Come appurato nello scorso capitolo, i mostriciattoli che vivono nel mondo di Pokémon Pokopia ne hanno di cose da dire su svariati argomenti, dando così vita a conversazioni che restituiscono un gusto del tutto singolare alla quotidianità della comunità.
Ed è proprio il gusto il tema dei dialoghi presentati di seguito; se in precedenza i Pokémon interessati hanno espresso le proprie opinioni in termini di estetica, stavolta diranno la propria riguardo a ciò che va incontra a personali preferenze, specialmente se soddisfano il palato e lo stomaco.
Che fame!
Quando l’appetito si fa sentire, combattere i morsi della fame è un’impresa, soprattutto se non si ha immediatamente qualcosa da mettere sotto i denti. Alcuni Pokémon non sembrano soffrire di questo problema per via del loro singolare regime alimentare; Larvitar può farsi delle belle scorpacciate con tutta la terra nei paraggi, anche se Tyrunt non è dello stesso avviso.
Certi Pokémon sono perciò contraddistinti da una dieta unica e peculiare, non essenzialmente basata su alimenti intesi secondo il senso comune. Le cose però si complicano quando alcune creature, per le loro caratteristiche, rientrano perfettamente nell’alimentazione dei Pokémon descritti: Sableye ad esempio è ghiotto di gemme, per cui può non sorprendere l’improvviso interesse verso Glimmora.
Ci sono poi dei mostriciattoli che per loro natura sono dei veri e propri ghiottoni: una di questi è Skwovet che, per quanto si adoperi nel conservare le riserve di cibo nelle guance, non può fare a meno di mangiare. Se poi le risorse finiscono, la fame può giocare brutti scherzi e chi si trova nei paraggi rischia di farne le spese, come Geodude.
Altro Pokémon noto per riempirsi la bocca è Cramorant, anche se a dirla tutta questa sua tendenza non deriva tanto dalla fame quanto una sfida personale nel provare a inghiottire oggetti più grandi di lui. A ogni modo Pikachu non gli va a genio di essere coinvolto nei suoi tentativi…
Questo allenamento intrapreso dal Pokémon Inghiottone potrebbe tornare utile al roditore di tipo Normale e al suo problema di conservare il cibo, con una decisa apertura delle fauci.
Questione di gusti
In un paio di casi visti in precedenza si è constatato che in fatto di alimentazione alcuni Pokémon hanno delle preferenze fuori dall’ordinario, ma che in base alle loro caratteristiche non risultano così insolite, arrivando a valutare ciò di cui si nutrono allo stesso modo del cibo “normale”. Per i Pokémon di tipo Roccia come Graveler le pietre ingerite hanno un sapore ben distinto, come quelle lasciate dietro da Rolycoly.
Anche Metang ha un certo interesse per le cose dalla consistenza dura, ma non sempre ciò che stimola il suo appetito è facilmente accessibile, come il martello che Tinkatink ha gelosamente forgiato.
Ci sono poi anche casi in cui vale il detto “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, un aspetto che descrive la naturale predisposizione dei Pokémon di tipo Veleno verso quello che è ritenuto nauseabondo e sudicio. A fronte di questa considerazione, non è poi così strano la forte ammirazione di Muk nei confronti di Trubbish.
Esempio analogo si ha anche quando Grimer rimane inebriato dai gas puzzolenti rilasciati da Koffing, tanto da esprimere il desiderio di portare dietro di sé quell’olezzo.
A ogni modo, mostriciattoli velenosi come Venomoth sono ben consapevoli della pericolosità delle tossine che rilasciano, ma come già detto questo non sembra essere un problema per le papille gustative di Swalot.
Insomma, c’è stata una bella scorpacciata di interazioni in questo capitolo, con un sacco di altre informazioni circa gli interessi dei mostriciattoli di Pokémon Pokopia. Di che altro discuteranno lo si saprà solo in seguito.
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