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[TEORIA] La possibile natura di Eternatus

Da quando è comparso il famoso Affleck Leak, un post anonimo su 4chan che ha anticipato molti dei contenuti che troveremo in Pokémon Spada e Scudo, non si fa altro che parlare di Eternatus, una creatura leggendaria dall’indole malvagia. In questa rubrica proviamo a dare un’interpretazione non solo all’esistenza di questo Pokémon, ma anche ad alcuni elementi di gioco apparsi durante la campagna marketing dei nuovi giochi in arrivo su Nintendo Switch.

Premessa

Abbiamo in cantiere questo articolo dallo scorso giugno, in quanto originariamente doveva essere una semplice analisi del nome di Eternatus, condita da un po’ di speculazioni per ogni etimologia. Tuttavia la pubblicazione di questo trailer mi ha spinto personalmente a riconsiderare l’articolo per la comparsa di alcuni elementi, mentre l’ultima teoria di Cydonia (presente in basso) mi ha convinto a completarlo.

Originariamente avevamo preso in considerazione le seguenti etimologie per Eternatus:

  • Eternità – Che sia la fusione delle parole latine aeternitas e natus, o di aeternus e natus, il concetto di nascere eterni è completamente privo di significato, in quanto l’eternità è a-temporale: non si nasce eterni e non lo si diventa, ma semplicemente si è eterni a prescindere dal tempo. Potrebbe significare, piuttosto, nato dall’eternità.
  • Diversità – Eternatus potrebbe derivare dal latino scientifico hetero, “diverso“, a sua volta derivato dal greco ἕτερος (“èteros“) che ha lo stesso significato, e natus. Per quanto nato diverso sia intrigante come identità del nome, purtroppo non riusciamo a collegarla a nient’altro che già conosciamo.
  • Letargo – Abbiamo preso in considerazione le parole inglesi eternal (“eterno”), e hiatus (“piccola pausa” o “intervallo“). L’immagine metaforica di una lunghissima pausa era interessante poiché collegabile alla teoria di Cydonia secondo la quale Eternatus sia un gigante dormiente o intrappolato sottoterra, ma anche qui il collegamento logico tra eternità e brevi intervalli è discutibile.
  • Etere – Come ha notato anche Cydonia nella sua ultima teoria, la parola Eternatus potrebbe essere composta dalle parole aether e natus, e potrebbe significare “nato etere” o “nato dall’etere“.

Quello che doveva essere questo articolo in passato è stato ridotto a questa semplice e piccola premessa poiché per il resto la discussione verterà sul significato dell’etere, sulla presenza di esagoni in Pokémon Spada e Scudo, e su come tutto ciò potrebbe essere collegato all’alchimia e perfino ai colori.

Preparatevi e mettetevi comodi perché ci sarà molto di cui discutere

Dynamax e Gigamax

Quando sono stati presentati il Presidente Rose, Olive e Beet ho notato un collegamento tra gli esagoni e l’etere grazie alle ricerche che stavo facendo sull’etimologia di Eternatus. Per questo motivo l’articolo è stato messo in pausa per mesi, mentre cercavo l’ispirazione o l’elemento adatto per concentrare l’articolo esclusivamente sull’etere. Il problema principale era che non riuscivo a collegare Eternatus e l’etere alle forme Dynamax e Gigamax, e quindi ciò che avevo scoperto sull’etere e sull’alchimia mi sembrava una speculazione troppo estrema. Forse lo è ancora, ma ciò che ha intuito Cydonia nella sua ultima teoria è un motivo più che valido alla legittimazione dell’etere come significato del nome di Eternatus.

Qualche settimana fa abbiamo appreso da un’intervista a Game Freak di Game Informer che queste forme gigantesche dei Pokémon non sono altro che proiezioni visive; un’acuta osservazione di Cydonia è stata quella di notare come ogni forma Gigamax rivelata sul sito ufficiale non avesse alcun peso specifico. In sostanza, ciò che accade col Dynamax e col Gigamax è incorporeo, qualcosa di etereo; c’è una sorta di energia in grado di proiettare e ingigantire le forme dei Pokémon, ma non di modificare la loro effettiva massa.

