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L’ex presidente di Nintendo of America spiega perché Nintendo tagliò i ponti con Amazon

Ecco perché Nintendo smise di vendere Wii e DS su Amazon: una richiesta di supporto finanziario “illegale” per battere Walmart sui prezzi.

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   · 2 min lettura Nintendo
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Il rapporto tra Nintendo e Amazon è stato negli anni sempre abbastanza travagliato: interruzioni, tensioni e riconciliazioni hanno caratterizzato una relazione commerciale complicata, con l’ultimo episodio di rottura risalente al 2024, risolto poi in occasione del lancio di Nintendo Switch 2.

Ma le origini di questa diffidenza reciproca affondano molto più lontano, nell’era di Wii e Nintendo DS, e adesso per la prima volta qualcuno ha deciso di raccontare come andarono davvero le cose. Quel qualcuno è Reggie Fils-Aime, ex presidente di Nintendo of America, intervenuto di recente alla NYU Game Center Lecture Series con una serie di rivelazioni sul funzionamento interno dell’azienda di Kyoto.

La richiesta “oscena” di Amazon

Secondo Fils-Aime, tutto nacque dalla volontà di Amazon di espandere la propria presenza nel mercato videoludico. Per farlo, il colosso dell’e-commerce volle assicurarsi di avere i prezzi più bassi sul mercato, più bassi persino di Walmart. Per raggiungere questo obiettivo, un dirigente Amazon contattò Nintendo chiedendo un sostegno finanziario definito dallo stesso Fils-Aime come “osceno”, un contributo che avrebbe consentito ad Amazon di praticare prezzi impossibili per la concorrenza. La risposta di Reggie fu netta:

“Lo sai che è illegale, vero? Non posso farlo.”

Silenzio dall’altra parte del telefono. E dunque si giunse inevitabilmente alla rottura: Nintendo cessò di vendere le proprie console attraverso Amazon.

Presidente
Reggie Fils-Aime

Una questione di principio (e di rispetto)

Fils-Aime ha chiarito che dietro quella decisione non c’era solo il rispetto della legge, ma anche la tutela dei rapporti con tutti gli altri partner commerciali. Cedere alle pressioni di Amazon avrebbe significato compromettere la rete di relazioni costruita a fatica con gli altri rivenditori:

“Non mi avresti fatto fare una cosa illegale. Non avrei messo a rischio il rapporto con gli altri rivenditori”

ha spiegato l’ex presidente, aggiungendo che quella presa di posizione contribuì nel tempo a costruire rispetto reciproco:

“Così nel tempo si costruisce il rispetto.”

Un episodio che la dice lunga sulla filosofia commerciale di Nintendo: un’azienda che, anche nei momenti di massimo potere di mercato, con dieci milioni di Nintendo DS venduti all’anno solo nelle Americhe, non intendeva piegarsi a condizioni contrarie ai propri princípi.

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