Il 2026 di Capcom è iniziato nel migliore dei modi: dopo Resident Evil Requiem, che abbiamo avuto il piacere di provare su Nintendo Switch 2 e di cui potete leggere la nostra recensione a questo link, a poche settimane di distanza abbiamo messo le mani anche su Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection. Il nuovo capitolo della serie è approdato il 13 marzo 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e Nintendo Switch 2, confermandosi fin da subito come una delle uscite di punta della casa giapponese.
Ho trascorso oltre ottanta ore su Nintendo Switch 2 nei panni del mio Rider, accompagnato dal suo fidato Rathalos, vivendo un’avventura emozionante e più matura rispetto ai precedenti capitoli della saga, impreziosita anche da un comparto tecnico di tutto rispetto. Equipaggiamoci, dunque, con le nostre armi e armature migliori e mettiamoci in cammino verso un mondo sull’orlo della distruzione: questa è la recensione di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection.
Due regni sulla via della guerra
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection restituisce un’esperienza più matura rispetto ai precedenti capitoli della serie, sia sul piano della storia sia in quello dell’impianto narrativo. Se nel primo episodio vestivamo i panni di protagonisti ancora acerbi, qui ci troviamo invece nelle vesti di un principe o di una principessa del regno di Azuria, un Rider ormai adulto ed esperto, perfettamente inserito in uno scenario complesso.

La maturità del personaggio si riflette anche nella lore e nello sfondo narrativo in cui si svolgono le vicende. La narrazione parte infatti da un incipit classico ma intrigante: due regni, Azuria e Vermeil, sono sull’orlo della guerra, una piaga rende sempre più inospitali i loro territori e una profezia nefasta accompagna la schiusa di un raro uovo di Rathalos, da cui nascono due esemplari gemelli in un mondo già corrotto dalla malattia.
Dopo questo prologo, il racconto ci porta avanti di alcuni anni, quando uno dei due Rathalos viene affidato al nostro personaggio, figlio o figlia del re Arken e della regina Amalia, quest’ultima scomparsa dopo aver abbandonato il regno. Il conflitto esplode quando Vermeil, spinto dalla disperazione causata da questa misteriosa malattia, attacca Azuria, costringendo il gruppo a intraprendere una spedizione oltre la Dorsale Proibita: un avvio narrativo che dà così il via a un’avventura solida e longeva.
La campagna principale richiede circa quaranta ore di gioco, ma la quantità di contenuti secondari, distribuiti con buona continuità nel corso dell’avventura, promette una durata ben superiore. Proseguendo nella storia principale si sbloccano infatti, di volta in volta, le storie secondarie dedicate ai Ranger che, pur non essendo indispensabili ai fini del racconto, rappresentano tutt’altro che semplici incarichi accessori, dal momento che il loro completamento consente di potenziare il proprio arsenale e quello dei compagni. Non mancano naturalmente missioni più comuni e ripetitive, utili soprattutto per ottenere ricompense importanti come risorse e consumabili.
Personalmente, non ho mai trovato questi incarichi eccessivamente lunghi o noiosi, se non in alcuni passaggi più deboli. Anche da questo punto di vista, il gioco si dimostra piuttosto equilibrato, grazie a indicazioni chiare sugli obiettivi da raggiungere e a un sistema di viaggio rapido che, una volta sbloccate le Gattovane, diventa un aiuto fondamentale per muoversi con grande agilità tra le varie mappe. Il punto di forza resta però la narrazione, serrata, ricca di misteri e sostenuta da un buon uso dei colpi di scena, capace di mantenere alta l’attenzione per gran parte dell’avventura.
Un viaggio alla ricerca della verità
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection non si discosta in maniera netta dai suoi predecessori sul piano del gameplay, ma interviene con intelligenza su molti degli elementi che già definivano la formula della serie, limandoli e rendendoli più efficaci. A beneficiarne maggiormente è soprattutto la componente strategica, che ruota attorno alla composizione del party, alla scelta di armi ed equipaggiamenti e alla gestione delle abilità a disposizione.
