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Giraffe and Annika, Recensione: a ritmo fantasy su Nintendo Switch

Giraffe and Annika, Recensione: a ritmo fantasy su Nintendo Switch

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Lontano dagli schiamazzi delle città, distante dai trafficati porti marittimi, ben oltre l’orizzonte, spunta l’apparentemente quieta isola di Spica. Un luogo tranquillo in superficie, ma che, esattamente come una medaglia, nasconde una seconda faccia irta di segreti e tentacolari trame da stregoneria che… beh, data la forte amnesia dovremo riscoprire daccapo in Giraffe and Annika.

Dopo il debutto su PC, Giraffe and Annika cerca di risvegliare la sua soffice magia anche su Nintendo Switch grazie alla bacchetta del neonato studio Atelier Mimina, affidandosi a NIS America per la pubblicazione. Nell’ambito di un pacchetto piuttosto minuto tanto in termini contenutistici quanto di longevità, l’incantesimo che dovrebbe ammaliare la protagonista e di rimando il giocatore si infrange tuttavia su uno scoglio spigoloso. Tentando d’ibridare la formula di un’avventura in 3D con elementi da rhythm game, il titolo non riesce a esaltare le caratteristiche dell’uno né dell’altro genere, scegliendo di raccontare una favola dai toni pacati e quasi bucolici, eppure manchevole di mordente, di una reale spinta a proseguire nella più primitiva delle missioni: quella della scoperta.

giraffe and annika

Amnesia portami via

Era probabilmente un giorno come tanti nella soleggiata isola di Spica, quando Annika si è ridestata da un comodo letto dove non pensava neanche di essersi stesa. Uno stato di forte agitazione mescolato a una profonda confusione si impossessa subito della ragazza-gatto, accorgendosi di aver smarrito gran parte dei suoi ricordi fino a quel momento. “Dove mi trovo? Come sono arrivata qui?” Tante domande si rincorrono nella sua mente, intanto che decide di uscire da quella misteriosa casupola dove si è trovata e aprire i suoi occhi dinanzi a un piccolo mondo fantasy.

giraffe and annika

Nonostante l’iniziale senso di prigionia in quella terra sconosciuta, Annika sembra mutare drasticamente il suo stato d’animo dopo l’incontro con Giraffe, un ragazzo dalle fattezze da lupo che sembra invece conoscerla bene. Senza fornirle alcun pretesto convincente, questo ultimo la incarica di scovare e recuperare tre frammenti di stella speciali disseminati tra grotte e altri angoli nascosti della zona. La protagonista felina parte così nella speranza di trovare risposta ai suoi perseguitanti dubbi svelare i segreti di un’isola che è per lei è di fatto una gabbia.

giraffe and annika

La sensazione che resta nell’utente reale, di contro, è quella di un canovaccio narrativo di seconda mano incastrato a forza in una realtà fantasiosa derivativa, il quale non offre tempo né agganci per familiarizzare con i suoi componenti. E così ci dirigiamo alla volta della Foresta Misteriosa e altrove, senza giustificazione alcuna riguardante la nostra inaspettata determinazione, verso un obiettivo apparentemente estraneo, immersi in un ambiente spoglio, alla ricerca di un ritmo che pare stonare già dalle prime note.

A ritmo lento verso una scoperta che non c’è

La struttura ludica della favola raccontata da Atelier Mimina si divide fra una parte di pura esplorazione alternata da piccole missioni a uno sviluppo più lineare, inframezzata da scene di trama nello stile di un manga digitale, insieme a degli scontri, contati e mai entusiasmanti, gli unici dove si concentri l’anima musicale del gioco. Indirizzato a un pubblico giovanile, Giraffe and Annika nasce senza mirabolanti ambizioni drammatiche né ricerca un gameplay complesso o un’ardua sfida. La storia scorre infatti grazie a dialoghi semplici formati da frasi brevi – rigorosamente tutto in lingua inglese – incasellate nei classici baloon da fumetto.

