Diciamo la verità: Nintendo è tra le aziende videoludiche che negli anni hanno costruito un roster importante di brand e mascotte, come Mario, The Legend of Zelda, Pokémon, Metroid o anche Star Fox, che da poco ha rilanciato la sua volpe spaziale con il remake del primo capitolo della serie. Tra questi mostri sacri della Grande N, dal 2015 si è imposta una nuova proprietà intellettuale che, sin dal debutto, ha conquistato milioni di giocatori grazie alla sua identità colorata e vivace e a un modo innovativo di reinterpretare il genere degli sparatutto: Splatoon.
Nata nel 2015 su Wii U con un’idea controcorrente per il genere, la serie è esplosa con Splatoon 2 su Nintendo Switch nel 2017, per poi consacrarsi come una delle IP più forti dell’azienda giapponese. L’annuncio di un nuovo capitolo single-player con modalità cooperativa per Nintendo Switch 2, uscito il 23 luglio 2026, che, come vedremo, promette di cambiare le regole del gioco, ha suscitato non pochi dubbi nella community, accendendo comunque una grande curiosità attorno al titolo.
Dunque, imbracciamo la nostra arma migliore e il serbatoio più adatto a noi e, a colpi di inchiostro, facciamoci strada nella recensione di Splatoon Raiders.
Chi trova un amico trova un tesoro!
Ve lo dico sin da subito: non aspettatevi da Splatoon Raiders una trama complessa. Il titolo propone una storia semplice e lineare, utilizzata soprattutto come collante per i diversi livelli dell’avventura, ma questo non è sinonimo di un gioco noioso. Al contrario, la trama, pur essenziale, riesce a essere godibile, condita con la giusta dose di mistero che mantiene viva la curiosità del giocatore.
In Splatoon Raiders vestiamo i panni del Macchinista, che accompagna in elicottero il Trio Tiglio, il gruppo di Idoli di Splatoon 3 composto da Pinuccia, Morena e Mantaleo. Le loro personalità vivaci e distinte colorano l’avventura con il giusto tono, mantenendo leggera la narrazione. Il gruppo parte alla ricerca di tesori e una mappa li conduce alle Isole Spirhalite. Tuttavia, sorvolando l’arcipelago, sono vittime di un misterioso incidente.

Riprese le conoscenze, grazie alle abilità del Macchinista che guidava l’elicottero, il gruppo riesce a costruire un piccolo avamposto galleggiante, che diventerà la nostra base operativa. Nel corso dell’avventura, questa base fungerà da hub di gioco: un’area da ampliare, potenziare e migliorare con strutture che renderanno più semplice la gestione del gioco e delle sue meccaniche.
Dopo questo breve incipit, il gioco prende subito il via, senza lunghi filmati o tediosi monologhi: catapultati subito in azione, i primi livelli fungono da tutorial e permettono di prendere dimestichezza con le meccaniche di base.
Inchiostro a volontà!
Come anticipato, sin dai primi livelli veniamo catapultati nelle meccaniche di gioco di base. Tra queste, un aspetto che potrebbe sembrare scontato ma che, a mio parere, risulta fondamentale sin dai primi scontri contro i Salmonoidi è il sistema di mira.
Ci sono due modi per giocare a Splatoon Raiders: con i soli analogici oppure con gli analogici e il giroscopio attivo. Trattandosi di un gioco che rientra nella categoria degli sparatutto, è fondamentale utilizzare gli analogici per gestire la visuale, ma anche aumentare il controllo della mira con il giroscopio, inclinando il controller o la console in modalità portatile per mirare con maggiore efficacia.
Sulla base della mia esperienza, giocare a Splatoon Raiders con il giroscopio è il modo migliore. La funzione risulta infatti particolarmente utile contro le massicce orde di Salmonoidi o contro i boss di grandi dimensioni che ci attendono lungo l’avventura.
Nota dolente sul sistema di controllo: data l’esclusività per Nintendo Switch 2, sarebbe stata gradita una modalità con mouse, sfruttando la funzione dei Joy-Con 2. Sarebbe stata sicuramente una caratteristica in grado di impreziosire ancora di più il titolo.

