Non solo Gyarados Rosso: breve storia dei Pokémon cromatici

Alcuni Pokémon cromatici fanno riferimento a personaggi o elementi reali! Andiamo a vedere quali!

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I Pokémon cromatici, chiamati dai fan shiny o brillanti prima che Game Freak li dotasse di una nomenclatura ufficiale in occasione del rilascio della quinta generazione, sono stati sin dalla loro introduzione su Pokémon Oro e Argento tra i più ambiti ed elusivi trofei da poter sfoggiare sulla propria cartuccia. Andiamo a ripercorrere la storia di quelli che sono ormai diventati uno dei capisaldi del brand Pokémon, soffermandoci sulla loro origine, i loro metodi di ottenimento e su alcuni esempi di Pokémon cromatici con riferimenti a prima vista nascosti.

In principio c’era un Gyarados

I fan più vetusti della serie Pokémon lo ricorderanno senza dubbio: nel centro del Lago d’Ira dei giochi di seconda generazione, il Gyarados Rosso aspettava con pazienza l’arrivo del giocatore per introdurlo a una novità come mai viste prima d’ora, ovvero la caccia al Pokémon dai colori inusuali. Come lui, diversi altri mostriciattoli tascabili sono stati programmati dagli sviluppatori per apparire in seguito a una quest completata o un traguardo raggiunto (come Haxorus, Gible e Dratini in Pokémon Bianco 2 e Nero 2), ma il Pokémon Atroce li batte tutti per riconoscibilità e bellezza.

Dopo un inizio in comune, la strada di tutti gli Allenatori del mondo si è divisa: chi un Hoothoot cromatico, chi un Ponyta e i più fortunati addirittura un Entei. Ognuno di noi conserva nel proprio cuore il primo incontro con un Pokémon cromatico incrociato in maniera randomica, e purtroppo in molti la frustrazione per non essere riuscito a catturarlo.

Il metodo di ottenimento per tali elusive creature prevedeva in origine che solo i Pokémon con 10 punti IV in Difesa, Velocità e Speciali, unitamente a un Attacco pari a 2, 3, 6, 7, 10, 11, 15 o 15 potessero essere cromatici. Questo significa che, dopo un trasferimento da Pokémon Rosso e Blu, era possibile scoprire che uno dei propri compagni di avventure veniva riconosciuto come cromatico nei giochi successivi, così come dimostrato nel video a seguire.

Nei giochi moderni il calcolo considera l’ID dell’Allenatore, unitamente al suo secret ID e i tratti specifici del singolo Pokémon per determinarne la cromaticità. Insieme a tale calcolo è anche cambiata la percentuale di ottenimento: per far sì che tutti gli Allenatori ne incontrino almeno uno nel corso delle loro avventure, gli sviluppatori di Game Freak hanno raddoppiato la possibilità di incontrarli, che da 1 su 8192 è passata a 1 su 4096. Tuttavia, non è di certo l’unico metodo per ottenerli, in quanto nel corso degli anni ne sono affiorati di nuovi da una generazione Pokémon all’altra.

Ricette per un cromatico

Metodo Masuda, PokéRadar e Chain fishing sono termini ormai noti all’intera comunità Pokémon: quando il Cromamuleto dato al completamento del gioco (in grado di raddoppiare ulteriormente la probabilità di incontrarli) non basta, i fan ricorrono a metodi poco ortodossi per rendere la cattura dei Pokémon cromatici ancora più semplice mediante l’utilizzo di dispositivi esterni come Arduino, il piccolo computer programmabile in migliaia di modi diversi.

Tra i metodi meno conosciuti di ottenimento di una di queste rare creature, c’è quello dell’Uovo Strano di Pokémon Cristallo. Regalatoci dal proprietario della Pensione Pokémon, può contenere uno tra i baby Pokémon introdotti in seconda generazione (Pichu, Cleffa, Igglybuff, Tyrogue, Smoochum, Elekid o Magby), e la probabilità che dall’uovo ne esca la versione cromatica è pari al 14%: incredibilmente alta rispetto allo 0.0001220703% della seconda generazione.

Smeraldi, stelle nere e lune rosse

Il metodo secondo il quale Game Freak determina il colore in forma cromatica di un dato esemplare Pokémon è tutto fuorché chiaro: in alcuni casi sembra che la scelta ricada sul colore opposto a quello originale sulla scala dei colori, altre volte vengono prediletti il nero e il bianco e altri ancora vi sembra essere una correlazione tra tipi e gradazioni (per esempio, molti Pokémon di tipo Acqua hanno la propria versione cromatica in rosa). In rari casi, la combinazione tra un colore e un Pokémon dà poi luogo a un risultato così calzante o appropriato da farci domandare se gli sviluppatori non volessero in realtà omaggiare un dato personaggio, elemento o materiale esistente nel mondo reale.

