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Layers of Fear 2, Recensione: un attore in cerca d’autore

L’horror psicologico Layers of Fear 2 si presenta come un viaggio introspettivo all’interno della mente di un attore che ha perso sé stesso.

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   · 5 min lettura Recensioni
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Con Layers of Fear 2 ci si ritrova tra le mani un videogioco horror diverso da quelli a cui si è abituati di solito.
Questa volta non ci sono mostri reali pronti a ucciderti in ogni momento o dai quali bisogna nascondersi, ma l’intera avventura è caratterizzata da un viaggio introspettivo nel passato del protagonista, il tutto condito da illusioni e oggetti di scena significativi.
Inoltre bisogna sottolineare che questo titolo non è un seguito diretto del precedente, i due giochi semplicemente hanno in comune la strutture e lo stile di gioco.

Layers of Fear 2 è un horror psicologico sviluppato e pubblicato da Bloober Team, rilasciato per la prima volta nel 2019, ma che il 20 maggio 2021 arriverà anche su Nintendo Switch al prezzo di 29,99€.

“Troppo lavoro e niente svago fanno di Jack un ragazzo annoiato”

Senza nessun tipo di introduzione alla trama, ci si ritrova a bordo del Transatlantico Icarus a vestire i panni di un attore di Hollywood, apparentemente conosciuto come James, che ha appena accettato un ambiguo contratto di lavoro che lo vede protagonista di un nuovo film.

L’intero arco narrativo è diviso in cinque atti nei quali ci si avventura in paure e ricordi racchiusi tra il subconscio e l’inconscio del protagonista, tormentato da una continua necessità di ritrovare sé stesso.
A mediare tra le parti in questo conflitto interno a volte interviene l’inquietante voce narrante del regista, doppiato da Tony Odd (Candyman, 1992), che esprimerà il suo giudizio e i suoi pensieri durante il corso della partita.
Infatti è lo stesso regista misterioso a ricoprire in qualche modo il ruolo di psicanalista, facendo trasparire il messaggio che questa perdita dell’io è dovuta alle numerose maschere e ruoli indossati dall’attore, offrendosi di aiutarci a ricordare chi siamo veramente.

In questo titolo tutto fa sì che il giocatore percepisca lo stesso stato di angoscia e smarrimento del personaggio, dalla trama confusa, che vede due storie parallele che si andranno a intrecciare agli scenari mutevoli sia nelle ambientazioni che nei colori.
Per esempio il gioco mostra chiaramente l’alternarsi della lucidità e l’instabilità mentale del protagonista con un cambio di toni eccezionale che passa da uno scenario a colori, chiaro e ben definito, a uno in bianco e nero.

Si tratta di un viaggio alla scoperta degli strati della paura che ciascuno conserva nel proprio subconscio e che inconsapevolmente sono causa di strascichi di traumi o esperienze dolorose vissute nella propria infanzia, come nel caso del nostro protagonista.

A volte niente è come sembra

Layers of Fear 2 è un horror psicologico in prima persona, che si concentra principalmente sull’esplorazione interattiva dello scenario attraverso la quale si potrà ricostruire la trama del titolo, accompagnata da alcune sessioni in cui bisogna scappare da un’entità astratta e piccoli rompicapo intuitivi.

All’interno della nave ci si muove lungo un percorso già stabilito, realizzando così una serie continua di azioni: “Apri la porta, chiudi la porta”, “Chiudi la porta, apri la porta” e interazioni con alcuni oggetti.
Nonostante questo limiti la libertà di esplorazione, ciò permette al giocatore di avere una linea scorrevole di gioco senza incorrere nel rischio di perdersi o rimanere bloccati in alcuni punti della storia.