Cydonia aveva già ipotizzato che Eternatus potesse essere l’origine del Dynamax e del Gigamax, così come Necrozma in Pokémon Sole e Luna si è rivelato colui che ha generato i cristalli delle Mosse Z. Per questo tendiamo a pensare che Eternatus possa essere il geoglifo sulla collina visto nei trailer di Pokémon Spada e Scudo: affianco a lui è presente un vortice con tre saette, probabilmente a identificare il vortice con le tre nuvole che si crea sopra ogni Pokémon sotto Dynamax o Gigamax. O forse le saette indicano le scariche elettriche presenti sui corpi ingigantiti, o i neo-introdotti Watt, monete di gioco che si trovano come ricompense dei Raid nelle Terre Selvagge. In sostanza, secondo Cydonia le proiezioni del Dynamax e del Gigamax sono create dall’energia che scaturisce da Eternatus, e questa energia potrebbe essere l’etere.

Etere

Ma cos’è esattamente l’etere? Secondo le dottrine antiche e medievali, l’etere è il materiale che riempie la regione dell’universo al di sopra della sfera terrestre; per gli antichi all’interno di questo materiale galleggiavano i pianeti e gli altri corpi celesti. Più volte, lungo il corso della storia umana, il concetto di etere è stato usato per spiegare diversi fenomeni della natura, come la gravità o la luce. Attualmente, nel mondo moderno si parla di etere per riferirsi al “vuoto” attraverso il quale si propagano i fenomeni elettromagnetici come le onde radio (ad esempio, talvolta si parla di trasmissioni via etere in riferimento all’emittenza televisiva e radiofonica).

L’etere cosmico e l’etere trasmittente creano entrambi collegamenti suggestivi e coerenti riguardo le proprietà che potrebbero avere i poteri di Eternatus: questa fonte di energia è in grado di aprire squarci nel cielo o dal terreno, di permeare ogni spazio di Galar e di trasmettere le proiezioni dei Pokémon in formato maxi.

Nella mitologia greca si diceva anche che l’etere fosse la sostanza respirata dagli dei, allo stesso modo in cui i mortali respirano l’aria. Il vortice disegnato sul geoglifo sembra partire proprio dalla bocca del gigante: l’energia di cui si servono le proiezioni del Dynamax e del Gigamax, insomma, potrebbe scaturire proprio dal respiro di Eternatus.

L’etere nella cultura greca era anche personificato con la divinità Aether (Aἰθήρ, “Aithér“), figlio di Erebus e Nyx, rispettivamente il dio delle ombre e la dea della notte. Inoltre, il termine αἰθήρ è collegato a livello semantico al verbo αἴθω (“aìtho“), che può significare sia “incenerire” che “splendere“. Insomma, nonostante le sue utili proprietà, nella mitologia greca l’etere, sostanza bruciante e splendente, ha origine dalle ombre; allo stesso modo, Eternatus ci è stato descritto dall’Affleck Leak di natura malvagia, eppure l’energia che produce sembra essere utile alla tecnologia e alla vita di Galar.

Sebbene già secondo Aristotele, filosofo e “scienziato” del mondo antico, l’etere era identificato come quinto elemento dopo fuoco, acqua, terra e aria, è durante il Medioevo che questo concetto dell’etere si radica nella cultura dell’epoca: l’etere viene definito quintessenza dagli alchimisti medievali, una sostanza paradisiaca con proprietà esoteriche e curative, fino a diventare anche sinonimo della pietra filosofale. Prima di approfondire l’aspetto alchemico dell’etere, bisogna introdurre altri argomenti. Tenete duro e continuate a leggere!

Esagoni

Torniamo un momento al nostro mondo Pokémon. Tutti hanno notato la presenza di esagoni sugli indumenti e sugli ornamenti del Presidente Rose, di Olive e di Beet. Sicuramente tutti e tre ci nascondono qualcosa, e Cydonia per primo ha collegato gli esagoni alle caratteristiche pietre esagonali presenti lì dove spuntano i raggi rossi dei Raid Dynamax sul terreno delle Terre Selvagge.

Queste pietre hanno un’ispirazione chiara e limpida: le formazioni rocciose del Selciato del Gigante, situate sulla costa nord-orientale irlandese e visibili nell’immagine in basso. Tali rocce dalla forma perfettamente geometrica sono colonne basaltiche di origine vulcanica, e sono state generate da un’eruzione avvenuta tra i 50 e i 60 milioni di anni fa. Esse hanno offerto per secoli spunti per leggende inglesi e irlandesi riguardo la presenza di giganti, in particolare la leggenda del gigante Finn McCool, il quale ha costruito questo sentiero per raggiungere a piedi la Scozia e combattere il gigante rivale Angus. Dall’altra parte del selciato, infatti, sulla costa scozzese, c’è la grotta di Fingal che presenta le medesime formazioni esagonali di basalto.

