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Star Trek Prodigy Supernova, Recensione: la prossima generazione di esploratori

Star Trek Prodigy: Supernova è il nuovo action adventure con elementi puzzle che teletrasporta la serie animata su Nintendo Switch.

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L’esplosione metaforica dell’universo espanso ha reso l’esplorazione di strani, nuovi mondi alla portata di più specie oltre che di mezzi di comunicazione e all’appello mancava solo quello dei videogiochi. Con un celere teletrasporto, Star Trek Prodigy: Supernova atterra su Nintendo Switch portando con sé lo spirito della serie animata da cui deriva.

Con una corposa lista di produzioni dichiaratamente indirizzate ai giovanissimi alle sue spalle, l’editore Outright Games ha ingaggiato Tessera Studios come nuovi guardia marina al fine di proporre una medesima operazione per Star Trek Prodigy. Supernova va a inserirsi nel novero dei tie-in grazie allo stesso cast della serie in onda su Nickelodeon e Paramount+, compreso il capitano Janeway, con un action adventure costellato da puzzle da risolvere in compagnia del proprio equipaggio preferito.

Equipaggio a rapporto

Una delle peculiarità che hanno fatto il successo dell’universo di Gene Roddenberry consiste nella coralità dei suoi protagonisti, nel legame via via più solido tra i comprimari e di rimando tra di essi e gli spettatori. L’ultima fatica di Tessera Studios cerca di applicare tale filosofia in modo pragmatico grazie a una cooperazione fondamentale tra i membri della USS Protostar. Il giovanissimo capitano Dal R’El ha temporaneamente preso in prestito questa nave spaziale (un prototipo sepolto su un pianeta nel Quadrante Delta) e riesce a scappare dalla prigionia con l’aiuto di una versione olografica di Kathryn Janeway.

Un malfunzionamento anomalo del teletrasporto fa tuttavia precipitare l’equipaggio, che si trova così diviso tra i mondi alieni Orisi, Mirios e Taresse. Assieme a Gwyndala, l’improvvisato comandante dovrà recuperare i compagni Jankom Pog, Rok-Tahk, Zero e Murf in una corsa contro il tempo oltre che contro lo spazio. Sullo sfondo di sferzanti battaglie tra loro e il robot malvagio Drednock, la supernova al centro della galassia dove si trovano è in procinto di esplodere e i protagonisti dovranno ingegnarsi per salvare forse il quadrante intero.

Beneficiando del supporto di Lisa Boyd, tra gli scrittori di Prodigy, la trama di Supernova raggiunge il suo proposito di rappresentare un accompagnamento leggero, semplice e lineare volto soprattutto alle fasce più giovani di pubblico; fan o meno della serie animata o del franchise in generale, nessuno potrà avere il timore di sentirsi spaesato per la sua storia.

Star Trek Prodigy Supernova

Elementare, caro Data

Star Trek Prodigy: Supernova ricalca gli stilemi dei tie-in che affollavano il mercato nei primi anni 2000. I personaggi principali si fanno infatti spazio lungo ambienti circoscritti attraverso un’alternanza tra scontri in tempo reale ed enigmi pensati per la coppia.

Se Gwyndala è una grande spadaccina e pertanto sarà preferibile mandarla in prima linea, Dal R’El predilige i phaser, tenendosi a distanza di sicurezza – le differenze tra uno e l’altro esistono, ma sono spesso trascurabili: un solo tipo di attacco all’arma bianca si traduce in un button mashing a tratti compulsivo, mentre sparare raggi di energia si rivela la via più semplice grazie a un sistema di mira automatica – non esiste la possibilità di selezionare i singoli bersagli.

Le prevedibili battaglie sono anticipate o seguite da una serie di enigmi che riesumano gli schemi di tanti altri titoli per più giocatori: questi coinvolgono interruttori da premere in duo, blocchi, linee elettriche, trasportatori e poco altro. I tre pianeti lungo i quali si svolge l’avventura sono disseminati di puzzle elementari, per quanto a difficoltà crescente, la cui soluzione si lega a uno scambio di azioni tra i protagonisti nella maggiore parte dei casi; per esempio, Gwyn potrebbe posizionarsi vicino a un terminale per aprire un passaggio a Rok che sfonderà grandi cumuli di pietre e poi seguirà il resto della squadra.

Seppure il sistema sia calibrato a favore delle sinergie tra due utenti in locale, l’esperienza risulta godibile anche in singolo, grazie all’intelligenza artificiale del compagno sempre reattiva e all’opportunità di cambiare personaggio con la sola pressione di un tasto.

Scudi abbassati

Andando a cercare il favore di un pubblico molto giovane, il level design di Supernova non offre alcun guizzo rilevante, limitandosi a una successione di corridoi e aree più circolari per gli scontri. La stessa monotonia si riscontra nella diversificazione dei nemici, con una selezione di modelli fin troppo risicata, soprattutto se la s’inserisce nel novero di tre ambientazioni distinte che avrebbero richiesto maggiori differenziazioni.

I protagonisti invece, riprendono fedelmente le loro controparti animate per la TV e lo streaming, seppure una gamma di animazioni molto ridotta li rende ingessati. A completare la vicinanza tra videogioco e serie televisiva si fa spazio il cast di doppiatori della seconda (almeno per la lingua originale inglese), tra i quali spicca Kate Mulgrew nei panni dell’ologramma di Janeway; nonostante i nomi altisonanti, il lavoro non sufficiente sul comparto audio non rende ottimale l’ascolto, includendo una colonna sonora che ha ben poco a vedere con l’epicità di Star Trek. Un livello di dettagli ridotto all’osso per le mappe aiuta infine a rendere i caricamenti piuttosto rapidi.

Per le famiglie o per dei giovanissimi in cerca di un’avventura spaziale senza velleità di ambizione, vestire i panni di Dal R’El e di Gwyndala sarà piacevole, fan o meno del franchise. Star Trek Prodigy: Supernova attinge in maniera funzionale e ottima dalla serie TV animata, traendone un gioco lineare e al contempo adatto a chi ricerchi un’esperienza leggera in compagnia del proprio equipaggio. Il gioco è disponibile sul Nintendo eShop a 49,99 euro.

Voto: 6.7

Pro
Un’avventura leggera in compagnia di amici o familiare nello spirito di Star Trek
Buona trasposizione della serie animata in un videogioco…
Contro
… Anche se il mix dell’audio non le rende giustizia
Poca varietà nei puzzle
Design dei nemici e sistema di combattimento ripetitivi

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