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Resident Evil Requiem, Recensione: la combinazione perfetta dell’horror

Resident Evil Requiem è finalmente arrivato, anche su Nintendo Switch 2, presentandosi immediatamente come uno dei titoli migliori del 2026.

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   · 8 min lettura Recensioni
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Uno dei titoli più anticipati dell’anno, Resident Evil Requiem, nono capitolo della saga survival horror di Capcom, è finalmente arrivato per portare il terrore della sua storia su tutte le piattaforme. Dopo tanti anni, anche per la grande N è tornato il tempo di esplorare le radici del male con l’arrivo del gioco su Nintendo Switch 2, vedendo addirittura il debutto di una versione speciale del Nintendo Switch 2 Pro Controller, con cui abbiamo avuto il piacere di recensire quel che potrebbe essere il primo vero capolavoro del 2026.

Ricordi dal 1998

Resident Evil torna in una delle città più significative per la serie dove, potremmo dire, tutto è cominciato. Raccoon City è di nuovo lo scenario centrale della storia, dopo ben 28 anni dalla prima visita dei giocatori e dei personaggi principali di Resident Evil 2. Tra i protagonisti del tempo, troviamo il ritorno dell’allora nuova recluta Leon S. Kennedy, in missione ancora una volta nel nono capitolo della saga. Il tempo ha fatto il suo corso anche per lui, ormai, ma l’età non è l’unica cosa con cui deve fare i conti. Raccoon City ha lasciato ben più di semplici ricordi in Leon, gli effetti della città sono visibili sui corpi di chi è riuscito a sopravvivere i suoi orrori e anche l’agente ne è vittima. Il tempo stringe per lui ed è il momento di rivisitare il suo luogo d’origine.

Se da una parte abbiamo un veterano, ormai abituato alla visione di mostri e piani malefici, dall’altra parte vediamo un volto totalmente nuovo, terrorizzato e insicuro. Grace Ashcroft, un’agente FBI alle prese con il passato e i fatti di 8 anni prima, che vedono la morte della madre Alyssa. La ragazza non ha mai visto uno zombie, non è al corrente della storia di Raccoon City ma ne viene a conoscenza forzatamente. In lei è racchiuso un segreto avvolto nel mistero, andato perduto dopo la scomparsa della madre. Grace si trova a fronteggiare degli orrori a lei sconosciuti e la storia delle sue vere origini, la chiave dell’intera trama.

Resident Evil Requiem

Tra volti nuovi e alcuni che fanno il loro ritorno, Resident Evil Requiem è un tributo all’intera serie di Capcom. Il terrore del survival horror rinasce nell’inedito titolo della saga, facendo sentire i giocatori in trappola, prede di una paura che condividono con Grace, ma anche pieni di adrenalina ed entusiasmo quando è il momento di prendere il controllo di Leon nelle sui momenti d’azione più concitata. Resident Evil Requiem è la perfetta unione dei due mondi e garantisce, in entrambi i casi, un’esperienza indimenticabile ed emozionante, soprattutto per i fan storici della serie.

Grace: il terrore e la crescita

Le prime importanti scelte del gioco si presentano ancora prima di poter cominciare a controllare i personaggi. Resident Evil Requiem possiede vari tipi di difficoltà, alcuni sbloccabili dopo il completamento della prima campagna, e concede anche ai giocatori di cambiare la prospettiva per Grace e Leon. Per vivere a pieno l’esperienza, Capcom consiglia di mantenere la visuale in prima persona per la protagonista femminile e quella in terza per quello maschile. Effettivamente, si tratta del modo migliore per giocare la storia per la prima volta, una maniera perfetta per calarsi alla perfezione nei panni di Grace e Leon.

