Avete presente quella sensazione che provate quando, finita una sessione di gioco, avete infilato il vostro Nintendo Switch nella sua base ma, inspiegabilmente, non vedete l’ora di poterla riprendere in mano per scoprire le prossime avventure che vi attendono nel videogioco di turno? Quando la sazietà non dipende dal raggiungimento di un obiettivo o dal termine di una missione, ma diventa un concetto difficilmente raggiungibile, tanto da rendere la nostra fame da videogioco una valida avversaria per l’appetito di uno Snorlax? Ecco: ci troviamo in questa situazione quando iniziamo a scrivere la recensione di Pokémon Pokopia.
Ci sbilanciamo già dall’inizio perchè questo simulatore di vita fra i Pokémon, un cozy game che prende molto da Animal Crossing, qualcosa da Minecraft e, perchè no, anche un pizzico del rivale Palworld, è sulla bocca di tutti ormai da tempo, ed è destinato a rimanerci per molto. Ma non vogliamo usare etichette o paragoni per ridurre Pokopia a una copia di altro; questa volta c’è molto di più. Ditto è riuscito a proporci un’esperienza unica e che va analizzata in tutti i suoi pregi e difetti per essere capita.
Essere Ditto
In Pokémon Pokopia vestiamo i panni di un Ditto. La sua capacità di trasformazione lo rende perfetto protagonista di un titolo dove l’attività principale è costruire e distruggere, immagazzinando materiali per riutilizzarli nella difficile opera di ricomposizione di una terra ignota. Ci svegliamo infatti all’interno di una grotta, senza sapere dove siamo o perché il nostro amato Pokémon Mutante decida di prendere le sembianze di un umano.
L’esplorazione, come sempre, ripaga i curiosi: dopo pochi passi nel luogo sconosciuto iniziamo a scoprire tante cose. Innanzitutto non siamo soli. Il Professor Tangrowth è sempre con noi e condivide la nostra curiosità riguardo a dove sono finiti tutti gli esseri umani. L’isola, poi, non è tanto disabitata: bastano poche azioni per far apparire i primi mostriciattoli, che iniziano subito ad aiutarci nell’opera di bonifica del luogo. La misteriosa isola, infine, non è poi così tanto misteriosa: bastano quattro passi, spirito d’osservazione e magari memoria di qualche videogioco della serie del passato per rendersi conto di dove ci si trova (non ve lo spoileriamo, questo tipo di scoperta è parte integrante dell’avventura!).
Tanti giochi della serie ci hanno insegnato una cosa: il connubio fra Pokémon ed esseri umani è imprescindibile. Da subito, in Pokémon Pokopia, Ditto, Tangrowth, Squirtle, Bulbasaur e Charmander si chiedono quindi: ma che fine hanno fatto gli esseri umani? E perchè hanno abbandonato questa terra allo sbando? I Pokémon sono, però, creature d’azione e, piuttosto di stare a riflettere, preferiscono mettersi all’opera. Inizia così un lungo processo di riparazione della terra distrutta, che affronta le delicate tematiche dell’inquinamento ambientale e dell’effetto dell’uomo sulla natura con eleganza e semplicità. Chissà, magari se il loro mondo tornerà allo splendore allora gli umani decideranno di farsi vedere di nuovo?
Il mondo da ricostruire si snoda fra cinque diverse mappe di grandezza crescente. Ciascuna è costituida da blocchi in stile Minecraft, che possono essere piazzati e distrutti a piacimento per creare Habitat di ogni tipo. Per la bonifica, il capocantiere Ditto si avvale di poteri particolari: tanti Pokémon sono in grado di insegnare le loro mosse peculiari per aiutarci nella ricostruzione. Impariamo così Spaccaroccia da Hitmonchan, Fogliame da Bulbasaur, Surf da Lapras e tante altre utili mosse nel corso del gioco.
