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The Stanley Parable Ultra Deluxe, Recensione: ancor più sorprendente dell’originale

The Stanley Parable: Ultra Deluxe presenta un grande classico del videogioco con tanti contenuti aggiuntivi anche per i fan veterani.

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   · 4 min lettura Recensioni
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Dalla contorta mente di Davey Wreden unita allo stile di William Pugh e alla voce di Kevan Brighting nacque nel lontano 2013 The Stanley Parable (ora rinnovato in versione “Ultra Deluxe” e sviluppato dallo studio Crows Crows Crows fondato proprio dai creatori originali), un rivoluzionario titolo per PC che ha cambiato il mondo dei videogiochi sfondando la quarta parete e coinvolgendo il giocatore in un’esperienza surreale.

La versione Ultra Deluxe porta questo capolavoro su Nintendo Switch, PlayStation e Xbox al prezzo di 21,99€, ma su Steam avrete il 33% di sconto se possedete già il primo The Stanley Parable. Dopo aver ritardato la data di rilascio che era originariamente prevista per il 2019, possiamo finalmente metter mano a questo titolo che si presenta come un ibrido tra un porting e un gioco completamente nuovo!

Un grande classico rinnovato

Non un porting, non un sequel, forse un remake; è difficile definire con esattezza The Stanley Parable: Ultra Deluxe, soprattutto a chi non ha mai provato neanche l’originale. Lo si potrebbe definire un “simulatore di camminata” per l’assenza di interazioni particolari richieste (al massimo premere qualche pulsante), ma le scelte che farete saranno molto più rilevanti di quanto immaginate, portando a finali completamente diversi e inaspettati.

Stanley è l’impiegato 472 di una misteriosa azienda e lavora tutto il giorno seduto alla sua scrivania nell’ufficio 472 premendo pulsanti sulla tastiera: la sua vita era monotona, ma tranquilla e lui ne era felice. Un giorno però nota che tutti gli altri sono spariti ed è rimasto solo lui… cosa sarà mai successo? Per scoprirlo, Stanley inizia a esplorare l’edificio in cerca di risposte, guidato dal Narratore e dal libero arbitrio di noi giocatori che ne controlleremo i movimenti.

L’esperienza si addice egualmente a chi non ha mai provato il gioco e a chi invece ne conosce ogni segreto, grazie alla presenza dei nuovi buffi achievement, di “oggetti collezionabili e di un’intera nuova sezione dedicata a contenuti aggiuntivi. Gli stessi creatori hanno dichiarato che il copione delle nuove scene supera in lunghezza l’intero script del gioco originale, e possiamo confermarlo data la mole di monologhi del prolisso Narratore che ci troveremo a leggere. Prolisso sì, ma noioso e banale, mai.

Un metagioco

Il conflitto tra Narratore e giocatore dà vita a scenari variegati, inaspettati, ironici o drammatici a seconda dei casi, che puntano a stupire il giocatore con il più totale nonsense, ma anche con temi filosofici di rilievo come la libertà e il potere. Il tutto viene accompagnato dalla quasi costante presenza della voce narrante che spesso vede in noi il suo giocattolo preferito: non sei tu a giocare, è il gioco stesso a giocare con te. Con le sue contraddizioni, i dilemmi, lo spiccato sarcasmo del Narratore che è allo stesso tempo compagno e nemesi, si riescono a vivere circa 3 ore di pieno intrattenimento e sorpresa.

È anche vero che il contenuto extra sembra lasciare meno decisioni drastiche al giocatore in favore di una storia che si sviluppa più autonomamente al nostro passaggio nelle varie aree, ma la genialità del suo concept – che ci teniamo a non spoilerarvi per mantenere l’effetto sorpresa – perdona ogni possibile piccolo difetto dell’opera. Una particolare aggiunta al gioco ci è sembrata forse un po’ ripetitiva e nonsense, ma riesce comunque a divertire grazie ai numerosi sviluppi possibili.

Non mancano poi i bug che in un gioco così rotto stanno persino bene, permettendo al giocatore di esplorare anche laddove non sarebbe possibile, al di là delle mappe e nei meandri delle scene di gioco più oscure nelle quali è facile perdere l’orientamento. Questi incidenti di percorso però non rovinano affatto l’esperienza di gioco, anzi ne amplificano il messaggio facendo sentire il giocatore parte di un sistema che lo rinchiude negli scenari più assurdi immaginabili e dai quali tenta invano di evadere.

La fine non è mai la fine

Non abbiate paura di tuffarvi in questa pazzoide avventura, alcuni scenari riescono a essere suggestivi e inquietanti, ma non si tratta affatto di un titolo horror. Inoltre, gli sviluppatori questa volta hanno posto particolare attenzione alle impostazioni di accessibilità, dando ai giocatori la possibilità di ricevere avvertenze relative a contenuti sensibili, di modificare i colori di gioco e leggere a schermo le traduzioni.

Autoreferenziale e autodistruttivo allo stesso tempo, The Stanley Parable: Ultra Deluxe si acclama giustamente per la rivoluzione portata 9 anni fa al mondo videoludico, ma si prende anche in giro con la classica ironia che lo ha caratterizzato in passato. Dalla parabola di Stanley spicca l’attenzione degli autori ai fan, al pubblico, al mondo dei videogiochi, al messaggio che comunica e a come questo si è evoluto nel tempo. Un gioco dallo storytelling geniale che in questa nuova veste mette in chiaro tutte le pressioni che pesano sui creatori di un gioco che debba a tutti i costi eguagliare o sorpassare il suo predecessore.

the stanley parable
Rimarrete strabiliati dalla quantità di easter egg presenti, riposa in pace Piccolo Stanley, il gioco è magnifico

Voto: 9.5

Pro
La coinvolgente esperienza del gioco originale
Abbondanti contenuti extra per i veterani
Buffi achievement
L’incredibile storytelling e il sarcasmo del Narratore
Contro
Scarsa rigiocabilità scoperti tutti, ma proprio tutti, i finali

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l'originale  non l'ho visto, ma sto seguendo le partite di due youtubers di qesto gioco. 

che dire un gioco originale, un po' "ripetitivo" dove puoi non seguire il narratore ed esplorare di più il gioco cercando altri finali o a volte il narratore vuole farti fare qualcosa di diverso dalla "storia" principale e che quello che viene fatto nella partita prima a volte a ripercursioni sulle partite dopo. 

Il narratore è un personaggio fatto bene, a volte ripetitivo (beh deve narrare la "storia" principale) a volte fa arrabbiare i giocatori per i suoi commenti/battute a loro, a volte divertente quando lo mettiamo in crisi (o vedendo quello che fa ai giocatori quando stiamo guardando e non giocando), mostra varie emozioni e sorprende varie volte a volte in positivo, a volte in negativo ed è filosofico nonostante a volte faccia dei raggionamenti strani

Spoiler

carina anche l'iniziativa del narratore di creare cose dopo che è rimasto deluso dalla quasi mancanza di nuovi contenuti nel percorso dei nuovi contenuti