Nintendo Rubriche

Abbiamo provato in anteprima Nintendo Switch: le nostre prime impressioni

Dopo una lunga attesa, sono stati tolti i veli su Nintendo Switch, nuova console dell’azienda di Kyoto in uscita in tutto il mondo il 3 marzo 2017.

Fino ad ora di Nintendo Switch avevamo visto solo un trailer che ne mostrava il concetto base: un tablet estraibile alla quale si possono agganciare ai lati due controller, così da permettere di utilizzare la console in piena mobilità. Se inserito all’interno della sua “base” (chiamata dock station) invece, è possibile giocare sullo schermo TV di casa.

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In occasione della sua presentazione globale, siamo volati a Londra per provare in anteprima l’attesissima console. La première si è tenuta nella splendida cornice del teatro londinese Hammersmith Apollo, dove si respira un’aria che ricorda quella dell’E3 di Los Angeles, gremita di giornalisti e influencer da tutta Europa!

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Dove, quando e con chi vuoi

Prima di poter mettere le mani sulla console e i vari titoli, la divisione italiana di Nintendo tiene una breve presentazione nella quale, Massimo Bullo, capo marketing di Nintendo Italia, svela il claim della console: dove, quando e con chi vuoi, un concetto chiaro e semplice che Nintendo vuole trasmettere al pubblico, nonostante più volte ribadito che rimane di base una piattaforma domestica.

Tentare di descrivere Nintendo Switch a parole è davvero difficile! Quando si ha in mano una console di tali ambizioni, bisogna necessariamente provarla per capire di cosa si tratta. C’è chi vede una console più portatile che domestica, chi il contrario.

Sta di fatto che Nintendo Switch, così come dice il nome stesso della console, permette in pochi istanti di “switchare” da console casalinga, collegata al televisore a console portatile, grazie al display da 6,2 pollici di cui è dotata. Agganciando infatti i controller all’unità centrale si va a formare quello che gli dà l’aspetto più caratteristico ed elegante.

I Joy-Con sono i veri protagonisti

Eppure, nonostante lo “switch” sia la caratteristica “principale” della console, raramente abbiamo potuto vedere il procedimento qui a Londra. I veri protagonisti dell’evento sono stati invece i Joy-Con, i due controller che possono essere inseriti nelle cerniere ai lati del tablet quando si vuole giocare in mobilità oppure nell’impugnatura Joy-Con per una esperienza nella TV casalinga (con relativo dock station), creando a tutti gli effetti un controller wireless completo.

I due controller risultano essere compatti e leggeri, realizzati con un ottimo materiale che restituisce un ottimo feedback al tatto. Ognuno ha un set completo di pulsanti, così da essere considerato un controller indipendente: Infatti, a seconda dei giochi, i due Joy-Con possono essere usati separatamente, uno per giocatore, permettendo così di divertirsi insieme ad un amico senza acquistare controller aggiuntivi.

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La vera potenza però, sta al loro interno, dove nascondono una serie di caratteristiche che li rendono un concentrato di tecnologia. Oltre all’accelerometro e il sensore di movimento abbiamo una funzionalità che ci ha davvero sorpreso: il Rumble HD.

Grazie a questa tecnologia, è possibile riprodurre delle vibrazioni davvero profonde ed incredibilmente realistiche, tanto da replicare con precisione effetti come una scatola con all’interno delle palline o un bicchiere con dei cubetti di giacchio. Sembra davvero di avere in mano questi oggetti!

Bisognerà tuttavia vedere se questo tipo di intrattenimento andrà oltre la curiosità iniziale e riuscirà a conquistare una nuova fetta di pubblico, così da permettere la produzione di altri titoli simili a questi.

Da segnalare, anche se non abbiamo avuto modo di testare, la presenza nel Joy-Con destro del sensore NFC (utile ad esempio per il riconoscimento degli amiibo) e una telecamera IR di movimento (può riconoscere la forma, la distanza e il movimento degli oggetti che inquadra). Mentre nel Joy-Con sinistro è presente un pulsante per fare Screenshot e condividerli sui Social Network.