Al di là delle due modalità con cui approcciare il sistema di mira, Splatoon Raiders offre una serie di sistemi e componenti di gameplay che vanno gestiti parallelamente. Il titolo, tuttavia, permette di prenderci dimestichezza introducendoli poco per volta, con una rapidità che consente comunque di presentare tutte le meccaniche senza dare la sensazione di essere gettati in un mondo pieno di cose da fare. Insomma, tra progressione di gioco, congegni, abilità e serbatoio, Splatoon Raiders mette nel suo calderone una serie di elementi da gestire contemporaneamente, ma senza dare l’affanno di doverli padroneggiare tutti insieme.
Partendo proprio dalla progressione del gioco, il titolo è diviso in livelli disseminati tra le varie isole dell’arcipelago delle Isole Spirhalite. Questi livelli, in cui raccogliere risorse, sconfiggere orde di Salmonoidi e trovare tesori, durano molto poco. Ognuno di essi è una piccola esperienza rapida e veloce che, nel complesso, funziona: non si sente l’esigenza di una mappa enorme da esplorare, ma i piccoli livelli, talvolta caratterizzati anche da un certo grado di difficoltà, funzionano benissimo così come sono. Non pensate, infatti, di trovarvi davanti a un gioco per bambini: alcune situazioni possono mettere seriamente alla prova il giocatore.
Piccole sessioni mordi e fuggi, quindi, ben si sposano con la struttura di un titolo che permette di affrontare l’avventura anche attraverso sessioni relativamente brevi.

In compagnia è più facile splattare!
Come già detto, in questi livelli dobbiamo affrontare, anzi, splattare orde di Salmonoidi, riprendendo i cardini del gameplay della Salmon Run dei titoli principali della serie. I Salmonoidi sono pesci mutanti di dimensioni, specie e abilità diverse, che ci attaccano in orde e richiedono un approccio strategico e un buon controllo territoriale per gestirli.
A unirsi alla nostra esplorazione e alla caccia ai Salmonoidi ci sono anche i membri del Trio Tiglio, Pinuccia, Morena e Mantaleo. Tutti e tre ci danno abilità specifiche, che possiamo utilizzare durante le sessioni di caccia al tesoro. Più di una volta, le loro abilità si sono rivelate particolarmente utili e, talvolta, non lo nego, hanno salvato le pinne del mio Macchinista.

Pur presentandosi come un’esperienza dalla forte impronta single-player, Splatoon Raiders non rinuncia alla componente cooperativa, immancabile quando si parla di Splatoon. In qualsiasi momento è possibile inviare o ricevere una richiesta da un altro giocatore e, una volta formato il gruppo, composto da un massimo di quattro persone, ci si può lanciare insieme nelle missioni e affrontare le orde di Salmonoidi.
La presenza di più giocatori introduce un approccio più corale alle missioni, nel quale la gestione del territorio e la scelta dell’equipaggiamento possono assumere un ruolo importante.
Un’avventura a colpi d’inchiostro!
Per quanto riguarda l’arsenale a nostra disposizione, in Splatoon Raiders ogni arma è pensata per adattarsi a diverse situazioni di combattimento contro i Salmonoidi: fucili a inchiostro, rulli, secchielli e altre soluzioni, ciascuna con bonus passivi differenti. In un gioco del genere, naturalmente, più si sale di livello, più difficili saranno le mappe da affrontare e più alto sarà il livello e la rarità delle armi che riceveremo come ricompensa.
Come se non bastasse l’arsenale, abbiamo i serbatoi, una delle novità che caratterizzano questo primo spin-off della serie. Ci sono tre tipologie di serbatoi: serbatoio rapido, serbatoio potente e serbatoio tattico. Dai nomi dei serbatoi possiamo già intuire i tre approcci di gioco: chi preferisce un controllo dinamico, privilegiando la mobilità, può optare per il serbatoio rapido; chi predilige un ritmo più diretto e offensivo può scegliere il serbatoio potente; mentre il serbatoio tattico favorisce un approccio più ragionato.

