In un mondo in cui i videogiochi continuano a evolversi, cercando di raggiungere sempre di più il realismo e le migliori grafiche, Yacht Club Games guarda dalla parte opposta, rivolgendosi a titoli del passato. L’ultimo gioco degli sviluppatori di Shovel Knight, Mina the Hollower, cerca di fare proprio questo, riportando i giocatori in un’era in cui i videogiochi erano tecnicamente più semplici e pensati per console che non avevano ancora introdotto il 3D, come il mitico SNES.
Un tuffo nel passato
La protagonista del gioco, che come suggerisce il titolo si chiama Mina, è una piccola topina con un passato di avventure alle spalle. Nonostante questa sia la sua prima apparizione in un videogioco, nel suo mondo è già riconosciuta come una eroina per aver creato i Generatori di Scintille, delle torri radianti che sono anche il simbolo del progresso e della pace di un luogo chiamato Isola Tenebrosa. Proprio a causa di questi generatori, Mina si trova su una nave per raggiungere il Barone Lionel, un visionario che ha commissionato la riparazione delle torri alla giovane Hollower, l’unica che potrebbe occuparsene.
Ma l’escursione di Mina viene ostacolata ancor prima che possa raggiungere l’Isola Tenebrosa, mentre si trova ancora sulla nave diretta verso il luogo; un kraken attacca l’equipaggio e solamente l’Hollower riesce a salvarsi, raggiungendo Lionel in un secondo momento. Le sorprese continuano a sovrapporsi, dato che al suo arrivo Mina si ritrova costretta a lottare anche contro dei ribelli. Una storia piena di misteri e avventure di altri tempi si nasconde dietro Mina the Hollower, alla ricerca dei Generatori di Scintille e della ragione per cui la ribellione ha avuto inizio.
Un mix di storie
Sin dal primo minuto di gioco, notare le somiglianze con vari titoli del passato che hanno fatto la storia dei videogiochi è piuttosto facile. Il primo tra questi è The Legend of Zelda, alla quale gli sviluppatori si sono chiaramente ispirati per il design dei dungeon, ma si possono cogliere delle somiglianze anche nello stile di lotta. Questo può essere definito una fusione tra la leggendaria saga Nintendo e un’altra storica serie, ovvero quella di Castlevania, che potrebbe aver ispirato l’utilizzo delle armi a lungo raggio. Il modo in cui Mina combatte dipende completamente dal giocatore, dato che ha la possibilità di scegliere quale arma usare durante il corso del gioco.
Per chi preferisce il combattimento ravvicinato, vi è una selezione di spade e altri utili oggetti fatti apposta per soddisfare questa esigenza, come Sibilo e Silenzio, due pugnali che Mina può impugnare allo stesso tempo per effettuare degli attacchi rapidi. Ovviamente, anche le armi che permettono di mantenere la distanza sono presenti, come Stellanera, una mazza che raggiunge anche i nemici più lontani con dei potenti attacchi. Durante la campagna possono essere ottenuti anche altri armamenti, così come degli equipaggiamenti secondari; le Armi corte sono degli oggetti comuni rintracciabili sulla mappa e, a discapito del nome, non vengono impiegate solamente per attaccare i nemici. Possono anche essere utilizzate per risolvere vari puzzle, come il passaggio sopra un fossato che non potrebbe essere superato con un semplice salto.
L’utilizzo delle Armi corte è limitato, dato che è necessario raccogliere i Joule per farne uso. Questi sono dei piccoli barattoli ottenibili distruggendo oggetti e sconfiggendo i nemici. Le Armi corte, a seconda della loro tipologia, possono consumare un numero diverso di Joule, perciò è sempre bene pensare a una strategia e non sprecarle senza motivo. Inoltre il titolo presenta una sua valuta personale, le Ossa, che sono esattamente quel che sembra. Tra le abilità di Mina c’è quella di poter scavare sotto terra ed è proprio così che alcune Ossa possono essere recuperate e collezionate, ma sono anche sparse in giro le Ossopietra, dei gioielli che consentono di conservare le Ossa senza perderle, anche in caso di morte.
