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Summer in Mara, recensione: un'avventura tra le onde

Summer in Mara, recensione: un'avventura tra le onde

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La prima volta che abbiamo visto Summer in Mara in un trailer ce ne siamo innamorati, trascinati dal reparto artistico e dai tramonti sul mare. Le aspettative create dai video e dall’art style saranno state mantenute dalla prova diretta del gioco? Prodotto e pubblicato dallo studio spagnolo Chibig su Nintendo Switch e su tutte le altre piattaforme di gioco, Summer in Mara è un’avventura tropicale che ci immerge in un arcipelago fantasioso, dove saremo alle prese con orti, abitanti strampalati e tante, troppe missioni da portare a termine.

Esplorazione, farming e crafting accompagnati da una appagante grafica in cell shading, da brillanti artwork disegnati a mano e da musiche gioiose e rilassanti, ci hanno fatto sognare uno Stardew Valley ambientato in un arcipelago, ma, purtroppo, siamo letteralmente annegati in un vasto mare di fetch quest nel quale si è perso tutto il potenziale di relax, scoperta e mistero di questo gioco. Ciò non vuol dire che Summer in Mara non sia un gioco valido, ma solo che, pur nella sua gradevolezza, ha un grande potenziale inespresso. Vediamo meglio nel dettaglio cosa ci è parso del gioco.

Un arcipelago misterioso

L’introduzione e le premesse della trama sono semplici, ma molto efficaci: una bambina di nome Koa, il nostro alter ego, è naufragata su un’isola abitata da una certa Yaya Haku, una strana creatura colorata che da questo momento in poi ci adotterà come nipote. Questi primi attimi di gioco ci serviranno da tutorial per imparare le basi del gioco e per esplorare la nostra “Isola Casa“, fin quando non saremo interrotti da un bellissimo e toccante filmato animato.

Ci risveglieremo a 11 anni già compiuti, con la nostra isola tenuta un po’ in disordine per l’assenza improvvisa e prolungata di Yaya Haku, e con l’arrivo di un’altra strana creatura con la quale stringeremo immediatamente amicizia: Napopo. Da questo momento in poi inizierà la nostra ricerca di risposte e di aiuti, attraverso la riparazione dell barca di Yaya Haku che ci permetterà di navigare tra le isole di Mara.

La progressione della trama è legata a doppio nodo con l’esplorazione delle isole e l’interazione con i suoi abitanti: sarà solo soddisfacendo le tante ed esigenti richieste di questi che riceveremo oggetti utili all’esplorazione, e sarà poi con la raccolta, la coltivazione o la creazione di altri oggetti che riusciremo a progredire nella conoscenza di questi personaggi strampalati e di avanzare, quindi, nella trama di Summer in Mara, in un circolo vizioso che praticamente non avrà mai fine.

Tra pirati, alieni, cuochi, gatti umanoidi dispettosi e altre creature bizzarre, pian piano la nostra isola si trasformerà sotto i colpi dei nostri attrezzi che ci permetteranno di erigere statue e staccionate, e di abbellire l’isola con nuovi alberi o nuovi ornamenti. Potremo perfino ospitare gli animali salvati in giro per l’arcipelago, facendoli crescere in modo che possano fornirci altri materiali utili per costruire o cucinare.

Un oceano di missioni

Per quanto Summer in Mara possa permettere un certo grado di personalizzazione e libertà, l’impianto di gioco è principalmente basato sulle missioni. In totale, parliamo di più di 300 quest, ma non gioite: quasi tutte sono basate sul prendere un oggetto dal punto A (o al limite crearlo con le proprie mani) e portarlo a un punto B. Si tratta di un gameplay che è nato vecchio e che castra anche l’esperienza di gioco del titolo.

Per tutta la durata di Summer in Mara correremo letteralmente da un’isola all’altra per portare questo o quell’oggetto a qualcuno, o per tornare alla nostra isola, l’unica nella quale possiamo effettivamente coltivare, creare oggetti e cucinare. In questa maniera, l’intero gioco si ridurrà al semplice svolgimento di compiti in maniera frenetica, nell’attesa che prima o poi la trama si dipani e sveli i suoi segreti, o che il gioco finalmente apra il suo impianto esplorativo e avventuroso per concederci un po’ di libertà. Speranze vane, perché niente del genere accadrà mai.

Tutto ciò che poteva essere interessante di Summer in Mara viene schiacciato dal peso della progressione delle missioni che non offrono alcuno spunto di divertimento, e che tendono unicamente ad annoiare a morte il giocatore. La stessa esplorazione delle varie isole di Mara è sottomessa a questo sistema di progressione. Per questo motivo non tutte le aree dell’arcipelago saranno immediatamente accessibili: soddisfare i requisiti per sbloccarle sarà sfiancante e sarà necessario tornare indietro alla nostra isola madre fin troppe volte.

Anche il sistema di coltivazione ne risulta contaminato; per cominciare, esso è già di per sé molto ridotto in quanto ci sono poche zolle specifiche da poter sfruttare. In più, tali zolle saranno sempre e costantemente occupate dalle piantagioni che ci serviranno per proseguire nei diversi incarichi, e non saremo quasi mai liberi di coltivare ciò che serve per abbellire l’isola o per far crescere i nostri animali.

