo approfondimento caratteriale dominante. Benché i personaggi doppiati interamente siano pochi, alcune piccole frasi riassuntive riescono davvero a far vivere ogni personaggio di Sparks of Hope.

Nel corso del gioco si uniranno a noi personaggi inediti come Edge, Rabbid Rosalinda e vecchie conoscenze come Bowser, che questa volta fa il suo ritorno come alleato e non nemico, visto che Cursa ha soggiogato tutti i suoi Goomba.

Battaglie su misura degli eroi

In Mario + Rabbids: Sparks of Hope ogni personaggio giocabile ha caratteristiche proprie: non solo armi uniche ciascuno, ma a ogni eroe compete un’albero di abilità che può essere migliorato tramite dei punti spendibili (e ritirabili). Se consideriamo poi l’aggiunta di due Spark equipaggiabili per ogni eroe, entrano in gioco moltissime altre combinazioni di personalizzazione che la propria squadra può ottenere. Per non parlare delle tecniche speciali: da Mario che spara due colpi, potenzialmente anche in volo, passando per Peach che distrugge gli ostacoli col suo ombrello, e finendo all’arco di Luigi utile dalla distanza, o ai fortissimi pugni di Rabbid Mario che passano attraverso i muri.

È proprio per questi motivi che Mario + Rabbids ci spinge al modificare liberamente l’assetto della nostra squadra di eroi prima di ogni battaglia. Più si va avanti col gioco, più questo meccanismo diventerà prima un’abitudine e poi una vera e propria esigenza: ogni mappa ha la sua fisionomia di level design, gremita di suoi nemici con diverse armi e debolezze. In ogni battaglia la presenza o meno di uno Spark, di una scivolata in più o di più vita possono essere determinanti.

Determinante e fondamentale diventa anche l’esplorazione dei campi di battaglia grazie all’aiuto di Beep-O, che ci mostra le insidie di ogni livello, ma soprattutto le quantità e le caratteristiche dei nostri nemici, indicandoci vulnerabilità e resistenze. Unica pecca dei combattimenti di Mario + Rabbids: Sparks of Hope è data dalla poca varietà dei nemici, sia in termini di estetica, che di abilità base, che spesso sono collegate all’elemento al quale sono resistenti.

Mario + Rabbids: Sparks of Hope rimane un RPG a turni classico dove i personaggi si spostano e compiono azioni entro i propri limiti di movimento, ma con degli elementi che lo caratterizzano e differenziano: la libera mobilità del personaggio nella sua area di movimento, le scivolate per arrecare danni extra ai nemici, e i salti team che ci permettono di arrivare in punti più lontani della mappa ampliano a dismisura le possibilità di battaglia.

Il funzionamento dei turni è condizionato dalla scelta di utilizzo dei due punti azioni in armi, nei poteri degli Spark, nelle abilità o negli oggetti. La scelta di ogni mossa è essenziale per raggiungere l’obiettivo della mappa, che può non essere il semplice “Sconfigili tutti”, ma “Arriva alla meta”, distruggere portali o occhi dell’Oscutiferio, oppure resistere il più a lungo possibile agli attacchi nemici.

Il menù dei personaggi ci dà rapida visione della situazione della squadra in termini di salute, esperienza e caratteristica del personaggio. Nel corso del gioco si avrà la possibilità di utilizzare da 2 a 4 personaggi, visto che le battaglie si faranno sempre più toste.

L’albero delle Abilità di ciascuno diventerà sempre più essenziale proseguendo nell’avventura, poiché non solo aumenterà la vita, il movimento o le abilità di un personaggio, ma aggiungerà al gameplay meccaniche che ben si adattano alle battaglie da dover affrontare. Cosa scegliere tra dare più vita o più scivolate ad Edge, per esempio? Probabilmente il tipo di mappa da affrontare e la tipologia di nemici presenti in quella specifica occasione ci permetterà di compiere la scelta migliore! Anche la selezione degli Spark, attraverso un menu ci permette di esplorare la gamma di esserini in nostro possesso, diventa essenziale per le strategie del giocatore.

Esplorazione su larga scala

Quello che traspare da ciò che avete letto nella recensione fino a questo punto è sicuramente quanto la mappa di ogni mondo possa essere estesa. Le medie dimensioni della totalità della mappa però vengono aumentate con l’esplorabilità, grazie a un sapiente utilizzo di enigmi ambientali da parte di Ubisoft.

Benché i pianeti da esplorare siano giusto 5, ogni mondo ha la sua storia principale e almeno una ventina di missioni secondarie che tengono incollati al gioco. Nei nostri gameplay abbiamo affrontato missioni per ottenere Spark, missioni per scoprire ogni angolo del mondo che stavamo esplorando, ma anche avventure che ci hanno concesso di approfondire la storia di qualche personaggio secondario o di contesto.