L’era del Wiimote rivive in Switch con i Joy-Con

Questo particolare sistema è anche la base di diversi mini-giochi presenti in 1-2-Switch, uno dei giochi di lancio della console pensato proprio per sfruttare al massimo le caratteristiche dei Joy-Con. Al titolo è stata data una notevole importanza alla presentazione di Londra e sembra sancire il ritorno di quei videogiochi che hanno fatto la fortuna del Wii e il suo Wiimote, in forma evoluta ovviamente. Ci ha regalato dei momenti davvero esilaranti, tra sparatorie in stile western e improbabili imitazioni.

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A rafforzare questo concetto c’è anche la presenza di laccetti che permettono di facilitare l’uso dei tasti dorsali nonché garantire una maggiore sicurezza quando si usano giochi per i quali sono richiesti dei movimenti veloci.

A sfruttare pieno i sensori di movimento abbiamo anche Arms, la nuova installazione che ha destato notevole curiosità tra il pubblico. Si tratta di un picchiaduro nel quale si utilizzano due Joy-Con a testa per comandare delle braccia meccaniche personalizzabili con diverse armi. Il sistema risponde con molta precisione ai movimenti ed il gioco è tutt’altro che semplice. Siamo avanti anni luce da Wii Sport Boxe, dove bastava semplicemente muovere in avanti il controller.

Bisogna però dire che i due controller hanno delle dimensioni comunque molto ridotte, l’utilizzo dei singoli Joy-Con è sicuramente più adatto per brevi sessioni di gioco e con titoli che sfruttano a pieno le sue caratteristiche.

Quando vengono “uniti” nell’impugnatura Joy-Con l’utilizzo ci pare molto più ergonomico, anche se in alcuni momenti giocando a The Legend of Zelda abbiamo rischiato di perdere di vista i comandi di gioco, vista la vicinanza dei tasti. Sicuramente i giocatori più esperti preferiranno utilizzare il Controller Pro, acquistabile separatamente.

L’anima di Switch

Ma parliamo ora del corpo principale di Switch, che nasconde al suo interno il cuore pulsante dell’intera macchina. Lo schermo multi-touch da 6,2 pollici risulta davvero ben illuminato, nitido e con dei colori brillanti. Il passaggio dai 1080p della TV ai 720p dello schermo del tablet non si avverte per nulla. I giochi risultano davvero godibili in modalità portatile, ma solamente in giocatore singolo.

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Provando a giocare Mario Kart 8 Deluxe con un Joy-Con a testa con Switch in modalità “da tavolo” abbiamo trovato non poche difficoltà. Lo schermo risulta troppo piccolo per essere diviso in due giocatori. Questo problema viene meno in quanto lo schermo viene utilizzato solo per visualizzare i risultati, come ad esempio avviene con 1-2-Switch. Ma quanti altri titoli vanteranno simili caratteristiche?

In ogni caso i giochi rispondono molto bene ai comandi dati dai due controller Joy-Con. La batteria avrà una durata tra le 3 alle 6 ore di gioco a seconda del titolo, il che ci sembra più che giusto per una console che di base vuole essere comunque “casalinga”. Tenendo in mano la console dopo una lunga sessione di gioco non sembrano esserci stati grandi surriscaldamenti.

Siamo riusciti a provarlo per qualche istante anche senza le placche metalliche di sicurezza ed il peso della console risulta abbastanza leggero ed equilibrato, simile a quello del Gamepad di Wii U.

I titoli in prova

Tra i titoli, oltre i già citati Mario Kart 8 Deluxe (una versione definitiva che comprende nuove funzionalità e personaggi in uscita il 27 aprile), Splatoon 2 (con nuove armi, vestiti e mappe in uscita questa estate), Arms (disponibile in primavera) e 1-2-Switch, abbiamo avuto la possibilità di giocare The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

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Appena arrivati ci siamo subito in messi in fila per provarlo e non c’è da sorprendersi se è stato il titolo per il quale c’era più coda. Possiamo confermare che è uno dei titoli di lancio più belli di sempre (uscirà il 3 marzo in contemporanea con la console). Un open world davvero sconfinato con una atmosfera magica che è riuscita a trasportaci dentro il mondo di gioco nonostante la frenesia dell’evento.

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Non abbiamo potuto invece provare Super Mario Odyssey, per ora ci siamo infatti dovuti accontentare di un trailer, che ci ricorda un po’ lo stile di Super Mario 64. Sicuramente Nintendo vuole lasciare grande spazio a questo titolo in occasione dell’E3 2017, non vediamo l’ora di sapere di più!