Il Pokémon Megaforza nella sua versione cromatica potrebbe essere un riferimento a Hulk, il colosso verde dell’universo Marvel. Che Game Freak abbia voluto rendere omaggio all’alter ego di Bruce Banner tingendo Machamp del suo stesso colore?

Il già citato Gyarados rosso ha una particolarità tanto palese quanto in grado di passare inosservata ai più: il colore rosso non sarebbe scelto a caso, ma servirebbe a onorare il suo bistrattato stadio base Magikarp, in genere visto come totalmente distaccato dalla sua Atroce evoluzione.

Il pattern rosso e bianco di Ho-Oh viene rimpiazzato da uno che, se a primo impatto sembra giallo e grigio, viene invece da molti interpretato come un tributo a Pokémon Oro e Argento, titoli nei quali il Pokémon Arcobaleno ne è mascotte insieme a Lugia.

Già ai tempi dell’uscita di Pokémon Rubino e Zaffiro, i fan hanno notato una particolarità in Sableye: nella sua schiena sembravano essere incastonate delle gemme rosse e blu incredibilmente somiglianti alle pietre preziose che prestano il loro nome ai giochi di terza generazione. Che la sua versione cromatica, completamente verde, sia un riferimento allo Smeraldo, il terzo gioco della serie? La forma megaevoluta di Sableye sembra avvalorare questa tesi, dando alla pietra preziosa una presenza considerevole all’interno dello sprite del Pokémon.

Metagross è un Pokémon pseudo-leggendario molto particolare, in quanto è (fino a oggi) l’unico a non ricordare nella sua anatomia quella di un dragone. Ma il Pokémon Ferrarto ha un’ulteriore singolarità nella sua forma cromatica, la quale ricorda incredibilmente quello del lucido metallo che gli ricopre il corpo e che nella forma regolare limitato alla croce sul viso. A completare il suo design ci pensa proprio quest’ultima, che si tinge di un color oro intenso.

I metalli non durano per sempre e Bronzong sembra saperlo bene: la sua versione cromatica viene infatti tinta di un colore che ricorda tantissimo quella del metallo ossidato e che si addice incredibilmente alla natura di antico manufatto che caratterizza il Pokémon Squibronzo.

Una citazione che passerebbe inosservata se non accomunasse tutti e tre riguarda lo stadio finale degli starter di sesta generazione Chesnaught, Delphox e Greninja: per una strana coincidenza (o forse oculata intenzione), le loro forme cromatiche assumono una colorazione che ricorda i loro tipi secondari: braccia dalle tinte marroni (colore associato al tipo Lotta) per il Pokémon Spincorazza, corpo viola (tipo Psico) per il Pokémon Volpe e nero (tipo Buio) per il Pokémon Ninja.

Il Pokémon Meteora è catturabile nei titoli di settima generazione in ben 7 colori diversi tra di loro e identificabili solo dopo che il suo guscio viene distrutto. La forma cromatica di Minior, nonostante venga riconosciuta dai dati di gioco come specifica per ogni sua singola colorazione, risulta essere sempre e solo nera, con un pattern di triangoli colorati che lo fanno somigliare parecchio al Leggendario Necrozma. Coincidenze?

Continuando nella scia dei Pokémon ricollegabili agli astri, troviamo Lunala, mascotte di Pokémon Luna. La sua forma cromatica si tinge di un minaccioso rosso che rende il Pokémon Lunare incredibilmente simile al raro fenomeno della luna rossa noto tanto agli astronomi quanto ai fan di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, dando origine ad un Pokémon unico nella sua bellezza.

Naganadel, il Pokémon Velenago, è l’unica Ultracreatura in grado di evolversi e raggiungere uno stadio simile a un ibrido tra una vespa e un drago. Gli sviluppatori hanno forse tentato di rendere questa similitudine tingendo la sua versione con un pattern in tutto e per tutto simile a quello del pericoloso insetto?

Nessuno sa cosa Nintendo abbia in serbo per il futuro di questa bizzarra e interessante categoria di Pokémon, ma una cosa è certa: i Pokémon cromatici hanno nel corso degli anni ottenuto un ruolo di spessore sempre maggiore all’interno dei titoli della serie Pokémon, che siano essi appartenenti alla serie principale, spin-off o anche su Pokémon GO, e con il recente annuncio che essi saranno individuabili già nell’overworld di Pokémon Let’s Go Pikachu e Eevee possiamo dire con assoluta certezza che la loro evoluzione non accenna a fermarsi. Cosa vorreste che gli sviluppatori cambiassero o aggiungessero ai Pokémon dalla colorazione insolita?

Da piccolo fui posto davanti un bivio: videocamera o computer. Scelsi il secondo. Da allora mi chiedo come sarebbe adesso la mia vita se avessi scelto la videocamera. Profondamente radicato nel mondo dell'high-tech, del modding e dell'intrattenimento videoludico, estendo comunque i miei rami all'ambiente "vintage", dalla musica anni '30 alle console obsolete.

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