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Le 10 migliori leggende metropolitane sui Pokémon

Le 10 migliori leggende metropolitane sui Pokémon

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Non sempre i giocatori di Pokémon hanno avuto ogni soluzione a portata di clic. Ai tempi di Pokémon Versione Rossa, Blu e Verde, ma anche negli anni a seguire, in pochi riuscivano a distinguere le fonti attendibili dalla marea di rumor e dicerie che si alzavano dai corridoi scolastici. Oggi abbiamo selezionato per voi dieci leggende metropolitane che un tempo ebbero enorme successo tra i giovani fan, ingannando così centinaia di persone!

Mew e il camion di Aranciopoli

Mew, identificato dal numero 151 sia nel Pokédex sia di Kanto sia in quello Nazionale, è un Pokémon misterioso ottenibile in Versione Rossa, Blu, Verde e Gialla solo attraverso particolari glitch o distribuzioni speciali. Una delle leggende urbane più famose del mondo Pokémon voleva che Mew fosse catturabile ad Aranciopoli, sotto un camioncino parcheggiato oltre la M/N Anna. Il giocatore avrebbe dovuto usare le mosse Taglio o Forza per spostare la vettura e intascare una Ball contenente il Pokémon misterioso. Il camioncino in questione esiste davvero, ma purtroppo non c’entra nulla con il mostriciattolo Novaspecie, che rimane tutt’oggi uno dei più difficili da ottenere. La leggenda è divenuta così popolare nel corso degli anni che gli sviluppatori di Pokémon Versione Rosso Fuoco e Verde Foglia hanno inserito un Lavottino – oggetto particolarmente raro – sotto al camion di Aranciopoli.

I PokéGods

I PokéGods sono un gruppo di mostriciattoli tascabili che tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila catturarono l’attenzione di moltissimi fan. Erano descritti come Pokémon “bonus” ottenibili in Versione Rossa, Blu e Verde mediante procedure di difficile attuazione. La leggenda dei PokéGods fu indubbiamente alimentata da Mew, il cui relativo glitch suggeriva la presenza di mostriciattoli nascosti nel codice di gioco. Anche Pokémon di seconda generazione tra cui Marill (il famoso “Pikablu“), Togepi, Ampharos e Ho-Oh, rivelati prima dell’uscita di Versione Oro e Argento, furono scambiati per PokéGods. La lista di queste “divinità” si espanse fino ad inglobare Venustoise, Mewthree (una presunta evoluzione di Mewtwo) e altri Pokémon falsi. Diverse persone credevano addirittura che esistesse una città nella quale i PokéGods venivano scambiati in-game!

Venustoise

Fin dalla sua apparizione ne “Il fantasma della scogliera”, ventesimo episodio della serie animata Pokémon, Venustoise (ossia una fusione tra Venusaur e Blastoise) è stato il protagonista di numerose leggende. Una di queste prevedeva che il Pokémon fosse catturabile in Versione Rossa, Blu e Verde mediante una lunga serie di passaggi. Si diceva che occorresse battere 20 volte di fila la Lega, parlare 100 volte con il Professor Oak, recarsi all’Isola Cannella e utilizzare Surf un po’ lungo la costa est, incontrare MissigNO e sconfiggerlo. Cinque minuti dopo si sarebbe avviata una lotta contro il Professor Oak, in possesso di ben 150 Pokémon; il giocatore avrebbe dovuto sconfiggerli tutti, recarsi alla Zona Safari, catturare un Tauros, raggiungere la Torre di Lavandonia ed infine sarebbe apparso un esemplare di Venustoise al livello 13… Una preghiera per tutti coloro che si sono cimentati in quest’impresa!

La Palestra del giocatore

Avete presente il signore che, ad Aranciopoli, occupa una zona in costruzione? Ai tempi di Pokémon Versione Rossa, Blu, Verde e Giallo era nata la leggenda secondo cui tale spazio avrebbe ospitato una nuova Palestra: quella del giocatore. Inutile dirvi che, anche in questo caso, si trattava di una bufala! Lo stesso cantiere è presente in Pokémon Versione HeartGold e SoulSilver, dove il proprietario non ha abbastanza soldi per finanziare i suoi progetti. In compenso i remake di quarta generazione offrono alla suddetta zona un ruolo più utile: frantumando dei massi con l’ausilio di Spaccaroccia è infatti possibile ottenere diversi oggetti rari come Pezzo Stella, Squama Cuore e i Cocci colorati.

Celebi e il Bosco di Lecci

Per quanto riguarda la seconda generazione, il misterioso Celebi è indubbiamente una delle creature tascabili più coinvolta dal fenomeno delle leggende urbane. Una cosa era certa: il Pokémon Tempovia si trovava nel Bosco di Lecci… peccato che nessuno sapesse come evocarlo. Una teoria molta diffusa voleva che per attirare Celebi bisognasse far usare la mossa Profumino ad un Meganium di livello 100 davanti al tempietto del Bosco di Lecci. Qualcun altro, un po’ meno fantasioso, diceva semplicemente che “La Voce della Foresta” fosse catturabile nel Bosco a mezzanotte. Solo molti anni dopo l’uscita di Pokémon Versione Oro, Argento e Cristallo si scoprì la verità: Celebi era effettivamente ubicato al Bosco di Lecci, ma per catturarlo era necessaria una particolare Ghicocca – distribuita esclusivamente in Giappone con l’ausilio del Mobile Adapter – che Franz avrebbe trasformato nella GS Ball. A questo punto era sufficiente andare al Bosco di Lecci, in cui Celebi avrebbe fatto la sua comparsa.