A ogni serbatoio si possono abbinare dei congegni, un’ulteriore aggiunta al gioco che permette di sfruttare al meglio le caratteristiche del proprio equipaggiamento. Per esempio, nel caso del serbatoio potente, che ho utilizzato maggiormente nella mia run su Splatoon Raiders, abbiamo la Splatascia, che permette di sferrare un fendente per fare pulizia intorno, oppure il Guanto meteora, che, come suggerisce il nome, permette di sferrare un potente pugno dall’alto.
A influenzare l’efficacia e la potenza di armi, serbatoi e congegni si aggiunge la costruzione del proprio personaggio, in pieno stile GdR, mediante le statistiche Salute, Danni arma, Danni congegno e Slot componenti.
È proprio nell’interazione tra armi, statistiche, serbatoi e congegni che Splatoon Raiders trova la propria identità. Il gioco prende elementi familiari della serie e li ricompone all’interno di una struttura più vicina a un gioco d’azione PvE (Player versus Environment, giocatore contro l’ambiente di gioco) con elementi di progressione. Il risultato è un’esperienza nuova per la serie, capace di cambiare il modo in cui viviamo Splatoon senza smettere di essere Splatoon.
I colori dell’inchiostro
Arriviamo, infine, al comparto tecnico, dove muoverò qualche critica al titolo.
Tecnicamente, il gioco gira senza particolari incertezze, con una buona fluidità sia sul monitor sia in modalità portatile. Nel corso della mia avventura non ho mai riscontrato bug particolarmente rilevanti e l’azione rimane sempre reattiva, anche durante gli scontri più affollati.

Tuttavia, c’è una considerazione da fare: le ambientazioni sono forse la nota dolente dell’intero titolo. Le mappe e i biomi che le costituiscono presentano infatti una scarsità di dettagli, accompagnata da una palette di colori più desaturata rispetto alla vivacità degli schizzi di inchiostro che caratterizzano il gameplay.
Il risultato non è certamente brutto da vedere, ma considerando quanto l’identità visiva sia importante per Splatoon, avrei preferito ambientazioni più ricche e caratterizzate. Soprattutto su Nintendo Switch 2, Raiders avrebbe potuto sfruttare maggiormente la potenza della console.
Conclusione
In conclusione, Splatoon Raiders è un ottimo biglietto da visita per chi non ha mai toccato un titolo della serie, ma anche per chi è già avvezzo a Splatoon, perché riesce nell’intento di offrire un’esperienza nuova senza tradire lo spirito della serie. Il suo punto di forza principale è proprio la capacità di prendere elementi familiari e inserirli in una struttura differente: la combinazione di armi, serbatoi e congegni crea un ventaglio di possibilità che premia la sperimentazione, mentre le sessioni rapide e intense si alternano a momenti di gestione più strategica, mantenendo un ritmo che non stanca.
La narrazione semplice ma godibile, il Trio Tiglio a colorare l’avventura e un gameplay solido rendono il titolo un’interessante aggiunta alla serie. Certo, le ambientazioni poco dettagliate e la mancanza di supporto alla funzione mouse dei Joy-Con 2 lasciano un po’ di amaro in bocca, soprattutto considerando le possibilità offerte dalla nuova console, ma nel complesso il gioco riesce a costruire una formula differente senza perdere l’identità che ha reso Splatoon una delle IP più riconoscibili di Nintendo.
Splatoon Raiders dimostra quindi che la serie può espandersi oltre il terreno del classico sparatutto competitivo, trovando una propria dimensione anche attraverso un’esperienza per giocatore singolo e una progressione maggiormente orientata alla personalizzazione.

Termina qui la nostra splattata contro i Salmonoidi in Splatoon Raiders. Se vi ho convinto, potete acquistare il titolo per Nintendo Switch 2 sul Nintendo eShop a 49,99 euro.
Voto: 8.5
Combinazione di armi, serbatoi e congegni che offre una grande varietà
Performance tecniche fluide
Riesce a offrire un’esperienza nuova senza tradire lo spirito di Splatoon
Ambientazioni con scarsità di dettagli e palette desaturata
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