L’esperienza di gioco è arricchita anche da un elemento che, personalmente, mi ha particolarmente stupita.
In alcuni momenti il giocatore si ritrova a dover prendere vere e proprie scelte che influiranno sul finale del gioco.
Accompagnato dalla voce del regista, il giocatore deve decidere se seguire gli ordini o disobbedire al copione, causando di conseguenza dei commenti di giudizio da parte del regista stesso.
Tutte le scelte vertono sulla consapevolezza del giocatore di scegliere tra istinto o ragione, impulsività o razionalità.

Layers of Fear

In questo titolo i nemici non si possono affrontare, in quanto trattandosi di un horror psicologico non sono reali, ma visioni create da una mente tormentata.
L’unico modo per sopravvivere è scappare e non voltarsi mai indietro dato che in questi momenti basta un semplice indugio per far si che il mostro ti raggiunga e ti uccida.
A creare quel senso di tensione e paura non mancano una varietà di jumpscare, sempre inaspettati e imprevedibili.

Nel complesso l’esperienza di gioco è accessibile a tutti gli amanti di questo genere con un utilizzo semplice dei tasti sulla console e la positiva disponibilità dei sottotitoli in lingua italiana per poter apprezzare al meglio la trama originale di Layers of Fear 2.
Inoltre a comprovare quanto detto sopra, questo titolo offre una funzionalità molto apprezzabile, ovvero permette ai giocatori di scegliere tra la modalità classica e quella sicura.
In quest’ultima la differenza è che i mostri non possono né inseguire né uccidere il giocatore, permettendogli di vivere la stessa identica atmosfera di tensione e paura ma senza la difficoltà della sopravvivenza.

Essere alla deriva non è mai stato così bello

Oltre a una trama ben scritta e originale, anche se molto confusa, altri elementi degni di nota di Layers of Fear 2 sono gli scenari e la resa grafica del titolo.

Il “mondo” di gioco è una grande nave dei primi anni del novecento, stile Titanic per intenderci, caratterizzata da tanti ambienti come piccoli set cinematografici e varie stanze tipiche come saloni e cabine, oltre agli immancabili corridoi strettissimi, quasi claustrofobici.
All’interno di ogni stanza, gli oggetti trovabili cercando sui mobili o tra i cassetti sono stati realizzati con una precisione impressionante, riscontrabile anche nelle foto d’epoca e nei documenti.
Insomma, si può dire che a livello grafico il titolo risulta quasi impeccabile.

Layers of Fear

Anche il comparto audio si aggiunge agli elementi che rendono Layers of Fear 2 una bella esperienza da provare.
Questo titolo utilizza la tecnica dell’audio binaurale, che durante l’esperienza di gioco viene percepita attraverso sussurri, sospiri, lamenti e suoni poco nitidi come se quel mondo che vediamo attraverso lo schermo fosse dentro la nostra testa.
Per questo motivo è caldamente consigliato l’uso delle cuffie durante la propria sessione di gioco.

Infine non bisogna dimenticare che a far da sfondo a tutta la struttura del gioco è l’arte della recitazione, il mondo del cinema Hollywoodiano; infatti in Layers of Fear 2 non mancano alcuni riferimenti ai classici e ai capolavori cinematografici.
Tra quelli che ho potuto riconoscere si trovano riferimenti alle gemelline di Shining, al Viaggio nella Luna di Georges Méliès e Psycho.

Considerazioni finali

Layers of Fear 2 si presenta come un videogioco dalle grandi opportunità che unisce a un’innovativo horror psicologico un comparto audio e grafico all’avanguardia per Nintendo Switch.
Eccetto alcuni difetti di stile come la trama difficile da seguire o un gameplay che per gli appassionati del genere può risultare ridondante e poco adrenalinico, questo titolo offre buone sessioni di gioco caratterizzate da momenti di ansia, suspense, paura e instabilità con finali inaspettati.

Voto: 7.3

Pro
Trama originale
Grafica e audio impeccabili per Nintendo Switch
Funzione: modalità sicura
Atmosfera ansiogena
Sottotitoli in Italiano
Contro
Trama difficile da seguire
Poca libertà di esplorazione: molte porte chiuse

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