Treno Switch in partenza: ultima chiamata per il brand Pokémon

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Switch. Una parola innovativa, tanto importante da costituire il centro del futuro videoludico di Nintendo. Un termine tenuto preziosamente nascosto per mesi, mascherato con il codice NX, per poi essere rivelato insieme a tutta la sua ambizione. Un concetto forte e coraggioso, portato con coerenza nei giochi che hanno dato vita alla console ibrida di cui tutti, adesso, ne ammirano con interesse la versatilità.

Nintendo ha scommesso sull’innovazione e ha vinto. Quando le aziende concorrenti hanno puntato su realtà virtuale e prestazioni, l’azienda di Kyoto, con la saggezza che la contraddistingue, ha capito di possedere già in casa le armi vincenti e di doverle solo lustrare un po’ per tornare a splendere.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey e Xenoblade Chronicles 2 sono la dimostrazione concreta di quanto scritto fino a questo momento. I concetti che hanno caratterizzato questi brand fin dagli albori sono stati sapientemente ripensati e modernizzati, ottenendo il plauso di giocatori e critica. Una manovra che ha fatto innamorare anche chi, come me, non considerava queste saghe un “must have” tanto quanto Pokémon.

Tra i nomi sopracitati spicca un’assenza rilevante, la più prestigiosa. Nel 2007 Pokémon Versione Diamante portò la serie per la prima volta su Nintendo DS per i giocatori europei: fu una rivoluzione. La “seconda fase” della storia dei videogiochi Pokémon è stata segnata indelebilmente dal doppio schermo. Ma adesso, dopo dieci anni, è tempo che i mostriciattoli tascabili rinascano tramite una “terza fase” sotto la stella Switch.

Il treno Switch è in partenza: e questa è l’ultima chiamata per il brand Pokémon.

Binario 1 – The Legend of Zelda: Breath of the Wild

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un capolavoro indiscusso. Acclamato dalla critica con il massimo dei voti, il titolo ha decretato il tramonto di Nintendo Wii U e l’alba di Switch. Vincitore di innumerevoli premi tra cui il prestigioso “Game of the Year” ai The Game Awards 2017, Breath of the Wild ha rivoluzionato la serie sotto l’occhio veterano del produttore Eiji Aonuma.

Una trama coinvolgente, una colonna sonora commovente, una scelta artistica suggestiva e un’atmosfera nostalgica sono gli ingredienti di un gioco che non ho timore di definire perfetto. La longevità del prodotto soddisfa il giocatore, immerso nei panni di Link tra le terre di una Hyrule che, nonostante l’immensa vastità, non viene lasciata vuota ma è anzi colma di misteri, punti d’interesse peculiari e rompicapo. La fisica del gioco è probabilmente l’innovazione maggiore. Creature e oggetti interagiscono con gli elementi e le situazioni climatiche circostanti, stuzzicando la fantasia del giocatore e stimolando l’intelligenza.

Binario 2 – Super Mario Odyssey

Mario è uno di quei personaggi del mondo videoludico che mi ha accompagnato nella crescita fin dall’infanzia. Da Super Mario World per SNES a New Super Mario Bros. per Nintendo 3DS, questa serie è sempre stata presente nei miei pomeriggi di svago. Quante gare con gli amici sui vari Mario Kart, quante partite nei panni del fratello Luigi nello spettacolare spin-off Luigi’s Mansion per il buon vecchio GameCube.

Eppure, Mario non è mai stato uno di quei titoli da farmi alzare dalla sedia per la gioia durante i Nintendo Direct. Fino a questo momento. Fino a quando non ho messo le mani su Super Mario Odyssey. Anche in questo caso, l’azienda di Kyoto è stata capace di portare un vento nuovo in un brand che risultava ormai ripetitivo e scontato. Il titolo è un’odissea che ho avuto il piacere di giocare in coppia, un’avventura intrigante, divertente e sorprendente. Un piccolo idraulico che ci ricorda che non è importante la destinazione, quanto il viaggio e coloro con cui lo condividiamo.

Binario 3 – Xenoblade Chronicles 2

Ritengo che il termine esatto per descrivere Xenoblade Chronicles 2 sia “underdog”. Una parola inglese che indica un qualcosa o qualcuno di certamente sfavorito in partenza, ma che in caso di clamorosa vittoria crea un “upset”, uno “sconvolgimento”. Molti, compreso il sottoscritto, hanno sottovalutato questo titolo non essendosi mai avvicinati al brand precedentemente. Quanto ci siamo sbagliati.

Xenoblade Chronicles 2 possiede una delle trame più profonde e interessanti mai portate in un gioco Nintendo. Longevità e avventura sono gli elementi base di un progetto riuscito che aumenterà notevolmente l’attenzione dei giocatori verso i titoli futuri della saga. Qual è il significato della nostra esistenza? Fino a dove siamo disposti ad arrivare per raggiungere i nostri obiettivi? È davvero questo il mondo che Dio, “l’Architetto”, voleva creare per noi?

Binario 4 – Pokémon

Se fossimo realmente in una stazione, in questo momento Trenitalia si scuserebbe per il ritardo del treno in partenza dal binario 4. Il più lussuoso dei convogli ferroviari è paradossalmente in attesa di sistemare dei problemi tecnici e i viaggiatori stanno perdendo la pazienza. Per ingannare l’attesa è stato offerto ai clienti Pokémon Ultrasole e Ultraluna, un sedativo (piuttosto leggero) che certamente non funzionerà una seconda volta. Il brand non può più sbagliare.

Tempo scaduto. Tsunekazu Ishihara, presidente di The Pokémon Company, ha annunciato che Game Freak è al lavoro su un titolo della serie principale per Nintendo Switch. Entusiasmo tuttavia frenato dalla fredda affermazione di Junichi Masuda riguardo le aspettative forse troppo alte dei fan.

La realtà dei fatti è però nota a tutti. I colleghi hanno già scommesso sull’innovazione ottenendo un successo senza precedenti e i mostriciattoli tascabili non possono permettersi di rimanere indietro. Dal Game Boy al 3DS, fino ai giorni nostri con Nintendo Switch che segnerà l’inizio della “terza fase”, è tempo che Pokémon si evolva nuovamente senza compromessi, cali di frame, buchi nella trama e conclusioni lasciate alla deduzione del giocatore.

Caro Junichi, le nostre aspettative rimarranno alte perché devono essere alte.

E voi? Game Freak e The Pokémon Company? Riuscirete a salire in tempo sul treno Switch sfruttandone le potenzialità? Perché da parte nostra, c’è ancora la forte volontà di credere nel brand che ha segnato le nostre infanzie e non solo.

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