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The Wanderer: Frankenstein's Creature, Recensione: il lato umano di un mostro

The Wanderer: Frankenstein's Creature, Recensione: il lato umano di un mostro

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Dopo poco più di 8 mesi dall’uscita ufficiale su PC e Mac tramite lo store di Steam e su iOS, approda su Nintendo Switch il capolavoro degli sviluppatori di La Belle Games, The Wanderer: Frankenstein’s Creature. Pubblicato dal canale culturale europeo ARTE, vanta un palmares di vittorie tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 di tutto rispetto, compreso il premio italiano BolognaRagazzi Digital Award 2020. Il piccolo gruppo di programmatori di La Belle Games è riuscito a reinterpretare in modo magistrale il romanzo gotico Frankenstein; or, The Modern Prometheus, scritto nel 1818 dal pugno dell’inglese Mary Shelley.

Il videogioco è un’avventura narrativa, in cui le scelte che compiremo durante il nostro viaggio influenzeranno il verificarsi degli eventi, il tutto arricchito da non troppo complessi enigmi e rompicapi da risolvere. La grafica e le musiche ci accompagneranno in modo impeccabile tra i sentimenti scostanti della Creatura, alla ricerca disperata del suo posto nel mondo. The Wanderer: Frankenstein’s Creature è una piccola esplosione emotiva, che ci permetterà di empatizzare con il protagonista decidendo il suo destino con un susseguirsi incalzante di avvenimenti.

Un triste racconto di solitudine e discriminazione

Il protagonista dell’avventura è un essere immondo chiamato la Creatura, nato delle mani dallo squilibrato Dr.Frankeinstein. Il mostro umanoide è solo al mondo e senza conoscere le sue origini, inizierà a vagare alla ricerca di suo padre, o meglio il suo creatore, in una società che lo ripudia e lo schernisce. Nel corso degli eventi avremo modo di conoscere il lato sensibile di questo essere, desideroso di una famiglia e di essere trattato come un essere umano qualunque.

The Wanderer Frankenstein's Creature

Il suo aspetto demoniaco però intimorirà le persone con cui si imbatterà, che saranno capaci di soffermarsi soltanto al suo aspetto senza conoscere il suo vero animo, tirando fuori il peggio di lui. Il suo viaggio lo porterà a conoscere l’amore e l’odio, la gioia e la discriminazione, la compagnia e la solitudine, la speranza e la falsità che si celano dietro a una preghiera. Ogni aspetto principale dell’umanità verrà trattato in The Wanderer: Frankenstein’s Creature, visto dagli occhi di chi umano non lo è mai stato, e forse non lo sarà mai. Un punto di vista, questo, a cui non siamo abituati a immedesimarci, e che ci permette di essere critici verso una cosa così scontata per noi come quella di essere persone.

Il percorso morale e fisico intrapreso dalla Creatura non è già scritto, e saremo noi a doverlo guidare nelle scelte come se fossimo la sua coscienza. Durante la storia, avremo l’impressione che le decisioni che prenderemo per questo essere innaturale siano futili, e che non alterino lo svolgersi degli eventi, ma ogni passo, ogni risposta e ogni pensiero plasmeranno l’animo della Creatura. Gli effetti delle nostre scelte e degli eventi accaduti al nostro protagonista, saranno evidenti soltanto nel finale del racconto, in cui saremo posti di fronte a dei bivi: l’amore, la conoscenza, la morte e la vendetta

La crudeltà dell'uomo verso la Creatura

Il viaggio tra i sentimenti altalenanti della Creatura ci porta a vivere e condividere il suo stato d’animo, i suoi desideri e le sue delusioni. La storia del mostro creato da Frankeinstein ci offrirà un tuffo introspettivo nel nostro io, con lo scopo di insegnarci a non ripudiare il diverso attraverso l’analisi della nostra coscienza. L’empatia in questo titolo è totale e sconvolgente, tanto che riesce a intrappolare il videogiocatore in un vortice di emozioni e pensieri che fa riflettere su molti atteggiamenti ingiusti.

Molta narrativa guidata e poco gioco

Tipico del gameplay dei videogiochi narrativi è prendere decisioni e permettere al protagonista di compiere il suo destino. Tutto questo azzera quasi le meccaniche di gioco, che si limitano al movimento e all’interazione con particolari oggetti. I percorsi da seguire non ci lasciano libertà di esplorazione se non in città o grandi spazi in cui dover svolgere delle piccole attività, come minigiochi o rompicapo da risolvere.

Percorsi in The Wanderer Frankenstein's Creature

Gli enigmi non sono complessi, ma molto spesso non avremo indizi su cosa ci sia da fare. Il susseguirsi degli avvenimenti è molto intuitivo, e spesso aiutato da un leggero brilluccichio che ci indica quali sono gli oggetti con cui interagire o quale percorso dobbiamo seguire. Ci ritroveremo a ricostruire una chiesa, a suonare il pianoforte, a tagliare la legna, a scassinare cassaforti e a creare la vita. I movimenti sono fluidi anche se siamo portati a pensare a che il gioco voglia guidarci nella direzione corretta forzando un po’ il movimento del personaggio in determinate circostanze. Questo rende lo spostamento più complicato e rallentato. Dopo alcuni episodi simili però, non è chiaro cosa causi questa difficoltà a muoversi, costringendoci in questi casi a dover camminare piano piano pur di progredire nella storia.

