Dopo innumerevoli trailer su Pokémon Ultrasole e Ultraluna, l’opinione popolare è cambiata da “si tratta di DLC a pagamento” in “sono la versione definitiva dei giochi di settima generazione”. Questo però ha gettato ombra su Pokémon Sole e Luna: è giusto ritenerli una versione incompleta dei titoli Pokémon che è stata venduta prematuramente agli acquirenti?

Oggi voglio parlare di un argomento piuttosto scottante: dopo un buon numero di trailer dedicati ad Ultrasole e Ultraluna, e dopo un paio di ultimi video in particolare che hanno dato informazioni in più sulla trama dei nuovi giochi, l’attenzione verso questi “terzi titoli” è salita alle stelle, e le premesse gettate dalla possibilità di rivivere l’avventura di Alola in una chiave diversa, più matura, e che renda più giustizia alle fin ora troppo edulcorate Ultracreature, hanno cambiato la vox populi da “Ultrasole e Ultraluna sono dei DLC a prezzo pieno” in “Ultrasole e Ultraluna potrebbero essere i migliori terzi titoli della serie”.
Il che però ha portato ad una seconda riflessione: se i nuovi giochi non sono dei DLC a prezzo pieno.. lo sono stati Pokémon Sole e Luna? Dobbiamo sentirci presi in giro dall’aver acquistato entrambi, dato che ultimamente l’opinione generale è che Pokémon Sole e Luna siano stati dei giochi terribili?

Per rispondere a questa domanda, secondo me è necessario fare un passo indietro: veramente Pokémon Sole e Luna possono essere considerati dei giochi terribili?

Purtroppo oggi giorno in tante board sul web, 4chan in particolare, si tende a demolire qualsiasi gioco Pokémon per poter arrivare ad una – a quanto pare – logica conclusione: “i giochi fanno schifo, Game Freak è senza idee, i miei soldi non li meritano”.
E allora diciamolo: capisco la voglia di giustificarsi per sentirsi con la coscienza pulita e commettere quello che è a tutti gli effetti un reato, ma la verità è che nessuna scusa può cambiare il fatto che se piratate i giochi, siete semplicemente dei pezzi di merda. Dato che l’affermazione sarebbe paragonabile a “Siccome il manga di Naruto mi fa schifo, ho deciso di derubare la mia fumetteria per avere tutti gli ultimi numeri”.
Se qualcosa non piace, è più che lecito non supportarla, se qualcosa non convince, è lecito attendere recensioni e pareri prima di effettuare un preordine, ma non vedo come nessuno di questi pareri possa giustificare la pirateria.

Detto questo, lasciandoci ad una analisi videoludica più oggettiva, non è comunque corretto a mio avviso parlare di giochi terribili o di DLC a prezzo pieno se si parla di Pokémon Sole e Luna. Sole e Luna sono stati una coppia di giochi più che apprezzabile, sotto diversi punti di vista: l’introduzione delle cutscene nel brand Pokémon, ad alcuni non gradita, è a mio avviso un metodo migliore di narrazione rispetto a lunghe e interminabili linee di dialogo spalmate su sprite o modelli 3D statici che non fanno nulla se non gesticolare. La grafica di gioco dell’overworld è dieci spanne sopra Pokémon X e Y, dato che le proporzioni fisiche degli NPC non sono più quelle di una intera dinastia di Tyrion Lannister che ha figliato nel nostro Ultramondo, alcuni Pokémon, come Decidueye, Tapu Koko e Silvally sono esteticamente fra i miei preferiti di sempre, e la storia, tra alti e bassi, ha regalato alcuni momenti decisamente toccanti, come la triste fine di Samina oppure l’allegro party finale tenutosi a Lili, che ha messo addirittura in luce aspetti psicologici dei personaggi taciuti sino a quel momento, come un Iridio che si lascia ad un sorriso affettuoso guardando di nascosto la sorella che finalmente è divenuta una ragazza indipendente.

