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PokéStoria di Pasqua: Togekiss e la nascita di Mewtwo

Questo posto è il paradiso” pensò Togekiss, un attimo prima di chiudere gli occhi e di spiccare il volo dalla scogliera, che pochi metri più avanti si tuffava a capofitto nell’Oceano, cristallino come sempre. Il Pokémon Festa aveva deciso di stabilirsi da quelle parti pochi giorni prima, spinto dalla voglia di mettersi alla prova in un nuovo ambiente, attratto dai panorami mozzafiato e dal clima perfetto di quei luoghi. Il sole stava tramontando inabissandosi nel mare, creando dei giochi di luce straordinari sulle leggere increspature delle onde. Anche la foresta alle sue spalle assumeva un aspetto fatato in quelle ore magiche.

togekissPiù la esplorava e più se ne convinceva: la Guyana è semplicemente perfetta. Tyler, così si chiamava il nostro Togekiss, aveva scelto questa remota zona del Sud America anche per un altro motivo: era un luogo quasi del tutto incontaminato, dove regnavano la pace e l’armonia con la natura. I Togekiss, infatti, non possono vivere in un ambiente dominato dall’ostilità e dalle emozioni negative, ma al contrario si stabiliscono in regioni pacifiche, senza conflitti, donando bontà e dolcezza a tutti quelli che incontrano.

Nella Guyana, Tyler aveva già incontrato diversi Mew: a prima vista quel Pokémon poteva apparire ingenuo e inesperto, ma, conoscendolo meglio, ne aveva intuito la sua incredibile astuzia e l’impressionante agilità. Il suo idillio andò avanti praticamente immutato per qualche mese poi, all’improvviso, ci fu un evento che cambiò tutto. Arrivarono gli esseri umani. Quegli strani intrusi fecero irruzione nel paradiso terrestre disturbando la quiete e i delicati equilibri del luogo. Erano appena in quattro, ma la loro presenza non passò certo inosservata.

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Fan Art di Arkeis-Pokémon

Togekiss li seguì dall’alto per un po’: credeva che fossero alla ricerca di qualcosa, anche se lui non riusciva proprio a immaginarsi cosa potessero volere da un posto così sperduto. Dal momento che quelle persone non sembravano avere intenzioni positive, Tyler decise di lasciare la terraferma e di avventurarsi su un isolotto poco distante: l’Isola Suprema, chiamato così perché era il più grande di un piccolo arcipelago. Con sua enorme sorpresa, anche gli umani arrivarono sull’isola pochi giorni dopo, adeguatamente equipaggiati per esplorare la fitta boscaglia.

Seguendoli da lontano, Togekiss aveva intuito che quelle strane persone dovevano essere degli scienziati: ne aveva già visti in passato, quando era ancora un piccolo Togepi. Incredibilmente, sembrava che quel gruppetto fosse alla ricerca di Mew. Per qualche strana ragione, infatti, quelle persone volevano impossessarsi del Pokémon Novaspecie, che però ovviamente era troppo agile e scaltro per farsi catturare da loro. Gli scienziati, a sorpresa, decisero di tornare sulla terraferma dopo aver rinvenuto una strana pietra, e Togekiss ne fu molto sollevato.

mewtwoPassò quindi quasi un anno senza nessuna novità di rilievo ma, quando ormai Tyler stava già per dimenticarsi completamente della strana visita degli umani, accadde un episodio sensazionale. Togekiss si stava riposando accoccolato all’ombra di una grande palma, godendosi la meritata siesta pomeridiana, quando udì un boato violentissimo provenire dalla terraferma. A quel punto successe qualcosa di ancora più strano. Normalmente i Togekiss evitano accuratamente i conflitti e le situazioni pericolose: per questo sono così rari da avvistare.

Eppure, contro ogni logica e sfidando il buon senso, Tyler sentiva dentro di sé l’impulso irresistibile di andare a vedere cosa fosse appena successo. Riusciva benissimo a immaginarsi i commenti carichi di sdegno dei Togekiss più anziani: come si permetteva di contravvenire a quella che da sempre è il comportamento naturale della sua specie? Ma Tyler non ci pensava. L’aspetto positivo degli eventi clamorosi e inaspettati, se ce n’è uno, è che non si ha proprio il tempo di perdersi a rimuginare sulle proprie decisioni. Seguendo l’istinto, Togekiss spiccò il volo verso la terraferma.

mewtwoNon gli ci volle molto per arrivare al luogo dell’esplosione: lo spettacolo che vide fu davvero singolare: c’era un vero e proprio laboratorio nel bel mezzo della foresta! Sembrava che quell’edificio fosse stato calato lì con un enorme elicottero, tanto stonava con il paesaggio circostante. Tyler vide che le fiamme avevano iniziato ad avvolgere la struttura: per quanto solida e ben costruita, non avrebbe potuto resistere a lungo. L’esplosione aveva divelto il tetto e molte pareti erano state dilaniate, quindi Togekiss poteva scorgere nitidamente quello che accadeva al suo interno.

Vide un gruppo di persone, tra cui anche gli scienziati che aveva già incontrato all’Isola Suprema, correre da tutte le parti prese dal panico, mentre al centro del laboratorio un’insolita figura si stagliava immobile, tranquilla, incurante di ciò che la circondava. Era uno spettacolo irreale. Tyler si avvicinò ancora un po’ e vide che quello al centro era un Pokémon. Non lo aveva mai visto, ma il suo volto gli ricordava qualcuno che conosceva molto bene. Mew. Non riuscì a spiegarserlo razionalmente, ma intuiva che quell’incredibile creatura era sicuramente collegata al Pokémon Novaspecie. “Ecco perché quelle persone volevano tanto catturarne uno“, pensò.