Grazie a questi poteri possiamo fare di tutto, da creare campi coltivati a solcare i cieli, sfruttando poi le caratteristiche peculiari dei Pokémon che incontriamo lungo il cammino per trasformare argilla in mattoni, riciclare la carta straccia e piazzare betoniere per la creazione del cemento. Prima di parlare dei Pokémon e prima di avanzare con la storia del gioco, la prima sensazione restituita da Pokopia è una: essere Ditto è sinonimo di libertà.
I Pokémon
Come si incastrano i Pokémon in questo mondo da ricostruire? Come i più classici dei giochi della serie, Ditto possiede un Pokédex, da riempire con i dati di circa 300 Pokémon incontrabili durante l’esplorazione. A farli apparire non è il caso, però, ma le nostre precise scelte. Ogni creatura ha bisogno del proprio Habitat, costituito delle giuste condizioni atmosferiche, della giusta temperatura, e di qualche decorazione qua e là. Il nostro compito è quindi quello di ricreare l’Habitat specifico di un Pokémon per aspettare che questo appaia di sua spontanea volontà. Insomma, nessuno vorrebbe vivere in una terra senza casa.
Ad accompagnare il Pokédex c’è quindi l’Habitat Dex, un database di tutti i luoghi da ricostruire e Pokémon che potrebbero apparire che ci spinge ad abbellire e ricostruire le mappe di gioco per poter incontrare le nostre amate creature. Spesso questa dinamica è fatta in modo intelligente: i Pokémon più rari necessitano di Habitat più complessi da ricostruire, facendoci impegnare per cercare tutti gli strumenti di cui hanno bisogno. Altre creature, invece, appaiono sin da subito nella mappa, permettendoci di accedere a risorse utili senza farci faticare troppo. Un titolo del genere fa bene a tenersi alla larga dalla frustrazione: è giusto dare subito a giocatori e giocatrici gli strumenti per divertirsi. Chi vorrà completare il Pokédex, però, dovrà fare più fatica, senza mai poter parlare di difficoltà però. Ben fatto.
Ma parliamo ora dei Pokémon. Qui abbiamo uno dei tanti fiori all’occhiello del titolo: i modelli sono meravigliosi, ogni creatura ha dialoghi dedicati che ne fa intuire la natura e le caratteristiche peculiari, e le loro interazioni nella mappa sono un gigantesco passo avanti rispetto al passato. Non è raro trovare qualche Pokémon che gioca a inseguirsi, un elegante Altaria che decide di passare la giornata dentro una fontana per farsi un bagno, oppure un Machoke in cerca di approvazione che mostra i muscoli agli altri Pokémon.
La sinergia delle creature tascabili con i loro Habitat è minuziosa: ogni Pokémon ha bisogno di elementi ambientali precisi per apparire e questo contribuisce in maniera intelligente a raccontarci qualcosa delle creature in questione. Al posto di mosse e statistiche, inutili in un gioco come questo, abbiamo capacità particolari come la Combustione, tipica dei Pokémon Fuoco e utile per creare materiali di ogni tipo, o la Costruzione, appannaggio solitamente delle creature di tipo Lotta ed essenziale per erigere edifici di ogni tipo.
Sul lato Pokémon troviamo anche i primi difetti del titolo, però. Spesso capita che qualche Pokémon cammini a un metro dal suolo senza spiegazione, mentre le animazioni, per quanto curate, sono sempre limitate nel numero: i classici momenti di schermo nero in sostituzione di animazioni complesse (per esempio un Lapras che nuota) o strumenti che appaiono e scompaiono durante uno scambio non sono spariti.
Qualche fastidio può derivare poi dalla posizione dei Pokémon nelle mappe. Spesso ci è successo di dover cercare una creatura specifica, essenziale per ottenere un oggetto utile a una missione, per tanti minuti, senza poter essere guidati da una mappa funzionante. Pokopia offre infatti una minimappa per orientarsi nello spazio, ma solo alcuni Pokémon vi appaiono e l’utilità quindi viene presto a mancare.