Come però non si parla di giochi terribili, non possiamo neanche parlare della perfezione in terra: dopo un primo momento di entusiasmo ed euforia, dal quale a dire il vero ho imparato a distaccarmi in quest’anno di tante recensioni a tema Nintendo, i grandi difetti di questi titoli sono sembrati piuttosto palesi. Mappe troppo strette, l’illusione di percorsi marittimi che in realtà erano dei semplici corridoi, altri corridoi anche nell’Ultramondo che mostrano una grande passione per le cose strette da parte di Game Freak e la missione delle Ultracreature che, se a livello di trama ha aggiunto diversi tasselli tutt’oggi fondamentali per interpretare una serie di sfaccettature del Multiverso Pokémon, ha ridotto la parte del gameplay ad un misero uso spasmodico del repellente nell’erba alta.
Sicuramente quest’ultima sezione di gameplay, se paragonata all’esplorazione degli Ultramondi vista nei trailer di Ultrasole e Ultraluna, sembra ancora più ridicola: ma è colpa di Ultrasole e Ultraluna, o risulta una scelta sbagliata a prescindere?

Mi sembra ovvio che si tratti della seconda soluzione: sia che Sole e Luna avessero avuto uno, due, dieci sequel, sia che questi fossero gli unici giochi stand alone di settima generazione, l’idea di ridurre le Ultracreature a semplici Pokémon da trovare nell’erba alta è e rimane una scelta sbagliata, da recriminare unicamente ai lavori su quella coppia di giochi.
Intendiamoci: prendere alcuni elementi di un gioco già pensati, e tenerseli per un secondo momento, è qualcosa che nell’industria videoludica avviene dai tempi dei tempi e non c’è nulla di male. Prendiamo un esempio storico: in Devil May Cry 3, un giovane Dante deve affrontare suo fratello gemello Vergil in una lotta fratricida, e a molti all’epoca sembrò assurdo che Vergil non fosse giocabile, dato che non solo svolge un ruolo importante a livello di trama anche quando non interagisce con Dante, ma soprattutto perché durante le boss fight contro di lui era chiaro come avesse un pattern di attacchi e movimenti troppo dettagliati e variegati per essere solo un boss. Nella Special Edition dello stesso gioco, infatti, Vergil è poi stato “sbloccato” come personaggio giocabile, e nonostante non gli sia stata dedicata una storyline su misura, è stato divertente vedere quell’idea suggerita dalla prima versione di gioco divenire realtà.
Il punto è che però Devil May Cry 3, nella sua prima versione, sta benissimo in piedi da solo senza questa feature di Vergil, della quale si sente la mancanza solo per questioni di completezza e amore per il titolo. Che Game Freak volesse tenersi l’esplorazione degli Ultramondi per il capitolo finale di settima generazione è più che giusto, ma a differenza dell’esempio appena fatto il problema è che la missione delle Ultracreature in Pokémon Sole e Luna non riesce a stare in piedi da sola: ci sarebbero state molte soluzioni alternative per dare loro una contestualizzazione più dinamica nell’ambiente circostante, piuttosto che piazzarle a caso nell’erba alta. Pheromosa avrebbe potuto essere inserita in un dungeon su misura creato nel Deserto di Haina, Celesteela avrebbe potuto minacciare l’incolumità della città di Po, per Nihilego poteva essere costruito un piccolo labirinto nella grotta Diglett, e per Guzzlord si poteva creare una estensione della Caverna Climax ben più sostanziosa che una sola e singola stanza aggiuntiva, per Xurkitree si poteva creare una mini storia nella quale l’ENEL si fosse sentita fortemente minacciata dalla presenza di un utente abusivo nel nostro mondo.

Quel che voglio dire è quindi che se è comprensibile che gli Ultramondi siano stati sbloccati per il giocatore in questo nuovo capitolo, che per altro sembra fare dei viaggi interdimensionali il suo filo conduttore, non capisco perché si sia deciso di buttare via il post game di Sole e Luna: piuttosto che di una presa in giro o di un DLC a prezzo pieno, l’unico rammarico che ho è che al momento, data proprio la presenza di Ultramondi esplorabili in Ultrasole e Ultraluna, non avremo mai più la possibilità di godere degli effetti di una invasione delle Ultracreature. Quegli effetti mostrati attualmente solo in Mystery Files sul sito ufficiale Giapponese, tra Buzzwole che scassa camioncini e Kartana che taglia i tralicci della luce, avrebbero avuto un posto perfetto in Sole e Luna, e invece gli è stato negato: gli è stato negato perché a detta di alcuni insider di Game Freak, la maggior parte del team della Carrot Tower era a lavoro su altro, probabilmente Pokémon per Switch, e Ohmori si è trovato persino nella situazione di dover creare le prove del giro delle Isole potendo solo riciclare elementi già programmati nei titoli. Ecco perché insomma le prove non presentano mai aggiunte a livello di gameplay, ma si dividono tra semplici cutscene e riproposizione di elementi già vissuti nel resto dell’avventura, come la pesca nella prova di Suiren o la raccolta di oggetti in quella di Ibis. E questo, oggettivamente, non è giustificabile dal punto di vista aziendale: se si sa che è necessario dividere in due gruppi il team di Game Freak per portare avanti due titoli diversi, è responsabilità di una software house ultraventennale quella di assumere prima personale a sufficienza.