Resident Evil Requiem

Inoltre, per aggiungere un livello di sfida in più, inizialmente è possibile selezionare la modalità Standard (Classica), in cui i salvataggi nelle parti in cui si controlla Grace sono disponibili solo quando si ha nell’inventario un nastro d’inchiostro, da utilizzare sulle macchine da scrivere. Questo non è solamente un ritorno alle origini della serie, ai suoi primissimi capitoli, ma anche un modo per spingere i giocatori a gestire meglio le proprie risorse, dato che ogni oggetto ha la sua importanza specifica. L’esperienza diventa ancora più tesa in questo modo, vista la possibilità di salvare la partita solamente in certe occasioni.

Tutto questo non potrebbe succedere senza la protagonista: Grace Ashcroft è la nuova aggiunta del cast di Resident Evil, un volto inedito che veste i panni del personaggio principale per la prima volta. Il suo gameplay non è movimentato, ma è molto teso. Gli ambienti bui e la consapevolezza di non avere molte risorse per difendersi aiutano a trasmettere al giocatore una sensazione di impotenza, costringendolo a escogitare molti piani differenti per aggirare gli zombie che infestano il centro di cura Rhodes Hill, la zona più complicata da navigare con Grace. Proprio i mostri sono uno degli aspetti più affascinanti del titolo; utilizzano armi, parlano e agiscono a seconda delle loro abitudini nella vita precedente ed è possibile sfruttare queste loro personalità per distrarli e passare inosservati.

Resident Evil Requiem

Nonostante gli oggetti siano rari, è possibile crearne di nuovi e utili in ogni momento, a patto che si possiedano i materiali giusti. Infatti, a un certo punto del gioco può essere raccolto lo strumento Set di prelievo ematico, che sfrutta una meccanica tutta nuova per la serie di Resident Evil. In molte zone è possibile prelevare il sangue infetto dei nemici e usarlo per creare risorse fondamentali per la sopravvivenza. Mentre la storia va avanti e il carattere della ragazza si evolve, anche gli oggetti fabbricabili aumentano, fino al punto in cui diventa possibile affrontare gli zombie senza escogitare troppi piani particolari.

I puzzle, che si presentano maggiormente nelle sezioni survival horror, sono il metodo principale per avanzare nel titolo. La saga di Capcom è conosciuta per l’inclusione di rompicapo piuttosto complicati da risolvere, ma questa volta non è il caso; gli enigmi sono abbastanza semplici e, per la maggior parte delle volte, richiedono solamente la lettura di un documento da trovare in giro per la mappa, che rivela il metodo esatto per risolvere il puzzle senza girarci troppo intorno.

Resident Evil Requiem

Leon: l’azione del veterano

Il gameplay di Leon S. Kennedy, secondo protagonista di Resident Evil Requiem, è completamente diverso da quello di Grace. L’azione fa da padrona e nessun nemico è troppo complicato da sconfiggere se si è in controllo dello storico volto della serie. La scelta delle armi è molto più vasta rispetto a quella della controparte femminile e le risorse sono tante, al punto da essere difficile ritrovarsi senza munizioni o cure. Insomma, giocare nei panni di Leon vuol dire anche essere pronti ad affrontare qualsiasi minaccia a viso aperto, senza nascondersi neanche per un secondo.

Inizialmente, le parti action horror sono piuttosto brevi, durano solamente qualche minuto per poi tornare su Grace e la sua terrorizzante prospettiva, quasi come se il gioco volesse ricordare al giocatore che il pericolo non è mai scomparso. Sfruttare le sezioni dedicate a Leon è utile per sgomberare i percorsi che, magari, sono stati lasciati pieni di zombie da Grace, incapace di contrastarli tutti con solamente un paio di pistole. Con lui, le lotte contro i boss sono all’ordine del giorno ed è su questo che si focalizza il gameplay dell’ex poliziotto di Raccoon City, abbastanza forte e preparato da poter addirittura mettere in imbarazzo i nemici più potenti.