La presenza di queste forme geometriche nella regione di Galar sembra essere strettamente connessa ai fenomeni del Dynamax e del Gigamax. Oltre ai luoghi dove hanno inizio i Raid, perfino la mossa Protezione in modalità Dynamax, come mostrato nell’immagine in basso, assume le sembianze di un’enorme barriera energetica di forma esagonale. Ma cosa indica precisamente l’esagono?

Potrebbe semplicemente rappresentare solo il simbolo che rimanda alle rocce del Selciato del Gigante, l’ispirazione primaria per la meccanica dei Raid. Oppure, data la presenza di questo simbolo anche su personaggi che non ce la contano giusta, l’esagono potrebbe avere anche un’altra valenza simbolica, magari collegata all’etere.

Alchimia

Quando a luglio stavo esaminando le origini del nome di Eternatus, per ogni interpretazione avevo riservato specifiche speculazioni. Arrivato ad aether + natus mi aveva colpito un’immagine che avevo trovato nella pagina di wikipedia dell’etere: un esagramma, ossia la rappresentazione alchemica dell’etere o quintessenza.

Questa immagine specifica è presa dal’Heptameron di Pietro d’Abano, uno dei tanti “scienziati” medievali che si destreggiavano tra filosofia, alchimia e astrologia. Da non confondere con la Stella di David, simbolo religioso ebraico, tale esagramma era uno schema comune reperibile in tutte le salse negli scritti medievali in cui era anche solo menzionata l’alchimia. Qualunque sia la sua versione, generalmente l’esagramma dell’etere è formato dall’unione dei quattro elementi aristotelici: acqua, fuoco, terra e aria. Quattro elementi che generano l’elemento più puro, la quintessenza o etere.

Col passare dei secoli, all’esagramma sono stati aggiunti anche altri due elementi: lo zolfo, “la pietra che brucia“, a simboleggiare il principio di combustione, e il mercurio, l’elemento che contiene le proprietà ideali del metallo. Zolfo e mercurio erano considerati elementi necessari per ottenere l’elisir di lunga vita attraverso la distillazione dell’etere. Nel tempo, in effetti, il termine quintessenza è diventato pian piano sinonimo di elisir e della pietra filosofale stessa.

Ma noi stavamo parlando di esagoni. Come ho fatto ad associare l’etere a un esagono? Proviamo a evidenziare l’unica parte dell’esagramma dell’etere in cui tutti gli elementi sono sovrapposti.

In poche parole l’intero esagramma rappresenta l’etere, mentre l’esagono al centro è la parte dove tutti gli elementi che formano l’etere combaciano: la sovrapposizione pura degli elementi. Se l’ispirazione all’alchimia in Pokémon Spada e Scudo è vera, cosa potrebbe indicare l’esagono nel mondo Pokémon? Prima di trarre le dovute conclusioni, introduciamo un ultimo concetto.

Esacromia

Il caso ha voluto che mentre scrivevo questo articolo agli inizi di luglio, stavo anche sviluppando un videogioco strategico a turni. In questo tipo di videogiochi, spesso le mappe di gioco sono attraversate da griglie esagonali, e nello specifico i piccoli esagoni che poi compongono la mappa vengono chiamati “hex“. L’articolo in questione stava per affrontare l’etimologia di Eternatus relativa all’etere, quando è spuntato il già citato trailer che ha mostrato i personaggi di Pokémon Spada e Scudo marchiati da esagoni.

Ma soprattutto, il caso ha voluto anche che nel momento in cui mi sono accorto degli esagoni nel trailer, mi trovassi proprio in uno studio tipografico di amici: in ambito informatico e tipografico, con il termine hex ci si riferisce anche ai valori esadecimali dei colori e… all’esacromia, una tecnica di stampa che funziona con la mescolanza di 6 colori diversi.