L’esplorazione multipotenziale di Mario + Rabbids: Sparks of Hope fa in modo che per platinare il gioco si debba tornare indietro più volte in un particolare mondo, perché alcune zone saranno accessibili solo dopo aver sbloccato nuove meccaniche esplorative o dopo aver soddisfatto alcuni requisiti (per esempio, nel primo mondo abbiamo trovato una zona esplorabile solo con 12 Spark, che saranno impossibili da ottenere a quel punto del gioco).

A proposito di questi, gli Spark collezionabili in tutto sono 30: alcuni si uniranno alla squadra perché salvati durante la nostra missione principale, altri sono recuperabili solo da alcune missioni secondarie. Alcuni Spark ci saranno di grosso aiuto non solo nelle battaglie, ma anche nell’esplorazione dei mondi. Questi tipi particolari di Spark infatti si fonderanno con Beep-O per permetterci di eliminare degli ostacoli del percorso o mettere alla luce elementi che non sono visibili.

Inoltre nel corso della nostra avventura potremo raccogliere delle monete per comprare oggetti utili in battaglia, delle astroscheggie per potenziare inostri amici Spark. Tra le risorse ci sono anche delle monete specifiche del pianeta che saranno molto utili per comprare chiavi per luoghi nascosti, oltre che skin per le armi dei personaggi e oggetti consumabili.

Supporto tecnico e grafico degni di nota

Il comparto tecnico e grafico in Mario + Rabbids: Sparks of Hope si è decisamente superato rispetto al suo predecessore, puntando moltissimo su un miglioramento significativo del level design, e strizzando anche l’occhio a un po’ tutte le età, allargando il proprio bacino di utenza grazie alla trovata di rendere i turni più action e dinamici. Questa apertura però non esclude che il gioco sia godibile, avvincente, e sempre in grado di come far ragionare il giocatore per risolvere le battaglie e uscirne vincitore. La grafica rotonda con colori accesi sicuramente strizza l’occhio a un target più piccolo, però è estremamente godibile anche da un pubblico adulto, e ricorda moltissimo ovviamente sia i giochi Nintendo che quelli Ubisoft.

Menzione d’onore anche a una importante funzione nelle impostazioni: il livello di difficoltà regolabile. Forse un elemento scontato per dei giochi di questo genere, ma estremamente apprezzato da chi si approccia a questo titolo come casual gamer, e che magari vuole affrontare la sua prima avventura in serenità per poi aumentare il livello a metà della sua partita quando prende un pochino di confidenza con le meccaniche.

Non dimentichiamoci della colonna sonora, una parte fondamentale di Mario + Rabbids: Sparks of Hope. Infatti, ad affiancare il maestro compositore Grant Kirkhope ci sono Gareth Coker, autore di alcune OST famosissime di Minecraft, ARK e Halo, e Yoko Shimomura, celebre autrice che ha dato i suoi contributi a molte colonne sonore della saga di Super Mario.

Eccellenza italiana e internazionale

Mario + Rabbids Sparks of Hope è stato presentato negli scopi di Ubisoft come un gioco che vuole essere ancora più grande del precedente, e possiamo dire che l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto. Il team italiano e quello francese hanno dato il meglio di sé, e l’aiuto di Ubisoft ChengduMontpellier e Pune è stato sicuramente fondamentale.

Mario + Rabbids: Sparks of Hope è un grande lavoro di squadra che sicuramente saprà sorprendere tutti i 10 milioni di giocatori che arrivano da Mario + Rabbids: Kingdom Battle, e appassionare tutti coloro che entrano in questo nuovo mondo crossover per la prima volta.

Voto: 9

Pro
Universo Mario + Rabbids vincente e avvincente
Eroi ben caratterizzati
Missioni secondarie che danno più vita al gioco
Meccaniche RPG rivisitate in maniera leggera
Grafica godibile
Difficoltà modificabile in qualsiasi momento
Contro
Storia meno innovativa rispetto al titolo precedente
Poca diversità dei nemici

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Mario + Rabbids Sparks of Hope Nintendo Switch Ubisoft

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E un gioco nella wish list fin da quando lo avevano annunciato.. ma sto aspettando a prenderlo XD probabilmemte finito con Scarlatto... Cosi magari lo trovo scontato in giro per bancarelle... 

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5 ore fa, Lyndon ha scritto:

Io sono nel secondo regno e devo dire che è un gioco che mi ha sorpreso. L'ho acquistato per provare a vedere se qualche partita potesse essere interessante, ed è molto più divertente di quello che mi ero immaginato. Inoltre, pur avendo comunque una certa difficoltà ed una buona stratificazione di gameplay, è immediato e semplice da capire anche per i neofiti del genere 

A me spaventavq un po la difficoltà in effetti non essendo portata al genere ma se dici così anche meglio sono davvero tentata di prenderlo 

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Io sono nel secondo regno e devo dire che è un gioco che mi ha sorpreso. L'ho acquistato per provare a vedere se qualche partita potesse essere interessante, ed è molto più divertente di quello che mi ero immaginato. Inoltre, pur avendo comunque una certa difficoltà ed una buona stratificazione di gameplay, è immediato e semplice da capire anche per i neofiti del genere