Un gioco per tutti?
Il pericolo dei cozy game, che non mettono pressione e lasciano totale libertà ai giocatori, è sicuramente la noia. Come si tiene una persona attaccata allo schermo? Se avere “Pokémon” nel proprio titolo già offre un grandissimo aiuto, a completare il quadro Pokopia porta una storia memorabile. Qui arriva il punto a favore più grande di Pokémon Pokopia, uno che, a dire il vero, non ci aspettavamo per niente.
Si parte da tematiche delicate come il rapporto dell’uomo con la natura, l’inquinamento e l’abbandono, trattate sempre con intelligenza, delicatezza e senza sfociare nella banalità. Si scopre durante l’esplorazione che il mondo di gioco non è pensato casualmente, ma segue una precisa logica e una narrativa silenziosa di sfondo. Libri, appunti e oggetti appartenenti al passato sono sparsi per tutta la mappa e, chi ha voglia di soffermarsi a leggerli e riunire i puntini, potrà scoprire una storia commovente, che, soprattutto dopo i titoli di coda, riesce a far scendere una lacrimuccia ai giocatori di ogni età, piccini o fan di lunga data. Si finisce quindi con tanto calore nel petto, una sensazione che mancava da anni intorno ai Pokémon e che, onestamente, mai abbiamo provato in un’avventura Pokémon per Nintendo Switch.
Sia chiaro: Pokémon Pokopia non è un titolo per tutti. Se vi piacciono le lotte, non ne troverete. Se vi piace essere messi sotto pressione, non troverete pane per i vostri denti. Se vi piace l’horror, l’unico spavento sarà il patetico tentativo di Tyranitar di fare il gradasso, prima di rivelare la sua anima dolce e gentile. Insomma, gran parte del divertimento in Pokopia è dare libero sfogo alla propria creatività rilassandosi fra i Pokémon. Questa formula può apparire noiosa a qualcuno, ma vi assicuriamo che il connubio Pokémon e storia meravigliosa farà appassionare anche il più incallito amante di Call of Duty.
Finita la storia, però, i fan Pokémon tremano. Tante volte è successo che non ci fosse granché da fare, che il gameplay loop diventasse ripetitivo e la noia prendesse il sopravvento. Le recenti interpretazioni di post-game via DLC questionabili non hanno sicuramente aiutato a rialzare le aspettative. In Pokémon Pokopia, però, questo spauracchio scompare. Il gioco è costruito per darvi gli strumenti di cui necessitate per essere completamente liberi durante la storia, per poi lasciarvi totale controllo del vostro mondo nel post-game. A questo aggiungete un’ultima Trasformazione di Ditto, imparata proprio dopo i titoli di coda, che ci ha fatto aumentare il voto del titolo di mezzo punto.
Profondità
L’impalcatura generale, costituita da libertà di costruzione, Pokémon sempre convincenti e storia memorabile, è circondata da tanti piccoli dettagli che contribuiscono a dare profondità a questo gioco. Partiamo dalle colonne sonore. Siamo di fronte a un mix fra vecchie glorie del passato, rivisitate in chiave più rilassante, e nuove composizioni che non tarderanno a entrarvi in testa. Se poi ci aggiungiamo anche la possibilità di riascoltare le colonne sonore di altri giochi sotto forma di CD riprodotti da Rotom, allora abbiamo pane per tutti i denti.
Pokopia è poi pieno di creature iconiche. Greedent diventa una cuoca della combriccola a dir poco ilare, Tinkaton è un tuttofare goffo ma sempre amichevole, Pallichu si rivela sempre utile nel momento del bisogno, mentre Smeargle diventerà presto il migliore amico di tutti gli esperti di arredamento d’interni. Tutta questa caratterizzazione è sintomo di cura da parte degli sviluppatori, che non hanno trattato Pokopia come macchina da soldi, ma piuttosto come occasione per rifarsi dal passato burrascoso. Questa volta Game Freak deve ringraziare Koei Tecmo, studio di sviluppo che ha affiancato la realizzazione del titolo in tutte le sue fasi.