Prima di arrivare all’esacromia, però, bisogna rispolverare una vecchia teoria di Pokémon Millennium sulle creature leggendarie di Pokémon Spada e Scudo e sui colori: la teoria della quadricromia. Ai fini di questo articolo riportiamo solo un brevissimo riassunto perché non è importante sapere tutto di questa teoria, ma se si volesse approfondire l’argomento potete leggere qui.

In sostanza, partendo dal presupposto che Zacian sia la trascrizione fonetica della pronuncia alla giapponese del colore inglese “the cyan” (il ciano), e che Zamazenta sia il corrispettivo di “the magenta” (il magenta), qualche mese fa avevo considerato l’esistenza di un terzo leggendario di colore giallo, con il quale sarebbe possibile evocare addirittura un quarto leggendario di colore nero. Questa ipotesi è dovuta al fatto che nel modello di stampa CMYK (acronimo di Cyan, Magenta, Yellow and Black) detto quadricromia, l’unione tra ciano, magenta e giallo genera il nero.

Tuttavia c’è da fare una correzione: c’è qualcosa di cui non ero a conoscenza riguardo la quadricromia, e la stessa cosa vale anche per l’esacromia. In poche parole, entrambe le tecniche di stampa non generano il nero mescolando i propri colori, ma un colore simile chiamato bistro. Al contrario, il nero è presente come pigmento di supporto nella quadricromia e nell’esacromia proprio per donare sfumature scure e contrasti che altrimenti mancherebbero.

Questo accade per un motivo fondamentale: quadricromia ed esacromia sono metodi sottrattivi di stampa, ossia funzionano in modo che la mescolanza di colori si ottiene dalle differenze di luminosità dei pigmenti, al contrario della tecnica RGB (Red, Green, Blue = rosso, verde, blu) che invece nei dispositivi informatici funziona da metodo additivo: mescolando i colori, si sommano le luminosità (e infatti l’unione dei tre colori del RGB genera il bianco). L’immagine in alto spiega meglio il metodo additivo della tricromia RGB, e il metodo sottrattivo della quadricromia CMYK.

L’esacromia è grossomodo lo stesso concetto della quadricromia, con la differenza che ci sono 6 colori invece di 4: CMYKOG, acronimo di Cyan, Magenta, Yellow, blacK, Orange and Green (ciano, magenta, giallo, nero, arancione e verde). L’arancione e il verde servono a conferire ulteriori sfumature al prodotto stampato. Ma a cosa vogliamo arrivare introducendo anche l’esacromia in questa teoria? Se prima con la quadricromia si ipotizzava l’esistenza di un Pokémon leggendario per ogni colore, adesso con l’esacromia dovrebbero essercene sei?

La Teoria

Sia l’esacromia che l’esagramma dell’etere sono composti da più elementi basilari ed elementi ausiliari: nell’esacromia i colori principali sono il ciano, il magenta e il giallo, mentre il nero agisce da regolatore assieme all’arancione e al verde; nell’esagramma gli elementi principali sono quelli aristotelici (acqua, fuoco, terra e aria), mentre zolfo e mercurio aiutano a regolare la purezza dell’etere che viene generato.

Eternatus in tutto questo dove si colloca? Se l’esagramma è l’etere di Eternatus, sostanza già presente nella regione di Galar altrimenti non si spiegherebbero il Dynamax e il Gigamax, l’esagono inscritto nell’esagramma potrebbe rappresentare il distillato più puro dell’energia di Eternatus, una sorta di “pietra filosofale” del mondo Pokémon. In alternativa, l’esagono potrebbe addirittura rappresentare Eternatus stesso.

Ci avete fatto caso che dietro la schiena di Beet ci sono ben sei esagoni messi in pila uno sopra l’altro? Questo simbolo compare anche su un berretto portato dal Presidente Rose in uno dei trailer di Pokémon Spada e Scudo.

Forse siamo davanti al simbolo completo dell’organizzazione che cerca di sfruttare l’etere di Eternatus, e potrebbe anche significare tutto ciò che ci siamo detti finora: alcuni elementi presenti nella regione di Galar, se sovrapposti, potrebbero creare ciò che abbiamo definito “la pietra filosofale del mondo Pokémon. Non siamo in grado di sapere cosa sia, né possiamo sapere se tutti gli elementi adatti allo scopo siano Pokémon leggendari come Zacian e Zamazenta, o se magari, parafrasando il metodo sottrattivo dell’esacromia, questi elementi vadano sottratti dai Pokémon leggendari. Il risveglio o l’evocazione di Eternatus potrebbero essere il risultato di questo processo, oppure un effetto collaterale.

