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Fire Emblem: Fortune’s Weave, Recensione: un’avventura colossale

Fire Emblem: Fortune’s Weave è finalmente arrivato su Nintendo Switch 2 e offre ai giocatori una delle migliori esperienze sulla console.

Fire Emblem Fortune's
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Manuel Gagliano

   · 10 min lettura Recensioni
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Fire Emblem, storico RPG di casa Nintendo, ha finalmente debuttato sulla nuova console ibrida della grande N con uno dei suoi capitoli più ambiziosi di sempre. Dopo mesi di attesa, video dimostrativi e presentazioni dei personaggi, Fire Emblem: Fortune’s Weave vede il suo arrivo su Nintendo Switch 2, portando sulla piattaforma un’avventura lunga ore e ore, con uno dei migliori titoli che la console abbia mai visto nella sua breve, fin qui, esistenza.

Origini diverse, destini comuni

Fire Emblem: Fortune’s Weave racconta la storia di quattro personaggi: Cai, Dietrich, Theodora e Leda. Ognuno di questi protagonisti presenta dei caratteri e delle motivazioni diversi, che li spingono a perseverare nel raggiungimento dei propri obbiettivi. Il giovane Cai desidera aiutare il padre, che si trova a dover scontare una condanna per i suoi crimini passati; l’affascinante e oscuro Dietrich è semplicemente spinto dalla sua sete di sangue e dalla volontà di combattere avversari sempre più forti; la nobile regina Theodora lotta per il suo popolo e per garantire loro un futuro migliore; e, infine, la bella danzatrice Leda è guidata dal desiderio di vendetta verso l’assassino del padre e dei suoi complici.

Storie molto diverse tra loro, per l’appunto, ma che portano i quattro personaggi a un punto di incontro comune: il Torneo dei gladiatori di Dagsion. L’evento, che si svolge nella capitale dell’Impero di Dagda, è organizzato dal sovrano divino Solel, che ha promesso di esaudire al vincitore del torneo qualunque suo desiderio. Nessuno dei quattro giovani può lasciarsi sfuggire questa occasione, che nasconde dietro le quinte qualcosa di molto oscuro. Gli eventi del Torneo dei gladiatori, svoltisi nell’anno 1449, sono già un ricordo del passato all’inizio del gioco.

Appena un anno dopo, nel 1450, Dagda si trova nel caos totale: i cadaveri dei guerrieri defunti molto tempo prima sono misteriosamente tornati in vita, invadendo il mondo e portandolo alla rovina. Comandati dal sovrano dell’oltretomba, Balor, riescono a sopraffare chiunque si opponga a loro con facilità, vista la mancanza di guerrieri in grado di contrastarli. Ma è proprio qui, in questo mondo in rovina, che si mostra il messaggero del Corvo Bianco, il combattente scelto dalla dea Sothis per salvare la Dagda dalla piaga. Il suo compito si dimostra essere molto arduo: cambiare il destino di Cai, Dietrich, Theodora e Leda per poter combattere al loro fianco e portare al termine la sua missione.

L’enorme città di Dagsion

Nonostante il messaggero del Corvo Bianco possa essere considerato il vero protagonista centrale di Fire Emblem: Fortune’s Weave, il giocatore si trova a passare la maggior parte del suo tempo con i quattro personaggi principali di ogni saga, a cui possiamo anche riferirci come le Fiamme della Dagda. Questo vuol dire che la città di Dagsion, luogo dello svolgimento del Torneo dei gladiatori, è lo scenario più presente all’interno del gioco e quello che offre più attività in assoluto. I combattimenti sono una parte fondamentale del titolo, ovviamente, ma viste le estese possibilità di esplorazione offerte, vale la pena osservare da un po’ più vicino la sorprendente capitale dell’Impero di Dagda.

Dagsion si divide in tre parti: città alta, centrale e bassa. Questa divisione la rende molto grande, a tal punto da rendere la sua esplorazione quasi labirintica durante i primi minuti al suo interno. Nelle tre zone si svolgono attività diverse e, a seconda del personaggio che si sta utilizzando, molto spesso vi sono dei luoghi accessibili esclusivamente durante la saga scelta, mentre altri potrebbero non essere mai visti. La parte centrale è dove si trova l’arena, in cui si svolgono gran parte delle battaglie e, sicuramente, le sfide più importanti a livello di trama, ma non è l’unico luogo di interesse: si trovano qui i mercati, in cui possono essere acquistati oggetti utili e armi, e la locanda, dove è possibile condividere pasti con gli altri personaggi e far scorrere il tempo più velocemente.

