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Rune Factory 5, Recensione: il simulatore di vita che voleva essere un action game

Un simulatore di vita può aggiungere combattimenti ed esplorazione senza risultare caotico? Rune Factory 5 ci ha provato fino in fondo.

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   · 9 min lettura Recensioni
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Dopo circa un anno dal rilascio nipponico, arriva anche in occidente su Nintendo Switch Rune Factory 5, il simulatore di vita targato Marvelous e XSeed Games che aggiunge una forte componente action al classico gameplay dedicato alla cura dei campi e delle relazioni con gli abitanti di un piccolo villaggio. Dopo la bancarotta del precedente studio di sviluppo Neverland Co. nel 2013, non ci si aspettava un ritorno della serie che è stata invece prodotta da Marvelous stessa questa volta, nel tentativo di supportare ancora l’idea di unire la simulazione all’azione in un videogioco ibrido e completo. Ma sarà riuscito Rune Factory 5 a creare il giusto equilibrio tra i generi e mantenere lo spirito dei predecessori?

La centralità della simulazione

Nella cittadina di Rigbarth dove verremo misteriosamente catapultati privi di alcun precedente ricordo, ci verrà presto affidato il ruolo di SEED ranger per aver salvato una bimba-kitsune di nome Hina da alcuni mostri selvatici. Con questo incipit faremo la conoscenza del capitano Livia che ci concederà una camera all’interno del silo, quartier generale del SEED di Rigbarth che si occupa della protezione dei cittadini: qui potremo salvare il gioco (azione che può essere compiuta solo presso i libri di salvataggio presenti in camera o davanti ai dungeon), disporre mobili e ovviamente dormire per concludere la giornata.

Come in ogni simulatore di vita, infatti, l’orologio e il sonno scandiscono il ritmo di gioco che si basa su un calendario diviso in 4 stagioni da 30 giorni l’una. La routine quotidiana richiede di coltivare il campo come da tradizione – per vendere i proventi del raccolto o utilizzarli come materiali per il crafting o la cucina -, raccogliere legna, rocce e minerali e ovviamente salutare tutti gli abitanti per incrementare l’affetto con questi e sbloccare nuovi dialoghi ed eventi.

Sebbene il gioco si basi sulle meccaniche d’azione per proseguire nella trama principale, la simulazione sarà preponderante: senza coltivare o soddisfare le richieste dei cittadini sarà molto difficile aumentare il livello delle proprie skill e perciò incrementare la barra della vita e degli RP, i punti fondamentali per craftare, cucinare, usare gli attrezzi e gli incantesimi. Di base dunque, Rune Factory 5 resta un gioco di simulazione al 100% e sarà necessario pazientare, accumulare tante risorse e incrementare le proprie statistiche per proseguire. La gestione degli RP può risultare limitativa soprattutto nelle fasi avanzate di gioco, nelle quali sarà necessario migliorare di molto le proprie skill per fronteggiare nemici sempre più ostici o craftare armi e armature più potenti, ma almeno il gioco non impone scadenze e si potrà proseguire con i propri tempi facendo passare anche più stagioni senza avere ripercussioni.

Gli RP sono richiesti anche per cucinare, craftare e creare medicine, attività che richiedono di apprendere le ricette mangiando del pane speciale in vendita in quantità limitata ogni giorno. Questa meccanica risulta confusionaria nel momento in cui non è più possibile imparare ricette perché la skill è di livello troppo basso, ma per incrementare il livello della skill occorre eseguire la rispettiva attività a ripetizione, trovandosi spesso a creare oggetti non necessari o doppioni e sprecando così preziosi materiali.

Compagni d’avventura

Per progredire nella lineare trama principale sarà necessario esplorare dungeon dai diversi biomi, partendo dal bosco alle porte del villaggio per poi visitare vulcani incandescenti o grotte ghiacciate e così via. Ogni area della mappa sarà popolata da creature differenti, tutte aggressive nei nostri confronti e assegnate a punti di spawn predefiniti: il livello di questi non è visibile, ma è buona regola non andare in zone che non ci è stato richiesto di esplorare per evitare di finire KO in un sol colpo. Il nostro personaggio dovrà essere adeguatamente equipaggiato, del giusto livello e preferibilmente accompagnato da altri residenti di Rigbarth o creature potenti.

Infatti, da un certo punto della storia in poi, sarà possibile chiedere ai nostri amici abitanti di unirsi al party di gioco e aiutarci, guadagnando un po’ di punti amicizia per ogni ora passata in compagnia. Purtroppo non è possibile controllare questi NPC, ma è almeno possibile cavalcare e attaccare in groppa a tutte le creature che avremo domato (anche quelle più piccine): per rendere nostro uno qualunque dei mostri selvatici di Rune Factory 5 occorrerà spazzolarli ripetutamente e donare oggetti di loro gradimento – solitamente funzionano bene i prodotti coltivati e quelli che loro stessi droppano, ad esempio il latte per le mucche. Questa funzione si sblocca solo dopo aver avuto accesso al primo drago che fungerà da area extra, dotata di un secondo campo coltivabile e di uno spazio per costruire due stalle nelle quali contenere i mostri domati.

Le missioni affidateci nella bacheca dagli abitanti del villaggio ci guideranno in parte nell’apprendimento delle diverse meccaniche di gioco, ma spesso ci confonderanno non indicando come ottenere un determinato strumento o svolgere una certa azione in modo chiaro. Per quanto possa essere divertente tentare di risolvere i problemi degli abitanti con le proprie intuizioni, può risultare frustrante non avere idea di come ottenere un determinato strumento per una quest e sarebbe bastato indicare nella scheda della missione stessa il luogo dove trovarlo o la creatura dalla quale ricavarlo. Il nostro avatar poi non sembra essere personalizzabile nei connotati, ma solo negli abiti e accessori equipaggiati (probabilmente a causa delle cutscene 2D che ci vedono protagonisti).

