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Manifold Garden, Recensione: un mondo impossibile

Sicuramente tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo ritrovati in mezzo a due specchi posti uno di fronte all’altro, ritrovandoci improvvisamente immersi in in un mondo virtuale pressoché infinito. Di base, Manifold Garden ci fa vivere un’esperienza visiva simile che accompagna i giocatori tramite diversi rompicapi nell’esplorazione di mondi e figure impossibili. Questo […]

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Sicuramente tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo ritrovati in mezzo a due specchi posti uno di fronte all’altro, ritrovandoci improvvisamente immersi in in un mondo virtuale pressoché infinito. Di base, Manifold Garden ci fa vivere un’esperienza visiva simile che accompagna i giocatori tramite diversi rompicapi nell’esplorazione di mondi e figure impossibili.

Questo titolo è stato sviluppato da William Chyr Studio, rilasciato inizialmente a ottobre 2019 su Epic Games Store e Apple Arcade. Il 18 agosto 2020 approda anche sulle console Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One al prezzo di 17,99€.

Un mondo da ricolare

Tutto dipende dal punto di vista

Un aspetto peculiare di questo titolo lo troviamo nella possibilità che ha il giocatore di scegliere il punto di vista da quale visualizziamo il mondo del gioco, in base alla prospettiva utilizzata e al piano d’appoggio in cui ci troviamo, possiamo percepire un mondo differente che ci porterà a notare alcuni dettagli necessari per proseguire. L’obiettivo del gioco è quello di ridare vita a questo mondo spoglio.

Le meccaniche interne al gioco vengono introdotte in maniere graduale, senza risultate noiose o troppo banali. Ogni rompicapo infatti ci mette di fronte a un nuovo problema che dovrà essere risolto applicando le varie tecniche apprese precedentemente.

La nostra avventura inizia all’interno di una stanza, dove ci divertiremo a scoprire le regole di quel mondo e della sua folle gravità che ci porterà a scambiare più e più volte il nostro piano d’appoggio. Dopo esserci divertiti abbastanza con la gravità in un breve corridoio iniziale cominciamo a interagire con i cubi presenti nelle varie stanze in modo da risolvere i puzzle e sbloccare i passaggi successivi. Man mano tutte le tecniche e gli enigmi si uniscono e diventano sempre più complessi portandoci alla grande conclusione del viaggio.

Reinventarsi con piccole modifiche

Esplorazione surreale

L’estetica adottata è sicuramente un fattore importante che contraddistingue il titolo e lo rende un’esperienza visiva. Il gioco si presenta come una buona riproduzione artistica del lavoro di Escher che sconvolge ogni regola fisica e ottica del mondo e basa le proprie opere sul concetto della relatività. Nel corso della nostra esplorazione avremo la possibilità di tuffarci nel vuoto, e ritrovarci in cima della struttura da cui ci tuffiamo, oppure semplicemente provare a salire delle scale senza fine.

Un salto nel vuoto dell’infinito

Il comparto audio di Manifold Garden viaggia di pari passo con quello visivo: ci viene offerta una colonna sonora asettica di natura ambientale che immerge ulteriormente il giocatore in questa realtà. Questi suoni ci accompagnano pressoché per tutta la durata del gioco tranne per alcuni puzzle in cui inizia a farsi sentire sempre più presente un brano di musica elettronica che richiama le colonne sonore del film Tron: Legacy.

Una funzione che purtroppo non ci viene introdotta nel corso del gameplay è la modalità fotografica, la quale ci offre la possibilità di realizzare scatti suggestivi personalizzabili, mediante la modifica di alcuni parametri, come il colore, la saturazione, il punto di vista, filtri e altri valori portandoci a ottenere scatti che vanno ben oltre delle semplici screen. Per gli amanti delle nuove arti questa funzione potrà offrire grandi soddisfazioni.

“Il mondo impossibile”
“I colori in rivolta”

Un’esperienza da vivere in grande

Per quanto riguarda la compatibilità con la Switch, abbiamo provato il gioco sia sul grande schermo, dove l’immersione in questo folle mondo aumenta a dismisura, sia nella modalità portatile dove l’esperienza non perde di intensità ma resta più anonima. In entrambi i casi, c’è da riconoscere il modo interessante in cui sono state applicate il rumble dei Joy-Con, le quali in momenti di maggior gravità mantengono una vibrazione costante appena percettibile portando i giocatori a sentire il peso delle situazione e lo stress della situazione.

Un sogno eretico che si realizza

Manifold Garden va vissuto come un’esperienza immersiva unica nel suo genere in grado di farci vivere un’avventura suggestiva. Sicuramente è un ottimo modo per poter realizzare qualche sogno infantile come quello della metafora iniziale degli specchi ma anche un buon esercizio per la mente per risolvere i vari rompicapo.

Voto: 8

Pro
Semplice, intuitivo e mai banale
Stile estetico eccellente
Contro
Piccoli sensi di nausea ed estraniazione dalla realtà in un primo momento

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