Al che una domanda viene spontanea: non sarebbe stato più giusto allora attendere un anno in più, e presentare la settima generazione nel 2017, direttamente con un Sole e Luna con i contenuti di Ultrasole e Ultraluna? Anche in questo caso, a mio avviso, la risposta è no.
Le storie, per essere raccontate in maniera dettagliata, hanno bisogno di tempo: per questo motivo le saghe come Harry Potter sono divise in libri, o le serie TV in episodi e stagioni. Ultrasole e Ultraluna ci sembrano affascinanti, con la storia di un Necrozma araldo dell’oscurità, con un Ultrapattuglia di viaggiatori interdimensionali e con un segreto di Alola che verrà alla luce, solo ed esclusivamente perché Game Freak ha piazzato le basi della trama nei giochi precedenti: se in un unico gioco avessero introdotto contemporaneamente l’ufficializzazione del multiverso, la storia della Fondazione Aether con annessi i pericoli degli Ultravarchi, quella di Solgaleo e Lunala e di Nihilego, per poi buttarci in mezzo solo nel climax Necrozma, un gruppo di persone di un altra dimensione, ed un segreto centenario introdotto dieci minuti prima nella storia, il tutto sarebbe sembrato poco curato, sciattato, e soprattutto poco interessante. Proviamo interesse per la nuova storia poiché sta inserendo nuovi tasselli aggiuntivi ad una trama originaria di Sole e Luna che, se pur con alcuni difetti di story telling, ha comunque tessuto una rete di eventi fondamentali, grazie ai quali è possibile ora esplorare in maniera più approfondita elementi di trama acquisiti ed elaborati.
Vi faccio un esempio stupido: ultimamente ho cominciato a seguire l’originale Netflix Bojack Horseman, e inizialmente dire che mi abbia annoiato è un eufemismo. Ho guardato tutta la prima stagione in uno stato di narcolessia perenne, e non ho apprezzato molte delle scelte fatte dagli sceneggiatori, come quelle di inserire enormi sermoni di frasi fatte su quanto si possa fallire nella vita. Controllando sul sito Metacritic le valutazioni generali della season one, ho compreso di essere semplicemente in linea con l’opinione pubblica: il voto complessivo è di 59, neanche la sufficienza insomma. Ora però sono alla quarta stagione e ragazzi miei, una puntata meglio dell’altra: molti eventi della prima stagione ora vanno incontro ad una evoluzione, grazie alle esperienze passate i personaggi hanno modo di migliorarsi, o non migliorare affatto mostrando che chi nasce tondo, con tutto l’impegno del mondo, non può morire quadrato, in una serie che è partita come caricatura canzonatoria ed è finita per essere un’opera slice of life, forse una delle più credibili e toccanti.
Ecco, ora pensatemi a fare un ragionamento del genere: “Saltiamo le prime stagioni, dalla prossima serie comincio minimo dalla terza.”
Non avrebbe alcun senso: ogni storia ha la necessità di una premessa, e quando questa è qualitativamente alta come il resto dell’opera, a là Breaking Bad insomma, ci troviamo davanti a dei capolavori. La settima generazione Pokémon invece è evidente che non sia un masterpiece: Pokémon Sole e Luna sono dei buoni giochi, con diversi difetti, e in quanto premessa ad Ultrasole e Ultraluna sarebbero potuti essere curati in maniera decisamente migliore. Ma questo non fa di loro né dei giochi terribili, né motiva una eventuale rabbia nei loro confronti, o sensazione di presa in giro: se Pokémon Ultrasole e Ultraluna si dovessero rivelare dei giochi superlativi lo dobbiamo in parte proprio alle premesse gettate da Pokémon Sole e Luna, e se farsi un giro nell’erba alta alla ricerca di quaranta Kartana ci ha fatto cadere gli zebedei a terra, l’intero primo arco narrativo sarà comunque servito per poter godere della nuova trama che ci potremo mangiare dal diciassette novembre. Piuttosto che demolire Pokémon Sole e Luna, o vederli come il male sceso in terra, dobbiamo solo sperare che Game Freak impari dai propri errori: e l’errore non è aver scelto di completare un arco narrativo con una nuova coppia di giochi o non aver inserito tutto nei primi, ma semplicemente essersi gestiti male il lavoro, dato che è la prima volta che lavorano a due progetti separati, per due generazioni diverse su due console diverse, essendo finiti a tirare via contenuti che potevano essere più curati indipendentemente dalla presenza o assenza di sequel.
Anche perché, a dirla tutta, una delle principali paure dei fan Pokémon è stata che Sole e Luna potessero non avere sequel, come è successo per X e Y: in altre parole, che l’approfondimento sulle Ultracreature non sarebbe mai venuto alla luce, che Necrozma potesse essere trattato come Zygarde, e che i tanti punti di domanda sulla storia antica di Alola fossero lasciati ancora una volta alla libera interpretazione dei fan. Ora sappiamo che questi sequel, o meglio storie alternative, possono completare l’arco narrativo di settima generazione: l’errore che va evitato però è credere che Ultrasole e Ultraluna siano in grado di redimere Sole e Luna in qualche modo. Sole e Luna sono un prodotto fatto e finito, ed i loro errori se li porteranno in tomba fino alla fine della storia del brand Pokémon, e non saranno risolvibili né ora né mai: la cosa che ci dobbiamo augurare, piuttosto, è che Ultrasole e Ultraluna portino la premessa lasciata dai loro predecessori ad un degno sviluppo e conclusione.