Uno scienziato guardò spaventato la misteriosa creatura e, fuori di sé, esclamò: “Mewtwo è vivo!!“. Ecco come si chiamava quel Pokémon, che per tutto quel tempo era rimasto immobile, avvolto da una potentissima aura azzurra. Per un breve istante Mewtwo sembrò accorgersi della sua presenza e, voltandosi, guardò Togekiss: Tyler riuscì a leggere nei suoi occhi tutta la furia, il rancore e la determinazione di quel Pokémon, che con un atto estremo di coraggio aveva deciso di ribellarsi al proprio destino. Senza dire una parola, Mewtwo volò via, lasciandosi alle spalle una prigione di fuoco e fiamme.

mr. fuji
Mr. Fuji

Togekiss, come naturale, provò anche lui il fortissimo impulso di andarsene immediatamente, ma qualcosa di inspiegabile lo trattenne. Gli scienziati erano davvero disperati: avevano perso la loro creazione, inoltre il laboratorio stava per essere distrutto dall’incendio. Ma nella concitazione, quello che sembrava essere il loro capo, un certo Mr. Fuji, si diresse assieme a un assistente verso una stanza seminascosta del laboratorio. Al suo interno, Tyler riuscì a scorgere una miriade di creature stranissime, che non aveva mai visto prima. Erano dei Pokémon. Il loro aspetto era buffo, informe e gelatinoso e, incredibilmente, avevano lo stesso identico colore rosato di Mew.

Ditto! Ditto!” pigolavano quegli strani Pokémon, mentre vedevano arrivare Mr. Fuji, trafelato e ormai completamente fuori sé, assieme al suo assistente. Togekiss non potè sentire quello che si stavano dicendo i due scienziati, ma comprese benissimo le loro intenzioni: volevano sbarazzarsi dei Ditto. Evidentemente desideravano assicurarsi di eliminare tutti gli esperimenti andati male prima di abbandonare il laboratorio al suo destino. Si prospettava una carneficina, uno spettacolo atroce, tanto che Togekiss riuscì a percepire ogni fibra del suo corpo che gli implorava di andarsene.

Incredibilmente, Tyler decise di rimanere e, senza spiegarsi nemmeno bene lui il perché, iniziò a cantare. La sua melodia era incantevole, rilassante, delicatissima: era semplicemente impossibile non rimanerne ammaliati. I due scienziati si fermarono di colpo e, ormai completamente rapiti dalla musica, non osavano più muovere nemmeno un muscolo. Le fiamme intanto avevano iniziato a diradarsi grazie a un acquazzone improvviso, come ne capitavano tanti da quelle parti. L’atmosfera, che fino a poco prima si poteva tagliare con un coltello, si era fatta placida e serena.

dittoMr. Fuji e il suo assistente si guardarono e, accordandosi con un semplice cenno del capo, aprirono la porticina sul retro e liberarono tutti i Ditto. Tyler potè assistere a uno spettacolo davvero unico: centinaia di creature gelatinose rosate che si allontanavano buffe ma spedite dal laboratorio avvolto dal fumo, a formare quasi un’unica grande massa indistinta. Togekiss smise di cantare. Ormai l’atmosfera si era fatta tranquilla e pacifica, niente a che vedere rispetto a pochi minuti prima. Gli scienziati rimasero imbambolati senza sapere cosa fare: chissà cosa avrebbe detto Giovanni, il loro finanziatore…

Tyler lasciò quindi il laboratorio al suo destino e si mise a inseguire i Ditto, che nel frattempo si erano già divisi e si erano allontanati parecchio. Finalmente riuscì a raggiungerne uno, che a differenza degli altri era rimasto leggermente indietro. Gli si mise davanti e, con suo enorme stupore, Ditto iniziò a trasformarsi! Era diventato identico a lui: ora le due creature si assomigliavano come due gocce d’acqua.

mew e mewtwoTogekiss decise quindi di spiccare il volo e, incredibilmente, anche quel Ditto riuscì a imitarlo. Tyler si diresse quindi verso il mare, sempre accompagnato dalla sua perfetta imitazione. A sorpresa, poco lontano dalla spiaggia, riuscì a scorgere un nutrito branco di Seadra: non gli era mai capitato di vedere tanti tutti assieme. Poi realizzò: quasi sicuramente erano i Ditto che, arrivati al mare, si erano trasformati per poterlo attraversare.

Se la caveranno di sicuro” pensò Togekiss, mentre li vedeva allontanarsi rapidamente tra le onde. Il sole stava tramontando e la scena che stava ammirando lo lasciava a bocca aperta, come sempre. Fortunatamente non era possibile abituarsi a uno spettacolo del genere. In lontananza, proprio dove il sole andava a sciogliersi nel mare, per un attimo gli parve di scorgere una strana figura viola, che volava a una velocità impossibile per chiunque. Non era sola: accanto a lui, ora riusciva a vederlo chiaramente, c’era anche una sua vecchia conoscenza. Ormai l’incubo era davvero finito: Mewtwo era libero.

Articolo di Luca Fassoni

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