La parte alta è dedicata ai templi degli dei, alle attività di svago come il teatro e le terme e agli esami di certificazione, utili per ottenere delle classi superiori per le proprie unità. Infine, vi è anche la zona bassa di Dagsion, più povera rispetto alle due precedenti, ma con luoghi di interesse come il porto, la taverna e un grande mercato che vende gli oggetti più rari. Con tutte le attività presenti e i personaggi che popolano le vie, la città appare straordinariamente viva, soprattutto grazie alle interazioni possibili. Durante l’esplorazione, infatti, discutere con i cittadini e approfondire i legami con le unità disponibili è consigliato per scoprire tutti gli aspetti nascosti di Dagsion, oltre ad alcune curiosità sulle vite dei personaggi.

Basi della lotta

L’esplorazione della capitale dell’Impero di Dagda può portare a ricevere delle missioni, secondarie o principali, che molto spesso richiedono il confronto in battaglia per poterle completare. Le lotte sono una delle parti più importanti di Fire Emblem: Fortune’s Weave, ma nel titolo ne esistono due tipi: quelle classiche, tipiche della serie RPG Nintendo, e gli scontri brevi. Le prime tra queste sono molto importanti e, spesso, vengono presentate come eventi di trama o per le situazioni più tese. Le battaglie classiche, che si svolgono su vari tipi di campi, presentano molte sfaccettature e capire bene come funzionano può portare a dei grandi vantaggi strategici.

Innanzitutto, diventa fondamentale imparare come posizionare le proprie unità e contro quali nemici mandarle. Un’unità aerea, che consiste in un soldato a bordo di un cavallo alato, non dovrebbe essere mandata a fronteggiare un arciere che, in termini semplici, risulta superefficace contro di essa. Perciò, per affrontare ogni lotta al meglio, è necessario comprendere come funzionano le classi. Come già menzionato prima, all’interno di Dagsion è possibile sostenere degli esami per cambiarle e si dividono in tre categorie: base, intermedie e avanzate. A loro volta presentano delle sottocategorie, che si specializzano in diversi stili e aumentano le statistiche delle unità a seconda della classe scelta.

Se, inizialmente, il giocatore può trovarsi in difficoltà nelle prime fasi di gioco cercando di capire quel che sta succedendo, il titolo fa tutto il possibile per rendere chiaro ciò che deve essere fatto. Lascia lo spazio giusto per pensare, guidando gli utenti nella comprensione delle strategie e delle unità in loro possesso fino a quando i consigli non sono più necessari. Dopodiché, è anche fondamentale osservare bene i dintorni del campo di battaglia, che possono fornire degli ottimi vantaggi. Un ostacolo presente sulla mappa può diventare un riparo e posizionare un’unità vicino a esso può proteggerla dagli attacchi nemici. Allo stesso modo, alcuni elementi possono essere utilizzati per garantire delle maggiori probabilità di schivata, come i cespugli.

Altro aspetto importante di questo tipo di scontri è l’utilizzo di mosse speciali e ardenti, quest’ultime utilizzabili solamente da alcuni personaggi. Le prime tra queste permettono di infliggere più danni o aggiungere degli effetti secondari ai propri attacchi, ma usarle comporta la diminuzione della resistenza dell’arma. Se questa dovesse raggiungere lo zero, perderebbe la sua efficacia ed è perciò consigliato non fare abuso delle mosse speciali. Le mosse ardenti, invece, sono attacchi peculiari affidati solitamente alle unità protagoniste.

Anche in questo caso si ottengono degli effetti fuori dal comune, che possono essere sia di supporto per gli alleati che di danneggiamento per gli avversari. Per esempio, le mosse ardenti di Leda le permettono di aumentare le statistiche dei compagni vicini, mentre quelle di Dietrich gli conferiscono una mobilità estesa rispetto a quanto sarebbe normalmente possibile. Anche qui è necessario essere cauti: le mosse ardenti consumano i PS del personaggio che le utilizza, lasciandolo vulnerabile.

I sopracitati scontri brevi invece, molto diversi dalle battaglie classiche, si svolgono all’interno delle rovine, luoghi esplorabili attraverso la mappa del mondo. Innanzitutto, si restringe la capacità delle unità schierabili in campo, dalle potenziali nove a solamente cinque, e non vi sono movimenti particolari nello scenario. Infatti, si tratta di una lotta dove i nemici si fanno avanti a rotazione e tutti i personaggi coinvolti, da entrambi i lati, condividono un’unica barra della salute. Anche se un’unità dovesse aver subito pochi colpi, se i PS della sua squadra scendono a zero la battaglia è persa.