Il punto focale di The Wanderer: Frankenstein’s Creature, non è sicuramente l’esecuzione di complesse azioni per raggiungere uno scopo, ma è quello di lasciarsi trascinare delle emozioni. Le ambientazioni, i suoni, i discorsi e i pensieri espressi in italiano permettono a un pubblico adulto di tuffarsi nel cuore della Creatura. Stiamo parlando di un videogioco in cui, per una volta, il giocatore non è uno spettatore dall’alto, ma è parte della storia. Un modo per convincerci a completarlo più volte per scoprire quali altri finali sarebbero potuti accadere.

La Creatura suona il pianofrote

Una grafica straordinaria con un sottofondo coinvolgente

The Wanderer: Frankenstein’s Creature è una meraviglia per gli occhi, grazie a una grafica acquarellata e variopinta, che fa dei colori e dei grigi il suo modo di rappresentare lo stato d’animo della Creatura. Molto spesso il protagonista si immergerà in lunghi soliloqui introspettivi tra sé e la sua coscienza interpretata da noi, che verranno accompagnati da scenari mozzafiato che rispecchiano a pieno l’umore del momento. Giocando si avrà la sensazione che le stagioni e i paesaggi si alternino inseguendo le emozioni del protagonista, evidenziando quasi poeticamente le fasi della storia e della sua vita.

I colori pastello sfumati e delicati però non bastano per farci tuffare di testa in un’esistenza che non è la nostra, serve anche un ottimo sonoro. Le musiche scandiranno i sentimenti della Creatura, con sorridenti melodie rinascimentali nei momenti di gioia, e stonanti viole accompagnate da una cupa orchestra nei momenti di massima agonia. Anche il volume e il cambio improvviso di suoni porta il giocatore ad avere grandi sorrisi, ma anche brividi e sussulti.

La cura per i dettagli in questo titolo è minuziosa e si nota, è quasi difficile da descrivere. L’insieme di tutti questi elementi permette di trascorrere alcune ore come se fossimo in compagnia di un vecchio amico un po’ sfortunato, con l’ardente desiderio di guidarlo verso una risoluzione del suo cammino.

Un capolavoro per i videogiochi narrativi e anche per gli occhi

Ciò che La Belle Games è riuscita a creare con questo titolo è una piccola meraviglia per il settore dei videogiochi narrativi. Pur intrattenendo soltanto per qualche ora, The Wanderer: Frankenstein’s Creature è capace di avvolgere il giocatore in un’altra vita che non è la sua, quasi facendogli dimenticare di essere di fronte a un videogioco. Oltre all’empatia però, risulta essere un gioco quanto mai attuale, anche se ispirato da un racconto del 1818. I temi che la Creatura ci permetterà di toccare variano dalla religione, alla cultura popolare, all’egoismo passando per la povertà, fisica e intellettuale; sfere che orbitano intorno all’uomo da secoli, e che ancora si macchiano degli stessi errori dopo oltre 200 anni di storia.

Tramonto in The Wanderer: Frankenstein's Creature

La solitudine e l’emarginazione sembrano essere una condizione intrinseca dell’umanità, che non riesce ad accettare il diverso, il meno agiato, chi purtroppo non ha ricevuto un’istruzione e un’educazione adeguata. L’abbandono e la sofferenza forse avranno il sopravvento sulla nostra storia, o forse no, forse l’amore riuscirà a vincere. Siamo noi con le nostre decisioni che scriveremo l’epilogo del protagonista, costruendo su di lui non soltanto il passato, ma esperienze formative. Questo titolo è lo specchio di problemi che come esseri umani non riusciamo a scrollarci di dosso, rimanendo chiusi nelle nostre tiepidi bolle quasi disinteressati dal mondo là fuori.

Dal punto di vista realizzativo The Wanderer: Frankenstein’s Creature non ha difetti, anzi è una delizia per gli occhi come spesso ripetuto, e guadagna fluidità alla narrazione grazie alle grafiche incredibilmente interessanti e una componente audio davvero coinvolgente. Non si sono verificati problemi di alcun tipo, se non le leggere difficoltà di movimento in determinate situazioni di cui si è già parlato. Nulla di grave, ma se proprio vogliamo trovare un neo sulla pelle di un gioco sconcertante, emozionante ed estremamente coinvolgente sarebbe solo questo.

Città

Le non complesse meccaniche di gioco lo rendono un titolo perfetto per Nintendo Switch, sopratutto in mobilità con le cuffie collegate alla console, per un’immersione sensoriale totale. Infatti questo è un titolo disponibile anche su smartphone Apple e presto in arrivo anche per Andorid. Se siete curiosi di provare questa esperienza emotiva sulle vostre ibride Nintendo o su PC e Mac, trovate il gioco disponibile sia sul Nintendo eShop che nello store di Steam.

Voto: 8

Grafica incredibile
Storia appassionante e coinvolgente
Finali multipli
Enigmi e rompicapi intuitivi
Movimenti in certi casi incerti
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Articolo di Michele Ferracci
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