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[RECENSIONE] Super Mario Maker 2: game designer si diventa giocando!

Un’esplosione di idee. Un trampolino per la creatività. Un reame di condivisione e fantasia. Super Mario Maker 2 è tutto questo e molto altro. Simboleggia un nuovo inizio per la serie e la rivalsa di Nintendo, che dopo la sfortunata compagine del Wii U è sapientemente riuscita a riorganizzare le idee e tornare a puntare in alto, come i salti che compie una delle sue icone più rappresentative. Fra graditi ritorni, nuove proprietà intellettuali e seguiti dal sapore di titoli completamente originali, spicca la nuova iterazione dei due fratelli che per l’occasione si reinventano muratori e architetti.

Il gioco d’esordio diede una libertà tanto ampia quanto inusuale all’utente e riuscì a vendere ben quattro milioni di copie, nonostante alcune criticità. Se il primo si proponeva come un gesto d’amore della casa di Kyoto verso la sua utenza, che otteneva un lasciapassare per divertirsi con gli elementi a piattaforme, quello più recente punta a correre sul solido terreno già tracciato nel recente passato, confermando la fiducia nei creatori giocatori e tentando di abbracciare un pubblico più variegato e ampio. Ne è una prova l’aggiunta della modalità storia, che introduce i novizi alle infinite possibilità di quello che rimane il cuore cubico della produzione, quell’editor di livelli tanto ricco da rischiare di spiazzare le nuove leve, ora rinnovato ma non rivoluzionato. E così Super Mario si presenta al banco di prova: con un armamentario di solide basi, martello, scalpello e la volontà di reinventarsi ancora dopo oltre trenta anni di carriera.

Un regno da ricostruire

La tentazione di accedere alla modalità “Crea” dalla schermata iniziale è forte, eppure vi consigliamo di attendere e prediligere inizialmente la storia. Quest’ultima è una delle aggiunte visivamente più tangibili e immerge nel tanto familiare Regno dei Funghi: in un paesaggio verdeggiante a telecamera fissa, seppure a scorrimento orizzontale, si staglia il castello della principessa Peach in tutto il suo immenso candore. A causa di un particolare incidente l’edificio crolla sotto gli occhi dei Toad e Mario lì presenti, i quali non si abbattono e, anzi, puntano a ricostruirne uno migliore.

Tale espediente narrativo non brilla certo per originalità, eppure delinea il carattere distintivo della trama e del gioco nel suo insieme; il nostro compito è costruire per giocare, giocare per costruire. Una bacheca progressivamente sempre più ampia ci catapulta lungo livelli diversi e dalla difficoltà più o meno maggiore segnalata prima di accedervi. Tra banali ambienti a richiamo nostalgico e altri basati su enigmi di vario tipo, dovremo accumulare monete d’oro da spendere per innalzare i vari piani che compongono l’edificio.

Per intrattenere i giocatori senza obbligo di una connessione a internet o quelli incappati in un blocco creativo, Nintendo ha confezionato più di 100 livelli, alcuni dei quali tentano di uscire dai binari classici del platform targato Super Mario per offrire sfide stuzzicanti. Che sia per cercare nuovi spunti da adottare per le proprie creazioni o per saggiare ciò che offre la casa, la modalità storia incarna un buon passatempo, una genuina distrazione.

Un editor coi baffi

Dopo aver passato una mano di cemento per la ricostruzione del castello, è ora di volgere l’attenzione alla colonna portante dell’intero gioco, la modalità Crea. Come accennavamo, Super Mario Maker 2 non è e non vuole essere rivoluzionario, ma punta a correggere con chiodi e qualche giro di cacciavite il quadro appena storto posizionato nella galleria dei giochi Nintendo nel 2015. Il tavolo di lavoro si presenta infatti molto simile a qualche anno fa, con gli elementi recentemente utilizzati stipati in una tendina nella parte alta dello schermo, comandi più specifici, a cui arriveremo, posti ai lati e mille possibili opzioni quasi da capogiro per i novizi. Le aggiunte e le modifiche sono parecchie, quasi tutte da ricercare tra una schermata secondaria e un comando di troppo. Ci riferiamo per esempio alla nuova organizzazione degli elementi, ora posti nelle quattro macro categorie di Terreni, Nemici, Dispositivi, Oggetti inseriti in altrettanti selettori a cerchio.

Una delle novità più palesi è l’inserimento di un nuovo stile fra quelli già esistenti di Super Mario Bros., Super Mario Bros. 3, Super Mario World e New Super Mario Bros. U, ovvero Super Mario 3D World. Dando maggiore risalto a ognuno di essi rispetto al suo predecessore, il nuovo editor permette infatti di dare un volto distintivo ai propri progetti, anche al doloroso prezzo di perdere tutti gli elementi inseriti al momento del cambio. Stretto nelle due dimensioni, il titolo uscito su Wii U  deve adattarsi per questo a qualche lieve limitazione, ma d’altro canto porta con sé un inventario molto ricco, dai tubi trasparenti ai blocchi estendibili, dagli alberi a forma di campanella al costume da gatto per Mario. A proposito di maschere, sorprende l’incompatibilità con gli amiibo, la quale su Wii U permetteva di allargare l’armadio dell’iconico personaggio. Un’assenza straniante che se colmata nel prossimo futuro potrebbe arricchire ulteriormente l’esperienza.

Ideare, condividere e comunicare sono tre nozioni chiave di un progetto legato alla creatività e necessita di uno scambio proficuo fra gli ideatori e i giocatori. La grande N dimostra di aver ascoltato il pubblico, avendo inserito varie scelte molto richieste: elementi come i terreni in discesa, opportunamente regolabili, o i pulsanti ON/OFF per far apparire o scomparire determinati blocchi aggiungono ulteriori possibilità alla proposta già assai amplia. Una delle chicche più gradite è la libertà di associare un ulteriore obiettivo al mero completamento del livello: obbligare a raccogliere monete o terminare una partita senza un singolo salto aumenta la rigiocabilità dello stesso e il senso di sfida.

A saturare un contenitore già pieno, troviamo la differenziazione tra zone primarie e secondarie, in modo da ampliare le possibili soluzioni, oltre alla modalità notturna che cambia gli stage non solo dal punto di vista estetico, ma anche per alcune meccaniche di gioco. L’editor si rivela in questo modo sontuoso ma al tempo stesso efficiente, incorniciato dalla possibilità di cambiare stile e passare senza ostacoli dalla fase di sperimentazione a quella giocante con l’icona del ciak posta a lato, insieme ad altri elementi citati.

Connessione significa condivisione

Con i Livelli dal mondo il giocatore di Super Mario Maker 2 salta dalla piattaforma del proprio studio per catapultarsi nella mischia. Identificato sia come giocatore finale che come ideatore, egli potrà presentarsi attraverso il suo avatar personalizzato e condividere le proprie creazioni con il mondo. Ognuna di esse sarà valutabile tramite un simpatico sistema di cuori, mentre i giudici più attenti potranno anche commentarle dando qualche consiglio per migliorarsi.

Ottima l’organizzazione del sistema di ricerca, che suddivide i livelli per popolarità, data, ma anche per area geografica, stile adottato e difficoltà. Aiutano anche i tag aggiunti dai giocatori, i quali consentono di risparmiare tempo etichettando i progetti fra varie categorie. Fa il suo ritorno inoltre la Sfida infinita, una serie di gare a selezione casuale in cui testare le proprie abilità di concentrazione e resistenza, fino al termine delle vite a disposizione. Se, privi di un collegamento a internet, avete ancora bisogno della vostra dose di platform fantasiosi, sarà indispensabile ricordarsi di scaricare fino a 32 livelli da salvare nel cosiddetto Memobot. Un archivio raggiungibile dal piccolo menù attraverso la comoda pressione di un tasto, dove sono conservate le nostre creazioni, solo a patto di portarle a termine in prima persona, oltre a quelle importate, in modo da poterne usufruire in qualsiasi momento.

Che siate progettisti o bramosi sperimentatori, potrete essere accompagnati da un amico in entrambi i casi: tra le etichette risulta anche quella di “Competizione” che permette di ricercare i livelli più ad alto tasso di adrenalina, per esempio al fine di imbastire delle gare sulle Koopa Car. Il piccolo prezzo da pagare, letteralmente, è un abbonamento a Nintendo Switch Online, tramite il quale addentrarsi nel reame bislacco degli estri creativi di ogni parte del mondo. Come per altri giochi basati sulla componente online, Splatoon 2 o ancora Super Mario Kart 8 Deluxe, l’offerta vale l’esborso compiuto: a circa sette giorni dal lancio ufficiale, erano già parecchi i livelli disponibili e siamo certi che la longevità di Super Mario Maker 2 dipenda e sarà soddisfatta da questo fattore, alimentata dall’utenza stessa.

Switch o non Switch, questo è il problema

Le macro differenze con il capitolo d’esordio si riscontrano soprattutto nell’esperienza utente e nell’hardware contenitore del gioco. Al pad e schermo con stilo di Wii U si sostituiscono le capacità touch del display della console ibrida o la sperimentazione su televisore. Per quanto riguarda la seconda, consigliamo l’utilizzo di un Pro Controller, dal momento che quelli in dotazione tradiscono una certa fatica nell’utilizzo, come anche nella creazione di un livello a due mani, per la quale i Joy-Con mostrano il fianco a dimensioni forse troppo ridotte per le potenzialità di un game designer in divenire, che brami il possesso di una tavolozza di lavoro più amplia possibile.

In modalità portatile c’è invece la libertà di dedicarsi al touchscreen, come se progettassimo un disegno su una tavolozza digitale. Le caratteristiche tattili di Nintendo Switch rendono la fase di creazione piuttosto semplice e scorrevole, al pari di un cellulare troppo cresciuto. Mentre con gli analogici spostiamo la telecamera su sezioni diverse del paesaggio, con le dita possiamo dare libero sfogo al nostro piglio da progettisti. Se questo non dovesse bastare, l’editore mette a disposizione una versione del gioco con stilo dedicato annesso.

Uno stile che ha fatto scuola

Che sia un idraulico, un viaggiatore del tempo, un pilota o un carpentiere non ha importanza: lo stile di Super Mario affascina e incanta da oltre trent’anni e sul suo curriculum può annoverare anche troppe esperienze. In quest’ultima istanza tuttavia, il giocatore prende le redini della fase iniziale di creazione e quella finale, di fruizione, vestendo i panni della celebre mascotte. Non è un caso se i motivetti e i suoni risuoneranno nella mente anche a console spenta, mentre la moltitudine di colori su schermo e la solidità della componente tecnica promuovono il nuovo lavoro di Nintendo EAD.

Artista vs giocatore

Guardare al passato in maniera critica, evitando di rinnegarlo: è quello che fa Super Mario Maker 2, imbastendo un sistema di gioco ancora fortemente legato al predecessore, pur riconoscendone le limitazioni e andando a correggerle, aggiungendo, rifinendo gli errori come un architetto modello. La nuova iterazione è una cornucopia di possibilità artistiche per i creatori in divenire, un’enciclopedia degli elementi a piattaforme che la casa di Kyoto ha dolcemente dato in pasto al suo pubblico dopo decenni di titoli modellati con la premura di un maestro saggio. L’idea alla base è regalare agli utenti il libero arbitrio sulla loro stessa esperienza, il potere di assurgere al titolo di aspiranti game designer e progettare ciò che gli stessi autori primari non avrebbero mai osato fare.

Un messaggio d’amore, un’azione aperta ai fan e un invito alle nuove leve; sta al nostro gusto decretare la scelta. Chi cerca un editor per sfogare la propria immaginazione in formato platform, chi è reduce dal capitolo d’esordio si faccia avanti, poiché Super Mario Maker 2 mantiene salde le proprie basi e accoglie i giocatori. Ai novelli esploratori consigliamo di affacciarsi al titolo per la mole di livelli bizzarri, folli e incredibili condivisi, per la modalità storia che si configura come un buon passatempo e una distrazione dall’insieme di altri contenuti, seppure incapace di reggere da sola il peso di una proposta pensata per un pubblico più variegato. Abbonarsi a Nintendo Switch Online risulta quindi inevitabile per sperimentare il gioco in tutta la sua interezza, che sia da creatore o fruitore, ma il reame che si spalanca davanti saprà soddisfare i volenterosi.

Condivisione, fantasia, gioco. Super Mario Maker 2 ci porta a scuola di game design, un’aula priva di muri e cattedre fatta invece di movimento, circolazione di idee. Dall’insegnante Nintendo agli alunni, ora la parola spetta a noi: la vita del nuovo editor dipenderà solo dall’immaginazione dei suoi artisti e dalla costanza e dall’amore delle persone per questo tipo di esperienza. Il Regno dei Funghi dovrà pur essere ricostruito, eppure noi non vediamo l’ora di sporcarci le mani.

Articolo di Maria Enrica

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