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Ask the Developer: l’intervista e i bozzetti di The Legend of Zelda: Ocarina of Time

Nell’intervista Ask the Developer, Nintendo svela nuovi bozzetti e curiosità su The Legend of Zelda: Ocarina of Time.

copertina ask the developer the legend of zelda ocarina of time
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Marco Di Gioia

   · 2 min lettura Nintendo
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In una recente intervista Ask the Developer di Nintendo, gli sviluppatori di The Legend of Zelda: Ocarina of Time hanno svelato alcuni bozzetti del nuovissimo remake per Switch 2, oltre a diverse dichiarazioni e curiosità sul gioco e sulla sua creazione.

Il direttore del gioco, HokWai Ng, è chiaro: “The visuals may change, but the experience does not“, ossia la grafica può cambiare, ma l’esperienza no. L’obiettivo è infatti proprio quello di restituire ai fan di lunga data le sensazioni del gioco originale per Nintendo 64 e di trasmetterle anche ai nuovi giocatori, ricreando un’atmosfera quanto più fedele possibile.

La differenza con Breath of the Wild e Tears of the Kingdom è infatti sostanziale: gli ambienti di Ocarina of Time saranno più cupi, separati e fiabeschi, in contrasto con l’open world dei titoli di successo per Switch.

Per quanto riguarda la direzione artistica, Aya Shida racconta invece che le principali fonti d’ispirazione sono state il teatro delle marionette e l’estetica analogica dei film realizzati con effetti speciali pratici. Il team ha voluto inoltre preservare il contrasto tra gli ambienti più cupi e i personaggi dai colori vivaci, caratteristica fedelmente riproposta nel remake.

Un esempio di questa scelta artistica si ritrova negli abiti di Link bambino, che indossa un completo Kokiri dall’aspetto artigianale, con particolare attenzione alle fibre e ai materiali utilizzati. Possiamo inoltre notare come i personaggi non abbiano proporzioni realistiche, ma mantengano un aspetto fiabesco, proprio come nel gioco originale.

Ogni personaggio, racconta HokWai Ng, è stato studiato nei minimi dettagli, considerando il suo ruolo nella storia e la sua personalità. Gli sviluppatori hanno quindi lavorato per ricostruirlo e ampliarlo nel remake, anziché limitarsi a riproporlo così com’era stato concepito originariamente.

Hyrule manterrà quindi le sue aree separate, restituendo una sensazione nostalgica ai fan del primo gioco. Shida racconta però alcune delle difficoltà incontrate durante lo sviluppo del Campo di Hyrule: per evitare che sembrasse un open world, gli sviluppatori hanno ridotto i dettagli degli elementi più distanti e aumentato quelli delle aree circostanti, modificando anche le proporzioni di alcuni edifici in lontananza.

Nell’intervista completa ci saranno sicuramente altri dettagli da scoprire in attesa dell’uscita di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, un remake che promette di aumentare la voglia di esplorare ancora una volta Hyrule e i suoi magici misteri.

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