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Duskfade, Recensione: Un viaggio tra le catene del tempo

Rompi le catene del tempo e combatti in un mondo fantastico in Duskfade, disponibile su tutte le piattaforme.

duskfade
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Silvio Roberti

   · 7 min lettura Recensioni
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L’industria videoludica si evolve in continuazione, con giochi che cercano disperatamente di guardare sempre avanti e altri che, invece, scelgono nella loro essenza di voltarsi indietro. Duskfade, sviluppato dallo studio spagnolo Weird Beluga e distribuito da Firestone Games, appartiene sicuramente alla seconda categoria, ma lo fa con particolare grazie e cura da risultare moderno e fresco.

Bastano pochi minuti di gioco per comprendere ciò di cui sto parlando: pad alla mano, ci ritroviamo con un’opera che chiaramente si ispira ai platform 3D dell’era PlayStation 2, condito da un’avventura colorata, mondi pieni di segreti, abilità da sbloccare e una componente action che accompagna l’esplorazione.

Giocato su Nintendo Switch 2, questa sua natura diviene ancora più evidente. Duskfade sembra infatti la tipica produzione che Nintendo dovrebbe avere nel suo catalogo. Non è di certo un titolo che permette all’hardware di esprimersi al proprio massimo, ma nemmeno vuole esserlo. È un’avventura densa, solida sotto molti punti di vista, colorata e piena di segreti, ideale da vivere sia in modalità docked ma altrettanto godibile in portatile, soprattutto in queste ultime giornate estive.

Con queste premesse, inoltriamoci nelle terre di Vallacrima e rompiamo le catene del tempo con la recensione di Duskfade, disponibile su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X/S e PC dal 13 agosto 2026.

Per un orologiaio, il tempo non è qualcosa né di lineare né di astratto. Si tratta invece di una corrente malleabile, che può maneggiare e modulare tramite meccanismi perfettamente calibrati

Manuale di orologeria, Duskfade

L’Angoscia di una notte eterna

Al centro dell’avventura c’è Zirian, giovane protagonista che si ritrova coinvolto in un evento destinato a sconvolgere il mondo di gioco: la Torre dell’Orologio ha alterato lo scorrere del tempo, condannando il regno a una sorta di notte eterna. La missione di Zirian è legata alla ricerca della sorella Allira, imprigionata nella torre, mentre al suo fianco troviamo Cucù, un piccolo compagno meccanico che diventa rapidamente una presenza fondamentale durante il viaggio.

L’ambientazione è costruita intorno al tema del tempo, richiamando un affascinante immaginario clockpunk: orologi, ingranaggi, antichi borghi e la storia dei Mastri Orologiai convivono in un universo che all’apparenza sembra costruito per un’avventura leggera e fiabesca, ma che progressivamente introduce temi molto più maturi. Sotto le coloratissime e varie ambientazioni, si nasconde una storia che parla di perdita, lutto, memoria e difficoltà ad accettare ciò che non può essere cambiato.

Badate bene, non ci ritroviamo dinanzi a una sceneggiatura rivoluzionaria, ma il fulcro narrativo del tempo e i dialoghi dei personaggi, che non sempre però risultano incisivi, riescono a raccontare temi emotivamente pesanti attraverso un modo quasi infantile, ma non banale.

Duskfade, dunque, vuole raccontare una storia semplice ma al contempo emotiva, attraverso un’avventura colorata.

Esplorando Vallacrima

Se c’è una cosa in cui Duskfade ha le idee chiare è il sistema di movimento del nostro avatar: Zirian corre, salta, effettua doppi salti e plana, sfruttando diverse abilità (come rampini, scorrimenti su rotaie e movimenti aerei) che vengono sbloccate progredendo nella storia.

Il gioco non consegna immediatamente al giocatore un arsenale completo, ma costruisce lentamente le possibilità di esplorazione. Con il passare delle ore, infatti, si comincia a capire come concatenare le diverse abilità ed è in quel momento che Duskfade prende realmente vita: una sequenza di salto, planata, aggancio e scivolamento sui binari può trasformarsi in pochi secondi in una piccola soddisfazione ludica.

Le diverse aree sono ampie: si può tirare dritti per seguire l’obiettivo principale, ma anche deviare dal percorso per scovare segreti e collezionabili. Le ambientazioni sono del tutto leggibili, con un level design che in generale è soddisfacente, e sono costruite per invogliare il giocatore a guardarsi attorno. Raggiungendo una piattaforma in lontananza o scalando delle rocce viene premiato dalla curiosità del giocatore e, una volta ottenuta una nuova abilità, il gioco invita a ripercorrere aree già visitate per scoprire ciò che prima era impossibile raggiungere. Questa struttura, con sfumature da metroidvania, è uno degli aspetti più interessanti della produzione.

Una delle cose che mi ha colpito è che Vallacrima è un mondo estremamente variegato nelle sue ambientazioni. Durante l’avventura di Zirian, si passa da villaggi ormai abbandonati a miniere, canyon, deserti, aree vulcaniche come il Monte Brace (un nome che suona sicuramente familiare agli appassionati di Pokémon!), fino alla suggestiva Accademia degli Orologiai.