Il risultato è un sistema che intreccia numerose meccaniche tra loro e che, fin dalle prime ore, restituisce un gameplay ricco, stratificato e talvolta persino soverchiante. Pad alla mano, ci si trova subito immersi in un insieme di regole, sinergie e possibilità che richiedono un po’ di tempo per essere assimilate, ma che proprio per questa sua abbondanza riesce a dare spessore e profondità all’esperienza.
Uno degli aspetti più riusciti del gioco è senza dubbio l’esplorazione. Il titolo risulta estremamente vasto e vario, grazie alla presenza di scenari inediti e suggestivi che si affiancano ad ambientazioni più tipiche della serie Monster Hunter, come foreste, deserti e montagne.
L’esplorazione è resa ancora più dinamica e coinvolgente dalla presenza dei Monstie, i mostri compagni di avventura. Il loro ruolo è naturalmente centrale nel gameplay del titolo: non soltanto validi compagni di battaglia, ma veri e propri mezzi di esplorazione, grazie alle loro abilità uniche, come il volo, il nuoto o la capacità di arrampicarsi, che permettono di accedere a zone altrimenti irraggiungibili. Grazie a queste meccaniche, ogni area può essere esplorata in modo approfondito, svelando passaggi nascosti e segreti ben distribuiti. La curiosità viene così premiata con ricompense di valore, tra oggetti rari, denaro ed equipaggiamenti importanti per la crescita dei personaggi.
Tra tutti gli elementi del gameplay, il più riuscito è senza dubbio il sistema di ottenimento e crescita dei Monstie, capace di dare vita a un loop estremamente coinvolgente: esplorando le lande, occorre individuare le tane disseminate sulla mappa, ciascuna caratterizzata da un diverso grado di rarità; al loro interno è possibile recuperare un uovo dal nido.
Il gioco segnala chiaramente se l’uovo appartenga a una creatura già conosciuta, mentre resta volutamente più ambiguo nel caso di specie inedite, limitandosi a descrizioni generiche. In alcune situazioni si può decidere di rischiare e tentare di recuperare un uovo migliore, ma è una scelta che non va presa alla leggera, perché, specie nelle tane più rare, non è insolito imbattersi in mostri decisamente più potenti rispetto a quelli affrontati durante la normale campagna.
Ogni volta che si raccolgono delle uova, è necessario fare ritorno all’accampamento per farle schiudere e scoprire quale creatura nascerà, insieme alle sue caratteristiche. Una volta schiuse, i Monstie ottenuti possono essere aggiunti in squadra oppure rilasciati, per contribuire al miglioramento dell’ecosistema della zona in cui sono stati trovati. Quest’ultima meccanica risulta particolarmente utile, poiché permette di rendere più prosperi alcuni ecosistemi, con la possibilità di trovare le sottospecie dei mostri classici, spesso caratterizzate da elementi diversi o abilità uniche.

Ne deriva un sistema capace di alimentare costantemente il desiderio di ottenere nuovi mostri, spingendo il giocatore a rivedere e ottimizzare la propria squadra fino a trovare la combinazione più efficace. Costruire un team solido non è soltanto appagante, ma diventa fondamentale per affrontare le attività più impegnative: nelle fasi finali, infatti, il gioco propone creature opzionali di altissimo livello, che richiedono una preparazione accurata e un gruppo perfettamente bilanciato.
Sul campo di battaglia
Dal punto di vista delle meccaniche, colpisce la capacità di Capcom di adattare con grande efficacia le dinamiche dei capitoli action a un sistema di combattimento a turni, che risulta solido e ben costruito in ogni sua componente. La quantità di opzioni e strategie disponibili è sorprendentemente ampia e ogni elemento viene introdotto con un ritmo ben calibrato, tanto che anche dopo molte ore di gioco si continuano a scoprire nuove sfumature.
Il sistema si fonda sulle tre tipologie di attacco (Forza, Tecnica e Velocità) che seguono una logica di vantaggi e svantaggi da sfruttare per avere la meglio sugli avversari. A questo si aggiunge la possibilità di colpire e distruggere specifiche parti dei mostri, una meccanica che può limitarne le capacità offensive e che, in alcune situazioni, diventa essenziale per interrompere abilità particolarmente pericolose.