giraffe and annika

Le fasi di scoperta di questo atollo nostra prigione passano attraverso delle lunghe camminate la cui libertà viene interrotta soltanto da ostacoli fisici e naturalistici che si apriranno totalmente solo con l’incedere della narrazione. La telecamera è sì ancorata alle spalle della protagonista, eppure è capace di dare nelle mani del giocatore il comando della situazione. Peccato che la godibilità dell’esplorazione venga smorzata dalla mancanza di alcune meccaniche che, pur giungendo successivamente come ricompensa dagli scontri, paiono come sottratte da una ricetta ludica che possa dirsi completa. Ci riferiamo per esempio alle difficoltà riscontrare nel nuoto: data una gestione malandata dei due comandi disponibili in questi frangenti, le cadute in acqua rappresentano un momento frustrante dove annaspare in cerca di un punto salvifico per tornare in superficie, evitando la perdita di HP (manca una barra preposta all’ossigeno) e il conseguente game over. Non solo, il nostro cammino vede anche la spiacevole presenza di fantasmi fluttuanti ai quali attacchi non possiamo rispondere, bensì semplicemente fuggire, cercando un goffo rifugio dietro una cassa di legno.

giraffe and annika

Superate le impervie difficoltà, si potrà giungere al cospetto del boss dei vari dungeon. Le battaglie seguono tutte lo stesso copione, senza sorprese peculiari: queste consistono in una schermata fissa con il nemico posto di fronte al giocatore a una certa distanza; i suoi attacchi si tramutano in sfere musicali da battere nel momento in cui toccano il terreno, grazie all’utilizzo di una sorta di bastone magico che comparirà nelle nostre mani solo in tali frangenti. Migliore sarà il tempismo del colpo, maggiori saranno i danni arrecati all’avversario, mentre quelli mancati andranno contro i nostri punti salute. Limitatamente a questi segmenti viene offerta l’opportunità di scegliere uno fra tre livelli di difficoltà e in base alle capacità espresse dal giocatore, al termine di ogni lotta sarà assegnato un voto in termini alfabetici.

Fattore Switch

Data la scarsità di azioni disponibili, la mappatura dei comandi risulta funzionale all’esperienza sulla console ibrida. L’avventura scorre senza problemi di lag fra gli input dell’utente e l’effettiva resa nel gioco, dando pertanto la possibilità di perfezionare i balzi fin troppo precisi richiesti in alcune circostanze di platforming. Sul versante tecnico si scopre invece il velo di Maya della fatata creatura fantasy, palesando un prodotto a basso budget. Ci riferiamo per esempio a dei pop-in frequenti degli elementi naturalistici, a una conta poligonale risicata e a delle animazioni poco studiate soprattutto nelle camminate di tutti i personaggi, i quali danno semplicemente l’idea di scivolare sul terreno.

Fantasy senza fantasia

L’adventure firmato Atelier Mimina incuriosisce per la tenerezza dei suoi abitanti antropomorfi ma di chiare sembianze animalesche, per il loro aspetto e il tratto dolce ben commisurato alla favola. Guardandosi attorno vengono però a galla i limiti di una piccola produzione che non ha probabilmente saputo esprimere il proprio potenziale nella resa dei paesaggi, anonimi e senza alcun piglio distintivo. Uno degli inciampi più incomprensibili risiede nel sound design, ma principalmente nelle musiche: le melodie scelte sono in tema con l’ambientazione bucolica fantasiosa, eppure risultano brevi, troppo ripetute e mai incisive, nonostante l’etichetta da rhythm game.

Giraffe and Annika si presenta con il suo magico tocco alla libreria sempre più ricca dei giochi indipendenti di Nintendo Switch rischiando di sbagliare incantesimo e scomparire da sé. Le gradevoli scene ispirate a un manga e il tenero aspetto dei personaggi principali non bastano a innalzare la qualità complessiva di un titolo tutto sommato godibile ma che non riesce a esprimersi davvero. Giraffe and Annika è disponibile sul Nintendo eShop dal 28 agosto 2020 al prezzo di 29,99 euro.

Voto: 5.5

Design dei personaggi grazioso
Frame rate sempre stabile
Possibilità d’ingrandire o rimpicciolire la visuale
Componente da rhythm game trascurabile rispetto alle premesse
Musiche dimenticabili, stringate, ripetute
Nessuna spinta che porti a esplorare liberamente

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Articolo di Maria Enrica
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