A garantire profondità ci sono anche ulteriori dettagli. Le descrizioni dei Pokémon rivelano spesso caratteristiche peculiari delle creature e anche informazioni sul loro passato (si veda quella di Pallichu), mentre l’esplorazione più minuziosa garantisce la possibilità di sbloccare vestiti che ricordano il passato della regione Pokémon dove ci si trova. C’è spazio quindi per la personalizzazione, ma anche per il ritorno al passato e per una nostalgia sempre apprezzata. Insomma, il nuovo incontra il passato, in un equilibrio che non stanca mai di spiazzare in positivo.
Non dimentichiamoci poi dell’esperienza online. Pokopia offre anche la possibilità di giocare insieme a un massimo di altri 3 giocatori per dare forma alla propria isola personale. Non si può affrontare la storia principale del gioco insieme, ovviamente, ma si può dare libero sfogo alla creatività di gruppo. Inoltre, visitare le isole altrui è sempre utile per poter ottenere oggetti facilmente, soprattutto grazie alla funzione di stampa 3D che si sblocca dopo poche ore di gioco.
La mossa Mimica di Ditto è perfetta nelle situazioni di gruppo, permettendoci di giocare a nascondino con i nostri amici in un mondo di gioco. Anche se nascondino non vi piace, non preoccupatevi: le cose da fare in compagnia sono sempre tantissime e l’esperienza online contribuirà sicuramente ad aumentare un potenziale già infinito di ore di gioco. Non c’è mai noia nel mondo di Pokopia!
Conclusioni
Durante il periodo immediatamente successivo all’uscita di Pokémon Pokopia bastava una breve sessione di scrolling sui social per carpire l’apprezzamento del pubblico. Impressionanti costruzioni create dai fan si alternano a graziose case per i propri Pokémon preferiti. Fra queste libere creazioni della mente, naturalmente, i fan più grandicelli hanno persino ricreato intere porzioni della regione di Kanto all’interno del gioco. Proprio pensando alla facilità nel ricreare mappe di giochi della serie principale, viene naturale pensare: perchè non sono tutti così? Perchè quest’estetica semplice ma funzionale non è lo standard per tutti gli altri giochi Pokémon? Perchè su Switch siamo passati a texture discutibili e boss fight senza capo né coda?
Questo ragionamento non vuole generare polemica, ma è piuttosto una lode alle avventure di Ditto su Switch 2 e una professione d’amore per un titolo non esente da difetti, ma comunque all’apice della serie Pokémon su Switch. Pokopia è intelligente e ci coccola, certo, ma soprattutto ci insegna una cosa: la semplicità può vincere su tutto se valorizzata. A valorizzare Pokopia sono la cura per i dettagli, la costante voglia di scoprire che si prova mentre giochiamo, la presenza delle amate creature tascabili, che questa volta sono all’apice della loro realtà, e una storia che in poche parole racconta tutto quello che c’è da dire. Si, siamo di fronte al miglior videogioco dei Pokémon mai uscito su Nintendo Switch.
Noi abbiamo finito di scrivere e possiamo tornare ad accendere la Switch per vestire i panni del nostro Ditto preferito. Se abbiamo convinto anche voi a farlo, potete trovare Pokémon Pokopia in sconto su Instant Gaming, oppure sul Nintendo eShop al prezzo di 69,99€.
Voto: 9
Storia indimenticabile
Totale libertà creativa
Anche il post-game non è mai noioso
Cura dei dettagli che mancava da anni
La minimappa non aiuta molto a orientarsi nello spazio
Non è un genere per tutti
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