Tanti i titoli delle terze parti giocabili (dei giochi non prodotti direttamente da Nintendo), come ad esempio Skylander Imaginator, Just Dance e Sonic Mania. Nintendo ha ben evidenziato al pubblico quanto stia lavorando a stretto contatto con i vari partner, tanto da includere nella presentazione globale anche EA Sports con FIFA.

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Bisogna però dire che al lancio, Nintendo Switch arriverà (almeno, secondo gli annunci attuali) con davvero pochi titoli disponibili. Speriamo che questo non mini troppo al successo iniziale, visto che dopo pochi mesi arriveranno titoli del calibro di Xenoblade Chronicles 2 e Super Mario Odyssey.

Si ritorna al singolo schermo

Personalmente, uno dei miei dubbi più grandi da giocatore Nintendo era capire che effetto avrebbe fatto tornare a giocare su un singolo schermo. Da anni, sia con Nintendo 3DS che con Wii U, mi sono lentamente abituato ad una esperienza a doppio schermo (anche se nella maggior parte delle volte, uno dei due schermi viene usato solo per informazioni di base). Devo dire che l’assenza del doppio schermo non si sente per nulla, sia mentre si gioca sullo schermo del tablet che su quello della TV.

Una grande sfida per Nintendo

Switch sembra un’idea “evoluta” di ciò che Nintendo ha già provato a trasmettere con Nintendo Wii U, senza però riuscire ad ottenere i risultati sperati. L’azienda nipponica decide così riprovarci, imparando dai propri errori, e non abbandonando la sua strategia Oceano Blu.

Anziché puntare su avanzate caratteristiche hardware per competere con la concorrenza, si butta sull’esperienza di gioco, portando nel mercato di videoludico qualcosa di fuori dal comune, con nuove dinamiche interessanti che vanno oltre il semplice gioco tradizionale.

Prende il “meglio” di tutte le generazioni di console per cercare un nuovo equilibrio: abbiamo la portabilità e condivisione di Nintendo DS / 3DS, l’innovazione del Motion Control di Wii, l’interazione non convenzionale che permette di usare Wii U senza lo schermo TV, la voglia di creare dei titoli sorprendenti dell’era Nintendo 64 e GameCube, ma anche il ritorno ai classici di NES e SNES.

Tuttavia c’è anche un netto distacco dal passato: il fatto che abbia deciso di abbandonare il nome “Wii” è già un grande sintomo del cambiamento. Nintendo fa sapere anche che tutti gli accessori per le console precedenti non saranno compatibili con Nintendo Switch proprio per via di tutte le innovazioni presenti, nonostante sia una azienda che ha sempre dato un enorme peso alla retrocompatibilità.

All’interno della grande N questo concetto è sicuramente chiaro e la risposta positiva anche dei partner terze parti, che hanno garantito pieno supporto (per ora) alla console, potrebbe regalare alla console un futuro molto roseo.

Il timore però è che le terze parti dopo il primo periodo non garantiscano una certa continuità pubblicando nuovi titoli, esattamente come accaduto con Wii U. Il fatto che Switch non abbia la stessa potenza delle altre console in commercio, impedisce ai publisher di pubblicare titoli sulla piattaforma con facilità, essendo necessario creare ogni volta delle versioni “personalizzate” e adattate appositamente. Questo processo di adattamento/porting deve comunque essere giustificato da buone vendite e resa a livello commerciale di Switch.

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Nulla da eccepire sul fatto che Nintendo Switch sia una console davvero ben fatta e dalle potenzialità incredibili, ma ora tocca a Nintendo cercare di mantenere alta l’asticella dell’interesse nel corso del tempo e oltre l’hype iniziale del lancio. È inoltre importante che faccia chiarezza il prima possibile su alcuni punti, tra cui la struttura per il gioco online e il sistema operativo sulla quale opera, due caratteristiche che nonostante la sua strategia fuori dal comune, non si può permettere di ignorare a meno di due mesi dal lancio.

Nintendo Switch sarà disponibile in Italia dal 3 marzo al prezzo consigliato di 329 euro.

Articolo di Manuel Urrai

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