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Before We Leave, Recensione: riporta alla luce l’umanità

Se vuoi rilassarti aiutando la civiltà umanità a prosperare dopo la catastrofe, ecco Before We Leave, un city builder di Balancing Monkey.

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   · 5 min lettura Recensioni
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Sono state raccontate tante storie, tra libri e film, di un’umanità che torna sul proprio pianeta per ricominciare da zero dopo aver perso tutto ciò che aveva. Questa volta del racconto se ne occupa Before We Leave, un city builder strategico sviluppato da Balancing Monkey Games e pubblicato da Team17, disponibile dal 2 agosto su Nintendo Switch già con una carriera biennale su PC, PlayStation e Xbox, al prezzo di 17,99€.

Dalla catastrofe alla rinascita

Il nostro viaggio inizia quando gli uomini riemergono in superficie dai bunker sotterranei da loro costruiti per sfuggire a un disastro galattico. Si parla di tanto tempo fa, dunque potrebbe trattarsi di pochi decenni come di secoli. Tutto ciò che sappiamo è che l’umanità ha perso quasi del tutto il suo passato e le sue conoscenze, sia tecniche sia ideologiche. Su un pianeta che sembra quasi rinato, gli umani, tenaci e vissuti, hanno bisogno di vedere risorgere il loro creato, con una lenta e pacifica rifioritura.

La scala dell’utilità marginale è molto chiara: i nostri abitanti avranno bisogno prioritariamente di acqua, cibo e una dimora esterna al bunker per riposarsi. Successivamente si potrà passare al lavoro grezzo di alberi e rocce, utilizzabili per costruire altre abitazioni e, ancora più in avanti, dei centri di conoscenza umanistica e scientifica: le Biblioteche. Queste permetteranno agli esseri umani sopravvissuti di riacquisire la cultura e la dottrina andate perdute, così da migliorare le proprie condizioni di vita, utilizzando dei punti intelligenza. Sono davvero numerose le ricerche scientifiche che permettono di potenziare le capacità della civiltà, ma ciò va di pari passo con l’esplorazione. Una scoperta dopo l’altra e ci ritroveremo presto a dover visitare anche altri pianeti!

Before We Leave

Il tutorial selezionabile già dal menu principale del videogioco rende più semplice la comprensione delle meccaniche che possono sembrare complesse e numerose. Ci sono dei piccoli obiettivi da eseguire, come costruire un edificio o svolgere una ricerca, che andranno a divenire a mano a mano più complessi data la disponibilità di terreni: infatti, non c’è solo un’isola da colonizzare! Una volta appresa dalla Biblioteca la tecnica della riparazione, infatti, si potrà riparare un’imbarcazione abbandonata e visitare la colonia successiva, e così via sfruttando altri mezzi di trasporto. La componente esplorativa è davvero interessante. Infatti, ogni isola presenta un bioma diverso, con caratteristiche morfologiche particolari alle quali bisognerà adattarsi. Il nostro lavoro consiste concretamente nella ricostruzione di una società, da modellare verosimilmente al grezzo sistema economico (prevalentemente commerciale) che vige nelle società contemporanee.

Before We Leave

Un gameplay rilassante… forse troppo

Ciò che rende il gameplay di Before We Leave un “massaggio celebrale” è l’assenza di reali pericoli sulle isole colonizzate dalla popolazione umana. Gli unici problemi che sorgono possono essere causati dall’infelicità degli abitanti o dall’inquinamento che comporta la costruzione di un centro di estrazione mineraria, se non un paio di fattori ancestrali che riemergeranno dalle fondamenta della Terra e che disturberanno la pace nella nostra civiltà solo nelle fasi più avanzate del gioco. Dunque, sono grossomodo tutti risolvibili e non c’è modo di effettuare scelte politiche volte a venire a capo alle problematiche.

Questo pone però un problema per quei giocatori che cercano una sfida leggermente più avvincente in un’esperienza videoludica, anche in un city builder pacifista come questo. Le scelte sono telecomandate, è tutto già scritto, le soluzioni sono già pronte sul terreno di gioco e il nostro compito è unicamente quello di sfruttare l’ingegno per usufruirne. Tutto questo, però, il gioco lo maschera con una una patina di libero arbitrio caratterizzata dall’infinità di piccoli dettagli di cui dobbiamo tenere conto. Ci sono poi delle evidenti incoerenze con la realtà, che riguardano la complessità della costruzione di edifici. Non ha senso dilungarsi parlando della ridondanza delle cose da fare una volta terminata la campagna principale: una partita e poi basta, insomma.

Un mondo esagonale e un motivetto coinvolgente

Lo stile grafico è molto particolare, con il pianeta di gioco composto da esagoni su cui si posso costruire a proprio piacimento strade ed edifici, i quali sono davvero tantissimi: orti, capanne, magazzini, officine, scuole, e ognuno va costruito nella posizione ottimale per permetterne la massima produzione. La diversità dei biomi in ogni isola è piacevole, come lo è l’intera interfaccia di gioco con visuale dall’alto. Infatti, Se al primo contatto con Before We Leave è sembrato tutto così dispersivo, con una semplice ora di gioco il sistema di controllo del mondo di gioco si è rivelato essere alla portata. I comandi sono ben distribuiti, e le prestazioni su Nintendo Switch sono ottimali. Ci permettiamo di consigliarvi l’aumento della sensibilità della levetta destra, così da muovere la camera sopraelevata con più fluidità.

L’insieme di effetti grafici che compongono il gameplay, come quelli in fase di costruzione, esplorazione o quelli che riguardano il meteo e il ciclo giorno-notte, sono degni di nota. L’esperienza di gioco, che come abbiamo detto risulta un po’ ripetitiva dopo la prima campagna conclusa con l’arrivo nello spazio, è accompagnata anche da motivetti rilassanti. Si tratta di musiche che ricordano (convenzionalmente) tempi medioevali, le cui sopraffine melodie sono suonate con flauti e violini. Il binomio colonna sonora – gestione risorse è la perfetta combinazione che rende tranquilla la campagna.

Conclusioni finali

Possiamo concludere dicendo che Before We Leave non è un gioco per tutti. Se cercate un’esperienza rilassante, senza troppe insidie e con pieno arbitrio nel decidere cosa fare della vostra popolazione umana, cadete a fagiolo. Non si può dire altrettanto per chi in un city builder cerca un vero e proprio grattacapo. Dal punto di vista oggettivo, va sottolineato l’ottimo lavoro degli sviluppatori per quanto riguarda il comparto grafico e le colonne sonore. Bisogna tenere d’occhio tutto: i raccolti, le ricerche, gli scavi minerari, l’edilizia, e addirittura all’appagamento interiore degli abitanti. I dettagli fanno tanto, ma c’è un’evidente mancanza di arbitrarietà sul processo di sviluppo della civiltà.

Voto: 7

Pro
Esplorazione divertente
Varietà incalcolabile di fattori di gioco
Colonne sonore coinvolgenti
Stile grafico peculiare
Contro
Decisioni poco arbitrarie
Mancanza di sfide considerevoli
Sessioni di gioco lunghe e ridondanti

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