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Reggie Fils-Aimé convinse Nintendo a non cambiare logo

Reggie Fils-Aimé non è più presidente di Nintendo America da quando Doug Bowser ha preso il suo posto (lasciando forse in pace la principessa Peach), ma le sue azioni hanno lasciato un’impronta indelebile nell’intera società giapponese. Durante una puntata del podcast Present Value, Reggie ha rivelato un curioso quanto interessante aneddoto avvenuto agli inizi della sua […]

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   · 2 min lettura Nintendo
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Reggie Fils-Aimé non è più presidente di Nintendo America da quando Doug Bowser ha preso il suo posto (lasciando forse in pace la principessa Peach), ma le sue azioni hanno lasciato un’impronta indelebile nell’intera società giapponese.

Durante una puntata del podcast Present Value, Reggie ha rivelato un curioso quanto interessante aneddoto avvenuto agli inizi della sua esperienza lavorativa (circa il 2003). A quanto pare, a quel tempo la divisione Nord americana della grande N provava quasi vergogna per il target a cui veniva associata, fatto di giocatori molto giovani. Le alte sfere erano pertanto intenzionate a modificare il logo dell’azienda, nel tentativo di renderlo più accattivante agli occhi di un pubblico più maturo.

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L’ex presidente, tuttavia, non era affatto d’accordo con l’idea e si oppose ai suoi colleghi. Di seguito le dichiarazioni date nel corso della puntata:

Quando sono entrato a far parte di Nintendo, c’era quasi un senso di vergogna per il fatto che piaceva ai consumatori più giovani, e il team di marketing di Nintendo of America ha provato a modificare il logo – quello classico con la scritta Nintendo in un ovale – cambiandolo con lo stile dei graffiti, o altri modi per cercare di alzare il target. Io però ho messo fine a tutto ciò perché non rispecchiava il nostro brand.

Reggie sapeva che era giusto puntare a un bacino di utenti sempre più ampio, ma non a discapito del simbolo che rappresentava anche l’essenza del gruppo:

Quello che dovevamo fare era giusto, ovvero attirare un bacino di consumatori sempre più ampio, ma dovevamo farlo in base a ciò che il marchio rappresentava e non in quel modo fasullo. Abbiamo esaminato e dato una svecchiata alla presentazione del marchio e abbiamo accoppiato il messaggio con dei contenuti in grado di piacere a molte più persone, gettando le basi per i grandi prodotti arrivati successivamente, come Wii, Wii Fit e infine Nintendo Switch.

Nello stesso podcast, egli ha anche parlato della sua figura e del fatto di essere diventato a tutti gli effetti un meme vivente.

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meno male che è stato ascoltato 

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7 ore fa, NatuShiny ha scritto:

Ma Nintendo of America avrebbe potuto cambiare logo senza chiedere permesso al Giappone? :confused:

Ah boh XD Ma concordo con @NoJokesInc. sul logo graffittatoXD

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5 ore fa, NatuShiny ha scritto:

Ma Nintendo of America avrebbe potuto cambiare logo senza chiedere permesso al Giappone? :confused:

Immagino di no, anche perché un logo con dei graffiti sarebbe stato ORRIBILE!

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Ma Nintendo of America avrebbe potuto cambiare logo senza chiedere permesso al Giappone? :confused: