Alla scoperta di Nintendo Labo: i retroscena sulla nascita del prodotto

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Circa un mese fa, è stato annunciato Nintendo Labo, la nuova frontiera del gioco che si avvale di cartoncini per sfruttare al meglio le funzionalità dei Joy-Con di Nintendo Switch. Data l’accoglienza calorosa di tale idea, Shinya Takahashi, Ko Shiota e Shigeru Miyamoto svelano alcuni interessanti retroscena sullo sviluppo del prodotto!

I membri di Nintendo, spiega Takahashi (Managing Executive Officer), cercano sempre di integrare la parte hardware con il software. Nintendo Labo, continua, è solamente uno dei tanti prodotti sotto sviluppo ed emerge dall’idea di qualcosa che possa trasformare i Joy-Con, considerati una massa di sensori, in una forma di divertimento.

I Joy-Con sono stati progettati come controller che rendono estremamente variegato il gameplay, informa Shiota (Senior Executive Officer), ma allo stesso tempo, il nostro obiettivo come sviluppatori hardware era di allargare le possibilità di uso del controller stesso […]. L’idea era di trasformare gli stessi Joy-Con in una forma di divertimento e il risultato (pensando ad hardware e software in parallelo) ha portato a Labo.

Sia Takahashi che Miyamoto hanno apprezzato il fatto che Nintendo Labo sia stato visto come un prodotto “molto Nintendo“. In particolare, Takahashi era sicuro che il cartoncino avrebbe sorpreso tutti, specialmente perché si tratta di un materiale molto familiare, almeno in Giappone, dove “i giovani lo usano per giocare e creare cose“. Un aspetto che ritiene importante del materiale in questione è la sua perfetta adattabilità al processo “per tentativi“: quando abbiamo lavorato al prototipo “robot” dentro la compagnia, abbiamo realizzato che il processo “per tentativi” è esso stesso estremamente divertente per il gioco. Ci ha portati a sviluppare Nintendo Labo come qualcosa che le persone potessero provare in ogni suo aspetto, non solo giocando al prodotto finito, ma anche facendo cambiamenti e capendo le meccaniche che stanno dietro di esso.

In molti hanno elogiato il direttivo della società per l’approvazione di Nintendo Labo, ma, precisa Miyamoto, dentro Nintendo ci sono molte persone che vogliono produrre cose come Labo e Nintendo è il genere di compagnia che assume le persone che vogliono fare prodotti come quelli. Ma non solo: l’idea di sfruttare il cartoncino viene proprio da una proposta su come sfruttare i Joy-Con in maniera innovativa!

Quello di Nintendo Labo è stato dunque un percorso perfettamente naturale che, conclude Miyamoto, lo rasserena del fatto che tutti dentro l’azienda capiscano che Nintendo è una compagnia che innova e crea nuovi modi di giocare, non una società che crea solamente giochi.

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Vanessa nasce a Roma nel 1998 ed approda su Pokémon Millennium verso la fine degli anni 2000, in seguito iscrivendosi sotto il nickname “Monochromatic”. E’ una persona pasticciona – c’è chi giura che l’estinzione dei dinosauri sia dovuta a qualche suo danno – ma tutto sommato utile, il che l’ha portata a divenire Redattrice. Conosce il mondo dei Pokémon abbastanza presto attraverso la serie animata e da quel giorno non se ne è più divisa, tant’è che, a detta dei suoi, uno dei suoi sogni più grandi è schiacciare pisolini assieme a Snorlax!

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