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Monstrum, Recensione: il pericolo è dietro l'angolo

Ore 23:45
Immaginate di essere seduti sul vostro divano, di sera tardi, avvolti da un silenzio rotto solo dallo scrosciare della pioggia e dalle urla dei personaggi del film horror che stanno trasmettendo in televisione…
A chi non è mai capitato di incoraggiare o dissuadere i protagonisti di questi film?
In Monstrum sarà proprio il giocatore a vivere in prima persona le stesse sensazioni e a dover fare delle scelte che potrebbero determinare la propria sopravvivenza o la morte.

Sviluppato dal Team Junkfish, questo titolo survival horror vide la luce per la prima volta nel 2015 su PC, ma grazie a Soedesco, a partire dal 22 maggio 2020 è disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One, al prezzo di 29,99€.

Monstrum

Da solo in una nave abbandonata… o forse no

Risvegliato in una stanza all’interno di una nave cargo abbandonata in mezzo al mare, come spesso accade in questo genere di giochi, il protagonista sembra non ricordarsi né come sia arrivato su questa nave né che cosa stesse facendo in quel luogo e sarà proprio il giocatore, nei panni del personaggio, a esplorare la nave, ricostruendo ciò che accaduto e trovando delle risposte alle sue domande.

In Monstrum l’obiettivo principale è quello di trovare la prima via di fuga disponibile tra l’elicottero, il gommone di salvataggio o il sottomarino, che bisognerà riparare prima di poterli utilizzare per fuggire, ma non sarà così facile, perché a complicare la situazione ci saranno un trio di mostri aggressivi e spietati oltre che a una serie di trappole.

Monstrum

Con inizialmente solo una torcia, uno stick luminoso e un fusibile, il protagonista dovrà perlustrare tutta la nave alla ricerca degli oggetti che gli saranno utili per raggiungere l’obiettivo, con anche la possibilità di trovare appunti e diari di bordo degli altri passeggeri scomparsi, ricostruendo così la storia di quell’equipaggio. Si verrà a conoscenza fin dai primi instanti di gioco che i 3 mostri presenti, rispettivamente il Bruto, il Cacciatore e il Demone sono il frutto di esperimenti eseguiti sul personale della nave e che hanno riportato evidenti effetti collaterali.

Questo survival horror è caratterizzato dalla morte permanente del personaggio, quella meccanica in cui qualora il protagonista morisse, esso non sarà più recuperabile, portando così il giocatore al termine della propria partita e alla perdita dei progressi ottenuti fino a quel momento.
In un gioco che fa nascere la paura di ritrovarsi faccia a faccia con uno dei mostri, a rincarare la dose di difficoltà ci sarà anche una nave labirintica strutturata su più piani, che muterà i propri interni ogni volta che la partita verrà avviata.

Ogni movimento è determinante e per garantire la sopravvivenza, bisognerà non solo nascondersi e scappare, ma anche ingegnarsi, provocando quel rumore che servirà per distrarli, però attenzione, non tutto il rumore che il giocatore potrebbe produrre lo avvantaggerà…

“Quel rumore… quel rumore non mi piace per niente”

Sebbene a primo impatto né il titolo né il design dei personaggi sembrano incutere paura, è proprio l’audio a stravolgere il contesto, in quanto costituisce l’aspetto fondamentale del gioco, la chiave principale che scaturisce nel giocatore quella buona dose di tensione che un buon amante del genere horror sa apprezzare; per questo riteniamo che sia giusto dedicargli uno spazio esclusivo, sottolineando l’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori.

Un silenzio inquietante avvolge l’intera nave, all’interno della quale è possibile percepire solo i propri passi e qualche scricchiolio, ma trovandosi nel punto sbagliato e al momento sbagliato, l’apparente tranquillità viene bruscamente interrotta dalla presenza di un mostro o dal suono di un’assordante sirena che portano il giocatore a un estremo stato di ansia e alla necessità di iniziare a correre per poter andare alla ricerca del primo posto in cui nascondersi; ed è proprio in questa circostanza che la fuga viene scandita da una musica identificativa per ciascun mostro.

Monstrum

Durante l’esperienza di gioco, prestare attenzione a ogni singolo rumore e guardarsi sempre attorno potrebbe avere una grande influenza sul risultato finale della partita, in quanto aiuta il giocatore a saper riconoscere i vari pericoli all’interno della nave, come il vapore bollente che fuoriesce dai tubi sulle pareti, i passi dei mostri che vagano per i corridoi e le telecamere che causano l’attivazione della sirena, che in pochi minuti farà apparire la creatura.

Proseguendo nel gioco l’agitazione cresce a tal punto che il giocatore potrebbe arrivare a chiedersi se il respiro affannoso che sta sentendo in quel momento sia il proprio, quello del personaggio o nel peggiore dei casi quello di un mostro nelle vicinanze.

Per tutte le ragione sopra elencate, per potersi godere al meglio l’esperienza di gioco è vivamente consigliato l’ausilio di cuffie, in quanto è proprio il percepire ogni singolo rumore e le musiche a creare quello stato di angoscia che caratterizza Monstrum.

Considerazioni finali

Per quanto riguarda la console, si può affermare che Monstrum ha una buona portabilità su Nintendo Switch e i comandi sono ben distribuiti, anche se ovviamente l’azione di muovere la visuale utilizzando gli analogici risulta più complicata rispetto all’utilizzare il mouse del computer.

Concludendo, si può affermare che Monstrum presenta pochissimi difetti, che a nostro parere sono giustificabili: in primo luogo si può analizzare il caricamento iniziale della partita che risulta essere un po’ lento, ma si consideri che ogni volta il gioco deve generare una nave internamente differente dalla precedente. Dall’altra parte, giocando al titolo, ci si può rendere conto che la struttura labirintica della nave possa indurre il giocatore a perdersi, rendendo il tutto dispersivo.

Detto questo, una volta avviata la partita conviene spesso guardarsi attorno, perché si potrebbe dover iniziare a correre subito, senza neanche rendersene conto…

Voto: 8

Ottima portabilità
Audio eccezionale
Grafica ben curata
Giocabile in lingua italiana
Difficoltà adeguata per un survival horror
Caricamento iniziale un po’ lento
Mappa dispersiva
Articolo di Alessia Mazzeo

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