La grande differenza tra i duelli classici e gli scontri brevi è la possibilità di utilizzare gli attacchi concatenati, in cui due unità possono collaborare per infliggere danni maggiori. Questi non possono essere usati all’infinito, ma solamente per un numero di volte determinato dai PC (Punti Concatenati), una barra che si riempie ogni volta che si accede alle rovine.

Insomma, Fire Emblem: Fortune’s Weave presenta un sistema di combattimento molto variegato e certe volte complicato, che però viene reso un po’ più semplice con l’utilizzo delle benedizioni concesse dagli dei. La prima con cui si inizia il gioco è quella di Fortuna, che conferisce al giocatore l’abilità di tornare indietro nel tempo e correggere gli errori.

Questa possibilità può rendere le battaglie troppo facili e prive di sbagli, evitando le conseguenze che un confronto potrebbe avere. Infatti, la scelta della difficoltà del gioco comprende una modalità moderna, che non elimina dalla squadra le unità sconfitte sul campo, e una classica. Quest’ultima comporta degli effetti duraturi, ovvero la rimozione permanente dei personaggi battuti, che non possono più essere schierati nelle battaglie successive. Le unità non muoiono come in passato, ma anche al di fuori delle lotte diventa impossibile avanzare il proprio rapporto con loro. La modalità classica è, quindi, una difficoltà aggiuntiva che però può essere annullata dalle benedizioni.

La mappa del mondo

La grandezza di Fire Emblem: Fortune’s Weave si estende nella sua vasta mappa del mondo. Questa permette di uscire dai confini della città di Dagsion e di esplorare l’intero continente dell’Impero di Dagda. La maggior parte delle missioni secondarie si trova proprio qui, dato che le richieste dei personaggi possono portare verso luoghi lontani e pericolosi. Nella mappa sono presenti varie attività possibili, come la pesca, la ricerca di materiali, l’esplorazione dei villaggi e delle rovine. Per quanto riguarda le prime azioni menzionate, non sono previsti dei minigiochi e, perciò, l’esito delle ricerche è puramente casuale.

I villaggi, invece, offrono strumenti che potrebbero non essere disponibili a Dagsion. Sono quindi oggetti tipici dei luoghi visitati e spesso molto utili nel corso di altre attività. Le altre zone con cui si può interagire più approfonditamente sono le rovine, piene di materiali rari ma anche di nemici forti. Proprio qui, come già menzionato in precedenza, si svolgono gli scontri brevi.

Uno scenario sorprendente

La cura e l’attenzione che Nintendo ha dedicato a Fire Emblem: Fortune’s Weave è sorprendente. Dai paesaggi alle animazioni, per poi passare ai design dei personaggi, il titolo è artisticamente straordinario e anche a livello tecnico fa una gran bella figura. Le sue grafiche sono un piacere per gli occhi ed è facilmente individuabile la cura per i dettagli impiegata. La città di Dagsion, poi, si distingue molto e la sua importanza è resa evidente in ogni sua minima caratteristica; offre dei dintorni pieni di vita, con delle vie sempre colme di persone e attività che sembrano non concludersi mai.

Ma se vogliamo parlare del comparto tecnico del gioco, non possiamo sorvolare la colonna sonora. E, in questo caso, non potrebbe essere detto altro se non che si è raggiunta la perfezione. Ogni battaglia o esplorazione è accompagnata dalle note epiche della colonna sonora, rendendo pieno di energia o semplicemente piacevole ogni minuto trascorso.

Conclusione

Fire Emblem: Fortune’s Weave è un viaggio colossale, apparentemente senza fine e pieno di sorprese e segreti. Giocare tutte le saghe rivela aspetti che rimangono nascosti agli altri personaggi e permette, quindi, al giocatore di vivere sempre un’esperienza nuova, che dura a lungo. Di certo, si tratta di uno dei migliori titoli per Nintendo Switch 2 mai rilasciati fino a questo momento e spinge le capacità della console a livelli molto elevati. Per i fan della saga si tratta di un capitolo molto ricco e coinvolgente, che offre delle possibilità enormi. Il gioco è disponibile sul Nintendo eShop al prezzo di 69,99€.

Voto: 9.5

Pro
Ottima colonna sonora
Varietà e possibilità di gioco infinite
Storie superbe
Combattimenti coinvolgenti e complessi
Scenari mozzafiato
Contro
Le benedizioni rendono eccessivamente facile il gioco

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