PokéQuark, la rubrica che esplora origini e possibili ispirazioni delle creature tascabili, è pronta a tenervi compagnia anche nel 2026! Dal momento che, secondo l’oroscopo cinese, il 2026 è l’anno del cavallo di fuoco, il primo numero del nuovo anno è dedicato a Ponyta e Rapidash. Per offrire una panoramica completa dei due celebri cavalli infuocati di Kanto, approfondiremo anche le loro forme di Galar. Siete pronti a visitare Kanto e Galar, le due regioni Pokémon basate, rispettivamente, sul Giappone e il Regno Unito? Il nostro viaggio nella storia del brand Pokémon ha inizio!
Ponyta e Rapidash: alcuni dati preliminari
Il primo passo per approfondire le origini di Ponyta e Rapidash è partire dalle basi. Avviamo quindi la nostra indagine analizzando alcuni dati di gioco ufficiali e presentando una breve analisi etimologica dei nomi dei nostri protagonisti.
Categoria: Pokémon Cavalfuoco
Tipo: Fuoco
Altezza: 1,0 m
Peso: 30,0 kg
Abilità: Fugafacile (Run Away) o Fuocardore (Flash Fire)
Ponyta è una creatura tascabile che ha fatto il suo debutto a Kanto. Occupa la posizione numero 77 sia nel Pokédex Nazionale sia in quello della sua regione di provenienza. Il suo nome unisce, verosimilmente, la parola pony, che indica un cavallo di taglia ridotta, all’aggettivo spagnolo e portoghese bonita, traducibile come “bella” o “graziosa”. Il Pokémon noto come Ponyta nella localizzazione in lingua inglese, porta lo stesso nome anche nell’originale giapponese ポニータ (Ponyta).
Nei videogiochi Pokémon, gli esemplari di Ponyta si evolvono in Rapidash a partire dal livello 40.
Categoria: Pokémon Cavalfuoco
Tipo: Fuoco
Altezza: 1,2 m
Peso: 22,2 kg
Abilità: Fugafacile (Run Away) o Fuocardore (Flash Fire)
Rapidash è un Pokémon che ha debuttato a Kanto; sia nel Pokédex della sua regione sia in quello Nazionale è abbinato al numero 79. Il suo nome deriva, plausibilmente, dalla fusione tra l’aggettivo rapid (veloce) e il sostantivo dash (“scatto” o “impeto”). La versione giapponese, ovvero Gallop (ギャロップ), rimanda invece alla parola inglese gallop (galoppo), che designa l’andatura naturale più rapida dei cavalli. Essa viene effettuata in tre tempi, posando prima un arto posteriore, successivamente il bipede diagonale della stessa parte e infine l’altro arto anteriore. Segue poi un tempo di sospensione decisamente più lungo rispetto alla durata dell’appoggio sul terreno.
Il galoppo è inoltre una specialità su pista dell’ippica in cui il fantino monta il cavallo. Le competizioni di questo tipo possono coinvolgere cavalli coetanei o non avere limiti anagrafici. Molte di queste gare sono poi corse a ostacoli e impongono al cavallo di saltare siepi oppure ostacoli di altro tipo.
Nei videogiochi Pokémon Spada e Scudo, lanciati nel 2019, Ponyta e Rapidash hanno ricevuto due forme regionali, vale a dire Ponyta di Galar e Rapidash di Galar. Proprio come il “cugino” di Kanto, anche Ponyta di Galar si evolve in Rapidash di Galar a partire dal livello 40.
Categoria: Pokémon Singolcorno
Tipo: Psico
Altezza: 0,8 m
Peso: 24,0 kg
Abilità: Fugafacile (Run Away) o Pastelvelo (Pastel Veil)
Categoria: Pokémon Singolcorno
Tipo: Psico/Folletto
Altezza: 1,7 m
Peso: 80,0 kg
Abilità: Fugafacile (Run Away) o Pastelvelo (Pastel Veil)
Pony, cavalli ed esseri umani: un antico legame che resiste ancora oggi
Il principale ispiratore di Ponyta e Rapidash è rappresentato dal cavallo (Equus ferus caballus), un mammifero perissodattilo (ovvero provvisto di zoccoli) di medio-grossa taglia della famiglia degli Equidi. Quest’ultima, attualmente, è rappresentata solo dal genere Equus, che comprende cavalli, zebre e asini. Molti dei componenti della famiglia Equidaae si sono infatti estinti milioni di anni fa.
Il cavallo è un mammifero quadrupede erbivoro che supera i 148 centimetri di altezza al garrese. Possiede una testa allungata con orecchie mobili e occhi grandi, un corpo snello e muscoloso, arti lunghi con estremità protette da zoccoli, criniera e coda folte. I mantelli possono avere un solo colore (generalmente rossiccio, nero, bianco, grigio, marrone e dorato), più tinte mescolate tra loro (due o tre) o essere pezzati. Al mondo esistono oltre 300 razze di cavalli, tutte provviste di caratteristiche peculiari.
La velocità, la forza, la resistenza e l’intelligenza dei cavalli sono state qualità cruciali per l’avanzamento della storia umana a livello globale. L’uomo iniziò ad addomesticare questi animali nelle steppe orientali dell’Asia intorno al 5000 a.C. e in Europa nel III millennio a.C. Da allora, i cavalli sono stati compagni insostituibili in ambiti quali il lavoro, i trasporti, lo sport, l’intrattenimento e la guerra.
Un punto di svolta è rappresentato dall’inizio dell’industrializzazione di massa (fine Settecento), ovvero quando l’ingegnere scozzese James Watt (1736-1819) introdusse l’unità di misura cavallo vapore (CV). Essa serviva per indicare la potenza dei mezzi di trasporto a vapore e rendere evidente quanti cavalli da tiro potessero essere sostituiti dalla nuova tecnologia. La “transizione energetica” fu tuttavia decisamente lenta: negli anni Trenta del Novecento, il cavallo era ancora largamente impiegato in ambito agricolo. Solo alla fine della seconda guerra mondiale la popolazione iniziò a preferire le automobili con motore a scoppio alle carrozze trainate da questi fidati quadrupedi.