Vorrei lasciarvi con un’ultima riflessione: in giro si leggono tanti commenti uguali e contrari su Ultrasole e Ultraluna, tra chi dice che saranno i migliori giochi della storia e chi invece dà già per scontato siano dei prodotti fatti solo per mettere nelle casse di The Pokémon Company qualche spicciolo in più. A mio avviso entrambi gli estremi sono sbagliati: nella hype generation, dove piuttosto che giochi si stanno vendendo trailer, vedi Death Standing di Kojima del quale non si sa ancora nulla, ma la gente all’E3 ha fatto la fila per i poster dedicati, è facile essere tratti in inganno nell’uno e nell’altro senso. Con gli ultimi trailer, non lo nascondo, Game Freak mi ha messo addosso una curiosità fuori dalla norma: rispetto all’anno scorso, attualmente sono ancora più impaziente di giocare questi due titoli dato che da quel che ho visto ci possono essere le basi per una storia molto profonda, che abbiamo anche cercato di tracciare nell’ultima teoria. Ma appunto, si tratta di impressioni, di aspettative: aspettative che riceveranno un responso positivo o negativo solo quando avremo il gioco sotto mano, solo quando ci renderemo conto se la storia di Necrozma avrà ricevuto una degna scrittura. Essere eccitati per un gioco e aspettarsi che sia superlativo non è una colpa, anzi, è l’obiettivo stesso della software house che rilascia trailer, così come non è una colpa non rimanere convinti da ciò che è stato rilasciato finora. Sparare sentenze a priori però, lo è: portare avanti crociate ad ottobre su quanto Ultrasole e Ultraluna facciano schifo, o al contrario su quanto siano meglio di tutto ciò che abbiamo visto fino ad ora, è un dispendio di energie inutile per qualcosa che dovremmo semplicemente attendere con pazienza.

Quindi io me ne sto qui sperando che ciò che vedrò su 3DS sarà all’altezza di quanto mostrato: do fiducia ancora una volta a Game Freak, con la consapevolezza che si tratta di fiducia e non di cieca fede. Quindi Ohmori & friends, per favore, cercate di onorare questa nostra fiducia: con un Ultrasole e Ultraluna di qualità ci saranno le perfette basi per un futuro Pokémon su Switch più roseo che mai.

Anche perché se mi fate ancora sentire frasi come “Le teorie però erano meglio”, è la volta buona che mi apro uno studio di sviluppo e vi faccio concorrenza.

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