Il livello di difficoltà è impostabile su facile, medio o difficile, ma influisce unicamente sui combattimenti, rendendo egualmente dispendioso di energie il farming. Anche a livello facile sarà comunque necessario aumentare di livello e upgradare le armi per proseguire, ma gli attacchi dei nemici saranno un po’ meno aggressivi e potenti; inoltre, è possibile richiedere l’aiuto di un ranger che ogni tanto ci riempirà la barra della vita se questa scende sotto la metà. A rendere complicati i combattimenti di Rune Factory 5 è però proprio il combat system che soffre di vari problemi tecnici, a partire dall’assenza di un tasto per parare e dall’importante input lag che speriamo venga corretto con una patch al day one. Anche la farming cam, la telecamera di gioco che si muove automaticamente alle spalle del giocatore, può essere particolarmente scomoda, ma per fortuna è disattivabile nelle opzioni.

Voglio l’anime di Rune Factory

Marvelous non è estranea al mondo degli anime, infatti ne ha prodotti molti tra i quali Tokyo Ghoul: Re e Mushishi. La sua esperienza nell’animazione 2D emerge chiaramente dalle splendide cutscene di presentazione dei personaggi maritabili e dalla sigla che vi accoglierà a ogni avvio del gioco. Si nota la passione con cui l’azienda vuole risollevare la serie, facendo innamorare i giocatori dei personaggi, delle ambientazioni e delle creature di gioco sin dall’inizio dell’avventura.

Prendetevi del tempo per ascoltare i commentary dei doppiatori: sono molto simpatici e approfondiscono ancor più le personalità dei vari NPC

In effetti, i ritratti 2D dei personaggi li valorizzano più dei loro modelli 3D che, seppur curati, soffrono di un comparto tecnico imperfetto che li rende un po’ rigidi nei movimenti e non sempre espressivi. Trattandosi di un open world, le carenze grafiche sono molto visibili anche negli scenari che appaiono spesso vuoti e poco dettagliati, in particolare in lontananza dove le montagne si fanno piatte e spoglie di vegetazione.

Se dal punto di vista tecnico e artistico vi sono evidenti errori, è anche vero che i dialoghi e gli eventi sono stati resi molto più interattivi e variegati: gli abitanti del villaggio commenteranno l’arrivo di nuovi volti in città, ci ricorderanno i compleanni degli altri concittadini e risulteranno dunque molto più vivi. Le linee di dialogo sono molte e permettono di conoscere al meglio le personalità tutte diverse degli abitanti, in particolare quelle dei 10 candidati per il matrimonio (sì, 10 dato che è possibile scegliere anche quelli dello stesso sesso del protagonista).

Gli eventi che aumentano il grado di amicizia vengono indicati in mappa con un segnalino apposito che ritrae il volto del personaggio interessato permettendoci di scegliere a quale dare priorità. Peccato invece per la scelta di rendere i festival sbloccabili co 1000 rari punti SEED, rendendoli perciò secondari, nonostante siano una delle parti più divertenti dell’esperienza simulativa: in particolare, in Rune Factory 5 sono tutti composti da minigiochi che aggiungono un maggior livello di interazione al bonus amicizia e ai dialoghi inediti già forniti da queste speciali feste cittadine.

Tutto o troppo?

Il gameplay di Rune Factory 5 è sicuramente variegato e longevo, ricco di eventi e personaggi intriganti, tuttavia, la trama principale è molto lineare e vi sono evidenti difetti tecnici. Il mix di farming, esplorazione e combattimento è decisamente interessante aggiunge svariate ore di gioco e diverse missioni da completare, ma risulta talvolta sbilanciato costringendo il giocatore a scegliere tra l’una o l’altra attività oppure a ripetere più volte le stesse operazioni semplicemente per livellare le skill.

Se lo dovessimo confrontare a Story of Seasons Pioneers of Olive Town, altro simulatore di vita Marvelous e Xseed privo delle meccaniche di combattimento (se non nella cava mineraria dove è in parte richiesto di sconfiggere delle talpe nemiche), Rune Factory 5 risulterebbe molto più vasto, ma forse un po’ sbilanciato e macchinoso. Il precedente, che abbiamo recensito qualche tempo fa, è un po’ carente nei dialoghi, ma garantisce uno sviluppo progressivo più soddisfacente e una personalizzazione maggiore. I fan del genere apprezzeranno sicuramente anche questo titolo, ma considerate che la componente action è semplificabile, ma non evitabile, perciò non si addice a chi cerca un simulatore unicamente rilassante. Se il prossimo titolo della serie (o un DLC) prevedesse l’aggiunta del multiplayer o direttamente un formato MMORPG, Rune Factory sarebbe decisamente salvo: per ora resta un buon compromesso, con qualche lacuna.

Voto: 7.8

Pro
Interessante fusione di action e simulazione
Tanti mostri da allevare e sconfiggere
Ottimi i dialoghi e le interazioni coi personaggi
Possibilità di farsi accompagnare nell’esplorazione
Gestione dei tempi in mano al giocatore
Contro
Assenza di multiplayer
Prestazioni e grafica da migliorare
Festival cittadini da sbloccare
Progressione un po’ macchinosa

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