Al giorno d’oggi, i cavalli continuano a essere impiegati soprattutto nelle attività sportive, ma sono frequenti anche utilizzi legati a svago, turismo equestre, terapie riabilitative e cerimonie ufficiali.
L’equitazione, vale a dire l’arte di cavalcare un cavallo, è strettamente basata sul rapporto di fiducia tra l’essere umano e il proprio destriero. Essa include diverse discipline agonistiche (come la corsa a ostacoli) praticate, sia a squadre sia singolarmente, in strutture al chiuso, maneggi all’aperto, zone di campagna o negli ippodromi. Questi ultimi sono i luoghi dove si svolgono le gare di ippica, con cavalli che corrono su pista (in erba o in terra battuta) cavalcati da fantini.
L’ippica è una disciplina le cui prime attestazioni risalgono alla civiltà micenea, sviluppatasi nella Grecia continentale tra il 1750 a.C. e il 1050 a.C. Nell’antica Grecia, nell’antica Roma e nell’impero bizantino, le corse con cavalli erano estremamente popolari. L’atleta umano, noto come auriga, guidava una biga (un carro leggero biposto trascinato da una coppia di cavalli) o una quadriga, un cocchio trainato da quattro cavalli.
L’ippica moderna nasce invece in Inghilterra nei secoli XVII e XVIII, dove sono stati elaborati i regolamenti delle varie tipologie di gara (trotto, galoppo e ostacoli). In questo territorio è stata inoltre selezionata la razza nota come purosangue inglese, il cavallo più rapido al mondo sulle medie distanze. Durante una corsa su pista, la sua velocità al galoppo oscilla tra i 20 e i 70 km/h.
L’ippica è estremamente popolare anche in Giappone, dove è approdata nel lontano 1862 per iniziativa dei residenti stranieri. Nel 1954 è nata la Japan Racing Association (JRA), responsabile dell’organizzazione e della regolamentazione delle corse professionali nel Sol Levante. Nel corso dei decenni, il Giappone si è imposto come nazione di categoria 1 negli sport equestri, organizzando corse internazionali di altissimo livello. La corsa più prestigiosa del Paese è la Japan Cup, inaugurata nel 1981 presso l’ippodromo di Tokyo che, dal 1991, ospita anche un museo dedicato alle corse ippiche.

Il design finale di Rapidash è stato probabilmente sviluppato, almeno in parte, fondendo molteplici modelli reali e prendendo spunto dalle categorie Cold Blood, Hot Blood e Warm Blood. Queste classificazioni non sono di stampo scientifico: esse derivano da un’analisi comportamentale e morfologica di ogni specie.
Vengono chiamati cavalli a sangue freddo (Cold Blood) tutti quegli equini dalla corporatura imponente e dal temperamento docile. Storicamente sono stati utilizzati per lavori agricoli e attività che richiedono resistenza e forza. Alti e pesanti, possiedono arti larghi e articolazioni robuste. Quasi tutte le razze a sangue freddo provengono dall’Europa settentrionale e occidentale; qui, in passato, erano specializzate nel trasporto di carichi pesanti.

I cavalli a sangue ardente (Hot Blood) spesso provengono da regioni aride o semidesertiche, dove riescono a sopravvivere grazie alla loro resistenza. Nel corso dei secoli, sono stati incrociati, selezionati ed esportati per migliorare altre razze e spiccare nelle gare di velocità. Possiedono una silhouette snella, arti sottili e forti con tendini ben definiti e una groppa muscolosa. Intelligenti e sensibili, hanno bisogno di essere guidati da un cavaliere equilibrato, calmo ed esperto.