Resident Evil Requiem

I boss, appunto, non sono una grande sfida; di certo possono essere considerati godibili, ma raramente mettono in difficoltà il giocatore, un passo indietro rispetto a Resident Evil 4 Remake dove queste battaglie erano molto più complesse. Nonostante ciò, la velocità delle lotte aiuta anche a sentire il senso di urgenza e della sfida che Leon sta affrontando nella sua ricerca di Elpis, il nome della nuova minaccia bioterroristica prodotta dalla Umbrella. Lottare con il protagonista maschile è possibile in svariati modi, non solo con le proprie armi, ma anche sfruttando i dintorni e le armi che vengono fatte cadere dai nemici.

Anche per lui è possibile costruire una varietà di strumenti, ma in modo diverso rispetto a Grace, senza dover prelevare campioni di sangue e trovando semplicemente altri oggetti, che possono anche essere lasciati dai nemici sconfitti, a differenza delle sezioni survival horror. In generale, la sensazione che il gameplay di Leon dà al giocatore è quella di essere quasi invincibile, molto divertente e coinvolgente a modo suo ma decisamente diversa dall’esperienza di Grace.

Resident Evil Requiem

Di ritorno a Raccoon City

Resident Evil Requiem potrebbe essere considerato uno dei porting migliori mai realizzati. Anche su Nintendo Switch 2, un hardware nuovo ma comunque meno potente rispetto alle rivali di Sony e Microsoft, Capcom è riuscita a regalare ai giocatori un’esperienza per nulla inferiore agli utenti della grande N. Le grafiche sono impressionanti per la piattaforma ibrida, che riesce a reggere un gioco così pesante senza particolari sforzi, anche in modalità portatile. Il titolo raggiunge i 60 fps e riesce a mantenerli in modo stabile per la maggior parte del tempo, scendendo al di sotto solo occasionalmente, specialmente nelle sezioni più movimentate di Leon.

Resident Evil Requiem

Raccoon City, nonostante il suo aspetto post-apocalittico, non è mai stata più affascinante di così. I suoi luoghi sono familiari e il ritorno alla stazione di polizia, sede di Resident Evil 2, è quasi commovente, soprattutto grazie alla colonna sonora che riprende le note del titolo uscito nel 1998 e ai vari easter egg posizionati nel luogo. Tornando a parlare del comparto musicale, troviamo delle composizioni che accompagnano perfettamente ciò che sta succedendo sullo schermo. Non offrono solo nostalgia, ma anche tensione, paura e adrenalina senza mai sbagliare un colpo. A rubare la scena però, sono i doppiatori dei personaggi, soprattutto l’ottima voce di Grace Ashcroft, Angela Sant’Albano, che ha fornito una performance incredibile e che contribuisce a rendere la ragazza la parte migliore di Resident Evil Requiem.

Conclusione

Unire queste due dimensioni, quella del survival e dell’action horror, è stato un grosso rischio per Capcom. Il risultato sarebbe potuto essere un totale fallimento, ma fortunatamente il matrimonio si è rivelato un successo e la formula proposta per il nono capitolo di Resident Evil funziona molto bene, aiutata anche da una trama avvincente e nostalgica, che trova in Grace Ashcroft un’ottima protagonista per il futuro e la conferma del sempre ottimo Leon S. Kennedy. Inoltre, la casa di sviluppo giapponese sembra aver già trovato la sua dimensione su Nintendo Switch 2, sfruttando al meglio la piattaforma ibrida e permettendo a tutti di giocare sulla propria console preferita, senza compromessi. Rimane la speranza che Capcom non abbia già trovato il limite dell’hardware, ma che ci sia ancora altro da spremere per i titoli futuri della saga horror e non solo. Resident Evil Requiem è disponibile sul Nintendo eShop al prezzo di 79,99€.

Voto: 9.8

Pro
Gameplay fluido e costante
Ottima divisione del gioco tra Leon e Grace
Grafiche ottime su Nintendo Switch 2
Trama al cardiopalma
Contro
Sporadici cali di fps
Boss godibili, ma molto facili da affrontare

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Capcom horror Nintendo Switch 2 Resident Evil

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