Tuttavia, sono i combattimenti a interrompere questo flusso. Gli attacchi di cui dispone Zirian, tra cui combo di attacchi e meccaniche difensive, incluso un sistema di schivata perfetta che può rallentare il tempo, sono sulla carta un’ottima idea, ma nella pratica non raggiungono lo stesso livello e la stessa soddisfazione ludica dei movimenti e del platforming.

Gli avversari comuni, la cui varietà non riesce a mantenere il passo con la durata dell’avventura, tendono a diventare rapidamente prevedibili e gli scontri possono trasformarsi in sequenze piuttosto ripetitive.

Fortunatamente, però, ci sono i boss.

Gli scontri contro i boss rappresentano di fatto il punto in cui le due anime, gioco d’azione e platform, di Duskfade si incontrano e convivono. Gli incontri, infatti, non si limitano al solo colpire l’avversario e svuotare progressivamente la sua barra della salute, ma alternano sezioni di combattimento a momenti di movimenti rapidi, platforming e meccaniche legate al tempo, costringendo il giocatore a utilizzare le abilità acquisite durante l’esplorazione della mappa precedente.

Gli scontri con i boss si sono rivelati dunque piacevoli e ben costruiti e non nego che più di una volta mi abbiano messo in difficoltà. La velocità nel dover trovare la piattaforma giusta, nel capire immediatamente il salto o la planata da fare prima che il tempo scada e, contemporaneamente, di cercare una pozione per recuperare la salute di Zirian mi ha portato a riprovare più volte la stessa battaglia.

L’intera costruzione delle boss fight, quindi, risulta la somma di scelte intelligenti perché dimostrano quanto possa essere valido il sistema di combattimento quando viene sfruttato con la giusta cura

Un mondo di ingranaggi

Dal punto di vista tecnico, da un lato c’è un comparto visivo che riesce a stupire, dall’altro si percepisce che stiamo parlando di una produzione indipendente che si è data l’arduo compito di puntare in alto.

Ciò che colpisce di Duskfade è sicuramente la direzione artistica. Il mondo è colorato, vivace, pieno di dettagli e caratterizzato: l’estetica clockpunk che ho citato prima, le strutture, le aree immerse, i giochi di luce, sono tutti elementi che, messi nel calderone, contribuiscono a creare scenari che hanno una personalità ben precisa.

Su Nintendo Switch 2 sono evidenti però alcuni compromessi tecnici. Badate bene, la resa generale è buona e, soprattutto, il gioco riesce a mantenere un’immagine appagante anche nelle situazioni più complesse, ma alcuni elementi visti da vicino mostrano texture non sempre all’altezza del resto della produzione. Anche la qualità degli elementi e dei soggetti a distanza non è sempre impeccabile, con qualche effetto di pop-in.

Il comparto sonoro accompagna bene tutta l’avventura. Le musiche riescono a raccontare bene sia il suo lato avventuroso sia quello più malinconico ed emotivo, con qualche effetto sonoro che contribuisce a dare vita alle ambientazioni meccaniche.

Insomma, Duskfade non è un titolo tecnicamente inattaccabile e non cerca nemmeno di esserlo. Qualche imperfezione c’è, ma durante il gioco ho finito per dare molto più peso alla sensazione complessiva che al singolo difetto.

Conclusioni

Alla fine del viaggio, Duskfade mi lascia una sensazione decisamente positiva, nonostante alcune sbavature che è impossibile ignorare. Vallacrima è un mondo colorato, vario e piacevole da esplorare, mentre il sistema di movimento rappresenta senza dubbio uno degli elementi meglio riusciti dell’intera produzione. La progressione delle abilità funziona, così come la possibilità di tornare nelle aree già visitate per raggiungere luoghi che prima sembravano irraggiungibili. È una struttura semplice, ma capace di regalare quella piccola soddisfazione che nasce quando ci si accorge che un’abilità appena ottenuta permette finalmente di raggiungere quel punto visto diverse ore prima.

Meno convincente, invece, è la componente action. Se le boss fight riescono a unire in maniera intelligente combattimento e platforming, gli scontri con i nemici comuni finiscono presto per risultare ripetitivi e poco incisivi.

Anche tecnicamente non siamo davanti a un prodotto esente da difetti. Su Switch 2 la resa generale è buona e la direzione artistica riesce spesso a stupire, ma texture ed elementi a distanza ricordano che si tratta comunque di una produzione indipendente. Nulla, però, che riesca a compromettere davvero il piacere di esplorare Vallacrima, soprattutto considerando quanto siano riuscite le sue ambientazioni.

In conclusione, Duskfade non cerca di stupire a tutti i costi e non pretende di reinventare il genere. Prende una formula conosciuta, la arricchisce con una direzione artistica personale e costruisce attorno a essa un’avventura che, nel complesso, riesce a divertire.

Se vi ho convinto, potete acquistare il titolo per Nintendo Switch 2 sul Nintendo eShop a 29,99 euro.

Voto: 7.5

Pro
Direzione artistica colorata, vivace e con una forte personalità
Vallacrima è un mondo variegato e piacevole da esplorare
Sistema di movimento e platforming fluidi e soddisfacenti
Battaglie contro i boss ben costruite e capaci di mettere alla prova ma…
Contro
…i combattimenti contro i nemici comuni sono poco vari e spesso ripetitivi
Texture ed elementi a distanza non sempre all’altezza
Dialoghi non sempre incisivi

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Fonte Duskfade
Nintendo Switch 2 Platform

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