Il cavallo a sangue caldo (Warm Blood) è nato invece incrociando Arabi e Purosangue con i pesanti destrieri da guerra e da tiro. Dai suoi antenati ha ereditato un mix di intelligenza, calma ed energia. Più pesante della categoria a sangue caldo, è però molto più atletico degli equini a sangue freddo e, per tale ragione, si presta all’impiego in gare quali dressage (addestramento), corse a ostacoli e caccia alla volpe. Il design di Rapidash potrebbe essere stato influenzato soprattutto da questa tipologia.

Nel caso di Ponyta, uno dei modelli è il puledro, ovvero il cucciolo di cavallo. Circa venti minuti dopo la loro nascita, questi piccoli prodigi tentano di alzarsi e, nel giro di un paio d’ore, imparano a reggersi in piedi. Dopo qualche ora, iniziano a camminare con un’andatura sicura e a seguire la madre. In natura, in caso di pericolo, genitori e figli possono allontanarsi rapidamente dai predatori correndo insieme.
“Appena nato non è un buon corridore. Impara a correre sempre più veloce rincorrendo i suoi genitori.”
Descrizione di Ponyta nel Pokédex di Pokémon Oro
Ponyta è inoltre ispirato al pony, un cavallo di taglia ridotta che, di solito, non supera i 148 centimetri al garrese (il punto più alto del dorso nei quadrupedi). In virtù della loro stazza in miniatura e del loro temperamento docile, vengono spesso utilizzati per le lezioni di equitazione dei bambini. Hanno però anche un lato curioso, sveglio e un po’ dispettoso che, in certi casi, può essere tenuto a bada solo da un cavaliere adulto e con maggiore esperienza.
Il nome Ponyta, che rimanda alla parola spagnola bonita (bella), permette di ipotizzare un legame con la razza equina argentina dei Falabella, noti anche come pony argentini. I Falabella discendono dai cavalli importati dai conquistadores spagnoli e portoghesi in seguito alla scoperta dell’America (1492). Questi esemplari, scelti tra i più forti e resistenti d’Europa, furono poi abbandonati nelle pampas, le vaste pianure argentine. Qui intervenne la selezione naturale, che favorì un gruppo di dimensioni modeste. A metà Ottocento, l’irlandese Patrick Newtall individuò questi cavalli e, dopo aver iniziato ad allevarli, li ribattezzò in onore del genero Juan Falabella. Negli ultimi centocinquanta anni, la razza è stata perfezionata dalla famiglia Falabella tramite diversi incroci.
Nonostante siano alti meno di 80 centimetri, i Falabella vengono considerati dei cavalli perché conservano le loro stesse proporzioni armoniose. Sono infatti dotati di una testa piccola e affusolata, gambe lunghe, sottili e forti con zoccoli robusti.
“È capace di salti altissimi. Quando tocca terra, attutisce l’impatto grazie agli zoccoli e alle zampe muscolose.”
Descrizione di Ponyta nel Pokédex di Pokémon Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!
Ponyta di Galar presenta invece una più spiccata somiglianza con lo Shetland, un pony basso e robusto che non supera i 90-105 centimetri al garrese. Leggermente più alto del Falabella, è anche molto più resistente: riesce a trainare ben venti volte il suo peso! Questa specie possiede una criniera e una coda molto folte e una pelliccia che si adatta alle stagioni: morbida e sottile in estate e spessa in inverno. Un look molto simile a quello sfoggiato dai Ponyta di Galar.
Il pony Shetland è diffuso nella Scozia settentrionale e presso le isole Shetland e le isole Orcadi (due arcipelaghi scozzesi). Il loro numero si moltiplicò a metà Ottocento, quando venne vietato l’impiego di bambini di età inferiore ai dieci anni nelle miniere. I lavoratori scozzesi iniziarono così a svolgere la loro attività con il supporto di questi animali, capaci di trascinare pesanti carichi e muoversi tra gli stretti cunicoli. Al giorno d’oggi, con la cessazione dell’attività estrattiva, i pochi esemplari rimasti vengono utilizzati per avvicinare i bambini all’equitazione.
Il cavallo di fuoco: tra simbolismo e miti
La scelta di integrare il fuoco sia nel design sia nel tipo di Ponyta e Rapidash potrebbe essere stata motivata da diversi fattori. La fiamma, oltre a essere la parte visibile di una combustione, ha un profondo valore simbolico. Essa è tradizionalmente associata a energia, passione, trasformazione e vitalità: insomma, un calore interiore con un’enorme potenza trasformativa. Per tale ragione, i cavalli con l’indole più adatta a gareggiare nelle competizioni di corsa vengono definiti a sangue caldo e ardente.
“Il galoppo è la sua grande passione. Più accelera, più crescono le fiamme della criniera.”
Descrizione di Rapidash nel Pokédex di Pokémon Cristallo