Un altro tratto distintivo della serie Stories è la possibilità di salire in sella al proprio Monstie una volta riempita l’apposita barra del legame, che si carica progressivamente turno dopo turno. Durante questa fase si ha accesso, per un periodo limitato, a tecniche più potenti e, soprattutto, all’Attacco Legame, una mossa combinata particolarmente spettacolare, capace di infliggere danni elevati ma che pone fine immediatamente a questa fase.
Inoltre, nel caso in cui anche il compagno gestito dall’intelligenza artificiale stia cavalcando il proprio Monstie, è possibile sincronizzare i due Attacchi Legame per dare vita a una tecnica ancora più distruttiva. Durante gli scontri, infatti, si combatte affiancati da un alleato e dal suo Monstie, per un totale di quattro unità sul campo; tuttavia, il controllo diretto resta limitato al nostro personaggio, mentre i compagni agiscono in autonomia.
Anche la scelta dell’equipaggiamento può rivelarsi decisiva in determinati scontri: alcune armi e armature, per esempio, consentono di ridurre più rapidamente la barra di resistenza dei mostri, esponendoli così alla vulnerabilità e aprendo la strada ad attacchi coordinati capaci di infliggere danni enormi. In alcuni casi, certi avversari possono essere messi seriamente in difficoltà soltanto sfruttando questo tipo di meccaniche.
Nel complesso, il sistema di combattimento di Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection mi ha colpito in modo estremamente positivo: è solido, articolato e soprattutto divertente, perché spinge costantemente a sperimentare nuove combinazioni di Monstie e a perfezionare il proprio team ideale, legandosi in maniera perfettamente coerente al ciclo di ottenimento e crescita delle creature. Proprio per questo, lascia un piccolo senso di incompiutezza l’assenza di una modalità multigiocatore, che avrebbe valorizzato ulteriormente la profondità del sistema e la costruzione del team nel lungo periodo.
Il fascino dei regni
Dal punto di vista tecnico, Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection è un vero spettacolo per gli occhi. Grazie al RE Engine, Capcom dà forma a un impatto visivo di grande qualità, impreziosito da ambientazioni suggestive, modelli ben realizzati e una regia delle sequenze sorprendentemente curata.
Su Nintendo Switch 2 non ho riscontrato particolari problemi: il gioco gira bene, pur con qualche lieve episodio di stuttering che appesantisce leggermente l’esplorazione nelle aree tridimensionali più complesse, senza tuttavia compromettere in modo significativo l’esperienza. In modalità docked, la fluidità resta buona e la resa complessiva si dimostra solida quasi in ogni frangente.
Nel complesso, anche sul piano tecnico Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection si conferma un prodotto curato e convincente, capace di accompagnare con solidità un’avventura già di per sé molto riuscita.
Conclusione
In definitiva, Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection rappresenta il capitolo più maturo e riuscito della serie, capace di affinare con intelligenza la formula dei predecessori e di arricchirla con una narrazione più solida, un sistema di combattimento profondo e un loop legato ai Monstie estremamente coinvolgente. Al netto di qualche passaggio meno brillante, di alcune attività secondarie più deboli e dell’assenza di una modalità multigiocatore, il nuovo titolo di Capcom resta un’eccellente avventura GdR, oltre che una delle produzioni più convincenti firmate dalla casa giapponese negli ultimi mesi.
Termina qui il nostro viaggio in Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection. Se vi ho convinto, potete acquistare il titolo per Nintendo Switch 2 sul Nintendo eShop a partire da 69,99 euro, oppure trovarlo in sconto su Instant Gaming nella versione PC, proposta a 38,19€ invece di 70€, e nella versione Xbox Series X|S, disponibile a 49,99 euro anziché 70 euro.
Voto: 9
Sistema di combattimento profondo e divertente
Tanti contenuti e ottima longevità
Direzione artistica di ottima qualità e buona resa tecnica su Nintendo Switch 2…
Tante meccaniche che rendono le prime ore un po’ dispersive, soprattutto per i neofiti
Assenza di una modalità multigiocatore
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