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Rubano le carte di Pikachu Van Gogh, licenziati quattro dipendenti del museo

Ben quattro dipendenti del museo Van Gogh sono stati licenziati per aver rubato le carte promozionali di Pikachu.

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La collaborazione fra il Museo Van Gogh e Pokémon ha scatenato il lato peggiore dei fan dei mostriciattoli tascabili, ma non solo: il quotidiano olandese Hel Parool ha infatti rivelato che ben quattro dipendenti del museo sono stati licenziati per aver rubato le carte promo di Pikachu in versione Van Gogh. Alcuni di questi dipendenti erano inoltre in combutta con degli scalper per la compravendita delle carte promozionali. Secondo quanto dichiarato dal museo, sono state licenziate almeno quattro persone coinvolte.

Tra i dipendenti licenziati ci sono addetti alla sicurezza, cassieri e un membro del personale addetto ai guardaroba. Uno di loro lavorava da ben 25 anni nella struttura, eppure è stato attirato dalla possibilità di guadagno derivante dalla compravendita della carta promo. Infatti, alcuni dipendenti hanno letteralmente rubato interi pacchi di carte, togliendo quindi la possibilità ai visitatori di godersi appieno l’esperienza che era stata pensata per tutti i fan, soprattutto per i più piccoli che potevano avere la carta promo gratis.

Altri dipendenti invece fornivano informazioni agli scalper circa la disponibilità della merce: quando sarebbe tornata disponibile la carta promo di Pikachu, oppure alcuni dei gadget in vendita al museo, come le stampe dei quadri di Van Gogh rielaborate in chiave Pokémon. Infatti, il museo rimetteva in vendita il merchandise in orari casuali per dare ai visitatori la possibilità di acquistare, ma questo tipo di informazione riservata riusciva tramite questi dipendenti ad arrivare agli scalper, che sapevano perfettamente quando acquistare il biglietto di ingresso per accaparrarsi la merce.

Ma c’è dell’altro che rende questa vicenda ancora più triste e sconfortante: uno di questi scalper è stato intervistato da Poké Beach e ha svelato ulteriori dettagli sul modo in cui lui e altri riuscissero a ottenere informazioni e carte, ovviamente rilasciate in cambio di soldi, quindi corrompendo gli addetti ai lavori. Per fare qualche esempio, oltre che rubare interi pacchi di carte, alcuni dipendenti acquistavano la merce prima di metterla in vendita, cioè prima dell’orario di apertura del museo, che è alle 09:00, mentre alcuni scontrini riportano un orario antecedente quello di apertura della struttura. Questo scalper dichiara inoltre di essere entrato e uscito dal museo per avere la carta promo fra le 30 e le 50 volte. Altre volte invece erano i ragazzini a entrare e uscire dal museo più volte, in quanto potevano entrare gratis, e quindi all’uscita rivendevano la carta promo agli scalper per cifre che andavano dai 30€ ai 70€.

museo van gogh sunflora

Lo scalper intervistato da Poké Beach muove delle accuse anche contro la dirigenza del museo, che non poteva non sapere e che quindi avrebbe fatto finta di non vedere il traffico di scambi di informazioni e di carte. La distribuzione è stata interrotta solo nel momento in cui c’è stato un furto all’esterno del museo, quando due scalper sono stati derubati da dei ragazzi di 16 anni in bicicletta.

Recentemente è stato annunciato che la carta promo di Pikachu nei panni di Van Gogh sarà distribuita in alcuni negozi olandesi, ma potrebbe già essere in circolazione fra gli scalper, secondo quanto dichiarato dall’intervistato per Poké Beach.

Insomma, accecate dal traffico di guadagni che può generare una carta promozionale Pokémon, queste persone sono riuscite a tirare fuori il peggio di sé, fino ad arrivare ad avere comportamenti eticamente discutibili.

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