Il Centro Spaziale di Verdeazzupoli

                              

Deoxys, il leggendario Pokémon DNA, è stato fino a qualche anno fa uno di quei mostriciattoli che non si potevano ottenere mediante le classiche funzioni di gioco, ma solo attraverso particolari distribuzioni speciali. Trattandosi di un Pokémon molto esclusivo, Deoxys non ha tardato a finire sulla lingua di chi ama burlare il prossimo! Nasce così la leggenda secondo cui, una volta partiti 100 razzi dal Centro Spaziale di Verdeazzupoli, uno scienziato del luogo (o il Professor Birch) avrebbe regalato al giocatore un biglietto per la Luna. Il satellite in questione avrebbe ospitato nientedimeno che Deoxys, il Pokémon extraterrestre. Oggi sappiamo che l’unico modo per acchiappare Deoxys nei giochi di terza generazione è possedere il Biglietto Aurora, distribuito in occasione di alcuni eventi Nintendo. Mostrando il ticket a Porto Selcepoli o Porto Alghepoli, il giocatore sblocca l’Isola Materna, vera ubicazione del Pokémon DNA.

La roccia dei desideri

Fuori dal Centro Spaziale di Verdeazzupoli è collocata un’insolita roccia bianca che gli scienziati usano come portafortuna al momento di lanciare un razzo. Tantissimi Allenatori erano convinti del fatto che esaminando la roccia bianca, quando il numero di razzi lanciati era pari a un multiplo di 100, Jirachi avrebbe fatto la sua comparsa. La leggenda trae spunto da quanto accade in “Jirachi: Wish Maker“, dove il Pokémon ha uno stretto legame con la Cometa del Millennio. Un altro mito assai diffuso prevedeva che facendo usare la mossa Ultimocanto ad Absol ed Altaria (entrambi al livello 100) di fronte a quel masso, un razzo avrebbe condotto l’Allenatore nello spazio, habitat naturale di Deoxys. Queste sono solo alcune delle leggende che ruotano intorno alla roccia bianca di Verdeazzupoli, che in realtà non cela alcun segreto!

Luxor “Il distruttore”

Luxor è un altro Pokémon che, a detta di molti, sarebbe stato catturabile in Pokémon Versione Rosso Fuoco e Verde Foglia. Il giocatore avrebbe dovuto recarsi alla Grotta Celeste ed usare Flash nello stesso punto in cui si trovava Mewtwo, il che sarebbe stato sufficiente per aprire una fossa collegata a Biancavilla. Se esaminata, una strana Ball dorata contenuta nel Laboratorio di Oak avrebbe consentito di accedere al Percorso 1 (altrimenti sbarrato) ed incontrare Luxor nell’erba alta. Il mostriciattolo, disponibile al livello 0, si sarebbe potuto catturare anche in Versione Oro mediante un procedimento simile. Questa volta la Poké Ball si sarebbe celata dentro la grotta di Lugia ed, aprendola, una cometa sarebbe atterrata presso la Fattoria Miltank. Solo recandosi in tale punto, entrando in una buca collegata alle Rovine d’Alfa ed infine tornando a Borgo Foglianova, il giocatore si sarebbe trovato di fronte a Luxor, definito come “Il distruttore“. Qualcuno sostiene che catturare Luxor implichi la sparizione di tutti gli altri mostriciattoli in squadra. Indovinate un po’? Si tratta dell’ennesima leggenda metropolitana!

Il Re degli Unown

Citato per la prima volta da un giocatore spagnolo, Rey Unown (letteralmente “Re Unown“) sarebbe una varietà rarissima del Pokémon Simbolo che appare una volta su 60.000; ancora più raro, insomma, dei mostriciattoli cromatici. In Pokémon Versione Rosso Fuoco e Verde Foglia, tuttavia, sarebbe stato possibile catturare Rey Unown servendosi di un piccolo trucco. Esso prevedeva che si usassero Speculmossa e Turbine su un Pokémon cromatico, che uno dei Pokémon in squadra mangiasse Caramella Rara e – salendo di livello – imparasse una nuova mossa, che il giocatore volasse ad Aranciopoli e prendesse il traghetto per le Rovine Florabeto. Una volta raggiunta la sala A-loe, Rey Unown si sarebbe fatto vivo al livello 80. Nonostante l’idea di un Re per gli Unown fosse quasi accettabile, la notizia si è ovviamente rivelata un falso.

L’Isola dei Pokémon rosa

Il 18 marzo 1999 andava in onda “L’isola dei Pokémon rosa“, un episodio della serie Pokémon che ruotava intorno all’Isola Pinkan e ai mostriciattoli rosa che la abitavano. Un mito estremamente popolare ai tempi di Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia voleva che l’Isola Pinkan, così come i rarissimi Pokémon rosa, fossero in qualche modo disponibili all’interno dei due giochi. In molti sostenevano che per giungere sul fantomatico isolotto bastasse usare Fossa al margine della piscina di Misty (nella sua Palestra) avendo un Ditto come primo Pokémon in squadra. Il giocatore si sarebbe poi ritrovato in misteriosa una grotta buia al cui esterno si aggiravano dei mostriciattolo rosa. Purtroppo è stato verificato che anche in questa storia non c’è nulla di vero.

Cosa ne pensate di queste bizzarre leggende urbane? Ne avevate mai sentito parlare? Riparlarne nel 2017 fa quasi sorridere, ma probabilmente sono in tanti ad aver odiato chi metteva in giro certe voci!

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Articolo di Redazione
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chi non le conosce queste leggende

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Ma quanto mi sento stupida se ripenso a quante di queste leggende metropolitane ho creduto da ragazzina...

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Che fantastico articolo, mi sono sempre piaciute queste leggende urbane ma senza dubbio quella che mi fece più impazzire fu quella dei 100 razzi e di Deoxys. Che credulone io ci ero cascato in pieno, un mio amico me l'aveva fatta conoscere.

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