Il trailer di annuncio aveva seminato dei dubbi tra i fan, ma ora è ufficiale: Resident Evil Veronica sarà un titolo in terza persona, in continuità con lo stile già adottato nei remake di Resident Evil 2, 3 e 4. A confermarlo è stato direttamente Yoshiaki Hirabayashi, produttore del titolo, in una sessione di domande e risposte con la stampa tenutasi durante il Summer Game Fest.
Il trailer ingannatore
Chi ha visto il filmato di presentazione, della durata di quasi quattro minuti, potrebbe aver pensato che il nuovo capitolo avrebbe proseguito il percorso della serie moderna verso l’horror in prima persona: il trailer si svolgeva quasi interamente attraverso gli occhi di Claire Redfield, impegnata a esplorare il caotico appartamento parigino del fratello Chris. Una scelta narrativa deliberata, come ha spiegato lo stesso Hirabayashi: l’obiettivo era non rivelare immediatamente al pubblico cosa stesse vedendo, mantenendo alta la suspense fino alla conclusione del filmato.
Le parole del produttore
Alla domanda se Veronica sarebbe stato stato in prima persona, in terza persona o con uno stile ibrido simile a quello di Resident Evil Requiem, Hirabayashi ha risposto senza esitazione: «È un gioco in terza persona». Il produttore ha poi offerto un contesto narrativo prezioso per comprendere il posizionamento del titolo all’interno della saga:
Penso che Veronica sia un capitolo davvero unico nella serie Resident Evil. Per questo è difficile dire a cosa sia più vicino. Detto ciò, Veronica è ambientato tre mesi dopo Resident Evil 2. Claire è la stessa persona: non è diventata un’agente governativa in quel lasso di tempo. Tuttavia, ha ricevuto un po’ di addestramento da suo fratello, quindi potrebbe avere qualche risorsa in più a disposizione. Nonostante questo, viene trascinata molto rapidamente in una situazione estrema…forse più vicina a Resident Evil 2.
Il team di sviluppo
Hirabayashi ha anche confermato che il team dietro Resident Evil Veronica è lo stesso che ha lavorato ai remake di Resident Evil 2 e Resident Evil 4, una garanzia di qualità che rassicurerà i fan più esigenti. La scelta di occuparsi proprio di Code Veronica affonda le radici nel lavoro svolto su quei due titoli: quando al team è stato chiesto quale capitolo della saga avrebbe voluto esplorare in seguito, la conversazione è andata naturalmente all’altra persona fuggita da Raccoon City insieme a Leon, ovvero Claire Redfield, e alla volontà di raccontare la restante parte della sua storia.
Capcom ha precisato che uno degli obiettivi principali in tutti i suoi remake è il rispetto delle opere originali, e la scelta della terza persona va proprio in questa direzione: Code: Veronica era originariamente un titolo con telecamera fissa e visuale esterna, e il passaggio alla prospettiva sopra la spalla, già collaudata con successo nei precedenti remake, rappresenta la naturale evoluzione di quella visione, non un tradimento.
La conferma della visuale in terza persona chiarisce uno degli interrogativi più dibattuti dalla community dall’annuncio del titolo. Con il team di sviluppo dei remake di RE2 e RE4 al lavoro, le aspettative non possono che essere altissime.
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