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[RECENSIONE] Vampire: the Masquerade - Coteries of New York, la vita di un vampiro nella Grande Mela

Sangue, potere e una delle città più conosciute d’America; Vampire: the Masquerade – Coteries of New York è tutto questo, raccolto in una visual novel dall’atmosfera misteriosa e inquietante, creata da Draw Distance. Il gioco permette a chi non è familiare con la serie di The Masquerade di sentirsi a proprio agio e a chi è un fan di poter apprezzare la vasta lore del Mondo delle Tenebre (World of Darkness).

L’Abbraccio e la vita nel Clan

Iniziando il gioco ci viene offerta immediatamente la nostra prima scelta: chi vogliamo essere fra tre personaggi, tutti con una vita che non li soddisfa più, in cerca di qualcosa di meglio e che possa rendere la loro miserabile esistenza qualcosa di vero e importante per loro stessi. Amanda, Eric e Lamar non hanno niente in comune, tutti hanno le proprie preoccupazioni, e sono tormentati da esse. In una notte sola, le noiose e irritanti vite che erano costretti ad affrontare ogni giorno cambiano radicalmente: un anonimo vampiro, diverso per ognuno, li Abbraccia, trasformandoli e lasciandoli a guadagnarsi la fiducia del proprio Clan per non morire definitivamente. Vampire: The Masquerade – Coteries of New York comincia da qui, con un velo di mistero che copre tutta la città della Grande Mela e un’improvvisa introduzione al mondo dei vampiri.

Vampire

Classica Visual Novel

In tutto quel che ha da offrire, questo titolo di Vampire: The Masquerade non si presenta come un innovatore nel campo delle visual novel; tutto trova il suo centro nei dialoghi e nelle scelte del giocatore, che cambiano il modo in cui gli NPC del gioco si comportano nei suoi confronti. Leggere attentamente è una chiave importantissima e una buona conoscenza della lingua inglese è richiesta dal momento che questo titolo contiene solamente la lingua anglosassone. Alcuni termini sono evidenziati durante il discorso di alcuni personaggi; possono essere importanti per conoscere la lore del gioco e sono consultabili premendo il tasto ZR.

Andando avanti nella propria vita da non-morto si ci trova a scoprire i poteri del protagonista scelto all’inizio del gioco, utili e offerti come scelta durante i dialoghi ma non sempre disponibili; infatti, questa opzione può essere bloccata, evidenziata in rosso se si ignora un fattore importantissimo durante il gioco: la Fame. Da vampiro, il giocatore ha bisogno di nutrirsi per evitare di impazzire e perdere la propria umanità, lasciando prendere il controllo alla propria Bestia interiore, distruggendo tutto quel che contiene sangue nelle vene e, eventualmente, sé stessi, condannati alla Morte Definitiva per aver violato le direttive della Mascherata, presentata già dall’inizio come legge suprema dei vampiri e inviolabile per continuare a vivere.

La Fame può essere tenuta sotto controllo visualmente, dal momento che degli schizzi di sangue possono essere visti a destra dello schermo: non vederli vuol dire che si è soddisfatti e non c’è bisogno di nutrirsi; man mano che questi diventano sempre più rossi, bere sangue umano diventa sempre più urgente. Ma, attenzione: un nutrimento eccessivo porta comunque a svegliare la Bestia. Il compito del giocatore è quello di costruire la propria consorteria, un circolo, formato da vampiri potenti e guadagnando la loro fiducia; è possibile trovarli sulla mappa di New York, che si riempie sempre più di missioni con l’avanzare delle notti. Ognuno ha una personalità unica da interpretare al meglio per incitarli ad avere fiducia in modo rapido e indolore, sempre osservando le norme della Mascherata; oppure no. Il giocatore può decidere di essere un ribelle e non obbedire, disegnando il proprio cammino come una minaccia per tutti i Clan. Oltre all’azione di gioco si deve stare attenti a salvare i propri progressi manualmente dal menu di pausa accessibile con i tasti + o -.

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Grafica dinamica e suono coinvolgente

Sebbene sia una visual novel, in Vampire: The Masquerade – Coteries of New York la grafica ha una dinamicità unica, che lo distingue da altri titoli: mentre le linee di dialogo scorrono, si possono notare i cambiamenti nello sfondo, come il cadere della pioggia o qualche ombra di un passante che appare per qualche secondo. I luoghi visitabili, raffiguranti la vera città, sono incredibilmente dettagliati nell’oscurità della notte, l’unico momento del giorno in cui si può uscire; gli artwork dei personaggi sono disegnati in modo quasi foto-realistico, ma questi sono fermi, escludendo gli occhi che si illuminano se si è di fronte a un vampiro, e non mostrano alcuna emozione.

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Il comparto sonoro ha molto da offrire: non sempre si sente della musica di sottofondo, ma questo contribuisce spesso a creare un’atmosfera inquietante accompagnata da qualche effetto sonoro improvviso, che può essere l’accensione del motore di un auto o il rombo di un tuono. Quando invece si può sentire una colonna sonora questo può rendere il giocatore impotente se nella scena viene attaccato e nessuna scelta viene posta, costretto a leggere l’incredibilmente dettagliata descrizione offerta dal gioco, che può essere brutale e disturbante.

Conclusione

Tutto sommato, Vampire: The Masquerade – Coteries of New York è un capolavoro della visual novel horror, che sa tenere il giocatore sulle spine in ogni momento di intensità e lo fa tremare al pensiero di aver potuto sbagliare una scelta che può cambiare la sorte del protagonista. Non spinge al massimo la console, che sia una Nintendo Switch o Nintendo Switch Lite, e può essere giocato sia in modalità portatile che collegato alla televisione. Al prezzo di €19,99 sull’eShop, è un’esperienza imperdibile e da vivere a fondo.

Voto: 8.5

Esperienza travolgente, sensazione di essere veramente il protagonista.
Grafica dettagliata, i luoghi di New York sono realistici.
Effetti sonori imprevedibili.
Mancanza di emozione negli artwork degli NPC.
Non sempre lineare nel raccontare la storia.
Articolo di Manuel Gagliano

Speciali

Commenti

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Glaceon9409 24/03/2020 18:00:13

Bravi ragazzi. Continuate cosi.

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BloodyRed 24/03/2020 20:05:29

Non sono un fan delle visual novel ma dell'universo di World of Darkness sì:XD: e la recensione mi ha convinto ancor di più a recuperarlo:yeah:

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MoonlightUmbreon 24/03/2020 20:06:50
Adesso, BloodyRed ha scritto:

Non sono un fan delle visual novel ma dell'universo di World of Darkness sì:XD: e la recensione mi ha convinto ancor di più a recuperarlo:yeah:

Tsk, allora non sei un uomo di cultura:XD: le visual novel hanno alcune tra le storie più belle di sempre

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