Ponyta e Rapidash potrebbero inoltre essere collegati a diversi cavalli rintracciabili in diverse tradizioni mitologiche. Nella tradizione greca, il titano Elio, vale a dire la personificazione del Sole, guidava un carro trainato da quattro cavalli dalle cui narici usciva del fuoco. Tra le influenze potrebbe esserci anche il qilin, una chimera cinese con corpo infuocato di cervo, testa di cavallo provvista di un corno e coda di bue.
L’unicorno, il cavallo leggendario dal corno prodigioso
Un’analisi accurata delle origini di Ponyta e Rapidash di Kanto e Galar non può poi tralasciare l’unicorno, una creatura leggendaria dal fascino senza tempo. Nei bestiari medievali europei, questo animale era presentato come un cavallo bianco con un lungo corno sulla fronte. Dal momento che si credeva che fosse capace di purificare l’acqua e neutralizzare i veleni, molti si dedicarono, inutilmente, alla sua ricerca. In epoca medievale, molte zanne di narvalo (un cetaceo marino) venivano abitualmente spacciate per oggetti magici prelevati da un unicorno. Persino la regina Elisabetta I (1533-1603) ricevette uno di questi oggetti in regalo!

“Il suo piccolo corno possiede poteri curativi. Può guarire una ferita non troppo grave appoggiandovi sopra il corno.”
Descrizione di Ponyta di Galar nel Pokédex di Pokémon Spada
“È in grado di leggere nel pensiero di chi ha davanti guardandolo negli occhi. Se percepisce sentimenti malvagi, scompare all’istante.”
Descrizione di Ponyta di Galar nel Pokédex di Pokémon Scudo
Il design di Ponyta e Rapidash di Galar è strettamente intrecciato alle rappresentazioni moderne degli unicorni. Con il loro aspetto elegante e le loro presunte capacità magiche, sono diventati i perfetti protagonisti di numerosi prodotti di intrattenimento fantasy per adulti e bambini.
Non mancano però rimandi alla cultura scozzese, che ha ispirato la creazione della Landa Corona nei videogiochi Pokémon Spada e Scudo. L’unicorno è infatti considerato il simbolo nazionale della Scozia. Nel XII secolo venne adottato nello stemma reale e la sua rappresentazione si diffuse rapidamente sia tra i nobili sia tra gli abitanti dei villaggi rurali. Il rispetto per gli unicorni deriva dal profondo legame con l’antica cultura celtica, che li considerava esseri puri e innocenti e, al tempo stesso, audaci e orgogliosi.
“È intrepido e orgoglioso. Corre leggiadro per i boschi concentrando i suoi poteri psichici nella peluria all’estremità delle zampe.”
Descrizione di Rapidash di Galar nel Pokédex di Pokémon Scudo
L’unicorno era inoltre considerato il nemico naturale del leone, animale inserito nello stemma della casa reale inglese nel XII secolo. La rivalità storica tra le due creature si trasformò in un’alleanza nel 1603, ovvero quando Giacomo VI di Scozia (1566-1625) divenne re d’Inghilterra e Irlanda. Da quel momento, il leone e l’unicorno (quest’ultimo raffigurato in catene) vennero integrati nello stemma araldico del Regno Unito.
Nel romanzo Through the Looking-Glass, and What Alice Found There (1871), lo scrittore britannico Lewis Carroll inserisce un unicorno e un leone tra i personaggi incontrati dalla piccola Alice. I due avversari combattono per la corona del Re Bianco, in riferimento alla rivalità narrata in una famosa filastrocca per bambini.
Conclusioni
In questa tappa della rubrica PokéQuark, siamo tornati a Kanto e a Galar, due regioni del mondo Pokémon distanti sia nello spazio sia nel tempo. A partire da un’analisi etimologica, ci siamo immersi tra storia, zoologia, cinema, mitologia, folklore, letteratura e videogiochi con l’obiettivo di conoscere dei lati inediti di Ponyta, Rapidash e delle loro forme regionali di Galar. Speriamo vivamente di aver ravvivato il vostro interesse nei confronti di queste creature tascabili eleganti e piene di fascino!
Questo numero di PokéQuark si conclude con un piccolo regalo per voi lettori. Abbiamo preparato per voi delle meravigliose illustrazioni a tema, utilizzabili come sfondi per desktop, smartphone e tablet. Qui di seguito potete ammirare l’incredibile lavoro di metanoia.comix e portare i vostri cavalli preferiti sempre con voi!
Cosa ne pensi? Facci sapere la tua sulla nostra chat Telegram, sul Forum o sui canali Social!













💬 Ultimi commenti su questa notizia
Sayer
Come sempre, best rubrica