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Tormented Souls, Recensione: Resident Evil ma con i chiodi

Tormented Souls arriva finalmente su Nintendo Switch, dopo quasi un anno dalla sua pubblicazione sulle altre piattaforme.

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   · 4 min lettura Recensioni
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Un nuovo survival horror è arrivato su Nintendo Switch. Tormented Souls, titolo sviluppato da Dual Effect e Abstract Digital e pubblicato da PQube, porta sulla console ibrida della grande N una spaventosa avventura, particolare per la sua telecamera fissa e i comandi classici ripresi da giochi come i primi Resident Evil, adottando però temi e scene un po’ più mature.

I segreti di una famiglia distrutta

La storia di Tormented Souls viene subito aperta con la presentazione di Caroline Walker, protagonista del gioco, che riceve a casa sua una misteriosa lettera, mandata da un mittente sconosciuto, proveniente dall’ospedale Wildberger. All’interno è presente una foto che raffigura due bambine gemelle, con un messaggio sulla parte posteriore: “Pensi di poterci abbandonare qui?”. Guardando sempre di più l’immagine, Caroline si accorge di avere delle strane visioni, che la tormentano anche durante il sonno. Questo porta la protagonista a recarsi alla villa Wildberger, che prende il nome della famiglia proprietaria ed è il luogo in cui abitavano, prima della loro scomparsa, le gemelle raffigurate nella foto.

Ma non appena arrivata alla villa la ragazza viene colpita e portata in una vasca da bagno. Al suo risveglio, si ritrova collegata a dei lunghi tubi, nuda e con una benda sull’occhio destro che ne nasconde la sua mancanza, rimosso da un soggetto ignoto. Nonostante tutto questo, il suo compito rimane immutato, trovare le bambine e fuggire dagli orrori che nasconde la villa Wildberger, risolvendo complicati puzzle e combattendo contro mostri terrificanti.

Tormented Souls

Difendersi con una sparachiodi

Tormented Souls concentra al suo interno l’anima dei classici survival horror, nascondendo dietro gli angoli della sua visuale a telecamera fissa orrori indescrivibili che si presentano all’improvviso e senza dar modo al giocatore di prepararsi per il nemico. Ma l’imitazione di questo gioco nei confronti di titoli come Resident Evil o Silent Hill non si ferma solamente alla visuale; vengono anche riportati i comandi classici, ovvero quelli collegati al D-Pad. Per esempio, con il tasto su è possibile solamente andare avanti, mentre per fare dei passi indietro è necessario premere il tasto giù oppure fare una rotazione verso sinistra o destra, per poi scattare con il pulsante Y.

A questi comandi sono stati aggiunti anche quelli moderni, che permettono di compiere movimenti a 360 gradi con la levetta sinistra e rendono obsoleto il tasto dello scatto, dato che si è sempre in corsa in questo caso. Ma la base del survival horror è il poter sparare con un’arma da fuoco, oppure attaccare con un oggetto come un coltello, in questo caso una spranga. Durante l’avventura, Caroline avrà a disposizione varie armi, tra cui anche un fucile costruito con dei semplici tubi, cominciando con una sparachiodi che sostituisce la classica pistola.

Tormented Souls

Sparare è molto semplice: basta tenere premuto il tasto ZL per prendere la mira, il personaggio individua automaticamente il nemico subito dopo, per poi usare il pulsante ZR in continuazione per fare fuoco. Durante il periodo in cui si sta prendendo la mira è anche possibile compiere altre azioni, come la schivata, che si ottiene premendo il tasto Y combinato al pulsante ZL. Stessa cosa vale per le armi a corto raggio, che non richiedono comandi diversi per essere utilizzate. Tra tutto questo è fondamentale ricordare di equipaggiare uno strumento dal menu, visualizzabile tramite il tasto X. Un altro elemento di gameplay sono i puzzle, che vedono come unico modo per risolverli l’ottenimento di un oggetto particolare e l’utilizzo della logica da parte del giocatore.

C’è troppo buio dentro la stanza

Nei giochi che fanno della paura il loro tema principale, il buio è un elemento fondamentale. Ma quando questo diventa troppo, riuscire a vedere diventa molto difficile anche quando dovrebbe esserci abbastanza luce e la luminosità è al massimo. Questo è il caso di Tormented Souls, che presenta delle grafiche di qualità modesta, ma per nulla pessime, che vengono oscurate dal troppo buio. In certi momenti di gameplay, non riuscire a vedere niente è richiesto dal gioco, ma quando questo non succede e dovrebbe essere possibile poter osservare i propri dintorni, venendo limitati dalla troppa oscurità, l’immagine diventa un po’ fastidiosa. Per quanto riguarda la colonna sonora, questa contribuisce in modo fondamentale a fare aumentare l’intensità delle scene, ma la musica non è posizionata nel modo giusto, non parte quando dovrebbe e in certe occasioni bisogna aspettare una lunga pausa per tornare a sentirla.

Tormented Souls

Conclusione

Tutto sommato, Tormented Souls è un titolo che permette ai giocatori di nuova e vecchia data di rivivere le emozioni dei vecchi survival horror, in maniera autentica. La paura domina, ma così anche il fanservice, che in un gioco del genere non è poi così necessario. Caroline Walker non è di sicuro Jill Valentine, ha delle forme molto più morbide rispetto alla protagonista di Resident Evil, ma non per questo dovrebbe apparire nuda nei primi 10 minuti di gameplay senza precise motivazioni narrative. Nonostante ciò, la fitta trama e i complicati enigmi possono far passare inosservato questo dettaglio. Tormented Souls è disponibile sul Nintendo eShop a €19,99.

Voto: 7

Pro
Trama fitta e intrigante
Gameplay tratto da vecchi horror autentico
Puzzle complicati, ma affascinanti
Contro
Fanservice non necessario
Scene troppo buie
Colonna sonora da sistemare

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