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The Longing, le prime impressioni dopo una settimana di attesa

Prime impressioni di The Longing, gioco indie riflessivo in cui bisogna aspettare 400 giorni in un sistema di caverne sottoterra.

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   · 5 min lettura Recensioni
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Annunciato a sorpresa durante lo scorso Indie World di aprile, il videogioco The Longing è approdato anche su Nintendo Switch. Sviluppato da Studio Seufz e pubblicato da Application Systems per le altre piattaforme nel marzo del 2020, il videogioco è stato poi pubblicato in concomitanza con l’Indie World sulla console ibrida, portando finalmente questa opera strana e introspettiva nel mondo Nintendo.

The Longing è famoso per la sua prerogativa di gioco principale: ci vogliono 400 giorni per terminarlo, un tempo che viene scandito da ritmi di gioco lentissimi e da attese infinite. La domanda che ci siamo fatti tutti davanti a questa caratteristica di gioco è come sia possibile che un prodotto del genere possa essere anche lontanamente divertente.

Siccome questo indie è un gioco che ha i suoi lunghi ritmi, abbiamo deciso di pubblicare delle prime impressioni prima di procedere a una recensione vera e propria, la quale arriverà appena verranno raggiunti uno o più finali. Esatto, l’attesa di 400 giorni non è l’unico finale possibile. Nonostante The Longing possa sembrare un titolo piuttosto semplice, in realtà è proprio nella sua semplicità che abbiamo trovato molto da dire e molto a cui pensare.

L’ombra del giocatore

Partiamo proprio da questo: The Longing non è divertente.
Intrattiene, fa riflettere e ha tante sfumature comunicative, ma non è un classico videogioco dove si cerca il divertimento. Se volete giocare a The Longing, lo fate per scoprire cosa vogliono comunicare i suoi autori, giocate per vivere un’esperienza contemplativa. Per fare un termine di paragone con altri media, The Longing è un po’ come leggere un saggio filosofico invece di un romanzo d’avventura. Letture che, tra l’altro, potete fare anche in gioco per passare il tempo.

Incipit di The Longing

La premessa della trama è breve, misteriosa e immediata: un Re sotterraneo deve riposare 400 giorni per recuperare i suoi poteri, e affida alla sua Ombra, il giocatore, il compito di attendere con il monito di non uscire mai dalle caverne. Fine.
Non c’è nient’altro da sapere.

Sta al giocatore cercare di capire come impiegare il tempo a disposizione della piccola ed emaciata Ombra. In termini di gameplay, The Longing è un idle game punta e clicca, uno di quei videogiochi dove il giocatore attiva degli automatismi che, dopo brevi attese, generano altre risorse per creare altri automatismi. La grande e sostanziale differenza tra questo gioco e gli altri idle game, è che i tempi di attesa sono enormi.

Tempi di attesa di The Longing

Un paradosso se consideriamo che la forza degli idle game, per quanto ne abbiamo sempre saputo, sta proprio nella frenesia del click facile ai caricamenti appena conclusi, per questo sempre più brevi o, nei peggiori casi, abbreviabili tramite valute virtuali e visioni di pubblicità. Ed è qui da individuare il punto focale di The Longing: il gioco capovolge questo sistema con movimenti lenti, attese di ore, giorni o addirittura settimane, per spostare l’attenzione del giocatore dal click compulsivo alle sensazioni di gioco. È in questo contesto – quello delle sensazioni e non delle meccaniche – che il giocatore di The Longing trova la sua fonte di intrattenimento.

Attesa, solitudine ed empatia

È interessante che un gioco come The Longing sia uscito in un periodo storico in cui siamo sempre più soli, alienati e sotterrati in casa. Questo è stato il primissimo punto di contatto con l’Ombra, almeno per noi; è impossibile non immedesimarsi nella piccola figura, sentire la sua tristezza e comprendere i suoi timidi desideri nel trovare qualcosa da fare, nell’avere qualcuno con cui parlare o, più semplicemente, nell’uscire fuori, allo scoperto.

Il giocatore può trasformare la piccola caverna, dimora dell’Ombra, in una casa sempre più confortevole e protetta, una prigione piena di comodità; ma contemporaneamente, può “disobbedire” agli ordini del Re dormiente per esplorare i diversi cunicoli e percorsi che compongono il sistema di caverne sotterranee. L’esplorazione garantisce all’Ombra nuovi oggetti da poter sfruttare per il proprio tempo libero, come libri da leggere (e che possiamo leggere davvero in tempo reale) o nuovi colori per disegnare quadri utili ad arredare la sua casa.

Ma questo spirito esplorativo che, ribadiamo, è dominato da ritmi lenti e attese lunghe, permette al giocatore anche di empatizzare con l’Ombra, abbracciare il suo desiderio di scoperta, sorridere e contemporaneamente riflettere alle sue battute nichilistiche e disfattiste. I dedali di caverne, scale e percorsi bui diventano in questo modo una metafora del percorso che tutti abbiamo affrontato almeno una volta nella vita, nel cercare di uscire da un periodo buio e oscuro, tentando di allontanarci dai nostri comfort e da costrizioni granitiche come un Re fatto di roccia, con tanto tempo speso a rimuginarci sopra, ricadute e atti di coraggio.

Battute disfattiste e metafore di The Longing

Affrontare questo percorso su Nintendo Switch si sta rivelando un’esperienza davvero immersiva, almeno nella modalità portatile che è quella che personalmente sto preferendo: avendo un gameplay così lento, ci sto giocando la notte prima di andare a dormire, proprio per lasciarmi trascinare dalle dinamiche riflessive ma tutto sommato rilassanti di The Longing. Un’atmosfera calma ma permeante che è garantita anche dall’incredibile comparto audio, con tracce oscure e avvolgenti sempre sul pezzo e i suoni ambientali tipici di una caverna.

Vale la pena aspettare?

Aspettare è davvero piacevole? Potremmo inserire qui citazioni di Giacomo Leopardi o di Arthur Schopenhauer sui concetti del piacere e dell’attesa, ma questi sono solo due dei tanti richiami che abbiamo trovato dentro The Longing. Diciamo che, pur non trattandosi di divertimento, è piacevole aiutare una piccola Ombra a ritrovare sé stessa, soprattutto se avete dei trascorsi tramite i quali riuscite a empatizzare con la creaturina.

Non è un titolo digeribile per tutti, ma se siete curiosi vi invitiamo assolutamente a provare The Longing tenendo a mente che non è un videogioco classico, ma un’esperienza che va vissuta a piccole dosi, con calma e con un buono spirito riflessivo. Potete trovare The Longing sul Nintendo eShop al prezzo di 14.99€.

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Indie Nintendo Switch prime impressioni

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Non lo conoscevo, come tanti altri titoli presentati lì all'Indie World, non credo possa essere nelle mie corde ma di certo è originale a modo suo...ho letto che il tempo passa in tempo reale anche se non ci giochi quindi puoi avviare il gioco e riaccenderlo tra 400 giorni per vedere che succede:XD: però mi sa che ci si perde un pò di robe così...