Il ventaglio di caratteri e personalità che caratterizzano la popolazione di Pokémon Pokopia tiene conto, tra le altre cose, di un aspetto strettamente anagrafico, che nel caso delle creature tascabili si traduce con il concetto di evoluzione.

Gli stadi che caratterizzano una linea evolutiva infatti sono facilmente associabili alle fasi della vita di un individuo; ecco quindi che Pokémon con potenziale di crescita presentano l’entusiasmo e l’innocenza tipica dell’infanzia, mentre osservando le loro evoluzioni si assiste a una maturità maggiore derivata dall’esperienza.

Ed è partendo da questa premessa che è possibile assistere a delle conversazioni tra Pokémon più giovani e quelli più in là con gli anni, assistendo così a veri confronti generazionali.
Quando sarò grande…
Man mano che si diventa grandi si diventa più forti fisicamente e si acquisiscono nuove consapevolezze, sviluppando al contempo inclinazioni e interessi che definiscono la persona. Per questo motivo i più giovani, nella loro ammirazione, prendono a modello chi è più grande di loro e ambiscono a diventare come tali. Axew ad esempio è affascinato dalla possenza delle mascelle di Haxorus e spera di sviluppare le proprie, ma il vecchio Pokémon Masellascia tiene a ricordare l’impegno necessario per raggiungere grandi risultati.
L’iniziale inconsapevolezza verso il futuro si palesa nei primi anni di vita da un atteggiamento immaturo dettato da pretese continue; ed è qui che un adulto bendisposto si prodiga a suo modo a contribuire a una buona crescita dei più piccoli. Nel caso di Tyranitar, per convincere Larvitar a “mangiare la pappa”, basta dare sfoggio della sua forza per dimostrare i benefici derivati da una dieta bilanciata.
Alle volte però i giovanissimi non mostrano tanto entusiasmo all’idea di crescere: una delle ragioni è sicuramente l’idea legata alla trasformazione, con conseguente cambiamento non solo del proprio aspetto, ma anche delle abitudini. La novità dovuta al cambiamento può quindi spaventare, ma bisogna saper riconoscere i lati positivi, come fa Marill per mostrare ad Azurill i vantaggi di possedere le zampe quando non potrà più muoversi saltellando sulla coda.
Altra causa di forte preoccupazione verso il passaggio all’età adulta risiede appunto nell’indecifrabilità del futuro, dal momento in cui non si conosce ancora la forma delle proprie aspirazioni. Eevee mette bene in scena questo dilemma, indeciso su quale strada intraprendere nella fase successiva; fortunatamente Sylveon lo sprona a diventare ciò che realmente desidera.
Sul lato opposto non tutti vivono bene la vecchiaia, vista come inesorabile perdita del vigore di un tempo; eppure ci sarà sempre qualcuno, anche delle nuove generazioni, che rinnova la fiducia nella vecchia guardia per il carisma che lo identifica. La stessa ammirazione viene provata da Finneon nell’esaltare la bellezza di Bruxish, nonostante l’iniziale disillusione di quest’ultima.
Badare ai più piccoli
Per quanto il desiderio di crescere sia ardente, i più piccoli rimangono comunque inesperti e necessitano di essere seguiti da figure responsabili nelle prime fasi dello sviluppo. Tra le principali preoccupazioni c’è sicuramente quella di un’adeguata alimentazione: infatti, osservando Tyrogue alle prese con i suoi allenamenti, Slowking si chiede se il Pokémon Baruffa mangi a sufficienza.
Alcuni mostriciattoli sono noti per la loro natura compassionevole che li porta a prendersi cura di chi si si trova in difficoltà, specialmente se hanno a che fare con dei cuccioli. Blissey rispecchia sicuramente in questo profilo e ne dà prova soccorrendo Piplup nel suo goffo incedere, nonostante quest’ultimo non voglia ammetterlo nel suo orgoglio.
Altri ancora invece si distinguono come vere e proprie figure genitoriali, vista la loro assoluta dedizione verso la prole. L’istinto manifestato da Drakloak nel prendersi cura del proprio Dreepy è tale da accogliere anche altri piccoli Pokémon come Tinkatink, anche se dimostra di badare a se stessa (specie se ha tra le mani il suo martello…).
Compagni di giochi
I più piccoli hanno energie da vendere e questo appare evidente dal loro costante voglia di giocare in compagnia di altri con cui fare amicizia; un aspetto di certo incentivato dai genitori per migliorare le loro capacità di relazionarsi. Riprendendo ancora Drakloak, è più che lieto nel vedere che il suo piccoletto ami divertirsi insieme a Froakie.
Avere poi interessi in comune può certamente rafforzare la sintonia creatasi: l’amore per la terra e il fango porta Marshtomp e Stunfisk a legare, con quest’ultimo che teme di ferirlo con le scariche derivate dal suo entusiasmo (dimenticando tuttavia un altro aspetto comune a entrambi).
Giocare sembra quasi un impegno imprescendibile per i giovanissimi, tanto da rimandare qualsiasi altra cosa: parlando di mostriciattoli tascabili, il primo pensiero rimanda all’allenamento in vista di una lotta, ma non trovando un’intesa, sia Pichu che Igglybuff decidono di deviare con il gioco.
Ci sono tuttavia dei momenti in cui bisogna mettere da parte il divertimento per dedicarsi a qualcosa di più utile (il vecchio detto “prima il dovere e poi il piacere”): per quanto desideroso di giocare con Azumarill, anche Azurill deve dare il suo contributo nella ricostruzione, con la promessa però di costruire dei giocattoli nuovi.
Da quanto osservato, i mostriciattoli più giovani non riescono a contenere il proprio entusiasmo, andando a coinvolgere anche gli altri personaggi di Pokémon Pokopia.
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Lotta
E' molto dolce vedere i Pokémon adulti prendersi cura dei più piccoli.