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Il CEO di Level-5 risponde alle critiche sull’utilizzo dell’IA

Akihiro Hino, CEO di Level-5, ha difeso l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nello sviluppo dei propri giochi.

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Giovanni Leonardo

   · 2 min lettura Nintendo
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Akihiro Hino, presidente e CEO di Level-5, è tornato a difendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa da parte dello studio, dopo le forti polemiche seguite al Level-5 Vision 2026 II Showcase, l’evento in cui sarebbero stati mostrati diversi contenuti realizzati con questa tecnologia. Hino ha pubblicato una dichiarazione sui social, spiegando che l’utilizzo dell’IA nel filmato dell’evento nasceva dalla volontà di rendere la presentazione più spettacolare, aggiungendo di essersi reso conto che la scelta ha provocato disagio in una parte del pubblico e di essersene scusato.

Nella stessa dichiarazione, il CEO ha specificato più nel dettaglio il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi dello studio: secondo Hino, tutti gli elementi legati all’identità creativa dei giochi, come sceneggiature, character design e ambientazioni di base, restano interamente opera umana, mentre l’IA verrebbe utilizzata principalmente per digitalizzare il lavoro creativo già realizzato dalle persone, ad esempio nella conversione di artwork originali in modelli poligonali. Hino ha inoltre confermato che Level-5 continuerà a fare uso di queste tecnologie, sostenendo che il tempo risparmiato permetterebbe ai creativi di dedicarsi maggiormente alla sostanza del lavoro. L’obiettivo dichiarato dello studio è ridurre da cinque a due anni i tempi di sviluppo dei propri titoli principali.

Le spiegazioni non hanno placato la polemica

Le parole di Hino non hanno però convinto tutti. Samuel Deats, regista della serie animata Castlevania targata Netflix, ha fatto notare come, anche quando applicata a materiale realizzato da esseri umani, l’IA generativa si basi su dati raccolti da altri artisti senza autorizzazione. Critiche sono arrivate anche da diversi utenti giapponesi, segno che la questione divide l’opinione pubblica anche in un mercato dove, secondo alcuni osservatori, l’atteggiamento verso questa tecnologia sarebbe generalmente più permissivo rispetto ad altri paesi.

Il tema dell’intelligenza artificiale generativa rimane un argomento particolarmente divisivo nell’industria videoludica: da un lato c’è chi la considera uno strumento ormai imprescindibile per l’efficienza produttiva, dall’altro chi ne critica l’impatto etico, economico e ambientale, oltre alle modalità con cui questi sistemi vengono addestrati.

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2 ore fa, Celes ha scritto:

"AhIA-IA-i"...si dice in questi casi... :froakie_indifferent: 

Qui ci sta un bel torceeee XD ma ammetto che conocordo u.u 

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"AhIA-IA-i"...si dice in questi casi... :froakie_indifferent: 

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1 ora fa, Victini ha scritto:

In pratica se ne frega della shitstorm che sta ricevendo. L'unico potere dei fan a questo punto è quello d'acquisto e la decisione di non supportare un'azienda con una morale nulla

Io ero anche gasato ad alcuni loro annunci, ma già sono convinto che non andrò di Day 1. Piuttosto, vado a supportare un po’ di indie.

Tra l’altro, avevo letto altrove che promettevano di rimuovere gli elementi creati con l’IA nei giochi definitivi, ma per me è chiaramente una fesseria: rimuovere gli elementi fatti con l’intelligenza artificiale dai giochi significa rifarli da zero. Inoltre, vedendo quelle cutscene in stile anime IA che sono imbarazzanti, mi fa già capire che non sono tanto interessati a toglierli…

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In pratica se ne frega della shitstorm che sta ricevendo. L'unico potere dei fan a questo punto è quello d'acquisto e la decisione di non supportare un'azienda con una morale nulla

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Colpa di @Combo che è una nab la risposta di Hino