Summer in Mara

A rendere tutta l’esperienza un po’ più survival sono presenti il ciclo giorno-notte e una barra della fatica che però può essere facilmente riempita andando a dormire o mangiando qualcosa. Siccome saremo sempre pieni di oggetti commestibili, questa meccanica non è risultata tanto utile ai fini del gioco se non nelle primissime fasi iniziali.

Per il resto, Summer in Mara è arricchito da alcuni mini-giochi che riescono a spezzare un po’ il ritmo monotono delle fetch quest. La pesca e l’esplorazione subacquea, ad esempio, sono intuizioni simpatiche, mentre la ricerca dei granchi viaggiatori (praticamente i postini di Mara), dei bauli del tesoro e dei barili galleggianti aggiungono il minimo indispensabile per un’esplorazione delle isole e dei mari che altrimenti sarebbe davvero troppo basilare.

Estate e nostalgia

In poche parole, Summer in Mara non è il gioco che ci aspettavamo, ma non per questo non sarà in grado di donarci emozioni importanti, specialmente se giocato a piccole dosi in modo da non farsi guastare l’esperienza dalla frenesia dei 300 incarichi.

Lo stile grafico in cell shading, i colori tenui e vibranti, gli artwork disegnati a mano con un tratto tondeggiante e armonioso, le musiche tranquille che accompagnano i nostri viaggi e i simpatici personaggi creati da Chibig, contribuiscono nella loro totalità a rendere il mondo di Mara un’esperienza gradevole che può suscitare nel giocatore sentimenti di quiete e di svago.

Summer in Mara

Personalmente, Summer in Mara mi ha riportato alla mente dei ricordi legati alla mia infanzia, in particolare durante le fasi iniziali di gioco, quando d’estate, nelle terre in campagna dei miei nonni, mi svegliavo presto la mattina per andare scalzo come Koa ad “aiutare” mio nonno con le coltivazioni. Al di là dei legami personali, questo gioco affronta temi importanti come la nostalgia, appunto, o l’altruismo e l’amicizia, e il tutto è gestito con una leggerezza molto piacevole. Purtroppo, questi temi è difficile che riescano a trasparire se non conoscete bene la lingua inglese o spagnola, visto che non è implementata una localizzazione italiana.

Summer in Mara

Summer in Mara per Nintendo Switch può essere un giusto metodo di relax in viaggio, dato che la modalità portatile è quella che offre una risoluzione migliore. Tuttavia, i limiti tecnici sono un po’ evidenti in questo porting, e contrastano la resa grafica che non è perfetta come nelle altre console. Ne risente anche la fluidità di gioco e delle animazioni in alcuni punti. Avrebbe fatto comodo l’utilizzo del touch screen nei menu di gioco, che purtroppo sono gestibili solo con la levetta analogica e non presentano l’effetto pac-man, risultando per questi motivi un po’ scomodi.

Attenti al mal di mare

Summer in Mara è un gioco che può restituire al giocatore esperienze piacevoli e rilassanti. Il comparto artistico del titolo, dalla caratterizzazione dei personaggi, passando per le musiche fino allo stile grafico, è un’eccellenza su Nintendo Switch. Impossibile non innamorarsi di certi paesaggi, o non identificarsi nella testarda Koa, il classico personaggio ingenuo e bambino che vuole partire all’avventura, in barba a ogni raccomandazione del mondo adulto.

Summer in Mara

Purtroppo, è un vero peccato che l’intera atmosfera fantastica di Summer in Mara venga ostacolata dal gameplay decisamente non all’altezza del comparto artistico. I controlli del personaggio che ad esempio permettono enormi salti disumani per una bambina, sembrano suggerire una direzione verso un gioco action o a piattaforme, mentre le meccaniche di personalizzazione e gestione della propria isola assieme all’interazione coi personaggi tentano di tirare in mezzo i social sim come Stardew Valley o Animal Crossing.

Queste due anime di Summer in Mara non collimano alla perfezione, risultando in un’esperienza un po’ castrata, né carne né pesce, che può dare il suo massimo solo se assorbita dal giocatore a piccole dosi, per evitare la nausea scaturita dai tanti incarichi che ci trasformeranno da aspiranti lupi di mare a cani da riporto. Evitate il mal di mare navigando con calma, e lasciatevi trasportare dalla brezza dell’oceano e dalle onde, dai tramonti in riva al mare e dalla tenerezza dirompente di Koa e degli abitanti delle isole.

Potete acquistare Summer in Mara sul Nintendo eShop al prezzo di 21,99€, un vero affare considerando la mole del gioco.

Voto: 7

Comparto artistico eccezionale
Atmosfera di gioco rilassante
Temi profondi affrontati con la giusta leggerezza
Trama e gameplay carichi di aspettative…
…disattese da una serie infinita di fetch quest ripetitive
Meccaniche di farming riduttive
Limiti tecnici su Nintendo Switch
Assenza della lingua italiana
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Articolo di Alessandro Colantonio
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