La valuta permette di ottenere dei potenziamenti, che possono migliorare attacco, difesa ed efficacia delle Armi corte. Ma una volta raggiunta una certa quantità di Ossa, il gioco dà la possibilità di convertirle in Ossopietre per conservarle e utilizzarle in un’altra occasione. A donare dei potenziamenti al giocatore vi sono anche i Ciondoli, degli oggetti che consentono a Mina di guadagnare delle abilità extra molto utili. Questi possono essere abbastanza rari da trovare e non sono disponibili fin da subito.
Mina la prescelta
Oltre a essere un tuffo nel passato, Mina the Hollower è anche molto difficile. Potrebbe essere paragonato a un soulslike (per questo aspetto) e la sua difficoltà standard è veramente complicata. Sin dall’inizio del titolo è possibile notare la complessità, in grado di bloccare i progressi già dalla prima ora. Gli attacchi della protagonista si limitano a quattro direzioni, perciò è facile essere colti di sorpresa da un nemico che, magari, effettua una traiettoria in diagonale. Inoltre, i comandi spesso non sono molto precisi. Anche il concetto scelto per le cure aggiunge un altro livello di sfida; per poter ripristinare la salute di Mina è necessario infliggere danni ai nemici, raccogliendo il loro Plasma che può in seguito essere consumato tramite le Fiale. Sono ottenibili tramite dei generatori presenti nel Sublab, un checkpoint che si allontana dall’azione.
Bisogna fare molta attenzione a come vengono utilizzate le Fiale, dato che la Hollower può portarne con sé solamente un numero limitato. Una volta finite, Mina non può più curarsi. Per i giocatori che non riescono a godersi l’esperienza, o per chi ne vuole una ancora più ardua, Yacht Club Games ha aggiunto al suo gioco un menu dedicato ai modificatori, una serie di opzioni da attivare per personalizzare la difficoltà. Si tratta di un’aggiunta abbastanza gradita, dato che permette veramente a tutti di vivere la migliore esperienza possibile su Mina the Hollower.
Il retrò compete ancora con il moderno
Per quanto riguarda le grafiche del titolo, Mina the Hollower potrebbe non avere rivali nel contesto moderno dei videogiochi. Pochissimi sviluppatori osano lavorare su progetti del genere, dedicandosi invece alla ricerca di un realismo che, quando diventa troppo elevato, rischia di abbandonare il concetto di videogioco, trasformandosi invece in un film in cui è necessario premere dei tasti di tanto in tanto. Yacht Club Games ha realizzato, invece, quel che dovrebbe davvero essere un gioco, tornando alle origini dell’industria videoludica, e i risultati si vedono chiaramente. Il titolo riporta alla mente del giocatore la semplicità e il divertimento che venivano offerti al tempo dello SNES e delle altre console dell’epoca.
Ma questo effetto nostalgia, che aggiunge molto fascino a Mina the Hollower, non si limita alle grafiche. Non sarebbe un videogioco retrò se la sua colonna sonora non rispecchiasse la stessa atmosfera, una cosa che gli sviluppatori sono riusciti a realizzare in maniera perfetta. La musica in 8 bit accompagna in maniera ottima l’azione e il cambiamento degli scenari, rendendo sempre piacevole l’esplorazione mentre si sta cercando di risolvere i puzzle.
Conclusione
Mina the Hollower è la dimostrazione che, forse, il mondo dei videogiochi potrebbe fare un passo indietro. Vedere come i software si evolvono, spingendo i limiti verso dei livelli mai visti prima è interessante, ma i giochi diventano anche sempre meno accessibili per il pubblico, sia a causa delle prestazioni troppo elevate che per i prezzi di console e titoli. Yacht Club Games ha fatto un ottimo lavoro che chiunque può godersi, senza pensare alle specifiche del proprio PC o ad avere una piattaforma di ultima generazione. Nella sua semplicità, il titolo supera di gran lunga la qualità di tanti altri videogiochi tecnicamente più complessi. Mina the Hollower è acquistabile su tutti gli store, tra cui Nintendo eShop al prezzo di 20,49€.
Voto: 8
Colonna sonora e grafiche semplici ma efficaci
Modificatori ottimi per l’accessibilità
Difficoltà standard un po’ troppo difficile
Proseguimento lento della trama
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