Che si tratti di togliere i colori da Zacian e Zamazenta, che si tratti di sottrarre spada e scudo alle due creature, o che si tratti di riunire questi Pokémon o questi strumenti, abbiamo comunque un grande problema… al momento, da quel che sappiamo, Zacian e Zamazenta sono Pokémon sconosciuti nella regione di Galar. Eppure, c’è chi sembra conoscere bene i loro simboli… che ruolo ha il Campione Dandel in tutto questo?

Purtroppo abbiamo molte domande, ma troppe poche risposte. Quel che sembra certo è che in questi giochi ci sono riferimenti ai colori e all’alchimia. Prima di lasciarci, però, c’è solo un’ultima osservazione da fare: in tutto questo parlare di etere, c’entra qualcosa la Fondazione Æther di Pokémon Sole e Luna?

Game Freak e The Pokémon Company non sono solite portare avanti le trame dei giochi precedenti nei giochi nuovi (fatta eccezione per i remake), ma il nostro graphic supervisor Sean Contrino si è accorto che nel famoso video di presentazione di Zacian e Zamazenta si sente un suono di campanelli quando si alza il vento, suono caratteristico che è possibile ascoltare ogni volta che un’Ultracreatura in Pokémon Sole e Luna emette un verso!

Che Zacian e Zamazenta stiano per fronteggiare un’Ultracreatura? E se questa Ultracreatura fosse proprio Eternatus? Abbiamo visto all’inizio di questa rubrica che l’etere per gli antichi greci e per gli alchimisti medievali è la sostanza in cui galleggiano i corpi celesti fuori dalla sfera terrestre. Se l’etere fosse la sostanza tra le dimensioni che si trovano esplorando gli Ultravarchi, Eternatus, il Leggendario nato dall’etere, è un essere pandimensionale, ossia una creatura che risiede nello spazio tra le dimensioni. È per questo, forse, che i vortici sopra le creature ingigantite somigliano tanto agli Ultravarchi.

Siamo consapevoli di aver messo molta carne sul fuoco, per questo riassumiamo e razionalizziamo la teoria finale:

  1. A Galar hanno imparato a sfruttare l’etere, un’energia di probabile natura ultradimensionale, che nel passato è stata accostata a un essere gigante. Molto probabilmente tale creatura è Eternatus, un essere malvagio nato dall’etere.
  2. Alcune persone vogliono sfruttare al massimo le potenzialità di questa energia per un proprio tornaconto, col rischio di risvegliare o evocare Eternatus.
  3. Per arrivare a questo scopo, bisogna sfruttare dei processi simil-alchemici simboleggiati dalla sovrapposizione di esagoni, usando strumenti o creature leggendarie, probabilmente categorizzati secondo un determinato codice di colori esacromatico.

Molto probabilmente nei nuovi giochi Pokémon Spada e Scudo, in arrivo il 15 novembre, non accadrà niente di tutto questo, ma ci sarà solo qualche accenno di ispirazione qua e là. L’importante è aver sognato insieme!

si ringraziano Scontrino e Chube per i contributi grafici e video in questo articolo

Articolo di Alessandro Colantonio

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Commenti

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Lorex93 21/10/2019 11:32:48

Complimenti per l'articolo, davvero completo ed interessante! Curioso sempre più di vedere questo Eternatus nel gioco, per capire effettivamente a cosa si sono ispirati. Tutto merito del leaker che lo ha citato nelle perdite. Questa cosa ha generato un sacco di discussione e hype attorno ad una figura che sicuramente non sarebbe stata annunciata, ma solo suggerita dalla folata di vento che allarma Zacian e Zamazenta.

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Chest3 21/10/2019 11:51:40

Avevo letto di una teoria simile ad agosto su un altro sito.

Anche loro teorizzavano che Eternatus sarebbe stato un'ultracreatura e in più avevano teorizzato anche chi potrebbe avere il ruolo del giallo nella storia di spada e scudo. Vabbè era solo per dire.... Infatti non ho lasciato link ad articoli anche perché dovrei cercarli...

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MoonlightUmbreon 21/10/2019 12:23:23

Un articolo davvero incredibile, complimenti per la teoria, articolata ed argomentata in maniera eccezionale:smile2:

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