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[RECENSIONE] Panzer Dragoon: Remake. Il drago è bravo ma non si impegna

Lo sviluppatore MegaPixel Studio ha accettato la difficile missione di creare un remake dell’originale Panzer Dragoon e di portarlo sull’eShop di Nintendo Switch.

Dal classico al moderno

Pubblicato con l’aiuto di Forever Entertainment e confermato nel recente Nintendo Direct Mini, Panzer Dragoon: Remake arriva in esclusiva temporale su Nintendo Switch. Per chi non conosce la serie stiamo parlando di un “rail shooter”, sulla falsa riga di Star Fox per intenderci, uscito originariamente su Sega Saturn nel 1995. In questa tipologia di gioco il movimento avviene automaticamente lungo dei percorsi prefissati proprio come se ci si trovasse su dei binari. Questi percorsi sono pieni di nemici e il giocatore deve eliminarli per poter passare al livello successivo.

Panzer Dragoon
La splendida cover giapponese disegnata dal grande Moebius

Inutile girarci intorno ma il remake di Panzer Dragoon purtroppo potrebbe non essere quella perla rara che i fan di vecchia data stavano aspettando con ansia. Ma andiamo con ordine.

Draghi anziani… anche troppo!

La trama del gioco è abbastanza semplice: vestiremo i panni di Keil un cacciatore che si ritrova coinvolto in un’avventura dopo aver visto il combattimento tra due guerrieri a dorso di drago. Quando uno dei due viene ferito a morte sarà Keil a prendere il suo drago per impedire all’altro di raggiungere la sinistra torre nera. Il tutto si svolge all’interno di 7 scenari con delle meccaniche abbastanza ripetitive: sconfiggi i nemici, schiva gli attacchi, sconfiggi il boss. Fine.

Sono i vermoni di Dune?

Il combattimento si fonda su due tipi di proiettili: un colpo standard e un colpo a ricerca che consente di agganciare più bersagli tenendo premuto il pulsante di sparo. Quest’ultimo tipo di attacco sarà il nostro miglior amico durante la durata del gioco quindi impareremo ad usarlo al momento giusto in quanto funziona su tutti i nemici ma non sui proiettili.

Panzer Dragoon remake
Classico esempio di colpo a ricerca

Il remake ha due modalità di movimento: una configurazione “Classica” che risulta fedele all’originale e una nuova opzione “Moderna“. Il classico sarà il set-up più familiare ai fan dell’originale, con il giocatore in grado di usare la levetta sinistra o il D-pad per muovere e mirare allo stesso tempo, mentre il moderno aggiunge un sistema a doppia levetta che consente di muoversi con lo stick sinistro e di mirare con quello destro.

Se dico destra perché vai a sinistra?

Controllare il drago è alquanto scomodo poiché quando si sta sparando lateralmente e posteriormente è impossibile usare manovre evasive per evitare i proiettili e, con il nostro destriero che oscilla sullo schermo, diventa quasi impossibile prevedere se qualcosa ti colpirà o meno.

A destra abbiamo un proiettile che sta per mettere fine alle nostre sofferenze

Fondamentale è la rotazione della videocamera di 90° che permette di tener traccia dei movimenti nemici mentre ci circondano. Peccato che essa non sia immediata e spesso ci si ritrova facili prede degli attacchi avversari. In soccorso ci viene anche un radar su schermo posizionato in alto a destra. Completa l’HUD la barra della salute posta in basso a sinistra.

Sorridi mentre ti sparo

Una piacevole aggiunta è la photo mode che ci permette di immortalare le nostre gesta eroiche. Purtroppo anche qui le opzioni di personalizzazione sono ridotte all’osso: i filtri disponibili sono pochi e non è possibile far assumere particolari posizioni al nostro personaggio per enfatizzare lo scatto.

Graficamente il titolo si dimostra un ottimo remake se comparato con l’originale ma non regge il confronto con produzioni più recenti, con fondali che risultano spogli e modelli poco dettagliati. D’altro canto, la colonna sonora risulta soddisfacente presentando le tracce originali in versione rimasterizzata.

Panzer Dragoon: Remake non è quel prodotto che i fan stavano aspettando. I controlli scomodi e imprecisi e una grafica appena sufficiente che non sfrutta appieno Nintendo Switch lo rendono un prodotto di nicchia che difficilmente soddisferà i giocatori più esigenti. Oltretutto, il titolo viene venduto al prezzo di 24,99€, non propriamente economico per un gioco che sembra fatto di fretta semplicemente per cavalcare l’onda di un classico di successo.

Un’occasione mancata!

Voto: 6

Una buona rivisitazione di un grande classico
Controlli scomodi e imprecisi
Sul piano prettamente estetico si poteva osare molto di più
Articolo di Marco Imperiale

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Commenti

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Glaceon9409 29/03/2020 15:46:12

Il drago ascolta gli Imagine Dragons e per questo non mette il 200%.

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